Regime forfettario: verifica del limite dei compensi

Condivisioni

Per i contribuenti che esercitano più attività il limite dei compensi deve essere effettuato con riferimento all’attività che genera i ricavi maggiori. I compensi devono essere ragguagliati ad anno, e non si considerano gli adeguamenti agli studi di settore.

Il regime forfettario Iva è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014), poi modificato dalla Legge n. 208/2015, al fine consentire un prelievo fiscale più contenuto per tutti quei soggetti, siano essi professionisti o imprese, che percepiscono ricavi o compensi, di natura minima. Possono accedere al regime forfettario sia i contribuenti che si apprestano all’apertura della partita Iva, sia i contribuenti che sono già in attività. Per poter accedere al regime forfettario è necessario verificare se nell’arco dell’anno si è superato o meno la soglia massima di compensi prevista dal legislatore, di importo variabile a seconda della tipologia di attività svolta.

La relazione illustrativa alla Legge di Stabilità ha chiarito alcuni aspetti riguardanti il calcolo dei ricavi per la verifica del limite massimo dei compensi annui per l’accesso al Regime forfettario. Vediamo insieme i principali chiarimenti riguardanti le situazioni più comuni.

Contribuenti che esercitano più attività

La Legge di Stabilità ha previsto il criterio al quale devono attenersi i contribuenti che esercitano più attività al fine di valutare il concreto rispetto della condizione relativa al limite di ricavi o compensi. In particolare, nel caso di contemporaneo esercizio di attività contraddistinte da codici Ateco diversi, la norma prevede che assume rilievo, ai fini dell’accesso al regime, il limite di ricavi o compensi più elevato.

Adeguamento agli studi di settore

Ai fini della determinazione del limite di ricavi o compensi necessari per l’accesso al regime forfettario, non devono essere considerati quelli derivanti dall’adeguamento alle risultanze degli studi di settore.

Beni destinati al consumo personale come ricavi

In riferimento alla verifica del superamento del limite dei ricavi, la relazione illustrativa al provvedimento precisa che è necessario tenere conto di quanto previsto nell’articolo 57 del DPR n. 917/86, ove si dispone che si ricomprende tra i ricavi il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore.

I ricavi delle attività di impresa

La stessa relazione precisa che, con riferimento alle attività d’impresa, i ricavi dell’anno precedente devono essere quantificati secondo criteri di competenza fiscale. Tuttavia, va osservato che il criterio della competenza opera unicamente ai fini dell’accesso al nuovo regime. Per gli anni successivi, anche gli imprenditori, ai fini della verifica del suddetto limite per la permanenza nel regime medesimo, dovranno invece utilizzare il criterio di cassa, in quanto, a regime, ciò che rileva sono i ricavi percepiti.

Limite dei compensi ragguagliati ad anno

I ricavi conseguiti e i compensi percepiti, nel periodo d’imposta precedente, devono essere ragguagliati ad anno, pertanto occorre prestare attenzione ai seguenti alle ipotesi in cui il contribuente:

  • Ha iniziato l’attività nell’anno antecedente a quello di entrata in vigore del regime forfettario, in quanto i ricavi ragguagliati ad anno potrebbero superare il limite previsto dalla Legge, non permettendo, di fatto, l’accesso al regime;
  • Inizia l’attività con il regime forfettario, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate, presumendo la sussistenza dei requisiti di Legge. In tale ipotesi, se i ricavi ragguagliati ad anno superano i limiti imposti dal legislatore il contribuente userà il regime ordinario a partire dall’anno successivo. A differenza del precedente regime agevolato (regime dei minimi), ove il contribuente che superare i limiti reddituali poteva cambiare regime anche in corso d’anno, con il regime forfettario il passaggio di regime avviene sempre a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui uno dei limiti è stato superato.

16 comments

  1. ho 36 mila euro di ricavi regime semplificato nel 2014.
    attività di servizi web e grafica, libero professionista iscrittto alla gestione separata . posso rientrare nel nuovo regime forfettario nel 2015?
    grazie

    • Salve,
      per i professionisti il limite di reddito per entrare nel regime forfettario è di 15.000 €. Se lei nel 2014 ne ha percepiti 36.000 € per il 2015 è automaticamente esclusa dal questo regime.

