Familiari a carico: guida alla detrazione Irpef 2019

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I contribuenti possono fruire di detrazioni fiscali, ai fini Irpef, legate ai c.d. “familiari a carico”: coniuge figli e altri familiari sono considerati a carico se non hanno percepito nell’anno redditi superiori alla soglia di €. 2.840,52. Tutte le informazioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi.  

Una delle possibili detrazioni fiscali, ai fini Irpef, che possono sfruttare i contribuenti riguarda i c.d. “familiari a carico“.

Fiscalmente sono considerati “a carico” di un contribuente i familiari: coniuge, figli e altri familiari conviventi.

Soggetti che nel corso del periodo di imposta hanno percepito redditi inferiori ad una soglia stabilita dal Testo unico delle imposte sui redditi.

In sede di redazione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi Persone fisiche o 730) i lavoratori dipendenti e i pensionati possono usufruire di vantaggi fiscali se i familiari detengono un reddito personale complessivo non superiore a €. 2.840,51 (rigo RN1 del modello Redditi P.F.).

In questi casi il contribuente ha diritto ad una detrazione dall’Irpef forfettaria relativa ai familiari a carico.

Con questo report ti indicherò come beneficiare della detrazione Irpef per familiari a carico. In particolare mi occuperò di:

  • Detrazione Irpef per coniuge a carico;
  • Detrazione Irpef per figli a carico;
  • Infine, la detrazione Irpef per altri familiari a carico.

Familiari a carico



Familiari a carico: i redditi da considerare

Sono considerati soggetti fiscalmente a carico coloro i quali hanno ricevuto nel periodo d’imposta redditi non superiori a €. 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili.

Per operare la verifica devi considerare  il reddito complessivo, così come indicato al rigo RN1 colonna 5 del modello Redditi.

A questo valore devi aggiungere però anche eventuali redditi di impresa o di lavoro autonomo assoggettati ad imposta sostitutiva prevista per i minimi. Ovvero, anche la quota esente di redditi di lavoro dipendente prestato in zone frontaliere da soggetti residenti, ecc.

In tale limite concorre anche il reddito da fabbricati assoggettato a cedolare secca sulle locazioni, anch’esso  non indicato nel rigo RN1.

Attenzione!

Se un soggetto supera la soglia di reddito durante l’anno, non può essere considerato familiare a carico fin dall’inizio dell’anno

Redditi esclusi per i familiari a carico

Per la determinazione del reddito valevole per l’agevolazione, non devono essere presi in considerazione le seguenti tipologie di reddito:

Redditi esenti da Irpef

Classici esempi di redditi esenti sono:

  • Le borse di studio, di dottorato, i corsi di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;
  • Gli assegni di ricerca conferiti dalle università e dagli enti pubblici e dalla istituzioni di ricerca;
  • Le borse di studio Erasmus, e le somme corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore a €. 7.746,85;
  • Le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensioni di invalidità civile e le eventuali indennità di accompagnamento;
  • Pensione di invalidità per cause di servizio; indennità di mobilità per la parte reinvestita nella costituzione di società cooperative;
  • Assegno di maternità per la donna lavoratrice; rendite Inail, etc;

Redditi soggetti a tassazione alla fonte

Classici esempi di redditi soggetti a ritenuta alla fonte sono: 

  • Redditi da attività sportiva dilettantistica fino a € 10.000 annue;
  • Interessi delle obbligazioni e dei titoli di Stato, gli interessi dei depositi e conti correnti bancari e postali, premi e vincite al gioco in Italia;
  • Proventi delle quote dei fondi di investimento mobiliare di tipo aperto italiani e stranieri;
  • Riscatto in forma di capitale dei fondi pensione per perdita del posto di lavoro.

Riepilogando, quindi, se hai percepito uno di questi redditi non devi considerarlo per verificare la soglia dei familiari a carico.

Familiari a carico e dichiarazione dei redditi

La soggetto che risulta essere fiscalmente a carico di un familiare non è automaticamente escluso dall’obbligo di  presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto può essere conveniente per lui presentare comunque il modello Redditi.

Detrazioni Irpef per familiari a carico e lavoro occasionale

Ad esempio: un soggetto che ha percepito nell’anno soltanto proventi da prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Ipotizziamo che il reddito sia soggetto a ritenuta di acconto. Ipotizziamo anche che il reddito sia inferiore alla soglia per essere considerato “a carico“.

