Il quadro C del modello 730: redditi di lavoro dipendente

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I contribuenti che possiedono redditi di lavoro dipendente, pensione o alcune tipologie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente  (di cui agli articoli 49 e 50 del Tuir) sono tenuti a compilare il quadro C del modello 730.

I soggetti che nel corso del periodo di imposta hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi da pensione, o altre tipologie di redditi a questi assimilate, qualora siano tenuti alla compilazione della dichiarazione dei redditi, sono tenuti a compilare il quadro C del modello 730. In particolare il quadro C deve essere compilato dai soggetti percettori di redditi rientranti tra quelli disciplinai dagli articoli 49 e 50 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR n. 917/86).

Per quanto riguarda i redditi di lavoro dipendente, nel corso del 2015 si sono verificate una serie di variazioni che necessitano di essere tenute in considerazione. Prima di tutto il Cud è stato sostituito dalla Certificazione Unica che contiene le informazioni necessarie alla precompilazione della dichiarazione dei redditi e che i sostituti di imposta devono inviare all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo di ogni anno, con riferimento ai redditi dell’anno precedente. Inoltre, sono modificate le detrazioni spettanti per i redditi di lavoro dipendente e assimilati, calcolate a cura di chi presta assistenza fiscale.

Redditi di lavoro dipendente

Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro. Inoltre, sono considerati altresì redditi di lavoro dipendente:

  • le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati;
  • le somme percepite a titolo di interessi e rivalutazione per crediti di lavoro;
  • i redditi di lavoro dipendente svolto all’estero in zona di frontiera.

Sono, inoltre, assoggettabili a tassazione come redditi di lavoro dipendente tutte le indennità e le somme percepite in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, o a questi equiparati (es. cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, la mobilità, l’indennità di maternità). Sono, invece, esclusi: i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore; i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore a casse aventi esclusivamente fine assistenziale, per un importo non superiore complessivamente a €. 3.615,20 (punto 163 e 164 della Certificazione Unica).

La compilazione del reddito di lavoro dipendente nel quadro C

I redditi di lavoro dipendente inseriti nella Certificazione Unica devono essere così riportati nel quadro C del modello 730, con le seguenti modalità:

DescrizioneCertificazione UnicaModello 730 quadro C
Redditi di lavoro dipendentePunto 1 CURigo C1 colonna 3
Giorni di detrazione spettantiPunto 6 CURigo C5 colonna 1
Redditi assimilati per i quali la detrazione non è rapportata
al periodo di lavoro
Punto 4 CU Rigo C6 colonna 2
Ritenuta IrpefPunto 11 CURigo C9
Addizionale regionalePunto 12 CURigo C10
Addizionale comunale acconto anno n.Punto 16 CURigo C11
Saldo anno n. Addizionale comunalePunto 17 CURigo C12
Addizionale comunale acconto anno n1.Punto 19 CURigo C13
Assegni periodici dal coniugePunto 5 CURigo C6 colonna 2
(barrare colonna 1)

 Fringe benefits: la tassazione

Il trattamento fiscale dei compensi in natura (c.d. “fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51 del Tuir, il quale prevede:

  • la fissazione di una regola generale (comma 3);
  • la determinazione del valore convenzionale di alcuni beni e servizi in natura (comma 4).

La determinazione opera su un piano oggettivo e soggettivo. Sul piano oggettivo, si ricava che gli elementi da valorizzare sono costituiti sia dai beni ceduti e dai servizi prestati dal datore di lavoro, sia dal diritto di ottenerli da terzi. Sul piano soggettivo, i beneficiari dei suddetti valori sono il dipendente, il coniuge del dipendente ed i familiari del dipendente identificati nell’articolo 12 del Tuir. Le regole con cui vengono valorizzati i vari elementi divergono a seconda della natura di tali “elementi”. Con riferimento alle cessioni di beni, la valorizzazione in esame deve seguire le seguenti regole:

  • applicazione del prezzo mediamente praticato dall’azienda nelle cessioni al grossista, nell’ipotesi di cessione di beni prodotti dall’azienda medesima;
  • applicazione delle disposizioni sul “valore normale” genericamente previste dall’articolo 9 del Tuir, in ogni altra ipotesi (cessione di beni prodotti dall’azienda ma non commercializzati all’ingrosso, cessione di beni non prodotti dall’azienda e, in ogni caso, prestazioni di servizi).

Una volta quantificati i valori, gli stessi concorrono interamente, o meno, alla formazione del reddito di lavoro dipendente, a seconda che l’importo complessivo determinato con riferimento al periodo di imposta ecceda, o meno, l’importo di €. 258,23. Con riferimento alle erogazioni liberali, il limite di €. 258,23 è stabilito con riferimento all’intero periodo di imposta del singolo dipendente, non rendendosi necessario alcun ragguaglio temporale nell’ipotesi in cui tale periodo di imposta sia inferiore all’anno solare. Vale la pena di ricordare che la disposizione agevolativa non introduce una franchigia. Infatti, una volta superato il limite indicato, il valore dei fringe benefits deve essere assoggettato a tassazione interamente.

Il bonus Ipef

Al rigo C14 del quadro C è riservata l’indicazione dei dati necessari alla determinazione del c.d. “Bonus Irpef“, che consiste in un credito nella misura massima di €. 640 per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo e non superiore a €. 26.000 e con imposta di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro. I soggetti che prestano assistenza fiscale sono tenuti a ricalcolare l’ammontare del credito spettante tenendo conto di tutti i redditi dichiarati e lo indica nel prospetto di liquidazione, modello 730/3 che rilascia al dichiarante.

Pertanto, se il datore di lavoro non ha erogato, in tutto o in parte, il bonus Irpef, chi presta assistenza fiscale riconosce l’ammontare spettante nella dichiarazione nel nuovo Rigo 67 del modello 730/3. Mentre se, al contrario, il bonus Irpef, risultante non dovuto, l’ammontare riconosciuto dal datore di lavoro in mancanza dei presupposti previsti, viene recuperato con la dichiarazione.

Contributo di solidarietà (Rigo C15)

Dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2017 è istituito un contributo di solidarietà a carico dei pensionati.  Nel modello 730 è necessario riportare l’importo del punto 173 della CU, relativo all’ammontare dei trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 14 volte il trattamento minimo INPS, al netto del contributo “pensioni” già trattenuto. Colonna 2 (Contributo di solidarietà trattenuto) Riportare l’importo del punto 171 della CU, relativo all’ammontare del contributo di solidarietà trattenuto dal sostituto d’imposta. A carico dei contribuenti titolari con reddito complessivo superiore a €. 300.000 lordi è previsto un contributo di solidarietà del 3 per cento, sulla parte eccedente il predetto importo. Il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo. Il contributo di solidarietà non è dovuto sui trattamenti pensionistici già assoggettati al contributo “pensioni” (rigo C15, colonna 1). Nel 730 si ricalcola l’ammontare del contributo di solidarietà dovuto tenendo conto di tutti i redditi dichiarati.

Detrazioni per redditi di lavoro dipendente

Le detrazioni spettano se alla formazione del reddito complessivo concorrono:

  • uno o più redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49 del Tuir, ad esclusione delle pensioni di cui al comma 2, lett. a) del medesimo articolo 49 per le quali, sono previste altre detrazioni;
  • compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca (articolo 50, comma 1, lettera a), Tuir);
  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato (articolo 50, comma 1, lett. b), Tuir);
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante (articolo 50, comma 1, lett. c), Tuir);
  • compensi per collaborazioni coordinate e continuative e per rapporti co.co.pro. (articolo 50, comma 1, lett. c-bis), Tuir);
  • remunerazioni dei sacerdoti (articolo 50, comma 1, lett. d), Tuir);
  • prestazioni pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. n. 124/93, comunque erogate (articolo 50, comma 1, lett. h-bis), Tuir);
  • compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (articolo 50, comma 1, lett. l), Tuir).

Per i soggetti che percepiscono i suddetti redditi spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, calcolata come di seguito:

  • Reddito complessivo non superiore a €. 8.000  – Detrazione spettante €. 1.880
  • Reddito complessivo compreso tra €. 8.001 e €. 28.000 – Detrazione: €. 978 + [902 x (28.000 – reddito complessivo) / 20.000]
  • Reddito complessivo compreso tra €. 28.001 e €. 55.000 – Detrazione €. 978 x [(55.000 – reddito complessivo) / 27.000]
  • Reddito complessivo oltre €. 55.000 – Nessuna detrazione spettante

Il reddito complessivo è al netto dell’abitazione principale e relative pertinenza. Nel reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca.

2 comments

  1. Buonasera, non so se sono nella categoria giusta e mi scusa se così fosse.
    Ho iniziato a lavorare a luglio 2015 con contratto a tempo indeterminato e causa chiusura attività e quindi licenziamento (credo nel mese di dicembre) il mio rapporto di lavoro sarà interrotto. Sono qui a chiedere se mi spetta qualche indennità di disoccupazione e per quanto tempo (ho sentito che bastano 13 settimane di lavoro). Grazie mille, Saluti

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