Gestione e compilazione delle lettere di intento

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Le lettere di intento devono essere inviate, a cura dell’esportatore abituale, all’Agenzia delle Entrate e successivamente al proprio fornitore, che sarà chiamato a verificare la correttezza dell’invio alle Entrate, salvo poi registrare e annotare in fattura gli estremi della lettera di intento ricevuta. 

Il c.d. Decreto Semplificazioni  fiscali (D.L. n. 175/14) ha modificato le regole di gestione delle lettere di intento, secondo le disposizioni applicative fissate con il Provvedimento 12/12/2012 dell’agenzia delle Entrate. In particolare, la procedura di gestione delle lettere di intento è la seguente:

  • Le lettere di intento vengono generate tramite apposito software e spedite telematicamente a cura dell’esportatore abituale (quindi colui che intende acquistare beni e servizi senza applicazione dell’Iva, in quanto munito di plafond) all’Agenzia delle Entrate;
  • L’Agenzia delle Entrate rilascia apposita ricevuta;
  • L’esportatore abituale invia ai propri fornitori (in forma cartacea, secondo le regole previgenti) le lettere di intento unitamente alla ricevuta di invio ottenuta dell’Agenzia delle Entrate;
  • Il fornitore verifica su apposita piattaforma del sito delle dell’Agenzia delle entrate Entrate (a questo link) la correttezza delle lettere di intento e provvede ad effettuare la fornitura in sospensione di imposta.

Quindi, il soggetto che riceve le lettere di intento non dovrà più provvedere ad alcun invio telematico dei dati all’Agenzia delle Entrate, diversamente da quanto accadeva sino al 2014. Rimangono per lui immutati gli ulteriori obblighi formali, vale a dire:

  • L’obbligo di registrazione delle lettere di intento emesse e ricevute sugli appositi registri;
  • L’obbligo di indicazione sulla fattura degli estremi che individuano la lettera di intento in forza della quale non si applica l’Iva.

La procedura predisposta dall’Agenzia delle Entrate genera direttamente il file telematico da spedire all’Agenzia e da stampare per il proprio fornitore. Vediamo i principali elementi di cui si compone il nuovo modello di lettera di intento.

Numeri di protocollo

La prima parte della compilazione riguarda la numerazione delle lettere di intento, di cui la prima parte per il soggetto esportatore abituale, mentre la seconda riguarda il soggetto destinatario della lettera d’intento al fine di potervi inserire i propri protocolli.

Entrambe le numerazioni dovranno essere richiamate sulla fattura emessa dal fornitore, con una dicitura del tipo:

operazione non imponibile ai sensi dell’art.8, comma 1, lettera c) DPR n.633/72, come da vostra dichiarazione di intento numero ….. /…., da noi protocollata al numero …/….

Dati anagrafici del richiedente

Trattandosi di lettera di intento emessa da una società, vanno indicati i dati del legale rappresentante o altro soggetto abilitato a firmare il modello. La casella codice carica va compilata utilizzando i codici della dichiarazione annuale Iva. Il modello prevede una riga dedicata al caso in cui fosse necessario effettuare una integrazione di una precedente trasmissione della dichiarazione di intento.

Le istruzioni precisano che trattasi del caso in cui, prima di effettuare l’operazione, si intenda rettificare o integrare i dati di una dichiarazione già presentata; in tali situazioni è necessario inviare una nuova dichiarazione, barrando la casella “Integrativa” e indicando il numero di protocollo della dichiarazione che si intende integrare. La dichiarazione integrativa sostituisce la dichiarazione integrata.

La descrizione della tipologia di operazione richiesta (acquisto interno o importazione), l’anno di riferimento, la tipologia di acquisto (bene o servizio), così come la tipologia di esenzione richiesta (singola operazione, operazioni sino alla concorrenza di un determinato importo, operazioni in un certo lasso temporale) ricalcano quanto già presente nella vecchia dichiarazione di intento.

Dati del destinatario

La sezione relativa al destinatario si può sostanzialmente suddividere in due parti:

  • Quella relativa alle importazioni, in cui sarà sufficiente barrare la casella “dogana”;
  • Quella relativa ad altri operatori residenti, in cui si devono dettagliare le informazioni anagrafiche del fornitore, comprensive del codice fiscale.

Con il nuovo sistema, il fatto che venga inviata una lettera di intento ad un soggetto con il quale non si porranno in essere operazioni nel corso dell’anno, non determinerà più alcun disturbo in capo all’ipotetico fornitore, per il semplice fatto che quest’ultimo non sarà più tenuto ad alcun adempimento.

Il plafond

Altro aspetto importante del nuovo sistema riguarda l’indicazione, nell’apposito quadro, del tipo di plafond; scelta che una volta effettuata non potrà più essere modificata. In merito alla genesi del plafond, invece, bisogna distinguere due casi:

  • ove, alla data dell’invio delle lettere di intento, sia già stata presentata la dichiarazione Iva dell’anno precedente, sarà sufficiente barrare la casella (1) del rigo A2, in quanto l’Agenzia dispone già delle informazioni sul plafond;
  • ove, invece, la dichiarazione annuale non sia stata ancora presentata, si dovrà barrare una (o più) delle successive caselle (da 2 a 5) per indicare la tipologia delle operazioni poste in essere nel 2014, che hanno generato plafond. Nel caso particolare in cui il dichiarante abbia effettuato operazioni straordinarie che hanno concorso alla formazione, anche parziale, del plafond disponibile, deve barrare la casella 6 (operazioni straordinarie).