Ebbene, in questo caso può essere opportuno presentare comunque il modello Redditi PF.

Questo per trasformare le ritenute subite in crediti di imposta che possono essere chiesti a rimborso.

Detrazioni Irpef per familiari a carico rapportate a mese

Le detrazioni Irpef per familiari a carico devono essere rapportate al mese in cui si verificano i requisiti per cui spettano.

Ad esempio: nel caso di nascita di un figlio nel mese di giugno, i coniugi avranno diritto di godere della detrazione per 6 mesi.

Nel caso, invece, di variazione della condizione del familiare nel periodo di imposta, la detrazione Irpef per familiari a carico, spetta per tutto l’anno e non per i mesi di nel quale si è verificata la condizione.

Ad esempio: figlio che nell’anno percepisce redditi superiori a €. 2.40,52 non sarà a carico dei genitori per tutto l’anno.

I familiari a carico

Le detrazioni Irpef per familiari a carico possono essere riconosciute nei confronti delle seguenti categorie di soggetti, rispettando il limite reddituale sopra menzionato:

  • Detrazione Irpef per coniuge a carico;
  • Detrazione Irpef per figli a carico;
  • Detrazioni Irpef per genitori a carico;
  • Detrazione Irpef per fratelli e sorelle a carico;
  • Detrazione Irpef per suoceri nuore e generi;
  • Detrazioni Irpef per figli adottati.

In particolare, per il coniuge e i figli la detrazione spetta se sono fiscalmente a carico anche se non conviventi o residenti all’estero.

Per gli altri familiari è necessario che convivano con il contribuente.

Detrazione per coniuge a carico

Il dichiarante, in relazione al proprio reddito ha diritto a una detrazione per il coniuge quando questi non ha conseguito redditi superiori a €. 2.840,51.

Sono previste tre modalità di calcolo corrispondenti a tre fasce di reddito fino ad €. 80.000, oltre i quali non spetta più alcuna detrazione.

Nel caso invece il coniuge sia legalmente ed effettivamente separato si può aver diritto alla detrazione, considerandolo quale “altro familiare a carico“.

Questo a condizione che riceva un assegno di mantenimento non risultante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Detrazione per figli a carico

Sono considerati figli, oltre a quelli naturali, quelli adottati, affidati o affiliati indipendentemente dal superamento di limiti di età e dal fatto che siano studenti o che convivano con il dichiarante.

Per quanto riguarda la detrazione, non può essere liberamente ripartita tra i coniugi, restando ferma la percentuale del 50 per cento.

Tuttavia, è facoltà dei genitori decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivamente più elevato, per evitare di perderne una parte. 

Per quanto riguarda l’entità della detrazione per familiari a carico, essa è inversamente proporzionale al reddito del soggetto dichiarante.

Maggiore è il reddito minore è la detrazione. Per redditi Irpef superiori ad €. 80.000 annui la detrazione non spetta.

In generale è prevista una detrazione di €. 950, parametrata (attraverso un calcolo specifico) al reddito complessivo del soggetto dichiarante. 

La detrazione per familiari a carico è aumentata a €. 1.220 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. 

Queste detrazioni sono aumentate di un importo pari a €. 400 per ogni figlio portatore di handicap.

Separazione o assenza di un genitore

In caso di separazione la detrazione per familiari a carico deve essere attribuita al 100 per cento al genitore affidatario o in caso di affidamento congiunto al 50 per cento.

La cosa importante è che questa scelta coinvolge tutti i figli: non sarà possibile quindi avere percentuali di detrazioni diverse per ogni figlio.

Un caso particolare si ha anche in caso di assenza di un genitore, sia per il decesso che per il mancato riconoscimento del figlio.

In tale circostanza, per il primo figlio spetta la stessa detrazione per coniuge a carico.

Ulteriore detrazione per famiglie numerose

In presenza di almeno 4 figli a carico è riconosciuta ai genitori un’ulteriore detrazione per familiari a carico.

Si tratta di un’agevolazione pari a €. 1.200.

In presenza di 4 figli se uno di essi supera il limite del reddito per essere considerato a carico, la detrazione non spetta.

Se invece i figli a carico sono 5 o più allora spetta comunque.

La detrazione per familiari a carico è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

Prospetto dei familiari a carico

Il prospetto dei familiari a carico è composto di sei righe e sette colonne che servono per scrivere i dati relativi ai familiari che sono fiscalmente a carico.

In particolare, il primo rigo serve per scrivere i dati relativi al coniuge, anche se non fiscalmente a carico.

