Spese di manutenzione: deducibilità

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Le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e riparazione sono deducibili ai fini Ires/Irpef nel limite del 5% del valore dei beni ammortizzabili presenti all’inizio di ciascun esercizio. 

Le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e riparazione imputate dalle imprese direttamente a Conto Economico (ossia non aventi le caratteristiche per essere capitalizzate) sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili. La quota di spese che eccede tale limite è deducibile in quote costanti nei successivi cinque esercizi. Questo è quanto prevede l’articolo 102, comma 6, del Tuir.

Spese di manutenzione ordinarie e straordinarie

Quando si parla di spese di manutenzione e riparazione è necessario individuare se le stesse possano essere classificate come spese ordinarie o straordinarie in virtù di una diversa disciplina fiscale prevista dal Tuir:

  • manutenzioni e riparazioni ordinarie – si tratta di spese di natura ricorrente al fine di mantenere i beni in buono stato di funzionamento. Sono esempio di queste spese le sostituzioni di parti deteriorate dall’uso, la pulizia, gli interventi di manutenzione programmata e le riparazioni. Tali spese devono essere imputate a Conto Economico;
  • manutenzioni e riparazioni straordinarie – si tratta di spese di natura non ricorrente. Il sostenimento di queste spese comporta un significativo aumento di produttività o di vita utile del bene sul quale si effettua l’intervento. Tali spese devono essere capitalizzate ad incremento del valore del bene.

Spese di manutenzione ordinaria deducibili

Secondo quanto previsto dalla Legge n. 44/2012 le imprese con periodo di imposta coincidente con l’anno solare possono portare in deduzione dal proprio reddito imponibile le spese di manutenzione ordinaria nel limite del 5% del costo complessivo dei beni risultante dal registro dei beni ammortizzabili all’inizio dell’esercizio di riferimento. In particolare il plafond per il calcolo del limite di deducibilità così determinato:

  • considerando il costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili risultanti all’inizio dell’esercizio, dal registro dei beni ammortizzabili. Sono inclusi anche i beni di valore inferiore a €. 516,46 purché iscritti nel registro;
  •  sono esclusi i beni per i quali è stato sottoscritto un contratto di manutenzione per i quali sono corrisposti canoni periodici. In questo caso i canoni sono deducibili senza limitazioni;
  • non deve essere ragguagliato il costo dei beni acquistati/ceduti nel corso dell’esercizio di acquisto o cessione;
  • per i beni a deducibilità limitata il costo è quello che rileva ai fini del calcolo del valore degli ammortamenti (es. autovettura del costo di €. 20.000, con limite fiscale di €. 18.076, deducibile al 20%: il valore ai fini del calcolo del plafond è di €. 3.615;
  • il costo relativo ai fabbricati è quello al netto delle aree sui quali i fabbricati insistono;
  • per i beni rivalutati con effetto fiscale si assume il valore rivalutato.

Indicazione nel modello Unico

Qualora l’ammontare delle spese di manutenzione e riparazione sostenute sia inferiore o uguale al 5% del plafond, l’intero ammontare delle stesse è deducibile nell’esercizio. Nel caso in cui l’ammontare delle spese sia superiore al 5% del plafond, le stesse sono deducibili nel limite del 5% nell’esercizio. L’eccedenza indeducibile determina una variazione temporanea in aumento ai fini fiscali, che genera imposte anticipate, che saranno riassorbile in quote costanti negli esercizi successivi (grazie alla deducibilità delle quote non dedotte nel primo esercizio), ma non oltre il quinto.

Manutenzioni e riparazioni su beni di terzi

Il codice civile prevede che le spese di manutenzione straordinaria su beni di terzi siano poste a carico del proprietario dei beni. Il principio contabile Oic n. 24, prevede due diverse possibili soluzioni: la prima prevede, nel caso in cui le spese non siano separabili dai beni in relazione ai quali sono state sostenute, l’indicazione delle stese nella voce altre immobilizzazioni immateriali; mentre nel caso in cui le spese siano separabili ed abbiano una loro autonoma funzionalità, le stesse debbono essere riportate nella voce delle immobilizzazioni materiali.

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