Regime fiscale forfettario: guida pratica

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La Legge n. 190/2014 ha introdotto il regime fiscale forfettario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arte o professione, di minori dimensioni. Di seguito proponiamo una breve guida riepilogativa del nuovo regime con tutte le novità, rimandandovi agli specifici a specifici articoli per gli approfondimenti del caso.

La Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2015, il regime fiscale forfettario. Si tratta di un regime fiscale naturale per imprenditori e liberi professionisti con tassazione sostitutiva degli effetti dell’Irpef, dell’Irap per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Per questi soggetti resta comunque salva la facoltà di adottare i regimi fiscali ordinari con applicazione dell’Iva.

Le caratteristiche principali del regime

Le caratteristiche principali del nuovo regime forfettario sono le seguenti:

  • il reddito di impresa o di lavoro autonomo viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa, ovvero sulla base dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, su cui è applicato un coefficiente di redditività;
  • le spese per l’esercizio dell’attività non possono essere dedotte dal reddito, ad eccezione dei contributi previdenziali versati nell’anno di imposta;
  • il reddito imponibile così determinato è soggetto ad imposta sostitutiva del 15%;
  • ai fini Iva il soggetto che applica il regime è considerato alla stregua di un consumatore finale (salvo alcune tipologie di operazioni internazionali);
  • è esclusa l’applicazione di studi di settore e di parametri;
  • gli esercenti attività d’impresa hanno la facoltà di applicare, ai fini contributivi, un regime agevolato che prevede la soppressione del livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali.

Ambito soggettivo

Possono applicare il regime forfettario le persone fisiche esercenti attività di impresa, arte o professione che, nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie (così come modificate dalla Legge di Stabilità per il 2016), che variano a seconda del codice ATECO. In particolare, assume rilievo il valore più elevato dei ricavi e compensi relativi ai suddetti codici:

GRUPPO DI SETTOREATTIVITA' ATECO 2007SOGLIA RICAVI COMPENSICOEFFICIENTI DI REDDITIVITA'
Industrie alimentari e
delle bevande
(10 – 11)45.00040%
Commercio all’ingrosso
e al dettaglio
45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a
47.7) – 47.9
50.00040%
Commercio
ambulante di prodotti
alimentari e bevande
47.8140.0040%
Commercio ambulante
di altri prodotti
47.82 – 47.8930.00054%
Costruzioni e attività
immobiliari
(41 – 42 – 43) – (68)25.00086%
Intermediari del commercio46.125.00062%
Attività dei servizi di alloggio
e di ristorazione
(55 – 56)50.00040%
Attività professionali,
scientifiche, tecniche,
sanitarie, di istruzione,
servizi finanziari ed assicurativi
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73
– 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)
30.00078%
Altre attività
economiche
(01 – 02 – 03) –(05 – 06 –07 – 08 – 09)
– (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19
– 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27
– 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) –
(36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52
– 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63)
– (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84)
– (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) –
(97 – 98) – (99)
30.00067%

Per la verifica del limite dei compensi, occorre fare riferimento anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate per le quali, si sono verificati i presupposti dell’aricolo 109, comma 2 del Tuir.

Beni strumentali

Ai fini, sia dell’accesso, che della permanenza nel regime, il costo complessivo, al lordo, dei beni strumentali, alla fine dell’anno precedente non deve superare €. 20.000 prendendo a riferimento il valore degli stessi alla fine dell’anno. Ai fini del calcolo del limite dei beni strumentali:

  • per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi (art. 9 del Tuir);
  • per i beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, arte o professione e per utilizzi personali, rilevano nella misura del 50%;
  • non rilevano i beni il cui costo unitario è inferiore alle €. 516,46;
  • non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, ed utilizzati per l’esercizio dell’impresa.

Regime forfettario e Iva

La disciplina del regime forfettario ai fini Iva prevede l’espletamento di alcuni adempimenti a seconda del tipo di operazione posta in essere:

  • operazioni nazionali – il contribuente che si avvale del regime forfettario non può esercitare la rivalsa Iva (articolo 18 DPR n. 633/72);
  • cessione di beni intracomunitari – la disciplina ricalca quella ordinaria, trovando applicazione l’articolo 41 comma 2-bis del D.L. n. 331/93;
  • acquisto di beni intracomunitari – entro la soglia di €. 10.000 annui sono considerati non soggetti ad Iva nel Paese di destinazione e rimangono assoggettati a tassazione nel Paese di provenienza (articolo 38 comma 5, lettera c, D.L. n. 331/93;
  • prestazioni di servizi – ricevute da non residenti o rese ai medesimi, che rimangono soggette alle ordinarie regole (articoli 7-ter e seguenti DPR n. 633/72);
  • importazioni ed esportazioni – restano soggette alle ordinarie regole , fermo restando l’impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza l’applicazione dell’imposta, ai sensi dell’articolo 8, comma 1 lettera c) del DPR n. 633/72.

