Il quadro VJ della dichiarazione Iva: guida alla compilazione

Condivisioni

Il Quadro VJ deve essere compilato per dichiarare acquisti o importazioni di beni o servizi per le quali l’assolvimento dell’imposta si realizza mediante il metodo della cosiddetta “inversione contabile” o “reverse charge”, cioè con imposta dovuta dal cessionario o committente.

Il Quadro VJ della dichiarazione Iva deve essere compilato dai contribuenti che hanno effettuato nell’anno operazioni di acquisto o importazione di beni o servizi per le quali l’assolvimento dell’imposta, contrariamente alla regola generale che stabilisce che questa è dovuta dal cedente o prestatore, si realizza invece mediante il metodo della cosiddetto “reverse charge“, per il quale l’imposta è dovuta dal cessionario o committente. Il quadro consente di determinare, nel Rigo VJ17 il totale dell’imposta relativa a tali operazioni; totale che viene poi trasferito nel Quadro VL, nel Rigo VL1, al fine della sua liquidazione.

Trattandosi di operazioni di acquisto, esse, pur comportando un debito d’imposta, non possono transitare per il Quadro VE che accoglie esclusivamente le operazioni attive, e proprio a tal fine è stato creato l’apposito Quadro VJ. Le operazioni indicate nel Quadro VJ devono essere indicate anche nel Quadro VF al fine di determinare l’ammontare complessivo degli acquisti e di consentire il diritto alla detrazione, sempre che, e nella misura in cui, tale diritto sussista, in relazione alla singola operazione effettuata.

Il Quadro VJ prevede 16 distinte tipologie di operazioni di acquisto, suddivise nei Righi da VJ1 a VJ16 per i quali l’imposta è dovuta dall’acquirente con il metodo del “reverse charge”, cioè mediante emissione di autofattura ovvero mediante integrazione della fattura ricevuta dal fornitore (acquisti da soggetti non residenti, acquisti di oro, acquisti intracomunitari, ecc.). Restano estranee al Quadro VJ le autofatture per operazioni che non configurano tecnicamente un “acquisto” e che sono emesse per esigenze di tecnica operativa ovvero per operazioni che pur configurando un “acquisto” non sono ivi specificamente richiamate, come, ad esempio:

  • le autofatture per acquisti da agricoltori esonerati (art. 34, comma 6);
  • le autofatture – denuncia per acquisti senza emissione di fattura (art. 6, comma 8, del D.Lgs. n. 471/97);
  • le autofatture per omaggi (C.M. 27 aprile 1973, n. 32);
  • le autofatture per regolarizzazione dello “splafonamento”.

La ripartizione degli acquisti nel Quadro VJ

All’interno del quadro VJ della dichiarazione Iva trovano posto le seguenti tipologie di operazioni di acquisto.

Acquisti di beni provenienti da San Marino e dal Vaticano – Nel Rigo VJ1 deve essere indicato l’ammontare degli acquisti, e la relativa imposta, di beni provenienti dalla Repubblica di San Marino e dallo Stato Città del Vaticano, per i quali l’imposta non è stata applicata dal cedente e che sono stati quindi autofatturati dal cessionario. Si ricorda che questi acquisti, limitatamente a quelli effettuati presso fornitori della Repubblica di San Marino che non hanno applicato l’Iva, sono indicati anche nel Rigo VF24, Campo 6.

Estrazione di beni da depositi Iva (Art. 50-bis, comma 6, D.L. n. 331/1993) – Nel Rigo VJ2 deve essere indicato l’importo imponibile, e la relativa imposta, delle operazioni di estrazione di beni dai depositi Iva. Deve trattarsi di beni estratti per l’immissione in consumo nel territorio dello Stato (quindi non oggetto di cessione intracomunitaria o di esportazione). La base imponibile è costituita dall’importo della fattura emessa dal fornitore all’atto dell’introduzione del bene nel deposito, ovvero, in caso di intervenute successive transazioni di compravendita, dall’ultimo valore di cessione aumentato, in ogni caso, dei corrispettivi delle eventuali prestazioni di servizi effettuate sui beni medesimi durante la giacenza nel deposito.

Acquisti di beni e servizi da soggetti non residenti (Art. 17, comma 2) – Nel Rigo VJ3 deve essere indicato l’importo imponibile, e la relativa imposta, delle operazioni di acquisto effettuati presso un soggetto non residente, privo di stabile organizzazione; in tal caso, infatti, ferma restando l’imponibilità dell’operazione effettuata, si ha lo spostamento della soggettività tributaria e dei conseguenti obblighi dal cedente al cessionario o dal prestatore al committente. L’autofattura, che in tal caso deve essere emessa in unico esemplare, deve essere registrata sia tra le operazioni attive, ai fini della liquidazione e del versamento periodico dell’Iva, sia tra le operazioni passive, al fine della sua detrazione, sempreché l’imposta sia detraibile.

Vendita documenti di viaggio (Art. 74, comma 1, lett. e) – Nel Rigo VJ4 deve essere indicato, da parte degli esercenti l’attività, l’importo imponibile e la relativa imposta risultante dalle autofatture emesse per le provvigioni corrisposte agli intermediari per la vendita al pubblico dei biglietti di viaggio. Tali operazioni, per effetto dell’art. 74, comma 1, lett. e), del DPR n. 633/72 e del relativo decreto di attuazione (D.M. 30 luglio 2009), sono disciplinate in regime “monofase” e, pertanto, l’imposta è dovuta direttamente dai soggetti esercenti l’attività.

