Il quadro RT: tassazione delle plusvalenze finanziarie

Condivisioni

Il Quadro RT del modello Unico PF deve essere utilizzato per rilevare la tassazione delle plusvalenze e delle minusvalenze di natura finanziaria, per le partecipazioni non quotate rivalutate e per l’opzione di affrancamento dei titoli e di altre attività finanziarie. 

Nel Quadro RT del modello Unico PF devono essere dichiarate le plusvalenze e le minusvalenze di natura finanziaria, le partecipazioni rivalutate ai sensi dell’articolo 2 del D.L. n. 282/2002 e l’esercizio dell’opzione di affrancamento di cui all’articolo 3, comma 15, del D.L. n. 66/2014.

Il Quadro RT si compone di 8 diverse sezioni, destinate ad accogliere diversi tipo di tassazione legate al realizzo di plusvalenze (o minusvalenze) finanziarie, realizzate dalle persone fisiche non in regime di impresa.

Quadro RT – Tassazione delle plusvalenze nel regime della dichiarazione

Il regime della dichiarazione si caratterizza per la tassazione in sede di dichiarazione dei redditi diversi di natura finanziaria. La disciplina vigente per la tassazione delle plusvalenze e delle minusvalenze finanziarie distingue, per le persone fisiche non imprenditori, il trattamento delle plusvalenze da realizzo soggette ad imposta sostitutiva (20 o del 26%) da quelle che concorrono (parzialmente o integralmente) alla formazione del reddito complessivo.

Con la scelta di questo tipo di regime di tassazione il contribuente deve accollarsi l’onere di indicare nella dichiarazione i redditi diversi di natura finanziaria, realizzati nel periodo di imposta, e di calcolare e versare l’imposta dovuta. Inoltre, vi è la possibilità di compensare plusvalenze e minusvalenze relative a rapporti intrattenuti con diversi intermediari nello stesso periodo d’imposta. Da non dimenticare gli obblighi legati al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie eventualmente detenute all’estero, nonché la possibilità, per l’Amministrazione finanziaria di verificare la dichiarazione attraverso le comunicazioni che le banche, gli altri intermediari e i notai.

Quadro RT – Plusvalenze soggette ad imposta sostitutiva del 20 o 26%

Con riguardo alle plusvalenze e altri redditi di natura finanziaria indicati nell’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies) percepiti da persone fisiche residenti non imprenditori, la disciplina in vigore prevede l’assoggettamento a tassazione con ritenuta a titolo di imposta del 20%, se realizzati a decorrere dal 1º gennaio 2012 e fino al 30 giugno 2014, e del 26%, se realizzati successivamente a quest’ultima data.

Sono assimilate a tali plusvalenze quelle realizzate mediante la cessione di titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni, compresi quelli emessi da soggetti non residenti. Lo stesso trattamento si applica alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate al capitale in società estere residenti in Stati non inseriti nella white list i cui titoli sono negoziati nei mercati regolamentati. Si rammenta, al riguardo, che per titoli negoziati nei mercati regolamentati si intendono quelli negoziati nel mercati individuati dal D.Lgs. n. 58/ 1998 (Tuf), sia quelli di Stati appartenenti all’Ocse, istituiti, organizzati e disciplinati da disposizioni adottate o approvate dalle competenti autorità in base alle leggi in vigore nello Stato in cui tali mercati hanno sede.

Sono, inoltre, soggette ad imposta sostitutiva le plusvalenze relative a contratti di associazione in partecipazione e di cointeressenza, qualora il valore dell’apporto di capitale sia pari o inferiore al 5% o al 25% del valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni, ovvero qualora il valore dell’apporto sia pari o inferiore al 25% dell’ammontare delle rimanenze finali e del costo complessivo dei beni ammortizzabili, al netto dei relativi ammortamenti, qualora l’associante sia una impresa minore.

I redditi diversi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all’art. 31 del DPR n. 600/ 1973 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella white list e da enti territoriali di tali Stati sono computati dal 1º luglio 2014 nella misura del 48,08% dell’ammontare realizzato, mentre nel primo semestre del 2014 erano computati nella misura del 62,5%. Tale disposizione, intende mantenere inalterato al 12,5% il prelievo fiscale sui proventi dei suddetti titoli.

Infine, le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere (c.d. mercato del Forex) provenienti da depositi e conti correnti, effettuate da soggetti residenti, concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo di imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, sia stata superiore a €. 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui. La base imponibile è determinata assumendo come corrispettivo il valore normale della valuta alla data di effettuazione del prelievo e come costo della valuta quello determinato sulla base del cambio storico utilizzando in caso di acquisti della stessa valuta in tempi diversi il criterio Lifo. In mancanza della documentazione del costo, si assume come tale il valore della valuta al minore dei cambi mensili accertati, con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, nel periodo di imposta in cui la plusvalenza è realizzata. Le minusvalenze sono determinate con gli stessi criteri stabiliti per le plusvalenze. L’intermediario è tenuto a rilasciare al contribuente apposita certificazione e ad effettuare le segnalazioni delle operazioni nel quadro SO della dichiarazione dei sostituti di imposta (modello 770).

