Il passaggio alla contabilità ordinaria

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Per il passaggio alla contabilità ordinaria gli imprenditori devono istituire il libro giornale e quello degli inventari, accompagnati da una situazione contabile al primo gennaio dell’anno. 

Ogni anno i soggetti che svolgono attività d’impresa sono tenuti a verificare i limiti, relativi ai ricavi dell’anno precedente, al fine di confermare la tenuta della contabilità semplificata, o in caso contrario, effettuare il passaggio verso la contabilità ordinaria. In questo caso, infatti, esiste un particolare iter da seguire specificatamente previsto dalla normativa fiscale.

Passaggio alla contabilità ordinaria

Per gli imprenditori il passaggio al regime di contabilità ordinaria avviene all’inizio dell’anno solare e si verifica:

  • a causa del superamento del limite dei ricavi nell’anno precedente. Superamento del limite di €. 400.000 per le prestazioni di servizi o di €. 700.000 per le altre attività;
  • in caso di trasformazione da società di persone in contabilità semplificata a società di capitali (in tal caso dalla data di effetto della trasformazione e non dal 1° gennaio);
  • su opzione del contribuente.

Per la verifica del superamento del limite vanno considerati i ricavi secondo il principio di competenza economica.

Adempimenti per la contabilità ordinaria

Il regime contabile di provenienza è normalmente quello di contabilità semplificata; è possibile, anche se non frequente, che il regime precedente sia un regime minore (regime dei minimi di cui al D.L. n. 98/2011 o regime forfettario Legge n. 190/2014). Gli adempimenti da porre in essere quando si effettua il passaggio alla contabilità ordinaria sono i seguenti:

  • Istituzione del libro giornale e degli inventari dal 1° gennaio – In pratica, in assenza dell’obbligo di bollatura preventiva, è sufficiente effettuare le registrazioni contabili anche delle movimentazioni finanziarie, idonee alla successiva stampa dei libri contabili obbligatori; di fatto il libro giornale e il libro degli inventari verrà stampato (o conservato in via sostitutiva) entro il 30 dicembre dell’anno successivo;
  • Situazione dei conti al 1° gennaio – è obbligo, entro il 30 settembre dell’anno in cui avviene il passaggio (ossia entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente), di riportare sul libro degli inventari o di redigere un apposito prospetto nel quale è rappresentata la situazione iniziale dei conti al 1° gennaio. E’ infatti stabilito dall’art. 1 del DPR n. 126/03 che: “nei casi di passaggio dal regime di contabilità semplificata a quello di contabilità ordinaria, le attività e le passività esistenti all’inizio del periodo d’imposta sono valutate con i criteri di cui al DPR n. 689/74 e riportate sul libro degli inventari o su apposito prospetto da redigere entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta precedente”;
  • Solo nel caso in cui il passaggio avvenga su opzione del contribuente, è necessario effettuare la comunicazione nel quadro VO della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata adottata la contabilità ordinaria, della scelta effettuata, già efficace per effetto del comportamento adottato.

Situazione delle attività e delle passività

Si riepilogano, di seguito, i criteri di valutazione delle attività e passività previsti dalla norma (DPR n. 689/74) in caso di passaggio alla contabilità ordinaria:

  • Cassa – Valore del denaro fisicamente esistente al primo gennaio dell’anno di passaggio;
  • Banche – Importo a credito risultante dai c/c bancari;
  • Crediti – Valore nominale dei crediti, elencati nominativamente, al netto delle perdite verificatesi prima del 01/01;
  • Ratei e risconti attivi – Importo di competenza dell’esercizio;
  • Rimanenze – Valore iniziale delle rimanenze corrispondente al valore finale al 31/12 dell’anno precedente;
  • Beni strumentali – Deve essere indicato il valore di tutti i beni strumentali, sia quelli ammortizzati che quelli in corso di ammortamento. Vanno indicati anche gli acquisti di beni strumentali di importo non superiore a €. 516,46 dedotti interamente nell’esercizio iscrivendo nel fondo ammortamento un valore di ammontare pari a quello del bene;
  • Debiti – I debiti vanno iscritti al valore nominale: i debiti verso fornitori vanno rilevati singolarmente sulla base della documentazione in possesso dell’impresa e vanno indicati al netto degli sconti commerciali; si deve tener conto anche dei debiti relativi alla merce pervenuta ma per la quale ancora non è stata ricevuta la relativa fattura (fatture da ricevere). Vanno riportati anche i debiti nei confronti degli enti previdenziali e assistenziali, dell’Erario e delle banche;
  • Fondo T.F.R. – L’importo da iscrivere nel fondo è determinato dagli accantonamenti effettuati sino a tale data;7
  • Patrimonio netto – Per le imprese individuali corrisponde al saldo risultante dalla differenza tra attività e passività. Per le società di persone tale voce va suddivisa nelle sue componenti: capitale sociale, riserve e risultato d’esercizio.

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