Lavoro occasionale accessorio: caratteristiche e limiti

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Il lavoro occasionale accessorio è una forma di lavoro occasionale che viene retribuita attraverso l’utilizzo dei Voucher rilasciati dall’Inps. 

La prestazione di lavoro occasionale accessorio rappresenta una forma “speciale” di lavoro, caratterizzata, oltre che da un residuale ambito applicativo, da un sistema di pagamento del compenso attraverso i buoni lavoro (c.d. “Voucher Inps“).

Il carattere accessorio dell’istituto si incentra su attività poste ai margini del mercato del lavoro, ovvero, sui lavoratori a rischio esclusione sociale. Pertanto il fine perseguito dal legislatore con l’introduzione di questo istituto è duplice: da una parte il lato strategico, per far emergere dall’economia sommersa una serie di prestazioni che, tradizionalmente, alimentano il fenomeno del lavoro nero. Dall’altra parte il fine è di natura politica, al fine di mantenere nel mercato del lavoro soggetti che sono in procinto di uscirne o che hanno difficoltà ed entrarvi.

Gli aspetti normativi

Il lavoro occasionale accessorio è disciplinato nel nostro ordinamento dagli articoli 70 e ss., del D.Lgs n. 276/2003 così poi come modificata dalla legge 92/2012 (Legge Fornero) e successivamente con l’art. 7 del D.L. 76/2013 convertito in legge con modificazioni dalla legge n. 99/2013. Per prestazioni di lavoro occasionale accessorio si intendono attività di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, nell’ambito:

  • dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa la assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap;
  • dell’insegnamento privato supplementare;
  • dei piccoli lavori di giardinaggio, nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti;
  • della realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli;
  • della collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà.
  • di qualsiasi settore produttivo,compresi gli enti locali, le scuole e le università, il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università;
  • di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani, ovvero delle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633;
  • impresa familiare di cui all’art. 230-bis codice civile;
  • consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;
  • di qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati compresi gli enti locali;
  • attività di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie.

Si precisa inoltre che tali attività non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato dichiarato presso il Centro per l’impiego competente e non danno diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’Inps.

I Limiti reddituali

I compensi complessivamente percepiti dal prestatore di lavoro occasionale accessorio non possono superare il limite di €. 5.050.00 netti (€. 6.740.00 lordi) nel corso dell’anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti. Si precisa inoltre che le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare €. 2.020.00 netti (€. 2.690 lordi) per ciascun committente, fermo restando il limite di €. 5.050 precedentemente menzionato.

Le caratteristiche

Il lavoro occasionale accessorio è caratterizzato, in primo luogo, dalla esiguità della prestazione lavorativa, dall’occasionalità e dalla marginalità del contesto in cui si inserisce. Vediamo più in dettaglio queste caratteristiche

  • Occasionalità – La caratteristica dell’occasionalità è meglio definita dall’articolo 67 del Tuir, dove viene utilizzata per distinguere la tassazione dei redditi provenienti da attività lavorative autonome espressione di arti o professioni, da quelle svolte in maniera non abituale. In pratica, per occasionalità si intende un’attività “non professionale”.
  • Accessorietà – La caratteristica dell’accessorietà sembra evocare la marginalità dei contesti in cui si inserisce tale prestazione lavorativa. A chiarire il carattere di accessorietà ci ha pensato la circolare Inps n. 88/2009, secondo cui per prestazioni di lavoro accessorio debbono intendersi solo quelle attività lavorative non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato o autonomo.

La disciplina previdenziale

Da un punto di vista previdenziale il lavoro occasionale accessorio necessita l’obbligo di effettuare la comunicazione di inizio prestazione presso l’Inps. Inoltre, il committente ha l’obbligo di verificare il non superamento del limite economico da parte del prestatore. A tale fine dovrà richiedere al prestatore una dichiarazione per attestare il non superamento degli importi massimi previsti. L’acquisizione di tale dichiarazione costituisce elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio.

Attraverso l’utilizzo dei “voucher Inps” il prestatore di lavoro occasionale accessorio è coperto sia da un punto di vista previdenziale Inps che quella assistenziale Inail, in quanto il valore nominale del voucher comprende sia la contribuzione a favore della gestione separata Inps che quella contro gli infortuni sul lavoro. Il valore netto del voucher, che sarà incassato dal prestatore è ottenuto dalla differenza tra il valore facciale del buono (10, 20 oppure 50 euro), la contribuzione Inps e Inali e il compenso spettante all’istituto di previdenza per la gestione del servizio.

La disciplina fiscale

Come abbiamo visto il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio avviene attraverso il meccanismo dei voucher. Il prestatore incassa il valore netto del buono, il quale è totalmente esente da imposizione fiscale. In pratica, il compenso derivante da questi buoni non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi, in quanto esente da tassazione.

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