Voluntary Disclosure: sanzioni ridotte ed effetti penali

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Attraverso la voluntary disclosure il contribuente potrà fare rientrare capitali detenuti illegalmente all’estero, beneficiando di sanzioni ridotte fino al 50% per l’omessa compilazione del quadro RW, sia per infedele dichiarazione.

La normativa sulla voluntary disclosure è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 dicembre 2014, ed è ormai pienamente applicabile fino al prossimo 30 settembre 2015. Il provvedimento mira a riportare in Italia ingenti patrimoni e a recuperare il gettito fiscale evaso dai contribuenti che hanno illecitamente portato questi patrimoni fuori dal nostro Paese.

La procedura di voluntary disclosure prevede il pagamento integrale delle imposte evase sui redditi non dichiarati negli anni ancora aperti per l’accertamento, e pertanto, non si può parlare di un vero e proprio condono fiscale. Sono previste, invece, forti riduzioni delle sanzioni per la mancata compilazione del quadro RW del modello Unico e per le sanzioni relative all’infedele od omessa dichiarazione in Italia dei redditi generati all’estero.

Soggetti interessati – Potranno beneficiare della procedura di voluntary disclosure i contribuenti soggetti agli obblighi di monitoraggio (articolo 4, comma 1 del D.L. n. 167/1990) che non hanno compilato il quadro RW per dichiarare in Italia il patrimonio e le attività finanziarie detenute all’estero. In particolare si tratta dei seguenti soggetti: persone fisiche, società semplici, trust ed enti non commerciali residenti in Italia.

La procedura di voluntary disclosure non potrà essere applicata nel caso in cui il contribuente abbia già ricevuto accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Questo significa che attività ispettive su ambiti diversi non precludano l’accesso alla procedura.

Effetti della procedura – La procedura di voluntary disclosure consente di riportare in Italia capitali illegalmente detenuti all’estero, perché non dichiarati nel quadro RW, pagando l’intero importo delle imposte sui redditi ritratti da tali capitali, ma beneficiando dell’applicazione di sanzioni ridotte. Si tratta, in particolare, delle sanzioni relative all’omessa compilazione del quadro RW e all’infedele od omessa dichiarazione dei redditi, nel caso in cui il contribuente non avesse indicato gli eventuali redditi ritratti dalle attività estere.

Sanzioni quadro RW – Le sanzioni ordinariamente applicabili nel 2015 per l’omessa compilazione del quadro RW variano dal 5 al 15% se l’attività finanziaria è detenuta in uno stato White List, mentre dal 5 al 25% se l’attività è detenuta in stato Black List.

La legge sulla voluntary disclosure prevede che, le sanzioni applicabili per l’omessa indicazione nel quadro RW di patrimoni o attività finanziarie detenute in paesi Black List che, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge, firmeranno con l’Italia un accordo per lo scambio di informazioni, saranno sempre applicabili nella misura del 3%.

Inoltre, aderendo alla voluntary disclosure, le sanzioni sopra descritte sono applicate nella misura del 50% se, alternativamente:

  • Le attività sono trasferite o detenute in Italia, in un Paese Europeo o in Norvegia;
  • Se sono detenute in altri Paesi, ma il contribuente autorizza l’intermediario non residente presso il quale le attività sono detenute, a trasmettere all’Agenzia delle Entrate italiana tutti i dati relativi all’attività.

In tutti gli altri casi, diversi da quelli sopra menzionati le sanzioni sono ridotte soltanto del 25%. Inoltre, le sanzioni potranno essere ulteriormente ridotte grazie al cumulo giuridico e alla riduzione ad 1/3 sia in caso di adesione all’invito al contraddittorio, sia in caso di accertamento con adesione.

Sanzioni per infedele od omessa dichiarazione – Tramite la volutary disclosure potranno essere regolarizzate anche le violazioni per infedele dichiarazione (od omessa dichiarazione) derivanti dall’omessa indicazione in dichiarazione dei redditi provenienti dai patrimoni o dalle attività detenute all’estero. Le sanzioni ordinariamente previste per l’infedele dichiarazione (raddoppiate in caso di omessa dichiarazione), vanno dal 100 al 200% dell’imposta evasa, ma se le attività finanziarie sono detenute in un paese Black List le sanzioni ordinarie vengono raddoppiate (dal 200% al 400%).

Anche in questo caso sono applicabili le riduzioni di sanzione viste in precedenza, per cui, le sanzioni in caso di infedele od omessa dichiarazione in caso do voluntary disclosure sono pario al 75% del valore dell’attività finanziaria, se queste è detenuta in Italia o in paese White List, mentre salgono al 99,75% nel caso in cui l’attività finanziaria sia posta in paese Black List.

Termini di accertamento – Appare utile ricordare che le informazioni necessarie per adempiere alla voluntary disclosure devono riguardare tutte le annualità di imposta ancora accertabili dall’Amministrazione Finanziaria. In particolare, per le attività detenute in paesi Black List i termini di accertamento per l’omessa compilazione del quadro RW, sono raddoppiati.

Reati penali – La volutary disclosure prevede anche la non punibilità dei reati penali tributari previsti dal D.Lgs n. 74/2000. Si tratta delle fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, dichiarazione omessa, omesso versamento di ritenute ed omesso versamento di Iva. Al fine della non punibilità dei reati sopra indicati, l’Agenzia delle Entrate dovrà comunicare al Pubblico Ministero l’adesione e la chiusura della procedura di voluntary disclosure entro 30 giorni dal versamento delle imposte e delle sanzioni dovute.  Inoltre, con l’adesione alla voluntary disclosure è prevista la non punibilità per il nuovo reato di autoriciclaggio.

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