La disciplina Iva delle intermediazioni alberghiere

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Le intermediazioni alberghiere seguono le regole Iva previste per le prestazioni di servizi generiche, se rese a cliente soggetto passivo intracomunitario, mentre sono soggette ad Iva nel Paese ove è sita la struttura ricettiva se rese verso soggetto privato.

Le intermediazioni alberghiere sono quei servizi resi da soggetti intermediari che si occupano di raccogliere le prenotazioni, prevalentemente sul web, tramite appositi portali, per conto di soggetti committenti che di solito sono costituiti da hotel o strutture turistico ricettive che offrono posti letto e servizi complementari ai propri clienti. Aspetto particolare su tale disciplina riguarda il trattamento Iva da applicare qualora, come sovente accade, l’agenzia di intermediazione sia un soggetto passivo intracomunitario. Vediamo come cambia la territorialità Iva a seconda del fatto che il cliente finale sia o meno un soggetto passivo Iva.

La territorialità Iva nel caso in cui il cliente sia soggetto passivo Iva – In questo caso, la regola generale da applicare è quella che prevede l’imponibilità Iva della prestazione di intermediazione nello Stato ove è situato il committente e non dove è ubicato l’hotel. Ad esempio, l’intermediazione fornita da società Francese per la prenotazione per un hotel italiano, a cliente soggetto passivo tedesco, sarà imponibile Iva in Germania, secondo le ordinarie regole delle prestazioni di servizigenerici” dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72.

Infatti, il servizio di prenotazione di hotel sul territorio nazionale, per conto di soggetti Iva esteri, non sconta l’Iva italiana. L’imposta è dovuta nello Stato del committente secondo la regola prevista per la territorialità dei servizi “generici” di cui all’articolo 7-ter del DPR n. 633/72.

Per giungere a tale conclusione, tuttavia, è legittimo interrogarsi sull’applicabilità o meno dell’articolo 7-quater del DPR n. 633/72, che in deroga all’articolo 7-ter definisce quale luogo impositivo, per le prestazioni di servizi relative a beni immobili, lo Stato di ubicazione del bene stesso. In primo tempo, l’Agenzia delle Entrate  (risoluzione n. 312/E/2008), aveva ritenuto incluse nell’ambito applicativo dell’articolo 7-quater le prestazioni di intermediazione per l’acquisto di camere di hotel, in quanto relative a beni immobili. Tale interpretazione, però, deve ormai ritenersi superata, in quanto, con successivi chiarimenti (circolare n. 37/E/2011 e circolare 36/E/2010), hanno affermato che le intermediazioni relative alla prenotazione di servizi alberghieri non rientrano nella deroga prevista dall’articolo 7-quater del DPR n. 633/72.

Per cui, possiamo riassumere che, per la territorialità Iva nei rapportiB2Bdei servizi di intermediazione alberghiera rese a soggetti passivi d’imposta hanno rilievo in Italia, se rese ad un committente nazionale, mentre non hanno rilevanza impositiva se rese ad un committente estero. Ad esempio, quindi, il servizio fornito dall’intermediario Francese che ha curato la prenotazione di un hotel tedesco ad un cliente soggetto passivo Italiano, sarà rilevante ai fini Iva in Italia, secondo le ordinarie regole dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72.

La territorialità Iva nel caso in cui il cliente sia un soggetto privato – Diversamente a quanto visto in precedenza, nel caso in cui il cliente sia un soggetto privato, vale l’articolo 7-sexies comma 1 lett. a) del DPR n. 633/72, in base al quale le prestazioni di intermediazione in nome e per conto dei clienti si considerano effettuate nel luogo in cui è effettuata la prestazione alberghiera oggetto dell’intermediazione, vale a dire l’Italia. Pertanto, in caso di intermediazioni rese a soggetti privati esteri, le stesse hanno rilievo in Italia, se la struttura ricettiva è situata in Italia, irrilevanza ai fini impositivi, se la struttura è sita in altro Stato.

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