Trasmissione delle lettere di intento

Le dichiarazioni di intento possono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente utilizzando uno dei canali telematici, Entratel o Fisconline:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate,
  • oppure tramite gli intermediari abilitati alla trasmissione, utilizzando il software, denominato “dichiarazione d’intento”, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

L’intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni è tenuto a rilasciare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della dichiarazione o all’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione, l’impegno a trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in essa contenuti. L’intermediario è tenuto a consegnare al dichiarante una copia:

  • della dichiarazione trasmessa
  • e della ricevuta di presentazione della comunicazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui l’Agenzia delle Entrate riceve i dati e, da quel momento, potranno essere effettuate le forniture in sospensione di imposta.

La ricezione della lettera di intento da parte del fornitore

Come si è accennato, una volta effettuata la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate ed ottenuta la ricevuta, l’esportatore abituale può inviare entrambe i documenti al proprio fornitore, richiedendogli “formalmente” la fornitura in sospensione di imposta. Nulla è mutato rispetto alle precedenti abitudini, quindi l’invio può essere effettuato in forma cartacea, anche a mezzo fax. Il fornitore, prima di porre in essere la fornitura, avrà cura di verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate la correttezza e l’esistenza del documento cartaceo ricevuto, sfruttando l’apposita utilità presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, senza effettuare alcuna registrazione o accreditamento.

La procedura delineata appare molto importante, in quanto consente al fornitore di evitare possibili contestazioni in fase di emissione di una fattura senza addebito dell’Iva; per tale motivo, appare consigliabile effettuare una stampata della videata riportante il controllo. Per le successive forniture in corso d’anno, potrebbe essere inutile ripetere il controllo, in quanto l’esportatore abituale non è più chiamato ad effettuare alcuna comunicazione all’Agenzia delle entrate, nel cui archivio resterà memorizzata l’originaria lettera di intento. Ciò accadrà anche nel caso di revoca, in relazione alla quale si riceverà unicamente la comunicazione cartacea dal proprio cliente, senza che nulla risulti all’anagrafe tributaria (l’onere di provare la revoca, in forma scritta, grava sull’esportatore abituale).

Correzione o revoca della dichiarazione d’intento

Qualora la comunicazione trasmessa contenga dati errati o incompleti, il contribuente può inviare una comunicazione “correttiva nei termini” prima della scadenza del termine di presentazione. Invece, nel caso in cui l’esportatore abituale intendesse rettificare in diminuzione l’ammontare del plafond disponibile o volesse revocare la dichiarazione d’intento già inviata al fornitore, non è tenuto a darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Scaduto il termine di presentazione non è, invece, più ammissibile rettificare o integrare la comunicazione già inviata che, pertanto, se errata o incompleta sarà soggetta alle sanzioni previste dai commi 383 e 384 dell’articolo 1 Legge n. 311/2004.

Le sanzioni previste per gli inadempimenti

La disposizione contenuta nell’articolo 1 legge n. 311/2004, debitamente integrate con i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate nelle circolari n. 10/E e 41/E del 2005, sanciscono quali sono le sanzioni per l’inadempimento della comunicazione dei dati contenuti nella dichiarazione ricevuta.

In particolare il comma 383 del predetto articolo ha inserito nell’articolo 7, D.Lgs. n. 471/1997 (concernente le sanzioni amministrative applicabili alle violazioni relative alle esportazioni) il comma 4-bis, prevedendo che il cedente o prestatore il quale non invii la comunicazione nei termini prescritti o la invii con dati incompleti o inesatti “è punito con la sanzione prevista nel comma 3” cioè pari alla “sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento dell’imposta, fermo l’obbligo del pagamento del tributo”.

8 comments

  1. ciao, e quindi come si compila una fattura (cosa va specificato) in caso si riceva una lettera di intento per esenzione iva?

    • Fiscomania

      Salve,
      la fattura si compila normalmente senza applicazione dell’Iva. Sarà necessario riportare la seguente dicitura “operazione non imponibile ai sensi dell’art.8, co.1, lett. c) d.P.R. n.633/72, come da vostra dichiarazione di intento numero ….. /2015, da noi protocollata al numero …/2015”.

  2. Buon giorno,
    Per fare la revoca di una dichiarazione d’intento emessa come devo fare?

    • Fiscomania

      Salve,
      in caso di revoca della dichiarazione d’intento è necessario inviare una comunicazione cartacea al proprio fornitore.

      • Ok, il fatto di inviare la revoca anche al fornitore ci sono. Ma visto che le dichiarazioni d’intento sono numerate e sono inviate e protocollate alle Agenzie Delle Entrate, faccio l’esempio del mio caso. Ho fatto una dichiarazione d’intento a una ditta “A” che a sua volta non mi ha fatto la fattura, ma la DI è stata inviata alle Agenzie delle Entrate. Adesso la ditta “A” ha chiesto alla ditta “B” di fare la fattura di vendita a noi(stessa descrizione della merce e stesso importo della prima DI cambia solo il fornitore), e chiede la DI, La fattura è stata sia inviata che pagata. Ora per fare la revoca della DI alla ditta “A” come devo fare? devo inviare solo una lettera per la revoca e basta e proseguire con la DI alla ditta “B”? la revoca la devo inviare anche alle Agenzie delle Entrate? Come funziona?
        Grazie in anticipo.

        • Fiscomania

          Salve,
          non capisco perchè deve revocare la dichiarazione d’intento della ditta “A”, se la stessa non vi farà altre fatture. Se le fatture adesso vi arrivano dalla ditta “B”, allora dovete fare una nuova dichiarazione d’intento anche per la ditta “B”. Non è necessario dover revocare quella della ditta “A”.

  3. Buongiorno
    ho ricevuto una fattura da un fornitore di 1500 euro (data 31/07/2017 ) ma il 26/01/2017 abbiamo emesso una dichiarazione d’intento fino a concorrenza di euro 1000, come devo procedere per evitare sanzioni?

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