Agenti di commercio: applicazione della ritenuta ridotta

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Gli agenti di commercio indicati all’articolo 25-bis del DPR n. 600/73, possono presentare al preponente una comunicazione per chiedere che la ritenuta d’acconto, ai fini delle imposte sui redditi, sia commisurata non sulla base imponibile costituita dal 50% della provvigione ma su quella ridotta, pari al 20% della provvigione.

L’articolo 25-bis, primo comma, del DPR n. 600/73 prevede l’applicazione di una ritenuta a titolo d’acconto dell’Irpef o dell’Ires dovuta dai percipienti all’atto del pagamento delle provvigioni comunque denominate per le prestazioni anche occasionali inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari.

La base imponibile della ritenuta è pari al 50% dell’ammontare delle provvigioni corrisposte. Se i percipienti dichiarano ai loro committenti, preponenti o mandanti che, nell’esercizio della loro attività, si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, la ritenuta è pari al 20% dell’ammontare delle provvigioni stesse.

La disciplina previgente – L’attuale disciplina della dichiarazione, cui è subordinata l’applicazione della ritenuta sul 20% della provvigione, è dettata dal DM 16 aprile 1983, previsto dal settimo comma dell’articolo 25-bis. Al riguardo, l’articolo 3 del DM 16 aprile 1983 prevede che:

  1.  la dichiarazione debba essere spedita al committente, preponente o mandante, per ciascun anno solare, entro il 31 dicembre dell’anno precedente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (primo comma);
  2. se le condizioni previste per la riduzione al venti per cento della base imponibile della ritenuta si verificano in corso d’anno, la relativa dichiarazione deve essere presentata non oltre quindici giorni da quello in cui le condizioni stesse si sono verificate. Entro lo stesso termine devono essere dichiarate le variazioni in corso d’anno che fanno venire meno le predette condizioni (secondo comma);
  3. se per l’anno o frazione di anno in cui ha inizio l’attività il percipiente, presumendo il verificarsi delle relative condizioni, intende avvalersi della riduzione al venti per cento della base imponibile delle ritenute, deve farne dichiarazione non oltre i quindici giorni successivi alla stipula dei contratti, o accordi, di commissione, di agenzia, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari o alla eseguita mediazione (terzo comma).

La nuova disciplina – In tale contesto, l’articolo  27 della Legge di Stabilità sostituisce il settimo comma dell’articolo 25-bis in esame, stabilendo che il decreto di attuazione dovrà prevedere che la dichiarazione:

  1. possa essere trasmessa anche tramite posta elettronica certificata (secondo periodo);
  2. non possa avere limiti di tempo e sarà valida fino a revoca ovvero fino alla perdita dei requisiti da parte del contribuente (terzo periodo).

Sebbene l’attuazione dell’articolo 27 della Legge di Stabilità sia demandata a un decreto ministeriale di attuazione, si ritiene che nelle more dell’adozione del decreto di attuazione e coerentemente con le finalità di semplificazione della legge delega sia già possibile effettuare la trasmissione della dichiarazione prevista dal DM 16 aprile 1983 anche tramite posta elettronica certificata, rispettando comunque i termini ivi previsti.

Le sanzioni – Per quanto riguarda le sanzioni, l’ultimo periodo del settimo comma dell’articolo 25-bis del DPR n. 600/73, come sostituito dall’articolo 27 del Decreto prevede che l’omissione della comunicazione relativa alle variazioni che comportano il venir meno delle predette condizioni comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11, del D.lgs n. 471/97 e le successive modificazioni. Con le modifiche apportate dalla Legge di Stabilità l’omessa comunicazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da €. 258 a €. 2.065.

Al riguardo, considerato che un’eventuale dichiarazione non veritiera circa sussistenza dei presupposti per l’applicazione della ritenuta in misura ridotta ha i medesimi effetti dell’omessa comunicazione del venir meno dei presupposti stessi, e rilevato che la lett. a) del comma 1 dell’art. 11 del D.lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione della sanzione amministrativa anche in caso di invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri, si ritiene che tale sanzione sia applicabile anche nel caso in cui la dichiarazione dell’agente o delle altre figure previste sia incompleta o non veritiera.

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