Iva per cassa 2018: regole di applicazione limiti e adempimenti

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Come funziona, come si applica, quali sono i soggetti interessati al regime dell’Iva per cassa. La nostra guida al’utilizzo del regime Iva che permette di pagare l’imposta solo all’avvenuto incasso della fattura.

Per aiutare gli operatori economici con ridotto volume d’affari ad affrontare la crisi economica, è stata introdotta una nuova disciplina, più favorevole, dell’Iva per cassa (cash accounting).

In sintesi, il contribuente che adotta il questo regime liquida l’Iva di tutte le operazioni, sia attive che passive, con il criterio di cassa.

Facendo quindi riferimento alla data del pagamento o dell’incasso dei corrispettivi. Si deroga, quindi, al principio che vede come esigibile l’Iva di un documento registrato in contabilità. Il vantaggio di questo regime è proprio quello di operare in deroga e rendere esigibile l’Iva al momento dell’incasso dei corrispettivi.

Non ci sono invece ripercussioni per gli acquirenti da soggetti che adottano l’Iva per cassa. I quali applicano le regole ordinarie in relazione al diritto di detrazione.

Di seguito tutte le informazioni utili per l’applicazione di questo particolare regime di applicazione dell’Iva.

Iva per cassa

Il regime dell’Iva per cassa

Il regime Iva per cassa (c.d. “Cash accounting“) è stato introdotto dall’articolo 32-bis del D.L. n. 83/2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 134/2012. A seguito del recepimento della Direttiva 2006/112/CE, come modificata dalla Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010.

Il regime Iva per cassa, prevede per i soggetti aderenti che la liquidazione periodica dell’Iva per cessioni di beni e prestazioni di servizi possa essere esigibile al momento dell’incasso dei corrispettivi.

Mentre il diritto di detraibilità dell’imposta relativa agli acquisti o dei servizi possa avvenire al momento del pagamento dei corrispettivi.

In pratica, il regime dell’Iva per cassa consente il versamento dell’Iva a debito sulle cessioni o sulle prestazioni di servizi solo al momento del pagamento della fattura da parte del cliente. Ed allo stesso tempo consente la detrazione dell’Iva sugli acquisti solo al momento in cui il soggetto pagherà la fattura al fornitore.

In ogni caso, la liquidazione dell’Iva dovrà avvenire entro un anno dalla vendita o dalla prestazione del servizio fatta eccezione per i casi di fallimento o di coinvolgimento del concessionario o del committente di una procedura concorsuale.

Soggetti interessati

Possono optare per il regime Iva per cassa i contribuenti che operando nell’esercizio di impresa, arti o professioni, effettuano cessioni o prestazioni imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di acquirenti che, a loro volta, agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni.

Sono comprese anche le operazioni effettuate a favore di soggetti passivi non residenti. Se rilevanti territorialmente in Italia.

Limite al volume d’affari

Sono autorizzati a differire il versamento dell’Iva solo i soggetti sopra indicati che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro.

Nel calcolo del volume d’affari vanno considerate sia le operazioni assoggettate al regime dell’Iva per cassa sia le operazioni escluse da tale regime (es: operazioni soggette a reverse charge, ecc).

In caso di inizio di attività, sono ammessi coloro che prevedono di realizzare, nell’anno in corso, un volume d’affari superiore al suddetto limine. Non ragguagliato all’anno.

In caso di superamento del limite in corso d’anno, la possibilità di emettere fatture con imposta ad esigibilità differita cessa a partire dalle operazioni effettuate dal mese o trimestre successivo a quello in cui il limite è stato superato.

In pratica le operazioni effettuate successivamente al mese/trimestre di superamento del limite sono esigibili immediatamente con le regole ordinarie.

Mentre per le operazioni passive, le regole ordinarie si applicano alle fatture ricevute dal mese/trimestre successivo al superamento del limite.

Operazioni escluse dal regime

Le operazioni escluse dal regime dell’Iva per cassa sono soggette alle disposizioni ordinarie in materia di esigibilità dell’imposta.

In particolare, bisogna distinguere fra le esclusioni riguardanti le operazioni attive e passive ai fini Iva, secondo il seguente schema:

Operazioni attive escluse da Iva per cassa

  • Operazioni effettuate nei confronti di privati;
  • Le operazioni effettuate da soggetti che applicano i regimi speciali Iva (produttori agricoli, agenzie di viaggio, beni usati, tabacchi, telefonia, ecc);
  • Operazioni effettuate nei confronti di acquirenti che assolvono l’Iva con il sistema del reverse charge (cessioni intracomunitarie, cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali);
  • Infine, operazioni effettuate nei confronti di soggetti per i quali l’Iva è ad esigibilità differita in via ordinaria (enti pubblici, ASL, università ecc).

Operazioni passive

  • Acquisto di beni e servizi soggetti ad Iva con il sistema del reverse charge;
  • Acquisti intracomunitari di beni;
  • Importazioni di beni;
  • Esportazioni di beni dai depositi Iva.

Adesione al regime

Per l’applicazione del regime dell’Iva per cassa non è necessaria alcuna comunicazione preventiva.

L’adesione si desume dal comportamento concludente del contribuente (valgono le annotazioni in fattura, o nelle liquidazioni IVA). Inoltre, è necessario fare una specifica annotazione nel quadro VO della dichiarazione Iva annuale.

Dichiarazione Iva relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione.

