Il quadro RW del modello Redditi 2018

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Il quadro RW del modello Redditi accoglie gli investimenti patrimoniali e finanziari esteri detenuti da persone fisiche residenti in Italia. Vediamo quali sono le principali problematiche applicative e le modalità di compilazione del quadro RW per persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

Le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, le società semplici e gli enti non commerciali che detengono investimenti patrimoniali all’estero, o attività finanziarie suscettibili di produrre reddito in Italia devono compilare il quadro RW.

Si tratta di un particolare quadro della dichiarazione dei redditi di Persone fisiche ed enti non commerciali.

Il quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche (o ENC) è dedicato al monitoraggio annuale delle attività finanziarie e degli investimenti patrimoniali detenuti all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia.

Nonché per la determinazione delle due relative imposte patrimoniali:

  • IVIE – Imposta sugli immobili detenuti all’estero;
  • IVAFE – Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero.

Il quadro RW del Modello Redditi deve essere presentato esclusivamente in via telematica entro il 31 ottobre dell’anno successivo alla chiusura di ogni periodo di imposta.

L’obiettivo di questo contributo è di analizzare la disciplina riguardante la compilazione del quadro RW del modello Redditi.

Conseguentemente determinare anche i valori imponibili per le imposte patrimoniali: Ivie e Ivafe eventualmente dovute dal contribuente.

Siete pronti?! Si comincia!

ATTIVITA’ PATRIMONIALI E FINANZIARIE ESTERE: COSA DEVE ESSERE INDICATO NEL QUADRO RW DEL MODELLO REDDITI

I contribuenti residenti fiscalmente in Italia (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici), sono tenuti a dichiarare nel quadro RW del modello Redditi PF.

Questo per indicare tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero nel corso del periodo d’imposta.

La compilazione del quadro è obbligatoria anche in caso di disinvestimento effettuato prima del termine del periodo d’imposta stesso.

In pratica sono soggette a monitoraggio tutte le attività suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia. Indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta. 

Infatti, con la compilazione del quadro RW l’Amministrazione finanziaria può monitorare gli investimenti esteri effettuati dai contribuenti residenti.

Il contribuente che detiene direttamente un investimento all’estero o attività estere di natura finanziaria, è tenuto ad indicarne il valore nel presente quadro. Nonché la quota di possesso espressa in percentuale.

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste anche nel caso in cui le attività siano possedute dal contribuente per il tramite di interposta persona. È il caso, ad esempio, di soggetti che abbiano l’effettiva disponibilità di attività finanziarie e patrimoniali formalmente intestate ad un trust residente o non residente.

I contribuenti sono tenuti ad indicare nel quadro RW sia gli investimenti all’estero sia le attività estere di natura finanziaria, detenuti nel periodo di imposta, attraverso cui possono essere conseguiti redditi imponibili in Italia.

L’obbligo sussiste a prescindere dall’importo delle attività finanziarie e patrimoniali possedute in detto periodo.

Disponibilità dell’attività estera

Il quadro RW deve essere compilato anche dai soggetti che hanno la mera disponibilità o possibilità di movimentazione delle attività detenute all’estero.

Ad esempio tutti i cointestatari di un conto corrente devono compilare il quadro RW, indicando l’intero ammontare del conto medesimo. A condizione che ciascuno abbia la piena disponibilità delle somme.

Gli obblighi di dichiarare le consistenze delle attività estere di natura finanziaria e gli investimenti esteri (articolo 4 del D.L. n. 167/90) sussistono solo per le attività di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera, che siano imponibili in Italia.

Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi.

Per questo motivo, ove possibile, si consiglia sempre di far intervenire un intermediario finanziario residente, in caso di detenzione di attività di questo tipo.

Quali sono le attività patrimoniali?

Per attività patrimoniali si intendono tutti  i beni patrimoniali detenuti all’estero da contribuenti residenti in Italia, quali:

  • Immobili situati all’estero;
  • Oggetti preziosi ed opere d’arte;
  • Imbarcazioni e altri beni mobili detenuti all’estero e/o registrati in pubblici registri esteri.

Le attività patrimoniali devono essere dichiarate nel quadro RW indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta.

Per far scattare l’obbligo dichiarativo è infatti sufficiente che la loro capacità di produrre reddito imponibile sia meramente potenziale

Quali sono le attività finanziarie?

Per attività finanziarie si intendono le attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

Come ad esempio:

  • Depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero;
  • Conti correnti valutari;
  • Partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • Obbligazioni estere e titoli similari;
  • Stock option;
  • Bitcoin, etc.