Il secondo rigo è riservato esclusivamente all’esposizione dei dati relativi al primo figlio a carico, intendendo per primo figlio a carico quello anagraficamente di maggiore età.

I successivi righi servono per l’esposizione dei dati relativi agli altri figli o familiari.

Le colonne servono per indicare, nell’ordine, per ogni familiare inserito nel prospetto: il tipo di rapporto di parentela che avete con il familiare in questione (C, coniuge; F1, primo figlio/a; F, altro figlio/a; A, altro tipo di rapporto), l’eventuale condizione di handicap del figlio a carico (D, disabile), il suo codice fiscale, il numero di mesi durante i quali è stato a vostro carico, il numero di mesi durante i quali il figlio a carico ha avuto un’età inferiore ai tre anni, la percentuale di deduzione prevista.

Compilare il rigo del coniuge

Rigo 1: scrivere i dati relativi al vostro coniuge.

Colonna 1: barrare la casella “C”.

Colonna 4: scrivere il codice fiscale del coniuge, anche se non è a vostro carico.

Colonne 5: utilizzare questa casella solo se il coniuge è stato a vostro carico. Scrivere ’12’ se il vostro coniuge è stato a vostro carico per tutto il periodo. In caso di matrimonio, decesso, separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili nel corso dell’anno, scrivere il numero dei mesi per i quali il coniuge è stato a vostro carico. Per esempio, se vi siete sposati a giugno, la deduzione spetta per sette mesi, pertanto, nella casella dovrete scrivere 7.

Compilare i righi per i figli a carico

Righi 2-6: in ognuno di questi righi dovete inserire i dati relativi solo a un figlio o a un altro familiare a vostro carico. Nel rigo 2 devono essere indicati i dati relativi al primo figlio.

Colonna 1: barrare la casella “F1” se il familiare indicato è il primo figlio/a e la casella “F” per i figli successivi al primo.

Colonna 2: barrare la casella “A” se si tratta di un altro familiare.

Colonne 3: barrare la casella “D” se si tratta di un figlio portatore di handicap. Qualora venga barrata questa casella non è necessario barrare anche la casella ‘F’. Si precisa che è considerato portatore di handicap la persona riconosciuta tale ai sensi della Legge n. 104/92.

Colonna 4:

scrivere il codice fiscale di ciascuno dei figli, e degli altri familiari che avete a carico. E’ bene sapere che il codice fiscale dei figli e degli altri familiari a carico deve essere scritto comunque, anche se non fruite delle relative deduzioni, che invece sono attribuite interamente ad un altro soggetto.

Si precisa che l’articolo 21, comma 6-bis, del D.L. n. 269/03, convertito con modificazioni dalla Legge n. 326/03, ha previsto che:

“a fini di controllo, il diritto alla deduzione per i figli a carico di cittadini extra-comunitari è in ogni caso certificato nei riguardi del sostituto di imposta dallo stato di famiglia rilasciato dal comune, se nella relativa anagrafe i figli di tali cittadini sono effettivamente iscritti, ovvero da equivalente documentazione validamente formata nel Paese d’origine, ai sensi della legge ivi vigente, tradotta in italiano ed asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano nel Paese di origine”

Colonna 5: utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il familiare è stato a vostro carico e pertanto vi spetta la deduzione. Scrivere ’12’ se il familiare è stato a vostro carico per tutto l’anno; se invece è stato a vostro carico solo per una parte dell’anno, scrivere il numero dei mesi corrispondenti. Per esempio, per un figlio nato il 14 agosto la deduzione spetta per cinque mesi; pertanto nella casella dovrete scrivere 5.

Ulteriore deduzione per figli minori di tre anni

Colonna 6: utilizzate questa casella per indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il figlio a carico ha un’età inferiore a 3 anni. Per esempio, per un figlio nato il 15 marzo dell’anno precedente, nella casella scrivere ’12’; per un figlio che ha compiuto 3 anni il 18 maggio dell’anno in corso, indicare ‘5’.

Colonna 7: utilizzate questa casella per indicare la percentuale di deduzione che vi spetta per ogni familiare a vostro carico.

Indicazioni per la compilazione

Prima di indicare la percentuale di deduzione che vi spetta, tenete presente che la deduzione per figli a carico può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori, anche se sono separati.

