Bonus Ace per abbattere l’Irap

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Se la deduzione Ace dell’esercizio, sommata a quella degli esercizi precedenti, supera il reddito complessivo ai fini Ires, si può trasformare in un credito d’imposta pari al 27,5% utilizzabile ai fini Irap in cinque rate costanti.

L’Ace, ovvero, l’aiuto alla crescita economica, è un’agevolazione fiscale introdotta dal D.L. n. 201/2011, ed è volta a rafforzare il sistema produttivo attraverso la corresponsione di un credito d’imposta pari al rendimento nozionale degli utili reinvestiti nell’impresa o degli apporti a titolo di capitale proprio effettuati a partire dall’esercizio 2011 da parte di società di persone o di capitali.

Le novità Ace  – Per il bilancio 2014 sono due le novità ai fini Ace da sfruttare, che andranno ad influenzare il calcolo dell’Ires da iscrivere in bilancio. La prima riguarda la quantificazione della deduzione: il coefficiente da utilizzare passa dal 3 al 4%, come previsto dalla Legge n. 147/2013. La nuova aliquota si applica all’intera base imponibile Ace esistente al 31 dicembre 2014. Ma la novità di maggiore rilievo riguarda il caso in cui vi siano deduzioni che superano il reddito imponibile. Il D.L. n. 91/2014 ha concesso, con decorrenza 2014, la possibilità di convertire le eccedenze Ace in credito d’imposta ai fini Irap.

La conversione si effettua applicando all’eccedenza Ace le aliquote d’imposta Irpef o Ires. E’ possibile convertire l’intera eccedenza non utilizzata, compresa quella riportata da esercizi precedenti al 2014. Naturalmente le società che si avvarranno della facoltà di trasformare le deduzioni Ace non utilizzate per incapienza di reddito in crediti d’imposta Irap dovranno iscrivere l’importo derivante dalla conversione nelle imposte attive del conto economico di competenza.

Credito Ace in bilancio – Il credito d’imposta Irap può essere utilizzato in cinque quote costanti per il pagamento dell’Irap dovrà essere contabilizzato nella voce C.II.4-bis dello Stato patrimoniale, iscrivendo come contropartita la voce 22 del Conto economico. L’utilizzo di tale voce deriva dal fatto che l’iscrizione del credito rappresenta null’altro che una modalità di utilizzo di una deduzione Ires, che in caso di mancata conversione, avrebbe generato minori imposte correnti, in anni successivi, ovvero l’iscrizione di imposte differite attive. Il bilancio interessato dalla contabilizzazione sarò quello dell’esercizio con riferimento al quale la conversione viene effettuata. Pertanto, il credito derivante dalla trasformazione delle eccedenze Ace 2014 andrà iscritto nel bilancio al 31/12/2014 a condizione, che la scelta sulla conversione sia già stata presa al momento della redazione del bilancio. Il credito andrà poi suddiviso nella quota con scadenza entro 12 mesi (1/5 del credito) e quota in scadenza oltre 12 mesi (i restanti 4/5).

Tassazione – Il provento fiscale contabilizzato in bilancio non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette in quanto deriva da una minore imposta deducibile. Infatti, trattandosi di una riduzione di imposte correnti (Ires) che viene utilizzata mediante compensazione con altri tributi (Irap), il provento iscritto nel Conto economico non potrà essere in alcun modo imponibile. Sarà, pertanto, necessario iscrivere una variazione nella dichiarazione in dichiarazione dei redditi. Negli esercizi successivi, per effetto della conversione, sarà necessario sostenere un maggior onere per Ires, iscrivendo una variazione in aumento.

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