Attività patrimoniali e finanziarie in RW

Per fornirvi un informazione quanto più precisa di seguito trovate un elenco esaustivo delle attività finanziarie e patrimoniali da indicare nel quadro RW.

In particolare si tratta delle seguenti:

Immobili

  • Gli immobili tenuti a disposizione (ad esempio l’immobile in Francia), o i diritti reali immobiliare su di essi (comproprietà, multiproprietà);
  • Le imbarcazioni, le navi da diporto e gli altri beni mobili detenuti e/o iscritti nei pubblici registri esteri (nonché quelli non iscritti, con i requisiti per essere iscritti in Italia);
  • Gli oggetti preziosi e le opere d’arte;

Attività finanziarie

  • I metalli preziosi detenuti all’estero;
  • Le attività e gli investimenti detenuti all’estero per il tramite di soggetti localizzati in Paesi diversi da quelli collaborativi nonché in entità giuridiche italiane o estere, diverse dalle società, qualora il contribuente risulti essere “titolare effettivo“;
  • Le partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti; le obbligazioni estere o titoli similari, i titoli pubblici e i titoli equiparati emessi all’estero, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa emessi da non residenti, le valute estere, depositi e c/c bancari costituiti all’estero;
  • I diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • I contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti (finanziamenti, riporti, pronti contro termine, prestito titoli);
  • I contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;
  • Le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da soggetti esteri, escluse quelle obbligatorie per legge;
  • Le polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;
  • Le attività finanziarie italiane detenute all’estero, anche se in cassetta di sicurezza;
  • Le attività finanziarie estere detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti;
  • I titoli o diritti offerti ai lavoratori dipendenti ed assimilati (cosiddette “stock option“) nei casi in cui, al termine del periodo di imposta, il prezzo di esercizio sia inferiore al valore corrente del sottostante.

Valorizzazione degli investimenti finanziari

Al fine di assolvere sia agli obblighi di monitoraggio fiscale sia di liquidazione dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe), istituite dall’articolo 19, commi da 13 a 23, del D.L. n. 201/11 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 214/11, e successive modificazioni, i contribuenti potranno compilare un unico quadro della dichiarazione dei redditi.

I soggetti non tenuti al pagamento dell’Ivie e dell’Ivafe dovranno utilizzare i medesimi criteri di valorizzazione delle attività esclusivamente ai fini del monitoraggio fiscale.

Per l’individuazione del valore degli immobili situati all’estero devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’Ivie, anche se non dovuta.

Immobili esteri

Pertanto il valore dell’immobile è costituito dal costo di acquisto.

Oppure, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile.

Qualora l’immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno si deve fare riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione.

Per gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello indicato nella dichiarazione di successione. In mancanza si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante.

Immobili in Paesi UE o SEE

Se l’immobile è situato in un Paese dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare è quello catastale o, in mancanza, il costo di acquisto o, in assenza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Per le altre attività patrimoniali detenute all’estero, diverse dagli immobili, per le quali non è dovuta l’Ivie, il contribuente deve indicare il costo di acquisto, ovvero il valore di mercato all’inizio di ciascun periodo di imposta (ovvero al primo giorno di detenzione) e al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione dello stesso).

Attività finanziarie estere

Per l’individuazione del valore delle attività finanziarie devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’Ivafe.

Pertanto il valore è pari al valore di mercato, rilevato al termine del periodo di imposta o al termine del periodo di detenzione.

Oppure, in caso di attività finanziarie non negoziate in mercati regolamentati, il valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso.

Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo da adottare è il c.d. “LIFO” e, pertanto, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.

Quanto al cambio valutario da applicare, si dovrebbe usare quello della valuta del rendiconto periodico. Facendo riferimento, per il valore iniziale, a quello medio del mese di dicembre dell’anno precedente, o del mese di inizio del rapporto in corso d’anno e, per il valore finale, quello del mese di dicembre dell’anno o del mese di chiusura del rapporto.

Il valore da convertire è infatti quello della valutazione ai valori correnti del totale delle attività comprese nel dossier.

Il fatto che anche i movimenti di contante siano equiparati ad un nuovo apporto, fa pensare che quei conti correnti che sono normalmente abbinati ai dossier titoli in un’unica relazione finanziaria, non vadano indicati separatamente nel quadro RW. Ma siano da cumulare nel valore della relazione.

Semplificazioni

La Circolare 12/E/2016, coerentemente alle istruzioni al modello Redditi, aggiunge che:

per consentire l’attività di controllo permane, comunque, l’onere per il contribuente di predisporre e conservare un apposito prospetto, da esibire o trasmettere su richiesta dell’amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie valorizzate in conformità ai criteri di valorizzazione delle attività contenuti nella Circolare 38/E del 2013

Questa semplificazione non riguarda il calcolo dei redditi imponibili da indicare nei quadri RM, RT ed RL della dichiarazione, che continuano ad essere calcolati analiticamente secondo le disposizioni del Testo unico.

