Imu e Tasi: le info per la scadenza del 16 dicembre

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Il prossimo 16 dicembre i proprietari (detentori, o titolari di diritti reali) di beni immobili saranno chiamati al versamento del saldo Imu e/o Tasi. Vediamo tutte le informazioni utili per arrivare preparati alla scadenza. 

Il prossimo 16 dicembre tutti i proprietari (e i soggetti titolari di diritti reali) su beni immobili saranno chiamati alla cassa per il versamento del saldo di Imu e Tasi per il 2015. Quest’anno per la prima volta la gestione dei versamenti di  Imu e Tasi avverrà con le stesse modalità. I contribuenti dovranno prestare particolare attenzione per capire come arrivare correttamente al versamento del saldo, con le aliquote comunali approvate per il 2015.

I soggetti passivi tenuti al versamento – Sono soggetti passivi Imu i possessori di qualunque immobile, e in particolare: il proprietario di immobili, l’usufruttuario (nel qual caso il titolare della nuda proprietà non deve versare), il titolare del diritto d’uso, il titolare del diritto di abitazione: nel caso di decesso di uno dei due coniugi, con riferimento alla casa coniugale, pagherà il coniuge superstite. Con riferimento agli altri immobili di proprietà del defunto pagherà l’imposta ciascuno degli eredi in ragione delle proprie quote di spettanza. Inoltre sono soggetti passivi Imu: il titolare del diritto di enfiteusi, il titolare del diritto di superficie, il concessionario di aree demaniali e il coniuge assegnatario della casa coniugale in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (il coniuge non assegnatario non deve versare).  Nel caso di immobile utilizzato in forza di contratto di leasing il soggetto passivo è l’utilizzatore sin dalla data di stipula del contratto (anche per l’immobile in corso di costruzione);

Per quanto riguarda la Tasi, l’imposta è dovuta sia dal possessore dell’immobile (così come previsto ai fini Imu), che da detentore (questa è la novità più importante che riguarda il tributo). Per detentore si intende il soggetto che utilizza l’immobile in forza di un titolo diverso da un diritto reale. In particolare, sono detentori tenuti al pagamento della Tasi: l’inquilino, quando l’immobile è concesso in locazione, il comodatario, quando l’immobile è oggetto di comodato, l’affittuario, quando l’immobile è oggetto di un contratto di affitto di azienda.
La Tasi complessivamente dovuta in relazione all’immobile deve essere ripartita tra possessore e detentore. La misura della ripartizione è decisa dal Comune tramite proprio regolamento: l’imposta a carico del detentore deve essere compresa tra il 10% ed il 30% dell’imposta complessivamente dovuta sull’immobile (la parte rimanente è a carico del possessore). Se il Comune nulla prevede al riguardo, la quota a carico del detentore è del 10%.
L’imposta deve essere determinata secondo le condizioni soggettive del possessore: quindi se l’inquilino abita l’immobile, comunque occorre utilizzare l’aliquota prevista per gli “altri fabbricati”, senza applicazione della detrazione per abitazione principale.

Gli Immobili – L’Imu e la Tasi si devono versare con riferimento agli immobili posseduti sul territorio di ciascun Comune. I fabbricati sono imponibili sia ai fini Imu che ai fini Tasi secondo le medesime regole. Ad esclusione dei fabbricati di categoria catastale D privi di rendita (per i quali si utilizzano i valori contabili), per tutti gli altri fabbricati si farà riferimento alle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, alle quali applicare specifici moltiplicatori. Tanto ai fini Imu quanto ai fini Tasi è prevista inoltre una riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati inagibili ed inabitabili, nonché per gli immobili vincolati ai sensi dell’art.10 D.Lgs. n.42/04.
I fabbricati posseduti dal costruttore (o ristrutturatore), destinati alla vendita e non locati, sono esenti dall’Imu e, si ritiene, anche dalla Tasi (anche se su tale ultimo punto non vi sono conferme). Vediamo adesso le regole di imponibilità dei fabbricati attraverso una semplice tabella.

Tipo di fabbricatoImuTasi
Abitazione principale e relative pertinenzeNO (solo per categorie A/1 - A/8 - A/9)SI
Altri fabbricatiSISI
Fabbricati ruraliNOSI
Aree fabbricabiliSISI
Terreni agricoliSINO

I versamenti – Imu e Tasi devono essere versate integralmente a favore del Comune, mentre nei confronti dell’Erario è destinata la sola Imu dei fabbricati appartenenti alla categoria catastale D, applicando l’aliquota d’imposta dello 0,76% (il Comune, eventualmente, può stabilire a suo favore, una maggiorazione sino allo 0,3%).
L’acconto risulta dovuto sulla base di aliquote e detrazioni deliberate per l’anno precedente (quindi quelle del 2014), mentre il conguaglio a saldo viene determinato sulla base delle aliquote 2015, se approvate entro il termine del 28 ottobre (in caso contrario anche il saldo sarà calcolato sulla base delle aliquote 2014).

È consentito il versamento in unica soluzione entro il 16 dicembre 2015. Il versamento può essere effettuato tramite apposito bollettino, ovvero tramite il modello F24, con utilizzo degli specifici codici tributo:

Codici tributo ImuImmobile
3912Abitazione principale e relative pertinenze
3914Terreni
3916Aree fabbricabili
3918Altri fabbricati
3925Fabbricati categoria D (quota comunale)
3930Fabbricati categoria D (quota statale)

Codici tributo TasiImmobile
3958Abitazione principale
3959Fabbricati rurali ad uso strumentale
3960Aree fabbricabili
3961Altri fabbricati

Le aliquote applicabili – Ai fini Imu l’aliquota di base prevista per l’Imu è stata fissata allo 0,76%: i Comuni possono agire su tale aliquota modificandola in aumento o in diminuzione sino a 0,3 punti percentuali (quindi il range dell’aliquota ordinaria sarà compreso tra 4,6 per mille e il 10,6 per mille). L’aliquota Tasi è invece molto più vincolata e, in parte, dipende da quanto stabilito per l’Imu:

  • per i fabbricati rurali ad uso strumentale l’aliquota massima della Tasi non può eccedere il limite dell’1 per mille;
  • la somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu, per ciascuna tipologia di immobile, non può essere in ogni caso superiore all’aliquota massima del 10,6 per mille per la generalità degli immobili, ovvero del 6 per mille per le abitazioni principali;
  • l’aliquota massima Tasi non può eccedere il 2,5 per mille;
  • ai Comuni è consentito derogare ai limiti richiamati per un ammontare non superiore allo 0,8 per mille a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari assimilate, detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico d’imposta Tasi equivalenti o inferiori a quelli determinatisi in passato con riferimento all’Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili.

Per tutti coloro che avessero bisogno di un simulatore di calcolo di Imu e Tasi, al seguente link potete trovare il simulatore messo a disposizione dal Sole 24 Ore: Simulatore calcolo Imu e Tasi

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