Iva per cassa 2017: regole di applicazione limiti e adempimenti

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Come funziona, come si applica, quali sono i soggetti interessati al regime dell’Iva per cassa. La nostra guida al’utilizzo del regime Iva che permette di pagare l’imposta solo all’avvenuto incasso della fattura.

Per aiutare gli operatori economici con ridotto volume d’affari ad affrontare la crisi economica, è stata introdotta una nuova disciplina, più favorevole, dell’Iva per cassa (cash accounting). In sintesi, il contribuente che adotta il nuovo regime liquida l’Iva di tutte le operazioni, sia attive che passive, con il criterio di cassa, facendo quindi riferimento alla data del pagamento o dell’incasso dei corrispettivi.

Non ci sono invece ripercussioni per gli acquirenti da soggetti che adottano l’Iva per cassa, i quali applicano le regole ordinarie in relazione al diritto di detrazione.

Di seguito tutte le informazioni utili per l’applicazione di questo particolare regime di applicazione dell’Iva.

Il regime dell’Iva per cassa

Il regime Iva per cassa (c.d. “Cash accounting“) è stato introdotto dall’articolo 32-bis del D.L. n. 83/2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 134/2012, a seguito del recepimento della Direttiva 2006/112/CE, come modificata dalla Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010.

Il regime Iva per cassa, prevede per i soggetti aderenti che la liquidazione periodica dell’Iva per cessioni di beni e prestazioni di servizi possa essere esigibile al momento dell’incasso dei corrispettivi mentre il diritto di detraibilità dell’imposta relativa agli acquisti o dei servizi possa avvenire al momento del pagamento dei corrispettivi.

In pratica, il regime dell’Iva per cassa consente il versamento dell’Iva a debito sulle cessioni o sulle prestazioni di servizi solo al momento del pagamento della fattura da parte del cliente, ed allo stesso tempo consente la detrazione dell’Iva sugli acquisti solo al momento in cui il soggetto pagherà la fattura al fornitore.

In ogni caso, la liquidazione dell’Iva dovrà avvenire entro un anno dalla vendita o dalla prestazione del servizio fatta eccezione per i casi di fallimento o di coinvolgimento del concessionario o del committente di una procedura concorsuale.

Soggetti interessati

Possono optare per il regime Iva per cassa i contribuenti che operando nell’esercizio di impresa, arti o professioni, effettuano cessioni o prestazioni imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di acquirenti che, a loro volta, agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni.

Sono comprese anche le operazioni effettuate a favore di soggetti passivi non residenti, se rilevanti territorialmente in Italia.

Limite al volume d’affari

Sono autorizzati a differire il versamento dell’Iva solo i soggetti sopra indicati che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro.

Nel calcolo del volume d’affari vanno considerate sia le operazioni assoggettate al regime dell’Iva per cassa sia le operazioni escluse da tale regime (es: operazioni soggette a reverse charge, ecc).

In caso di inizio di attività, sono ammessi coloro che prevedono di realizzare, nell’anno in corso, un volume d’affari superiore al suddetto limine, non ragguagliato all’anno.

In caso di superamento del limite in corso d’anno, la possibilità di emettere fatture con imposta ad esigibilità differita cessa a partire dalle operazioni effettuate dal mese o trimestre successivo a quello in cui il limite è stato superato.

In pratica le operazioni effettuate successivamente al mese/trimestre di superamento del limite sono esigibili immediatamente con le regole ordinarie. Mentre per le operazioni passive, le regole ordinarie si applicano alle fatture ricevute dal mese/trimestre successivo al superamento del limite.

Operazioni escluse dal regime

Le operazioni escluse dal regime dell’Iva per cassa sono soggette alle disposizioni ordinarie in materia di esigibilità dell’imposta. In particolare, bisogna distinguere fra le esclusioni riguardanti le operazioni attive e passive ai fini Iva, secondo il seguente schema:

Operazioni attive escluse da Iva per cassa

  • Operazioni effettuate nei confronti di privati;
  • Operazioni effettuate da soggetti che applicano i regimi speciali Iva (produttori agricoli, agenzie di viaggio, beni usati, tabacchi, telefonia, ecc);
  • Operazioni effettuate nei confronti di acquirenti che assolvono l’Iva con il sistema del reverse charge (cessioni intracomunitarie, cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali);
  • Operazioni effettuate nei confronti di soggetti per i quali l’Iva è ad esigibilità differita in via ordinaria (enti pubblici, ASL, università ecc).

Operazioni passive

  • Acquisto di beni e servizi soggetti ad Iva con il sistema del reverse charge;
  • Acquisti intracomunitari di beni;
  • Importazioni di beni;
  • Esportazioni di beni dai depositi Iva.

Adesione al regime

Per l’applicazione del regime dell’Iva per cassa non è necessaria alcuna comunicazione preventiva. L’adesione si desume dal comportamento concludente del contribuente (valgono le annotazioni in fattura, o nelle liquidazioni IVA) ed è comunicata nel quadro VO della dichiarazione Iva annuale relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione.

L’opzione ha generalmente effetto dal primo gennaio dell’anno in corso del quale è esercitata, oppure dal momento dell’inizio dell’attività se è esercitata in tale sede.

Durata e revoca

L’opzione vincola il contribuente per almeno un triennio salvo il caso di superamento della soglia di 2 milioni di euro di volume d’affari, che comporta la cessazione dal regime.

Trascorso il triennio, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, a meno che non sia effettuata la revoca, con le stesse modalità previste per l’opzione.

Termini di applicazione del regime

Per i soggetti che aderiscono al regime l’imposta diviene esigibile, limitatamente a tutte le operazioni effettuate con altre imprese o professionisti, nel momento del pagamento della fattura da parte dei clienti. Indipendentemente dal pagamento, l’Iva diviene esigibile al decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Se il corrispettivo è incassato solo in parte, l’imposta diventa esigibile per un importo corrispondente al rapporto tra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo.

Per quanto riguarda le operazioni passive, coloro che aderiscono al regime possono detrarre l’Iva corrisposta ai propri fornitori solo al momento in cui viene pagato il corrispettivo o comunque, indipendentemente dal pagamento dell’Iva, decorso un anno dal momento in cui l’Iva è divenuta esigibile per il fornitore.

Naturalmente resta valida la regola generale secondo cui, la detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla detrazione.

Adempimenti necessari

Il soggetto che intende aderire al regime, come detto, deve evidenziarne la volontà in fattura, mediante l’annotazione:

Operazione con IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis del D.L. n. 83/2012

Il soggetto deve poi computare l’imposta nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo.

Convenienza del regime

Il regime dell’Iva per cassa è conveniente per i soggetti che offrono servizi ad elevato valore aggiunto, cioè con pochi acquisti da terzi. Tuttavia, la convenienza dell’adozione del regime è maggiore in termini di differimento del debito Iva, quanto maggiore è la percentuale di fatture pagate e minore è la percentuale delle fatture incassate.

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