Per approfondire: Ivie: imposta sugli immobili all’estero

Per approfondire: Ivafe: imposta sulle attività finanziarie estere

Limite per le attività finanziarie estere

L’articolo 2, comma 4-bis del D.L. n. 4/2014, convertito in Legge n. 50/2014 ha previsto che l’obbligo di monitoraggio per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel periodo d’imposta non sia superiore a €. 10.000.

Deve essere però segnalato che il limite in questione è stato elevato sino alla soglia di €. 15.000 dalla Legge n. 186/2014.

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’Ivafe, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a €. 5.000.

Di conseguenza, la compilazione del quadro RW potrebbe portare ad alcune situazioni particolari, come ad esempio:

  • Conto corrente estero con giacenza media maggiore di €. 5.000 ma che, nel corso dell’anno, non ha superato come valore massimo i €. 15.000. Il quadro RW andrà compilato esclusivamente ai fini Ivafe;
  • Conto corrente estero con giacenza media inferiore a €. 5.000 ma che, come valore massimo, ha superato i €. 15.000. Il quadro RW deve essere compilato soltanto ai fini del monitoraggio fiscale.

Quando RW e conto Paypal

Aspetto che molto spesso è fonte di incertezza è se nel quadro RW debba essere indicato il conto Paypal.

Ebbena Paypal è a tutti gli effetti un istituto finanziario estero. In particolare, un istituto finanziario con sede in Lusssemburgo. Per questo motivo, a tutti gli effetti il conto corrente che detieni su questa piattaforma online è soggetto a monitoraggio fiscale.

Questo significa che dovrai considerare il conto Paypal come un normale conto corrente estero. Dovrai quindi verificare se lo stesso nel corso dell’anno ha superato o meno i limiti indicati sopra e validi per tutti i conti correnti.

I due limiti sono il valore massimo che il conto Paypal ha raggiunto nell’anno e la giacenza media del conto Paypal raggiunta nell’anno. Se uno di questi due limiti è superato sarai chiamato alla compilazione del quadro RW.

Attenzione, quindi, verifica sempre come compilare il quadro seguendo un esperto o le istruzioni di compilazione del quadro RW

MONITORAGGIO FISCALE E PAGAMENTO DI IMPOSTE PATRIMONIALI: IVIE E IVAFE

Per evitare l’annoso problema del disallineamenti tra gli elementi di compilazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale, e le disposizioni in materia Ivie e Ivafe, è stata inserita nel quadro una nuova casella 20.

Casella con la quale il contribuente dovrà segnalare il fatto che il quadro RW viene compilato ai soli fini del monitoraggio fiscale ma non ai fini Ivie e/o Ivafe. Questo in assenza, ad esempio, dei presupposti impositivi di tali due imposte.

Uno dei casi può essere quello segnalato in relazione ai concetti di valore massimo e di giacenza media dei conti correnti ma possono essere elencate un’altra serie di casistiche nelle quali il disallineamento è totale.

In base a quanto previsto dall’articolo 38 del D.L. n. 78/2010, sono esonerati dagli obblighi di monitoraggio fiscale i contribuenti che, per la maggior parte del periodo di imposta, hanno svolto una attività lavorativa in stati o territori limitrofi all’Italia, in relazione agli investimenti detenuti nello Stato ove prestano la predetta attività.

Esenzione per attività patrimoniali

L’articolo 7-quater, comma 23, del D.L. n. 193/2016 introduce un esonero dalla disciplina sul monitoraggio fiscale che riguarda gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo di imposta (cambio di proprietà, modifiche di diritti reali, ampliamento o modifiche strutturali dei fabbricati, etc).

Tuttavia, è fatto salvo  l’obbligo del pagamento dell’imposta sul valore dei predetti immobili. Ne consegue che il modello deve essere compilato secondo le medesime modalità degli anni precedenti. L’unico vantaggio è che viene meno l’applicazione delle sanzioni in materia di monitoraggio.

In sostanza, nel caso di una persona fisica, di una società semplice o di un ente non commerciale residenti che possiedono gli immobili esteri nel corso del periodo di imposta, non vi sarà obbligo di compilare il quadro RW. Nonostante questo esonero, viene confermato l’obbligo di liquidazione e di versamento dell’Ivie.