Figlio con detrazione per il coniuge

Per il primo figlio si ha diritto alla stessa deduzione per coniuge a carico, quando l’altro genitore manca perché deceduto o non ha riconosciuto il figlio. Oppure se il figlio è adottivo, affidato o affiliato a un solo genitore che non è sposato o se sposato si è legalmente ed effettivamente separato.

In tal caso, scrivete in questa colonna la lettera C. Se tale deduzione non spetta per l’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la deduzione come figlio. Ed inoltre il rigo 3 per i mesi in cui spetta la deduzione come coniuge.

Per il periodo in cui spetta per il primo figlio la deduzione prevista per il coniuge, il contribuente può, se più favorevole, utilizzare la deduzione prevista per il primo figlio.

Se invece l’onere del mantenimento grava anche su altre persone, oltre a voi, la deduzione (sia quella per il figlio che per altri familiari) va suddivisa in proporzione all’effettivo onere sostenuto da ciascuno.

Massima detrazione per figli a carico

Per poterne avere il massimo utilizzo, quando si tratta di figli a carico, questa proporzione può essere stabilita fra i genitori a loro discrezione.

E’ importante sapere però, che se un genitore fruisce al 100 per cento della deduzione per il figlio a carico, l’altro genitore non può fruirne.

La deduzione spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo e nei seguenti casi:

  • Figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato;
  • Figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente, se questi è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato

In questi casi, scrivere “100”, perché la deduzione è prevista per intero. Dovete scrivere ‘ 0 ‘ (zero) se non fruite delle deduzioni perché l’onere del mantenimento per il figlio o familiare è stato assunto da un altro contribuente.



Familari a carico: detrazione per residenti all’estero

Per i soggetti fiscalmente residenti all’estero che devono presentare la dichiarazione dei redditi in Italia è possibile usufruire della detrazione Irpef per familiari a carico.

Questo a condizione che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al limite di 2.840,51.

Compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato, e di non godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

Documentazione richiesta per i residenti UE

I soggetti residenti in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle Finanze 4 settembre 1996, attestano, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà:

  1. Il grado di parentela del familiare per il quale intendono fruire della detrazione, con indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le predette condizioni sono cessate;
  2. Che il predetto familiare possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dal territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a €. 2.840,51;
  3. Di non godere nel Paese di residenza ovvero in nessun altro Paese diverso da questo di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.

Documentazione per i residente extra UE

I cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per familiari a carico, devono essere in possesso di:

  1. Documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;
  2. Documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti che provengono dai Paesiche hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961;
  3. Documentazioni validamente formate dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano del Paese d’origine.

La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello di prima presentazione della documentazione di cui sopra, deve essere accompagnata da dichiarazione che confermi il per durare della situazione certificata. Ovvero da una nuova documentazione qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.

Familiari a carico: consulenza

Se hai dubbi o vuoi approfondire aspetti legati alla tassazione dei redditi da lavoro dipendente contattami!

Si commettono spesso errori si questo aspetto quindi se hai bisogno di qualcuno che possa indirizzarti nel modo giusto lascia di seguito un commento!



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118 comments

  1. Buongiorno, mia moglie (ci siamo sposati il 2 giugno di quest’anno) lavora presso 2 palestre ed entrambe le hanno fatto un contratto di prestazione sportiva, posso considerarla a carico?
    Grazie anticipatamente

  2. Dipende dal reddito percepito. Se inferiore ai 10.000 euro annui può considerare sua moglie a suo carico.

  3. Buon Giorno,
    mia moglie è coadiuvante di azienda agricola e, come confermatomi dall’associazione coltivatori, non soggetta a redditi dichiarati. la posso considerare a carico ? grazie

  4. Il coadiuvante agricolo, in assenza di altri redditi percepiti nell’anno, può essere considerato familiare a carico.

  5. Buongiorno, ho una figlia che frequenta una scuola di specializzazione medicina e percepisce un reddito esente IRPEF, quindi non deve fare nessuna dichiarazione. La mia domanda è se la posso mettere come figlia a carico o la devo escludere in quanto percepisce reddito anche se è esente da IRPEF?

  6. Se sua figlia percepisce un reddito esente Irpef è sicuramente a suo carico.

  7. buonasera, frequento la scuola di specializzazione di medicina e ho percepito un reddito esente irpef di 20.000,00 . vorrei sapere se posso essere messa a carico dai miei genitori e se possono scaricare anche le mie tasse di specializzazione. la ringrazio anticipatamente.

