730 precompilato: visto di conformità infedele

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Il modello 730 precompilato debutterà nel 2015 per i redditi 2014. L’Agenzia delle Entrate sta preparando i controlli da effettuare che saranno differenziati a seconda che il contribuente presenti da solo, o tramite intermediario, la propria dichiarazione. Nel caso in cui il contribuente si avvalga di un professionista, a questi sarà demandato il controllo formale della dichiarazione e su questi graveranno le maggiori imposte, sanzioni e interessi, nel caso in cui il visto di conformità rilasciato risultasse infedele.

Il Decreto Semplificazioni Fiscali (Legge n. 175/2014), ha previsto, a partire dal 2015, l’introduzione in via sperimentale della dichiarazione dei redditi precompilata. Infatti, per la prima volta non sarà più il contribuente ad autodichiarare al Fisco i propri redditi, ma sarà direttamente l’Amministrazione finanziaria che metterà a disposizione dei contribuenti una dichiarazione dei redditi già compilata con i dati disponibili dall’Anagrafe tributaria (dati relativi a dichiarazioni precedenti), e con i dati trasmessi dagli operatori istituzionali (banche, assicurazioni, enti previdenziali), e dai dati contenuti dalle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta.

Tuttavia, soltanto a partire dall’anno 2016, la dichiarazione precompilata, potrà dirsi veramente completa, in quanto l’Amministrazione finanziaria potrà attingere i propri dati anche dal Sistema Tessera Sanitaria. A tal fine, è previsto che tutti gli operatori del sistema sanitario (medici, farmacie, Asl, aziende ospedaliere, ecc) dovranno trasmettere i dati relativi alle spese mediche, di assistenza specifica e alle spese sanitarie che danno diritto a deduzioni dal reddito o a detrazioni dall’imposta, ai fini della loro messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Modello 730 precompilato – La dichiarazione precompilata sarà resa disponibile direttamente al contribuente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o, conferendo apposita delega, tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale ovvero tramite un centro di assistenza fiscale di cui all’articolo 32, comma 1, lettere d), e) ed f), del D.Lgs n. 241/97, o un iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o in quello dei consulenti del lavoro.  La dichiarazione precompilata può essere accettata ovvero modificata dal contribuente e deve essere presentata, entro il 7 luglio, all’Agenzia delle Entrate, direttamente in via telematica, oppure al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, od anche ad un commercialista, consulente del lavoro o ad un CAF, i quali sono peraltro obbligati al rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione. Resta ferma, ovviamente, la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi autonomamente compilata con le modalità ordinarie.

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate – L’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi precompilate distinguendo i casi in cui il modello 730 sia presentato direttamente dal contribuente o tramite sostituto d’imposta rispetto ai casi in cui la presentazione sia effettuata tramite professionista (commercialista o consulente del lavoro) o CAF.

Nel caso in cui la dichiarazione precompilata sia presentata dal contribuente, direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta viene escluso il controllo formale sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi, fermo restando, su tali dati, il controllo della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni. In questo caso, non è previsto nemmeno il controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate sui rimborsi complessivamente superiori a quattromila euro, derivanti, tra l’altro, da detrazioni per carichi di famiglia e/o da eccedenze relative a precedenti dichiarazioni.

Qualora la dichiarazione precompilata sia presentata tramite un professionista commercialista  o consulente del lavoro) o un CAF, il controllo formale sarà effettuato nei riguardi del soggetto che appone il visto di conformità, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri indicati nella precompilata dall’Agenzia delle Entrate, forniti da parte di soggetti terzi, fermo restando il controllo sul contribuente della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni. In questo caso, avvalendosi il contribuente per la presentazione della dichiarazione precompilata di soggetti obbligati al rilascio del visto di conformità, il legislatore ha attribuito a questi ultimi la responsabilità del controllo formale (cd.  visto leggero,  commi 1 e 2, lett. a), dell’art. 35 del D.Lgs n. 241/97). Tale responsabilità viene loro attribuita, non solo nei casi in cui la dichiarazione precompilata sia modificata dal contribuente, ma anche in quelli in cui detta dichiarazione sia semplicemente accettata dal contribuente, il che impone ai professionisti e ai responsabili dei CAF di effettuare i dovuti controlli anche qualora ci si limiti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione così come messa a disposizione del contribuente dalla stessa Agenzia.

Le sanzioni per il visto di conformità infedele sul modello 730 – L’aspetto sicuramente più controverso e dibattuto della nuova disciplina sulla dichiarazione dei redditi precompilata riguarda il nuovo regime sanzionatorio applicabile nei casi in cui professionisti (commercialisti e consulenti del lavoro) o CAF rilascino un visto di conformità infedele.