Pertanto, le persone fisiche residenti dovranno liquidare e versare tale imposta anche se saranno esonerati dagli adempimenti riguardanti il monitoraggio fiscale. Secondo le nuove disposizioni.

Collegamento con i redditi

Nel quadro RW deve essere effettuato anche un collegamento tra attività patrimoniale o finanziaria detenuta all’estero e quadro reddituale. In pratica, nella colonna 18 del quadro RW occorre specificare in numero per indicare la compilazione di uno o più quadri reddituali conseguenti al cespite indicato oggetto del monitoraggio, ovvero, si deve riportare il n. 5 se il bene è risultato infruttifero.

In pratica si deve inserire un collegamento con il reddito dichiarato. Se ad esempio si tratta di affitto di fabbricati si deve indicare il numero 1 che si riferisce al quadro RL. Quadro ove a quel punto si dovrà indicare il reddito derivante dall’affitto estero dell’immobile.

La nozione di titolare effettivo

Come noto, in relazione alla applicazione delle disposizioni in materia di monitoraggio fiscale, viene richiesta la compilazione del quadro RW mediante specifica evidenziazione, della situazione del soggetto che risulta essere titolare effettivo dell’investimento estero. In particolare, di tale situazione deve essere data contezza mediante la compilazione della colonna 2 del quadro RW.

Questo concetto, è particolarmente incisivo nel caso in cui una persona fisica risulti essere titolare effettivo di attività estera per il tramite della partecipazione, superiore al 25% in una società localizzata in uno stato o in un territorio non collaborativo.

In questo caso il contribuente deve indicare nel quadro RW il valore complessivo degli investimenti e delle attività estere della società estera; nonché, la percentuale di partecipazione.

E’ chiaro che questa indicazione complica le indicazioni da dover fornire da un punto di vista pratico nell’ambito del quadro RW.

Inoltre, il contribuente è chiamato ad indicare nel quadro RW, per ogni società, il valore complessivo di tutte le attività finanziarie e patrimoniali di cui risulta essere titolare effettivo. Avendo cura di predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività.

In ogni caso, le indicazioni che sono necessarie ai fini della compilazione del quadro RW relativamente al monitoraggio fiscale, non trovano coordinamento con quanto previsto ai fini Ivafe.

E’ infatti chiaro come, invece, ai fini di tale tributo l’obbligo impositivo sussista esclusivamente per gli investimenti diretti. E dunque sulla partecipazione detenuta attraverso la quale, invece, si sostanzia la nozione di titolare effettivo di investimenti esteri diversi dalla partecipazione.

SANZIONI PER LA MANCATA O INCOMPLETA PRESENTAZIONE DEL QUADRO RW

La corretta compilazione del quadro RW è elemento fondamentale anche per determinare correttamente gli importi previsti ai fini Ivie ed Ivafe.

Infatti, i valori indicati nel quadro costituiscono l’elemento di riferimento per l’applicazione di eventuali sanzioni nel caso in cui venga rilevata una compilazione del quadro RW non corretta.

Ad oggi, la sanzione applicabile per l’omessa dichiarazione di investimenti e attività detenute all’estero viene ora fissata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 3 e il 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati (articolo 5, comma 2, D.L. n. 167/1990)

Solo laddove i predetti investimenti e attività siano stati detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, la misura della predetta sanzione è aumentata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 6 e il 30% degli importi non dichiarati

Applicazione delle sanzioni

In ogni caso, a prescindere dall’ammontare delle sanzioni previste dalla norma, si ritiene che, nel caso di informazioni che sono state comunque fornite dal contribuente in relazione ai propri investimenti esteri ma che non siano esattamente coerenti con le richieste formulate nelle istruzioni, possano soccorrere i principi contenuti nelle disposizioni della Legge n. 212/00.

Deve essere formulata una più generale osservazione sulla complessità della compilazione del quadro RW rispetto alle esigenze di controllo che lo stesso rappresenta.

Infatti, si deve considerare come una errata compilazione del quadro RW sia evento del tutto ricorrente e possibile alla luce della complessità delle disposizioni di legge e delle stesse istruzioni.

Pertanto, appare del tutto sostenibile la tesi in base alla quale, tranne evidentemente le ipotesi di omissione, non appare costituire violazione sanzionabile una compilazione del quadro che non risponda, esattamente, ai dettami delle indicazioni di prassi e delle istruzioni.

In altri termini, andrebbe privilegiato, comunque, il comportamento del contribuente che provvede alla compilazione del quadro errando, in buona fede, sui valori riportati nello stesso.