  8. Trattandosi di redditi esenti Irpef quelli relativi alla scuola di specializzazione in medicina lei può essere considerata “a carico” dei suoi genitori. Saranno i suoi genitori a detrarsi tutte le sue spese.

  9. Mio figlio ha lavorato un solo mese (luglio 2018) con compenso attivita sportive dilettantische.
    Appena avuto il contratto ho tolto mio figlio dalle detrazioni fiscali (il sistema informatico del datore di lavoro mi ha fatto pero inserire la data dal 1.1.2018) ma dopo solo un mese il centro sportivo ha chiuso ed è stato licenziato. Ho cosi rimesso mio figlio nelle detrazioni fiscali a carico (il sistema informatico del datore di lavoro mi ha fatto inserire la data della comunicazione 20 agosto 2018). Il compenso totale è stato pertanto di 680 euro. Inoltre pur prestando altra collaborazione come steward allo stadio non ha percepito piu di 1000 euro.
    Pertanto volevo sapere se posso considerare mio figlio a carico per il 2018 (spese unversatarie, mediche, ecc)
    Grazie

  10. Da queste informazioni mi sembra che suo figlio non abbia percepito redditi superiori alla soglia di carico € 2.840,52.

  11. Buonasera, se possibile vorrei chiedervi di chiarire un dubbio che mi porto avanti da anni: per un figlio che abbia un reddito inferiore alla soglia di 2.840,52 Euro essere considerato fiscalmente a carico è obbligatorio? Se per esempio io non raggiungo tale tetto, e mia madre non mi dichiara a carico nella sua dichiarazione rinunciando così alle detrazioni, posso considerarmi fiscalmente autonomo a tutti gli effetti? In questo modo per esempio posso fruire tranquillamente dell’esenzione sul ticket?
    Grazie per la risposta

  12. Per l’esenzione sui ticket la cosa è diversa, dovrebbe essere in uno stato di famiglia diverso da quello dei suoi genitori.

  13. Salve, sono sempre Sandro del commento sopra, grazie per la risposta.

    Nel Lazio (non so se il regolamento è nazionale), per avere l’esenzione E02 per reddito / disoccupazione, tra le condizioni si fa riferimento al nucleo fiscale del soggetto, e si dice esplicitamente che un soggetto si considera a carico se si percepiscono detrazioni. Da qui quindi non è chiaro se essere fiscalmente a carico è “automatico” e “obbligatorio” oppure facoltativo.

    Ma a prescindere dall’esempio dell’esenzione vorrei capire il mio nucleo fiscale (ci provo da circa 10 anni, e non riesco a trovare una risposta da nessuna parte 🙂 ). Tutti i testi che leggo sono ambigui perché si dà per scontato che si voglia essere considerati a carico per fruire delle detrazioni, e che quindi le due condizioni di “sotto i 2.840,52” e “a carico con detrazioni” coincidano.
    Io non supero il tetto dei 2.840,52, ma mia madre non mi include nella sua dichiarazione dei redditi e non fruisce delle detrazioni (e ho la residenza altrove). Posso considerarmi nucleo fiscale autonomo o sono a carico di mia madre?

  14. Per essere un nucleo fiscale autonomo deve avere una residenza anagrafica diversa da sua madre, quindi un diverso stato di famiglia anagrafico.

  15. iabbiamo 5 figli che sono a carico al 100% a me con reddito maggiore, la mia domanda è la seguente: l’importo di € 1200,00 per ulteriore detrazione spetta solo per € 600,00 a me! mia moglie perderà i € 600,00 perchè non li porta in detrazione?? o posso presentare un modello unico per lei dove indico i codici fiscali dei figli con la percentuale di detrazione 0, in questo caso posso avere il rimborso dei 600,00€??

  16. La detrazione spetta al coniuge che percepisce reddito e che presenta la dichiarazione. La detrazione incapiente è persa, non può essere oggetto di rimborso.

  17. Buongiorno, mia moglie ha lavorato circa due mesi (contratto stagionale dal 01 giugno al 31 agosto per cui ha già presentato pure la domanda naspi) e poi è entrata in maternità obbligatoria il 19 luglio. Posso metterla già a carico per le detrazioni fiscali? Mi pare che l’assegno di maternità non è incluso per il raggiungimento della soglia limite di 4000 euro. Giusto?

  18. La maternità intesa come indennità è reddito del lavoratore, e poi se ha superato al soglia di € 2.840,52 sua moglie non può essere comunque considerata “a carico”.

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