Come avviare un’attività di commercio di libri e giornali

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Come è regolata di vendita di libri e giornali? Quali adempimenti necessari all’avvio dell’attività? Qual’è il regime Iva nell’editoria?

Per vendita di quotidiani e periodici si intende l’attività di vendita specifica della stampa quotidiana e periodica che può avvenire all’interno di un chiosco (su suolo pubblico o suolo privato), oppure all’interno di un negozio. Ai sensi del Decreto Legislativo n. 170/2001, la vendita può avvenire in forma esclusiva, (vendita generale di quotidiani e periodici), oppure in forma non esclusiva, nel caso in cui l’attività si configuri come attività complementare di altra attività e la vendita di quotidiani e periodici avvenga all’interno di un’altra struttura.

Disciplina giuridica dell’attività

Da un punto di vista giuridico l’attività di commercio di libri e giornali è disciplinata dalle regole che seguono:

  • Librerie – Dal punto di vista civilistico ed amministrativo, l’attività delle librerie non presenta sostanziali differenze rispetto a qualsiasi altra attività di vendita al minuto; peculiare risulta invece il trattamento fiscale della vendita di libri, con particolare riguardo alla disciplina dell’imposta sul valore aggiunto che è assolta direttamente dall’editore.
  • Edicole – La rivendita di giornali e riviste è soggetta, invece, a particolari disposizioni, sia sul piano civilistico (accesso alle sole persone fisiche), sia sul piano amministrativo (autorizzazioni comunali e orari di apertura), sia dal punto di vista fiscale, in analogia a quanto disposto per il commercio dei libri.

Requisiti per l’esercizio dell’attività

Il titolare di impresa individuale o il legale rappresentante, i soci e il preposto della società devono essere in possesso dei requisiti morali definiti nell’articolo 4, comma 1 della Legge Regionale n. 16/2011, più precisamente non possono esercitare l’attività commerciale di vendita della stampa quotidiana e periodica:

  1. coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
  2. coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni per delitto non colposo;
  3. coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, titolo VIII, capo II, del codice penale, oppure per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  4. coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, titolo VI, capo II, del codice penale;
  5. coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali;
  6. coloro che sono sottoposti ad una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità), o nei cui confronti è stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere), ovvero a misure di sicurezza.

Il divieto di esercizio dell’attività, di cui alle lettere b), c), d), ed e), permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

Iter per l’avvio dell’attività

Come per l’avvio di qualsiasi attività economica è necessario seguire un preciso iter di adempimenti che permettono di essere in regola sia da un punto di vista civilistico, fiscale, previdenziale e assistenziale. Vediamone insieme i passaggi temporali necessari per l’apertura di un’attività di commercio di libri e giornali:

Cosa

Quando

Come

A chi rivolgersi

Autorizzazione (1)Avvio dell'attivitàComunicazione UnicaSportello Suap del Comune
Iscrizione registro impreseEntro 30 gg dall'avvio dell'attivitàComunicazione UnicaCCIAA
Apertura partita IvaEntro 30 gg dall'avvio dell'attivitàComunicazione UnicaAgenzia delle Entrate
Iscrizione INPS (2)Entro 30 gg dall'avvio dell'attivitàComunicazione UnicaINPS
Iscrizione INAILAvvio dell'attivitàComunicazione UnicaINAIL
Istituzione dei registri contabiliAvvio dell'attivitàTenuta libro giornale, libro cespiti e registri IvaCommercialista

Aspetti specifici dell’attività

Vediamo adesso schematicamente quali sono i principali aspetti specifici dell’attività di commercio di libri e giornali.

  • Liberalizzazione dell’attività – L’articolo 39 del D.L. n. 1/2012, convertito dalla Legge n. 27/2012, ha introdotto nel settore della vendita dei giornali alcune importanti novità, in vigore dal 25 marzo 2012. In particolare, i soggetti interessati possono:
    • vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto secondo la vigente normativa;
    • praticare sconti sulla merce venduta.
  • Chioschi – Con la risoluzione n. 146930/2013 il Ministero dello Sviluppo Economico ha affermato che alle attività artigianali di produzione e vendita di alimento, e per la vendita di giornali, esercitate in chioschi su area pubblica, si applicano le disposizioni comunitarie in materia di procedure di selezione previste dal D.Lgs. n. 59/2010, che escludono il rinnovo automatico. Comunque, il Comune può optare per criteri analoghi a quelli previsti per il commercio su aree pubbliche o individuarne di nuovi;
  • Sconti – L’articolo 34, comma 41 del D.L. n. 179/2012 ha previsto che gli edicolanti possano praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito, nel rispetto del periodo di permanenza in vendita stabilità dall’editore, a compensazione delle successive anticipazioni al distributore.

Regime Iva dell’attività di commercio di libri e giornali

Il commercio di prodotti editoriali è soggetto ad un regime speciale Iva (c.d. regime monofase), di cui all’articolo 74, lettera c) del DPR n. 633/72. Il regime Iva monofase previsto per il commercio di prodotti editoriali è riservato all’editore, intendendo come tale “l’operatore che intraprende l’iniziativa economica editoriale” ovvero, in assenza di uno specifico contratto di editoria “l’operatore che assume in concreto il rischio della realizzazione dell’opera per il successivo sfruttamento economico della stessa”. Sono inoltre equiparati agli editori i soggetti che provvedono alla distribuzione in Italia delle copie dei giornali e delle pubblicazioni in genere trasmessi, anche in via telematica, dall’estero. In caso di operazioni con l’estero, il soggetto passivo va individuato nell’acquirente (UE) e importatore (extraUE) che acquista i prodotti editoriali.