Per approfondire: Mancata compilazione del quadro R-W: il ravvedimento operoso

RADDOPPIO DEI TERMINI PER SANZIONI PENALI

Il meccanismo del raddoppio dei termini è particolarmente temuto poiché al verificarsi dei presupposti previsti dalla Legge, permette di effettuare un controllo sostanziale del contribuente.

L’Amministrazione finanziaria in questi casi può effettuare un controllo sostanziale del contribuente sulla sua regolarità fiscale beneficiando di una notevole estensione temporale.

Questo le consente di poter formalizzare la pretesa impositiva con maggiore calma.

Il raddoppio dei termini di accertamento è stato introdotto dal DL n 78/09 articolo 12, comma 2. Secondo il quale le attività localizzate in Paesi Black List sottostanno alla presunzione relativa di evasione e che le sanzioni irrogabili (ex Dlgs n 471/98) sono raddoppiate.

L’articolo 1, comma 3 del DL 25/10 introduce il meccanismo del raddoppio dei termini di accertamento per le imposte sui redditi se gli assets esteri non dichiarati sono detenuti in un Paese Black List (comma 2-bis).

CONSULENZA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL QUADRO RW E PER SANARE LA TUA POSIZIONE

Vuoi sapere se anche tu devi compilare il quadro RW? Devi compilare il quadro RW della tua dichiarazione dei redditi e hai bisogno di aiuto?

Vuoi sapere se dovrai pagare le imposte patrimoniali Ivie e/o Ivafe?

Stessa cosa se ti sei accorto di non aver compilato correttamente la dichiarazione dei redditi per le annualità passate, in relazione a redditi esteri, e attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Hai sicuramente bisogno della consulenza di un professionista preparato su questo argomento.

Considerate le sanzioni che si applicano per infedele dichiarazione, se hai dubbi sulla gestione delle tue attività estere rivolgiti ad un professionista.

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Caso pratico: quadro RW e partecipazioni estere

Esempio 1

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera.

–> Dovrà compilare il quadro RW per indicare la quota di partecipazione in tale società.

Esempio 2

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società italiana in misura pari al 50%.

Società  che, a sua volta, detiene una partecipazione al capitale di una società estera in misura pari al 100% la quale detiene all’estero investimenti e attività estere di natura finanziaria.

–> In tal caso il contribuente non deve compilare il Quadro RW.

Esempio 3

Infine, una persona fisica detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera localizzata in un Paese white list in misura pari al 15% (partecipazione diretta) e una partecipazione in una società italiana nella misura del 50%.

Società che, a sua volta, detiene una partecipazione nella medesima società estera nella misura del 50% (partecipazione indiretta).

–> In tal caso il contribuente integra il requisito di “titolare effettivo” nella società estera, sommando il 15% della partecipazione diretta con il 25% della partecipazione indiretta.

Pertanto, deve indicare nel Quadro RW il valore della partecipazione nella società estera diretta e indiretta pari al 40%.

Ricordiamo che l’Ivafe non è dovuta sul possesso di partecipazioni a quote di capitale in società estere.

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206 comments

  1. Buongiorno, ho un conto di risparmio svizzero aperto nel 2013 sul quale ho versato 7000 euro ad ottobre 2013. Successivamente non ci sono stati altri movimenti. In questi anni ho maturato interessi complessivi per circa 40 euro. Il conto non è mai stato indicato in dichiarazione dei redditi, a causa di una consulenza non corretta. Da quello che ho letto mi sembra di capire che non è soggetto all’obbligo di monitoraggio ma deve essere comunque indicato in RW ai fini Ivafe. Vorrei sanare questa situazione…indicativamente qual è l’entità delle sanzioni alle quali andrei incontro? Grazie, saluti

  2. Le sanzioni vanno dal 6% al 30% dell’importo non dichiarato. In alcuni casi è possibile presentare dichiarazioni integrative e beneficiare della riduzione delle sanzioni con ravvedimento operoso. Se vuole ne parliamo in dettaglio in consulenza.

  3. salve, nel caso aprissi un conto estero e questo non mi corrispondesse interessi sulle somme ma un bonus di benvenuto una tantum (10 euro) per aperura conto, devo dichiarare qualcosa anche se giacenza media e valore massimo non arrivano nemmeno a 5 mila euro?

  4. Se il bonus ha i requisiti di interesse attivo percepito o di plusvalenza allora dovrebbe essere dichiarato.

  5. Buonasera, se aprissi un conto corrente svizzero per un importo di € 50.000, (non faro’ bonifici aggiuntivi nel corso dell’anno) dovro’ dichiararlo nel riquadro RW e pagare l’IVAFE pari a € 34,20 oppure il 2 x mille di € 50.000?

  6. In questo caso c’è obbligo di monitoraggio fiscale e di IVAFE.

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