Determinazione del reddito imponibile

Il nuovo regime forfettario prescinde dalla determinazione del reddito in forma analitica, in quanto, esso si ottiene applicando ai ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta un differente coefficiente di redditività in funzione del codice ATECO che contraddistingue l’attività svolta. Rispetto al precedente regime dei minimi, non assumono rilevanza le spese sostenute nell’esercizio per l’attività di impresa, dell’arte o della professione, ad eccezione dei contributi previdenziali versati in base alla legge.

L’imposta sostitutiva

L’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali e dell’Irap per i contribuenti che adottano il regime forfetario viene ridotta dal 15% al 5%, limitatamente però ai primi 5 periodi d’imposta in cui è esercitata l’attività d’impresa, artistica o professionale. In particolare, è previsto che per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i 4 successivi, l’imposta sostitutiva è pari al 5%, a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artisticaprofessionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti che consentono l’accesso al regime forfetario.

Nella versione attuale della norma invece, qualora siano rispettati i tre requisiti suddetti, il reddito forfetario viene ridotto di un terzo nel periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e nei 2 successivi. In altre parole, l’aliquota del 5%, ossia l’aliquota attualmente applicata dai contribuenti che adottano il regime dei minimi, verrà spostata nel regime forfetario, ma soltanto per i primi 5 anni di esercizio dell’attività imprenditoriale, professionale o artistica. Il reddito determinato secondo i criteri del regime forfettario è rilevante, assieme al reddito complessivo Irpef, ai fini delle detrazioni per carichi di famiglia (articolo 12, comma 2, Tuir)

Agevolazioni contributive

Con la Legge di Stabilità 2016 viene modificato anche il regime contributivo agevolato previsto per chi esercita un’attività d’impresa e adotta il regime forfetario.

In base a quanto prevedeva la novellata disciplina, ai sensi dell’articolo 1, comma 77, della Legge di Stabilità 2015, i soggetti che esercitavano attività d’impresa in regime forfetario avevano la possibilità (presentando all’Inps apposita domanda) di determinare la contribuzione alle gestioni artigiani e commercianti in percentuale rispetto al reddito forfetario conseguito, senza applicazione del livello minimo imponibile di cui all’articolo 1, comma 3, della Legge n. 233/1990. A partire dal 2016, in base all’articolo 1, comma 77, invece, anche i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario saranno soggetti al regime contributivo ordinario: tuttavia, per tali contribuenti i contributi previdenziali dovuti saranno ridotti del 35 per cento.

Per l’accredito della contribuzione continuerà ad applicarsi, come avviene attualmente, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della Legge n. 335/1995: di conseguenza, in caso di pagamento di un contributo inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito, i mesi accreditati sono proporzionalmente ridotti.

Adempimenti contabili

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Devono, però, conservare i documenti ricevuti ed emessi (articolo 22 DPR n. 600/73), e presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dal DPR n. 322/98. I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto. A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

Indicazioni da riportare in fattura

Il soggetto che adotta il regime forfettario è tenuto a riportare in fattura la seguente dicitura al fine di informare il cliente che si avvale di questo particolare regime fiscale che non prevede l’applicazione dell’Iva in fattura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111  a 113, della Legge n. 208/2015 – Regime forfetario

39 comments

  1. salve un collaboratore di impresa familiare operante nel settore delle assicurazioni, ha cessato tale stato con atto notarile nel novembre 2014, avendo conseguito un reddito di circa € 45.000,00. Può nel 2015 aprire priva per esercitare l’attività di avvocato usufruendo del nuovo regime forfettario. grazie

  2. Salve,
    sono impiegata in uno studio commerciale (1) con un reddito lodo annuo di circa 18.000 €. Vorrei aprire la partita iva nel 2016 con il nuovo regime forfettario per prestazioni di consulenza ad un altro studio commerciale (2). Se mantengo il mio posto di lavoro dipendente, posso aprire la partita iva e fare consulenza allo studio commerciale (2) con fattura con il regime forfettario?
    Inoltre, se si può, visto che sono dipendente e che non ho una cassa di previdenza, devo comunque iscrivermi e pagare i contributi alla gestione separata inps, oppure visto che sono dipendente, non devo versare tali contributi?