Provvigioni corrisposte dalle agenzie di viaggio (Art. 74-ter, comma 8) – Il Rigo VJ5 è riservato alle Agenzie di viaggio. L’art. 74-ter, comma 8, del DPR n. 633/72, prevede che le agenzie di viaggio, per le prestazioni di intermediazione ricevute dagli intermediari con rappresentanza, debbano emettere le fatture per le provvigioni corrisposte agli intermediari medesimi e versare la relativa imposta. Copia delle fatture deve essere inviata all’intermediario, il quale dovrà annotarla in dichiarazione nel Quadro VE. Gli adempimenti relativi alle agenzie di viaggio sono stati regolamentati con il D.M. 30 luglio 1999, n. 340.

Acquisti all’interno di rottami e simili (Art. 74, commi 7 e 8, e art. 35 D.L. n. 269/03) – Nel Rigo VJ6 deve essere indicato l’ammontare degli acquisti di rottami e degli altri materiali indicati nell’art. 74, commi 7 e 8, indicando distintamente l’ammontare imponibile e la relativa imposta. Per le importazioni di rottami si veda il successivo Rigo VJ10.

Acquisti di oro industriale e argento puro (Art. 17, comma 5) – Nel Rigo VJ7 deve essere indicato, da parte dei cessionari, l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle fatture integrate a norma dell’art. 17, comma 5, del DPR n. 633/72, per gli acquisti di oro industriale e di argento puro effettuati nel territorio dello Stato.

Acquisti di oro da investimento imponibile per opzione (Art. 17, comma 5) – Nel Rigo VJ8 deve essere indicato, da parte dei cessionari, l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle fatture integrate a norma dell’art. 17, comma 5, del DPR n. 633/72, per gli acquisti di oro da investimento, effettuati nel territorio dello Stato, che sarebbero stati normalmente esenti da imposta, ma che il cedente ha dichiarato invece imponibili, avendone facoltà, in via di opzione.

Acquisti intracomunitari di beni e servizi (Art. 46, comma 1, D.L. n. 331/93) – Nel Rigo VJ8 deve essere indicato, da parte dei cessionari, l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle fatture integrate a norma dell’art. 46, comma 1, del D.L. n. 331/93, che stabilisce l’obbligo di integrazione della fattura emessa dal fornitore per gli acquisti intracomunitari di beni di cui all’art. 38. Nel Rigo VJ9 non devono essere inseriti gli acquisti di servizi presso operatori comunitari, soggette ad IVA in Italia. In tali casi, poiché il committente ha dovuto procedere all’emissione dell’autofattura a norma dell’art. 17, comma 2, del DPR n. 633/72, i relativi importi devono essere indicati nel Rigo VJ3.

Importazioni di rottami senza pagamento dell’Iva in dogana (Art. 74, commi 7 E 8, e art. 35 D.L. n. 269/2003) – Nel rigo VJ10 deve essere indicato l’ammontare delle importazioni di rottami e degli altri materiali indicati nell’art. 74, commi 7 e 8, effettuati dal contribuente in regime di imponibilità, indicando distintamente l’ammontare imponibile risultante dalla bolla doganale e la relativa imposta.

Importazioni di oro industriale e argento puro senza pagamento dell’Iva in dogana (Art. 70, comma 5) – Nel rigo VJ11 deve essere indicato, da parte degli importatori, l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle autofatture emesse a norma dell’art. 17, comma 5, del DPR n. 633/72, per le importazioni di oro industriale e di argento puro, per le quali l’imposta, pur liquidata in Dogana al momento dell’importazione, è assolta dall’importatore, che abbia rilasciato apposita attestazione, con il metodo del “reverse charge”. Ovviamente tali importazioni devono essere distinte dalle importazioni di oro da investimento che, pur dovendo essere effettuate dietro rilascio alla Dogana di un’apposita attestazione, sono effettuate in esenzione dall’imposta.

Acquisti di tartufi da rivenditori dilettanti ed occasionali non muniti di partita Iva (Art. 1, comma 109, L. n. 311/2004) – Nel rigo VJ12 deve essere indicato l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle autofatture emesse dai soggetti d’imposta per gli acquisti di tartufi da raccoglitori dilettanti ed occasionali, non muniti di partita Iva, ai sensi dell’art. 1, comma 109, della legge n. 311/04. Si ricorda che per tali acquisti non è ammessa la detrazione dell’imposta e, pertanto, il relativo importo deve essere compreso nel Rigo VF19.

Acquisti di prestazioni di servizi eseguite in subappalto nel settore  edile (Art. 17, comma 6, lett. a), DPR n. 633/1972) – Nel rigo VJ13 deve essere indicato l’importo imponibile e la relativa imposta, risultante dalle fatture integrate a norma dell’art. 17, comma 6, lett. a), del DPR n. 633/72, per gli acquisti di prestazioni di servizi eseguite in subappalto nel settore delle costruzioni edilizie.

Acquisti di fabbricati (Art. 17, comma 6, lett. a-bis), DPR n. 633/72) – Nel rigo VJ14 deve essere indicato l’ammontare degli acquisti di fabbricati per i quali, in deroga al criterio di esenzione, il cedente, nel relativo atto di acquisto, ha manifestato l’opzione per il regime di imponibilità della relativa cessione.

Acquisti di telefoni cellulari (Art. 17, comma 6, lett. b), DPR n. 633/72) – Nel rigo VJ15 deve essere indicato l’ammontare degli acquisti di telefoni cellulari, per i quali l’imposta è dovuta dal cessionario.

Acquisti di microprocessori (Art. 17, comma 6, lett. c), DPR n. 633/72) – Nel rigo VJ16 deve essere indicato l’ammontare degli acquisti di microprocessori e unità centrali di elaborazione, per i quali l’imposta è dovuta dal cessionario, ai sensi dell’art. 17, comma 6, lett. c).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni