Cessioni a turisti extra UE in regime di non imponibilità Iva

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Tax refund per le cessioni a turisti extra UE. Quando un turista extra UE effettua l’acquisto di un bene, all’interno di un negozio al dettaglio, è possibile, ai sensi dell’articolo 38-quater del DPR n. 633/72 non applicare l’Iva, se vengono rispettate alcune condizioni.

L’articolo 38-quater del DPR n. 633/1972 consente ai soggetti che effettuano attività di commercio al dettaglio di non applicare l’Iva, a favore dei turisti extra UE che effettuano nel territorio dello Stato acquisti di beni, a condizione che vengano rispettati determinati requisiti.

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per applicare questo particolare meccanismo che evita l’applicazione dell’Iva in fattura. In particolare, i requisiti che devono essere verificati, per l’applicazione dell’articolo 38-quater del DPR n. 633/72, per le cessioni a turisti extra-UE riguardano:

  • Il soggetto cedente;
  • Il turista extra UE;
  • Con riferimento a particolari beni agevolati.

Di seguito andremo ad analizzare le modalità e i requisiti per cui è possibile emettere fattura non imponibile Iva ai per le cessioni a turisti extra-UE che acquistano un bene all’interno dei nostri confini nazionali.

I requisiti per il soggetto cedente

Affinché possa essere emessa una fattura di vendita non imponibile Iva, ai sensi dell’articolo 38-quater del DPR n. 633/72 è necessario che il soggetto cedente sia un commerciante. In particolare, la cessione dei beni deve essere effettuata esclusivamente da parte di commercianti al minuto o da commercianti all’ingrosso muniti di licenza per la vendita dettaglio.

La Risoluzione Ministeriale n. 126/E/1998 ha previsto che la cessione del bene possa essere effettuata anche da un commerciante all’ingrosso, purché sia autorizzato alla vendita al dettaglio, questa avvenga in locali distinti e la vendita di beni non faccia pensare all’uso degli stessi per fini diversi dall’uso privato.

I requisiti del soggetto acquirente

La cessione del bene deve essere effettuata nei confronti di soggetti privati domiciliati o residenti in un altro Stato extra-UE, requisito da verificarsi con opportuno documento da presentare al momento dell’acquisto al soggetto cedente.

Gli estremi del passaporto non devono essere indicati in fattura, ma andranno riportati dal turista prima del visto doganale.

Beni acquistabili in regime di non imponibilità Iva

I beni che possono essere acquistati da turisti extra-UE beneficiando dell’agevolazione ai fini Iva devono essere destinati all’uso personale o familiare. E’ opportuno precisare che, deve trattarsi di cessione di beni e non di prestazioni di servizi, per le quali non è riconosciuta la detassazione. I beni devono inoltre essere di importo superiore a €. 154,94 e devono essere destinati all’uso personale e familiare del soggetto.

Categorie di beni

La Circolare Ministeriale n. 145/E/1998 ha precisato che le categorie merceologiche rilevanti a tale fine, da intendersi nell’accezione più ampia, ivi compresi i beni ad uso non esclusivamente personale del viaggiatore ma anche di eventuali suoi familiari non viaggiatori (Risoluzione n. 58/E/1997 dell’Agenzia delle Entrate), sono le seguenti:

  • Abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori;
  • Piccoli mobili, oggetto di arredamento e di uso domestico;
  • Articoli sportivi;
  • Oggetti di oreficeria e gioielleria;
  • Apparecchi radio-televisivi ed accessori;
  • Alimentari;
  • Giocattoli;
  • Computers ed accessori;
  • Strumenti ed accessori musicali;
  • Apparecchi di telefonia;
  • Cosmetici;
  • Accessori per autoveicoli;
  • Prodotti alcoolici e vitivinicoli;

e, in generale, deve trattarsi di beni privi di qualsiasi interesse commerciale.

Uscita dei beni dall’Italia

Tali beni dovranno poi uscire dal territorio comunitario entro tre mesi dall’acquisto e l’uscita deve avvenire nei bagagli personali del turista, ricomprendendovi sia il bagaglio a mano che quello non accompagnato. Se, infatti, del trasporto della merce si occupa il cedente, non è possibile rientrare nell’ambito dell’articolo 38-quater, ma l’operazione sarà qualificata come esportazione (articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/1972).

Fattura per cessioni a turisti extra-UE

Tornando alle operazioni in commento, è sempre obbligatoria l’emissione della fattura nei confronti del turista extra UE, ma la fatturazione può avvenire:

  • Senza addebito dell’Iva (articolo 38-quater, comma 1 del DPR n. 633/1972) – L’operazione è considerata come “non imponibile” e come tale risulta conclusa nel momento in cui, entro il quarto mese successivo al momento di effettuazione dell’operazione, viene restituita al cedente, da parte del turista extra UE una copia della fattura con il visto della Dogana di uscita. Se ciò non avviene, il cedente dovrà regolarizzare l’operazione emettendo una nota di variazione di sola Iva e versare la stessa entro i successivi 30 giorni.
  • Con addebito dell’Iva e successivo rimborso dell’imposta tramite emissione di nota di variazione (articolo 38-quater, comma 2 del DPR n. 633/1972) – Questa modalità è sicuramente la più prudente per il soggetto cedente, che emetterà fattura con addebito di Iva. Il turista extra UE sarà tenuto al trasporto dei beni acquistati fuori dall’Unione europea entro il terzo mese successivo a quello di cessione, e  dovrà restituire al cedente entro il quarto mese successivo la fattura vistata dalla Dogana. Così facendo, il turista extra UE otterrà il diritto ad ottenere il rimborso dell’Iva con emissione di nota di variazione. Di solito, per rendere più snella questa operazione, i turisti extra UE interessati si rivolgono alle c.d. società tax free o di tax refund, le quali anticipano l’Iva al turista extra Ue e inviano la fattura vistata al negoziante.

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