    Grazie, Marzia.

    • Fiscomania

      Salve,
      se il suo contratto di lavoro dipendente non supera la soglia lorda di €. 20.000 allora può aprire partita Iva con il regime forfettario. Avendo lei già una posizione Inps aperta con il lavoro dipendente può beneficiare di una riduzione dei contributi Inps da versare alla gestione separata. Valuti bene se il volume di affari che crede di percepire è in grado di coprire i costi legati alla partita Iva, ma credo che a questi aspetti abbia già pensato. In bocca al lupo!

  3. Buongiorno,riguardo le informazioni da inserire nel quadro RS circa alcuni dati che interessano i forfettari,vedi circ.10 di aprile dell’Ag.delle Entrate,qualora non ci siano in quanto il contribuente non ha corrisposto alcun emolumento a terzi né ha dipendenti o collaboratori né ha in uso beni né ha costi da dichiarare sulla base di fatture ricevute,può il contribuente medesimo non avere nessun obbligo a compilare il quadro RS anche perché la propria attività è mera prosecuzione dagli anni precedenti come impresa individuale cosiddetta “marginale” e rientrante dall’anno 2015 nel nuovo sistema forfettario con imposta sostitutiva al 15%? Grazie per il contributo.

    • Fiscomania

      Salve, certamente se non ci sono elementi da inserire il quadro può non essere compilato dal contribuente in regime forfettario.

  4. Buongiorno,

    ho aperto la partita Iva il 13 ottobre 2016 e chiedo se posso fatturare, oramai in data gennaio 2017, tutti i proventi del lavoro occasionale 2016 per i quali ancora non ho emesso ricevuta alcuna e per i quali, peraltro, ancora non è stata versata la ritenuta d’acconto. O non posso, invece, fatturare solo per i proventi derivanti da giornate lavorate post quem?
    Grazie.

  5. Buongiorno,

    Ho un lavoro dipendente con un compenso annuale lordo di 23.000 euro e ricevo il contributo degli 80 euro mensili.

    Ho già avuto in passato (dal 2007 al 2012) una partita IVA agevolata (codice attività 74878 altre attività di servizi alle imprese) che nel 2012 è stata chiusa. In quegli anni sono stata iscritta alla gestione separata INPS e ho versato i contributi.

    Vorrei sapere se posso aprire una nuova partita IVA in regime forfetario agevolato con imposta sostitutiva del 5% per una nuova attività professionale e se in tal caso devo riscrivermi alla gestione separata INPS e se perdo gli 80 euro di contributo mensile.

    Grazie.

  6. Nel caso si è in ritardo di 1 anno nell’apertura della p.iva è corretto dire che si può aprire la p.iva in modo tardivo pagando sulle 100 euro ed emettendo ricevuta per le prestazioni precedenti all’apertura della stessa?
    Nei vari articoli leggo poi di questo limite dei 5.000 euro.E’ vero che sotto i 5.000 euro non si è tenuti ad aprire la p.iva o fin quando il lavoro non è occasionale si ha l’obbligo dell’apertura p.iva anche con guadagni inferiori ai 5.000 euro annui?Sembra che ognuno la pensi in modo diverso,vorrei sentire la sua.
    Grazie

    • Fiscomania

      L’obbligo di aprire partita Iva è dato dall’abitualità dell’attività esercitata a prescindere da qualsiasi limite quantitativo. Quando l’attività è abituale e continuativa vi è l’obbligo di aprire partita Iva. Se siamo in ritardo con l’apertura bisogna affrettarsi perché in caso di controlli si rischiano sanzioni.

      • Mi è parso di capire che in questi casi ci sono 2 possibili vie:

        -il reddito può essere soggetto a imposta del 23% al lordo di detrazioni e i contributi si verserebbero sulla differenza tra i 5000 euro e il reddito totale

        oppure

        -aprire p.iva come ha detto lei pagando una sanzione di circa 100 euro e applicare il regime forfettario normalmente

        Ha senso?

        • Fiscomania

          Le due ipotesi non sono alternative. La prima va bene se non intende esercitare in futuro la prestazione professionale, la seconda va bene se si continua l’attività anche in futuro.

          • Grazie mille per la celere risposta,molto gentile.
            Un ultimo quesito:

            Se il lavoro non è occasionale e si sta sotto i 5000 euro annui si è comunque costretti a versare i contributi INPS in quanto reddiito da lavoro non occasionale,è giusta anche questa affrmazione?