Il nuovo articolo 39, comma 1, lett. a), del D.Lgs n. 241/97 sottopone, sia il professionista che il responsabile dell’assistenza fiscale del CAF, all’obbligo di pagamento, di un importo pari all’imposta, agli interessi e alla sanzione che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell’art. 36-ter del DPR n. 600/73.

Tuttavia, la sanzione non scatta se l’infedeltà del visto è stata determinata dalla condotta dolosa o colposa del contribuente (attraverso la falsificazione dei documenti su oneri deducibili e detraibili presentati all’intermediario). Un altro caso in cui il contribuente è tenuto al versamento della maggiore imposta dovuta e dei relativi interessi, mentre il professionista o il CAF resta obbligato al pagamento delle sole sanzione, è quella in cui il professionista, entro il 10 novembre dell’anno in cui la violazione è stata commessa, trasmette una dichiarazione rettificativa del contribuente ovvero, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, una comunicazione dei dati relativi alla rettifica. Si tratta, in effetti, di una speciale forma di ravvedimento operoso che, consente al professionista di beneficiare della riduzione a 1/8 della sanzione per omesso versamento a suo carico, che diviene quindi pari al 3,75% della maggiore imposta dovuta, ferma restando, in tal caso, la debenza dell’imposta e degli interessi da parte del contribuente. Una volta superato il termine del 10 novembre, gli esiti del controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate sono comunicati direttamente al professionista o al CAF, i quali potranno definire il tutto versando, entro 60 giorni, una somma corrispondente all’importo della sanzione per omesso versamento, ridotta a 2/3, fermo restando l’obbligo per lo stesso professionista o CAF di corrispondere altresì una somma pari all’importo dell’imposta e dei relativi interessi maturati fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione, che dunque resteranno definitivamente a carico dello stesso intermediario. E’ inoltre opportuno precisare che tale disciplina, si rende applicabile in ogni caso di presentazione del modello 730 precompilato, anche autonomamente compilato.

Per quanto possiamo vedere, questo tipo di impianto sanzionatorio a carico dei professionisti che rilascino un visto di conformità infedele sul modello 730 precompilato, appare possa delineare alcuni dubbi sulla sua legittimità costituzionale. Prevedendo una sorta di sostituzione del il contribuente (originario debitore) con il professionista che ha rilasciato il visto, per il pagamento della maggiore imposta e degli interessi, questa normativa appare del tutto in contrasto con il principio sancito dall’articolo 53 della Costituzione, sulla capacità contributiva. Infatti, non appare condivisibile fare gravare il tributo su un soggetto diverso da quello che ha realizzato il presupposto impositivo. A conferma di ciò, basti pensare che il risparmio d’imposta generato dal visto infedele è esclusivamente del contribuente, unico soggetto che ha tratto vantaggio da detta infedeltà. Trasferire in capo al professionista o al CAF anche gli importi corrispondenti all’imposta e agli interessi risparmiati dal contribuente non sembra quindi giustificabile. Tale circostanza, poi sembrerebbe anche in contrasto con il principio di uguaglianza, essendo l’imposta dovuta dal contribuente in dipendenza, non tanto del diverso reddito imponibile realizzato, ma del diverso soggetto a cui si sia deciso di affidare l’incarico di trasmettere il modello 730 precompilato.

In questi termini il professionista per non fare scattare la disciplina riguardante la suddetta responsabilità si troverà inevitabilmente costretto a provare la sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa grave da parte del contribuente, con la conseguente instaurazione di un contenzioso legale.

I riflessi sulle coperture assicurative – Oltre alle suddette perplessità in materia di sanzioni, è da sottolineare anche quelli che saranno gli inevitabili effetti che questa nuova disciplina comporterà sul costo della copertura assicurativa necessaria per il rilascio del visto di conformità. Infatti, il premio da rilasciare alle compagnie assicurative in virtù del rischio, a carico del professionista, di dover risarcire le somme dovute a titolo di imposta sanzioni e interessi, sarà sicuramente destinato ad aumentare. A conferma di ciò, è stato anche incrementato sino a 3 milioni di euro il massimale della polizza assicurativa sulla responsabilità civile che professionisti e CAF sono tenuti a stipulare (commi 1 degli artt. 6 e 22 del D.M. n. 164/1999).

Da sottolineare, infine, che a parziale contropartita dell’aumento dei costi per il rilascio del visto di conformità, dovrebbe essere garantita una rimodulazione delle misure dei compensi che lo Stato corrisponde a professionisti e CAF per l’attività di assistenza fiscale. Rimodulazione, che, allo stato attuale appare tutt’altro che scontata e che per questo rischia di fare ricadere sui contribuenti il maggior costo che dovranno sostenere i professionisti, causando un’unica conseguenza: un aumento generalizzato dei compensi legati all’assistenza fiscale per il modello 730 precompilato.

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