Il riporto delle perdite fiscali nei soggetti Ires

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I soggetti Ires possono computare in diminuzione dei redditi percepiti, le perdite fiscali maturate negli esercizi precedenti, in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascun periodo.

La disciplina del riporto delle perdite fiscali per i soggetti IRES è contenuta nell’articolo 23, comma 9, D.L. n. 98/2011, che ha modificato l’art. 84, commi 1 e 2, TUIR, prevedendo che le perdite fiscali conseguite in un periodo d’imposta possono essere computate in diminuzione dei redditi dei periodi successivi:

  • in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascun periodo d’imposta, per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare;
  • entro il limite del reddito imponibile di ciascun periodo d’imposta successivo e per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare se relative ai primi 3 periodi d’imposta dalla data di costituzione, sempreché si riferiscano ad una nuova attività produttiva.

In estrema sintesi, le società di capitali (esclusi gli enti non commerciali che esercitano attività d’impresa), possono riportare in avanti la perdita fiscale di un periodo d’imposta senza alcun limite di tempo, portandola in diminuzione del reddito fiscale degli esercizi successivi, in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascun esercizio e per l’intero importo della perdita che trova capienza in tale ammontare (art. 84 comma 1 del TUIR). 

Le novità sembrano di non poco conto, ma prima di affrontarle in dettaglio vediamo qual’era la regola vigente fino al periodo di imposta 2010, riassumibile cose segue:

  1. La perdita è riportabile a nuovo per un periodo di 5 esercizi;
  2. La compensazione della perdita avviene fino a capienza del reddito degli esercizi successivi.

Le nuove regole introducono questi due nuovi principi:

  1. La perdita fiscale è riportabile a nuovo illimitatamente nel tempo (art. 84 comma 1 TUIR);
  2. La compensazione avviene fino a capienza dell’80% del reddito prodotto negli esercizi successivi. Resta ferma la disciplina delle perdite generate nei primi tre periodi d’imposta (a condizione che esse si riferiscano a una nuova attività produttiva) che sono riportabili a nuovo senza vincoli temporali e compensabili con il 100% del reddito degli esercizi successivi (art. 84 comma 2 TUIR).

Tuttavia, esiste una clausola di salvaguardia legata al caso in cui la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie del soggetto che riporta le perdite venga trasferita o acquisita da terzi, anche a titolo temporaneo, e inoltre, se viene modificata l’attività principale di fatto esercitata nei periodi d’imposta in cui le perdite sono state realizzate (art. 84 comma 3 TUIR).

Vediamo adesso qualche esempio per capire meglio la nuova disciplina:

 Esempio A – La società Alfa srl ha una perdita generata nel 2010 pari a Euro 50.000 e un reddito imponibile del 2011 di Euro 100.000. Compensazione 100.000 x 80% = 80.000 Euro, quindi l’intera perdita viene compensata poiché l’80% del reddito è superiore alla perdita.

Esempio B  La società Alfa srl ha una perdita generata nel 2010 pari a Euro 80.000 e un reddito imponibile del 2011 di Euro 50.000. Compensazione 50.000 x 80% = 40.000 Euro, quindi la perdita 2010 viene compensata in parte, per 40.000 euro fino a capienza dell’80% del reddito.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare 6 dicembre 2011 n.53/E ha fornito la propria interpretazione riguardo la decorrenza delle nuove disposizioni relative al trattamento delle perdite d’impresa: “le perdite maturate in periodi d’imposta anteriori a quello di entrata in vigore delle disposizioni in commento non utilizzate in compensazione del reddito dalla data del 6 luglio 2011 subiranno per intero la nuova disciplina”, con la conseguenza a partire da Unico 2012 la disciplina del riporto delle perdite fiscali per le società di capitali è divenuta unica. L’Agenzia delle Entrate ha motivato la propria interpretazione affermando che: “tale soluzione risponde a ragioni di ordine logico-sistematico e appare coerente con le finalità dell’intervento normativo finalizzato a semplificare il sistema evitando la gestione di un doppio binario in relazione alle perdite maturate in vigenza dell’art. 84 ante e post modifica”.

E’ bene infine ricordare che, come ci conferma la circolare n. 53 /2011, interessandosi dell’art. 84 del TUIR, le nuove disposizioni in materia di perdite fiscali riguardano soltanto soggetti passivi IRES, mentre quelle prodotte da soggetti IRPEF seguono le vecchie regole e cioè:

  1. Per le perdite d’imprese generate da soggetti in contabilità ordinaria il riporto a nuovo avviene entro un quinquennio e per l’intera capienza dei redditi d’impresa del singolo socio;
  2. Per le perdite d’impresa generate da soggetti in contabilità semplificata il riporto a nuovo delle perdite è vietato, ma la compensazione è eseguibile con tutti i redditi prodotti nello stesso esercizio di formazione della perdita.

2 comments

  1. Buongiorno,

    Ho un dubbio pratico: cosa succede nel caso in cui in un ipotetico piano quinquennale successivo al realizzo di una perdita fiscale che vogliamo riportare vi sono per alcuni esercizi previsti a piano delle perdite e per altri degli imponibili positivi?
    Al fine del riporto della perdita es. 100.000 dobbiamo considerare il solo ammontare degli imponibili positivi (es. si prevedono imponibili positivi di 50000 e 60000 negli esercizi 3 e 5) oppure si deve considerare la differenza che risulta tra perdite fiscali previste nel piano e redditi imponibili positivi previsti (es. esercizio 1 -10000 + esercizio 2 -20000 + esercizio 3 +50.000 + esercizio 4 -30.000 + esercizio 5 +60.000 = +50.000).
    Grazie per l’attenzione.

    • Fiscomania

      Nel piano devono esserci redditi fiscali positivi, tali da coprire la perdita fiscale generata nell’anno. Nel piano possono esserci perdite, ma i redditi imponibili devono essere tali da coprire tutte le perdite.

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