          • Fiscomania

            Se per lavoro non occasionale intende con partita Iva, i contributi Inps sono sempre dovuti, qualunque sia il reddito percepito.

          • Quindi non ho nessun tipo di agevolazione se sto sotto la soglia di 5000 euro(con p.iva)?Non mi cambia nulla tra guadagnare 5000 o 8000 all’anno?

          • Fiscomania

            Non ci sono agevolazioni sotto soglie di reddito.

  7. Buongiorno, ho letto con vivo interesse i vari commenti e risposte sempre utilissime. Desidero proporvi la situazione di mia figlia riguardante l’anno 2016. E’ stata dipendente per i primi tre mesi (ricevuto il CU), poi ha ricevuto l’indennità disoccupazione fino a fine settembre (ricevuto il CU INPS) e il 4 ottobre ha preso la partita IVA a regime forfetario.Ricavi con IVA solo € 4060 fino a dicembre. Ha anche riscosso introiti con ricevuta d’acconto precedente alla partita IVA per un totale lordo di € 9.000 (con tipologia reddituale M e B). Ora con la presentazione modello unico i contributi previdenziali alla gestione separata INPS sono del 27,72% soltanto sui 4.060 ricevuti da quando ha la partita IVA e ugualmente per l’IRPEF al 5%? Può portare a detrazione le ritenute d’acconto avute precedentemente?Ringrazio e mi scuso ma è la prima volta che mia figlia è coinvolta in questa esperienza essendo sempre stata dipendente e sono un pò preoccupato che si sbagli qualcosa

    • Fiscomania

      Sua figlia dovrà compilare il modello Redditi, e pagare i contributi sulla somma delle prestazioni occasionali che supera i €. 5.000 e sulla partita Iva, e poi versare l’Irpef sulla prestazione occasionale e l’imposta sostitutiva sui redditi dell’attività. Il consiglio che posso darle è di non fare da solo, il rischio di commettere errori è alto in questi casi. Se vuole siamo a disposizione per la predisposizione della dichiarazione dei redditi. Mi faccia sapere se interessato.

    • D.ssa Giulia Neri

      Certamente, dovrà indicarle nel rigo Lm41 ed Rs40.

  8. Salve, una socia di capitali in una s.a.s che precepisce circa 7000 euro netti (commercio editoria), può aprire una attività di creazione e vendita dei propri manufatti (bigiotteria) con regime forfettario? Io sono una creativa che vende su alcuni marketplace e dato che sto vendendo in modo continuativo in Italia e all’estero (anche fuori dall’Europa), volevo regolarizzare la mia posizione. Nel caso fosse possibile, rientrerei nella categoria del commercio al dettaglio e all’ingrosso? Grazie mille

    • Fiscomania

      Se vuole possiamo parlare di questi aspetti in una consulenza, e se vuole potrà avvalersi della nostra assistenza qualora voglia aprire partita Iva.

    • D.ssa Giulia Neri

      La possibilità di aderire al regime forfettario è preclusa ai soci di società di persone. Per tanto potrà giovare di tale regime solo recedendo dalla società, o potrà comunque aprire la sua attività con un regime contabile semplificato, e poi passare al forfettario in un secondo momento, sempre previo recesso dalla società di persone.

  9. Salve
    vorrei sapere se per aderire al regime forfettario, in caso di attività commerciale non continuativa che rientra nei limiti di reddito di cui alla legge 190/14, sono obbligato ad aprire la partita iva.
    grazie

  10. Salve, ho 19 anni, fino ad ora non ho mai lavorato, da quest’anno dovrei lavorare online per appen, è una cosa da poco (dalle 20 alle 30 ore a settimana) sicuramente meno di 15mila all’anno. E voglio aprire un negozio ebay come venditore professionale, chiaramente con partita iva. Posso aderire al regime forfettario?

  11. Buon giorno mo marito è dipendente a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato in una impresa di saldature come operaio. la casa in cui solo lui ha residenza vorremmo diventasse bed and breakfast con apertura della partita iva . il quesito è il seguente: il tetto dei 50.000,00 euro per rientrare nel regime forfettario previsto dal 2016 per le attività di alloggio e ristorazione comprende il reddito lordo da lavoro dipendente? che nel caso di mio marito ammonta 27.000,00 euro circa?
    La aprirei volentieri io questa attività,, anche perchè sarò o a gestirla, ma non ho la residenza in questa casa, prerogativa imprescindibile per poter avviare la scia come bed and Breakfast
    grazie

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