L’opzione ha generalmente effetto dal primo gennaio dell’anno in corso del quale è esercitata. Oppure dal momento dell’inizio dell’attività se è esercitata in tale sede.

Durata e revoca

L’opzione vincola il contribuente per almeno un triennio salvo il caso di superamento della soglia di 2 milioni di euro di volume d’affari, che comporta la cessazione dal regime.

Trascorso il triennio, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, a meno che non sia effettuata la revoca, con le stesse modalità previste per l’opzione.

Termini di applicazione del regime

Per i soggetti che aderiscono al regime l’imposta diviene esigibile, limitatamente a tutte le operazioni effettuate con altre imprese o professionisti, nel momento del pagamento della fattura da parte dei clienti. Indipendentemente dal pagamento, l’Iva diviene esigibile al decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Se il corrispettivo è incassato solo in parte, l’imposta diventa esigibile per un importo corrispondente al rapporto tra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo.

Per quanto riguarda le operazioni passive, coloro che aderiscono al regime possono detrarre l’Iva corrisposta ai propri fornitori solo al momento in cui viene pagato il corrispettivo. O comunque, indipendentemente dal pagamento dell’Iva, decorso un anno dal momento in cui l’Iva è divenuta esigibile per il fornitore.

Naturalmente resta valida la regola generale secondo cui, la detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è sorto il diritto alla detrazione.

Adempimenti necessari

Il soggetto che intende aderire al regime, come detto, deve evidenziarne la volontà in fattura.

Fattura che deve prevedere la seguente annotazione:

Operazione con IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis del D.L. n. 83/2012

Il soggetto deve poi computare l’imposta nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo.

Convenienza del regime

Il regime dell’Iva per cassa è conveniente per i soggetti che offrono servizi ad elevato valore aggiunto. Cioè con pochi acquisti da terzi.

Classico esempio è quello dei professionisti, che con questo regime possono avere vantaggi in termini di versamento dell’Iva.

Tuttavia, la convenienza dell’adozione del regime è maggiore in termini di differimento del debito Iva, quanto maggiore è la percentuale di fatture pagate e minore è la percentuale delle fatture incassate.

15 comments

  1. MARIE JOSE MESGNY

    Buona sera,

    Se ho ben capito e considerando l’anno 2017 , il regime PER CASSA è obbligatorio per i contribuenti semplificati ai fini IRPEF e IRAP ma è opzionale ai fini IVA.
    Se non si sceglie il regime IVA PER CASSA, si continua a calcolare e versare IVA nel solito modo ( IVA fatture- IVA acquisti) senza tenere conto del momento dell’incasso o dei pagamenti ai fornitori.
    Si avrà poi di fatto un giro d’affari diverso ai fini IRPEF ( per CASSA) e ai fini IVA ( per competenza)

    La Vs. opinione : è consigliabile scegliere il regime IVA per cassa ( e per il 2017 quando si deve effettuare l’opzione)

    sono un po persa, Ogni aiuto sarà il benvenuto.

  2. L’Iva per casssa, intesa come regime di detrazione Iva è conveniente nel caso in cui gli incassi da parte dei clienti si hanno a distanza nel tempo. Se incassiamo subito non ha senso aderirvi, ma se operiamo in un business ove i clienti pagano a 30 60 o 90 giorni l’Iva per cassa evita di dover versare Iva su fatture non riscosse.

  3. Buongiorno,
    vorrei sapere se una SRLS può applicare il regime Iva per cassa.
    Grazie.
    Paolo

  4. Una Srls può applicare il regime di Iva per cassa.

  5. SALVE VORREI SAPERE SE L’AZIENDA ADERISCE AL REGIME DI CASSA PUO’ EMETTERE FATTURE CON REVERSE CHERGE AVENDO COME CODICE ATECO 2007 43.21.01?

  6. L’Iva per cassa non impedisce l’applicazione del reverse charege.

  7. Bisogna capire che tipo di regime fiscale è stato adottato dalla semplificata. Altrimenti è impossibile dare una risposta. Bisogna vedere se si adotta il regime per cassa, o quello delle registrazioni contabili. Se vuole mi contatti in privato.

  8. Salve,
    Vorrei sapere, se ho capito bene, che anche una Società di ingegneria SRL può usufruire dell’IVA per cassa?

  9. Certamente è possibile.

  10. Salve, ho una domanda: una società con regime iva per cassa che sposta la propria sede legale a Campione d’Italia, e quindi che emette fatture extra-ue, come deve comportarsi? Esce dal regime o può mantenerlo?
    Grazie

  11. Non vedo perché dovrebbe uscire dal regime, campione d’Italia è territorio italiano. Se tutti i requisici ci sono resterà nel regime di iva per cassa.

  12. Salve ho una srl con regime iva per cassa attuato dal 01/01/17. nel 2016 aveva Fatture da emettere per euro 500 che ha emesso nell’anno 2018. in questo caso l’iva diventa esigibile nel modo ordinario oppure vale sempre il principio di cassa?
    GRazie

  13. Se la fattura viene emessa successivamente all’applicazione di quel regime si applica il regime dell’Iva per cassa.

  14. Buongiorno, una snc in contabilità semplificata e con iva per cassa vuole optare per la contabilità ordinaria – può mantenere l’iva per cassa.
    Grazie

  15. E’ possibile ma non si devono superare i limiti previsti dal regime dell’Iva per cassa.

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