  2. buonasera ,
    avrei una domanda posso entrare nel forfettario se ho fatto il dipendente per la medesima attività?
    inoltre essendo stato licenziato per chiusura attività come meccanico posso far aprire a mia figlia un’attività di meccanico e fare il collaboratore familiare per pagare le tasse al 5% come minimo? visto che mia figlia non ha mai lavorato?
    grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      sicuramente lei può accedere al regime forfettario, aprendo individualmente partita Iva. Se vuole invece, aprire un’impresa familiare le regole da rispettare sono diverse.

      • quindi l’aver svolto lavoro dipendente non pregiudica l’accesso come accadeva per i minimi? l’impresa familiare adotterebbe il regime ordinario? grazie della consulenza

        • Fiscomania

          No, con il nuovo regime non c’è alcuna preclusione se in precedenza si è svolto la stessa attività come dipendente. L’impresa familiare ha un regime fiscale particolare: il reddito attribuito viene ripartito tra i componenti dell’impresa familiare, attraverso precise regole.

  3. Gentile Federico

    grazie per questo articolo, molto utile.
    C’è un dettaglio che manca il punto sotto che ho virgolettato. E’ regime ordinario? Manca la parola che ho messo tra parentesi.

    Si intende che se per es. apertura partita iva forfettaria 27 febbraio 2016.
    Ricavi 27 febbraio – 31 dicembre 2016 = 30000 €, il limite è in realtà 30000 /12 * 10 = 25000?

    Se si guadagna 30000 con apertura al 27 febbraio, si esce e finisce nel 2017 con l’ordinario?

    “Inizia l’attività con il regime forfettario, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate, presumendo la sussistenza dei requisiti di Legge. In tale ipotesi, se i ricavi ragguagliati ad anno superano i limiti imposti dal legislatore il contribuente userà il regime (ORDINARIO??) dall’anno successivo.”

    • Fiscomania

      Si è corretto, nel tuo esempio si cambia regime nel 2017. Ho aggiornato il refuso nell’articolo. Grazie per la segnalazione.

  4. E un’altra domanda: è vero che dal tetto del reddito, va detratto ciò che si paga per la pensione? Esempio un alteta o artista che paga 9,19% all’ex enpals, se ha ricavato 30000 tutti con contributo previdenziale, i ricavi sono 30000 meno 9,19% ??

    • Fiscomania

      Un conto sono i ricavi un conto è il reddito. I ricavi sono l’importo fatturato, il reddito è dato dal ricavo per la percentuale di redditività, poi si tolgono i contributi previdenziali pagati. A quel punto si ottiene il reddito. Per verificare il limite dei ricavi si deve fare riferimento al totale fatturato, al lordo dei contributi previdenziali dovuti.

      • Quindi se nel 2016, con forfettario su 12 mesi, ricevo ad esempio totale importo netto 29000€, pagando contestualmente nella stessa fattura 2665,1€ di contributi ex enpals, anche se sono tassabile come artista al 15% sul 68% dei 29000€, ho comunque sforato il tetto dei 30000€ perchè si includono i contributi previdenziali, ed esco dal regime?

        Grazie.

  5. Ho un’altra domanda, (giuro l’ultima), io anche se in regime forfettario dal 2016, ho 5 fatture con dicitura: (art.1, c.96-117, L.244/07), mentre dovrebbe essere per il forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfetario”;

    E’ vero come mi dicono che non fa nulla, basta che poi mi comporto come un forfettario, tanto lo stesso non vi è ritenuta d’acconto ed iva?

    O rischio di pagare multe come quando si sbaglia data o numero progressivo?

    • Fiscomania

      Vale il comportamento concludente del contribuente. Tuttavia, se può, riemetta quelle fatture correttamente e dica ai committenti di sostituirle. Non dovrebbe essere un problema.

  6. Ok, grazie, ad ogni modo mi sembra di capire che non è uno di quegli errori tipo data o numero progressivo che sono sanzionabili. Almeno non ho trovato alcun caso di sanzione per questa cosa, che sarebbe più un problema con il committente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni
Iscriviti al blog tramite mail:

Se non vuoi perderti nulla, digita il tuo indirizzo mail e clicca sul bottone sottostante: sarai aggiornato su ogni nuvo post!

Per rendere subito attiva l'iscrizione, entra nella tua casella di posta elettronica e clicca sul link contenuto nell'email di conferma. Il servizio è completamente gratuito rispetta la normativa sulla Privacy.

Iscriviti!