Deducibilità spese di vitto e alloggio dei professionisti

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Le spese di vitto e alloggio del professionista sostenute per suo conto da parte del committente non costituiscono più compenso in natura per il professionista, ma sono un costo deducibile per committente che ha sostenuto la spesa.

La Legge n. 190/2014 pubblicata in G.U. il 29 dicembre 2014, è intervenuta andando a modificare la determinazione del reddito dei lavoratori autonomi, ed in particolare ha modificato i criteri di deducibilità delle spese di vitto e alloggio sostenute da soggetti committenti, per conto del professionista. Di seguito andiamo ad analizzare la disciplina fiscale che riguarda la deducibilità delle spese di vitto e alloggio sostenute per conto del professionista.

La disciplina previgente

In particolare l’articolo 10 della Legge n. 190/2014 è andata a sostituire il secondo periodo dell’articolo 54 comma 5 del Tuir, che disciplina la deducibilità delle spese di vitto e alloggio dei professionisti secondo il quale:

le spese relative a prestazioni alberghiere e somministrazione di alimento e bevande sono deducibili nella misura del 75%, e in ogni caso per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di impostaLe predette spese sono integralmente deducibili se sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura”

Nel corso degli anni l’Agenzia delle Entrate con la pubblicazione di varie circolari (n. 28/E del 2006 e n. 11/E del 2007) ha specificato gli adempimenti da seguire da parte del committente e del professionista, per consentire a quest’ultimo di dedurre integralmente dal proprio reddito le spese relative a prestazioni alberghiere (vitto e alloggio) sostenute dal committente per suo conto. Tali adempimenti prevedono il riaddebito da parte del professionista delle spese sostenute per suo conto dal committente.

Le nuove regole per vitto e alloggio

Le nuove regole, applicabili a partire dal periodo di imposta 2015, prevedono che le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande (vitto e alloggio) acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Secondo le nuove regole, a differenza di quelle precedentemente in vigore, non attribuiscono carattere di compensi in natura alle prestazioni e somministrazioni sostenute direttamente dal committente.

In questo modo, per il professionista si avrà la completa irrilevanza dei valori corrispondenti alle prestazioni e somministrazioni, acquistate dal committente, di cui lo stesso professionista ha beneficiato per rendere la propria prestazione, sia quali compensi in natura, sia quali spese per la produzione del reddito. I professionisti, infatti, non dovranno più riaddebitare in fattura tali spese al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo.

Per il committente, invece, la deducibilità del costo sostenuto per il servizio alberghiero (vitto e alloggio) non sarà più subordinata alla ricezione della parcella del professionista e dipenderà dalle regole ordinariamente applicabili alle rispettive categorie reddituali.

Ecco un breve schema riepilogativo della nuova normativa per la deducibilità delle spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per conto del professionista.

Il committente:

  • riceve da colui che presta il servizio alberghiero o di ristorazione, il documento fiscale a lui intestato con esplicito riferimento al professionista che ha fruito del servizio;
  • non comunica al professionista l’ammontare della spesa effettivamente sostenuta;
  • non invia al professionista copia della relativa documentazione fiscale.

Il costo è deducibile per il committente in base alle ordinarie regole applicabili alla propria categoria di reddito (lavoro autonomo o impresa).

Il professionista:

  • emette la parcella non comprendendo le spese sostenute dal committente per l’acquisto di prestazioni alberghiere e per l’acquisto di prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande;
  • considera non deducibili le spese sostenute dal committente per l’acquisto di prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande.

4 comments

  1. come si regola la normativa con spese non fatturate perchè sosotenute in paesi extra ue….per esempio l’America……?

    • Fiscomania

      Salve, se non è in grado di giustificare il riaddebito della spesa sostenuta in quanto non ha documenti giustificativi, quel riaddebito costituirà per lei un maggiore compenso.

  2. Buonasera vorrei fare una domanda…
    Le spese sostenute per taxi ed abbonamento mezzi pubblici sono deducibili dal reddito di un contribuente minimo?

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