In particolare detto regime speciale riguarda i seguenti beni:

  1. Giornali quotidiani;
  2. Periodici;
  3. Libri;
  4. Supporti integrativi relativi ai beni;
  5. Cataloghi;
  6. Cessioni di prodotti diversi dai supporti congiunti a giornali, periodici e libri.

Per determinare la base imponibile alla quale applicare l’aliquota Iva (ridotta o ordinaria) va fatto riferimento al prezzo di vendita al pubblico per:

  • il numero delle copie vendute così come risultante dal registro delle tirature, ossia delle copie effettivamente vendute al netto dei resi. In tal caso, quale momento impositivo assume rilevanza l’effettiva vendita. Tale modalità di determinazione della base imponibile Iva è obbligatoria, oltre che nei casi sopra evidenziati, anche da parte di associazioni dilettantistiche e ONLUS che hanno optato per il regime di cui alla Legge n. 398/91 e che determinano quindi la detrazione Iva in modo forfetario;
  • il numero delle copie vendute forfetariamente ridotto (c.d. “resa forfetaria”):
    • del 70% per le cessioni di libri;
    • dell’80% per le cessioni di giornali quotidiani e periodici.

L’editore può comunque optare per la determinazione della base imponibile con il metodo “ordinario” delle copie vendute. In caso di applicazione della “resa forfetaria”, si assume quale momento impositivo la data di consegna/spedizione delle copie al distributore, in esecuzione di contratti estimatori o similari ovvero di deposito con rappresentanza, così come risultante dal registro delle tirature. Gli eventuali acconti corrisposti all’editore prima della consegna/spedizione delle copie non rilevano al fine in esame se non nei casi di consegne/spedizioni in abbonamento che costituiscono cessioni periodiche o continuative, per le quali il momento impositivo si realizza con il pagamento, totale o parziale, del corrispettivo.

Per la cessione da parte dell’editore e dei distributori/rivenditori non è necessario emettere fattura. Il “documento” emesso deve comunque riportare l’annotazione che trattasi di “cessione con Iva assolta dall’editore“.

E tu, vuoi provare ad avviare un’attività di vendita di libri o riviste? Scrivici i tuoi dubbi nei commenti, saremo lieti di risponderti nel modo più chiaro ed esaustivo possibile. Potrai usufruire della nostra consulenza per aiutarti ad avviare la tua attività professionale o di impresa.

14 comments

  1. Francesco Giuseppe Saccà

    Ottimo articolo. Però ho un dubbio: se io ho il regime forfettario devo per forza aderire al regime speciale iva quindi devo per forza emettere fattura con iva al 4% (per la vendita di libri) uscendo così dal regime oppure è un scelta facoltativa? Grazie mille

    • Fiscomania

      I soggetti che adottano un regime agevolativo, come il regime forfettario, non possono avviare un’attività che prevede l’applicazione di un regime speciale Iva, come quello dell’articolo 74, comma 1 del DPR n. 633/72 legato al mondo dell’editoria. Nel caso dovrebbe uscire dal regime dei minimi ed emettere fattura con Iva rispettando la normativa prevista

  2. Vorrei importare dal mio paese in Italia, libri in lingua straniera. Cosa dovrei fare in questo caso?
    Aprire la partita iva poi quando ammontera?

    • Fiscomania

      Dovrebbe avviare un’attività commerciale. Mi contatti in privato per una consulenza legata all’apertura di una nuova attività.

  3. Attualmente ho un’attività di vendita online che vende, in maniera marginale, anche libri.
    Vorrei però cambiare e far diventare principale l’attività di vendita dei libri. E’ una transazione rapida?

    • Fiscomania

      L’attività principale si può cambiare con una semplice comunicazione, ma bisoga cambiare solo quando è davvero l’attività prevalente, altrimenti si commettono errori.

      • Grazie per la celere risposta.
        Quindi posso arrivare al 49% di fatturato di solo libri e una volta arrivato al 50-51% inviare la comunicazione?
        Non ho capito cosa cambia dopo, vendendo esclusivamente libri(e non quotidiani, periodici etc), posso semplicemente fatturare iva a 0 con a74?

  4. Salve, io ero intenzionato ad acquistare un chiosco chiuso da due anni. Volevo sapere come funziona per i giornali e se i fornitori vogliono fideiussioni a quanto possono ammontare.

    • Fiscomania

      Per fare questa cosa ha bisogno prima di rintracciare l’eventuale proprietario e poi avviare con lui una trattativa. Se poi è un chiosco comunale dovrà chiedere l’autorizzazione. Avrà bisogno di una consulenza sia legale che di un Commercialista.

  5. Come funziona la vendita libri usati? Devo aprire p iva e quale regime devo adottare, quello Forfettario? E devo emettere scontrini fiscali per i libri Venduti? Grazie.

    • Fiscomania

      La vendita di libri ha un regime fiscale particolare. Per capire il funzionamento e scegliere il regime fiscale migliore per la sua sitauzione personale, ci spossiamo sentire per una consulenza. Mi faccia sapere.

  6. La vendita di giornali, quotidiani… è inclusa nel regime speciale quindi? Non puó essere forfettaria? Pensavo che per editoria si intendessse la categoria che scrive e cŕea. Non quella della vendita. Mi chiarire per favore

    • Fiscomania

      La vendita dei giornali e quotidiani, ha un regime particolare ai fini Iva, quindi non può essere applicato il regime forfettario. Lo scrittore, invece, ha una disciplina ancora diversa.

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