Plusvalenze che concorrono alla formazione del reddito imponibile Irpef

Nella sezione III del Quadro RT devono essere dichiarate le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate in società residenti, in società estere residenti in Stati o territori della white list, le quali concorrono alla formazione dell’imponibile del percettore persona fisica residente per il 49,72% del loro ammontare.

Le plusvalenze in questione sono sommate algebricamente alla corrispondente quota delle relative minusvalenze e, se queste ultime sono superiori alle prime, l’eccedenza è portata in deduzione, fino a concorrenza, del 49,72% dell’ammontare delle plusvalenze dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che sia indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale le minusvalenze sono state realizzate.

Nella sezione IV, vanno dichiarate le plusvalenze relative a partecipazioni qualificate in società residenti in Stati o territori non compresi nella white list, salvo l’avvenuta dimostrazione, a seguito dell’esercizio di interpello, anche da parte dei soci di minoranza, che dalle partecipazioni non sia stato conseguito, fin dall’inizio del periodo di possesso, l’effetto di localizzare redditi in Stati o territori non compresi nella white list.

Nella sezione IV le plusvalenze vanno dichiarate nella misura del 100% del loro ammontare come pure le minusvalenze. Quest’ultime, se indicate nel quadro RT, sono scomputabili dalle successive plusvalenze anche nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto.

Oicr immobiliari di diritto estero

Nella sezione IV del quadro RT di Unico PF, vanno dichiarate anche le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in Oicr immobiliari di diritto estero non conformi alla Direttiva n. 2011/61/UE. L’art. 13 del D.Lgs. n. 44/2014 ha, infatti, apportato incisive modifiche al regime di tassazione dei redditi derivanti dalla partecipazione ad Oicr immobiliari di diritto estero, uniformandolo a quello degli omologhi fondi di diritto italiano. Si è stabilito che per i partecipanti, diversi da quelli ‘‘istituzionali’’, che possiedono quote di partecipazione in misura superiore al 5% del patrimonio dell’organismo, ai fini della determinazione dei redditi diversi di natura finanziaria si applicano le disposizioni dell’art. 68, comma 3, del Tuir secondo cui le plusvalenze, per il 49,72% per cento del loro ammontare, sono sommate algebricamente alla corrispondente quota delle relative minusvalenze; se le minusvalenze sono superiori alle plusvalenze l’eccedenza è riportata in deduzione, fino a concorrenza del 49,72% dell’ammontare delle plusvalenze dei periodi successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che sia indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale le minusvalenze sono state realizzate.

Rideterminazione del valore delle partecipazioni non quotate

Nella sez. VII del quadro RT devono essere indicate le partecipazioni possedute alla data del 1º gennaio 2014, da persone fisiche non imprenditori per i quali il valore di acquisto è stato rideterminato, entro il 30 giugno 2014, ai sensi del D.L. n. 282/2002 sulla base di una perizia giurata di stima, relativa all’intero patrimonio sociale, a condizione che l’intero valore, così determinato, sia stato assoggettato, sempre entro il 30 giugno 2014, a una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 4%, per le partecipazioni qualificate, e al 2%, per le non qualificate, fatta salva la facoltà di rateizzare il relativo importo, fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo, con maggiorazione a titolo di interesse del 3% annuo, da versarsi contestualmente. La redazione e il giuramento della perizia dovevano essere effettuati entro il 30 giugno 2014. L’assunzione del valore periziato non consente il realizzo di minusvalenze riconosciute fiscalmente. Nel regime della dichiarazione si applica il criterio Lifo, secondo cui, qualora i titoli, le quote o i diritti siano stati acquistati in epoche diverse, per individuare quelli per i quali è stato rideterminato il costo o il valore di acquisto si devono considerare valorizzati i titoli, le quote o i diritti acquisiti per ultimi.

Affrancamento delle attività finanziarie

Il D.L. n. 66/2014 ha reintrodotto la possibilità per i contribuenti di affrancare i valori degli strumenti finanziari posseduti alla data del 30 giugno 2014, al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa commerciale, mediante l’esercizio di un’opzione per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria cui all’art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) del Tuir maturati fino a tale data. Ai fini dell’esercizio dell’opzione, le attività possedute alla data del 30 giugno 2014 non dovevano necessariamente essere ancora detenute alla data del versamento dell’imposta sostitutiva. L’imposizione sostitutiva andava applicata con l’aliquota del 20% sulla differenza fra il valore delle attività finanziarie al 30 giugno 2014 e il valore o costo di acquisto delle stesse o il valore già precedentemente affrancato. Il contribuente che determinava l’imposta, secondo le disposizioni del regime dichiarativo, poteva esercitare l’opzione per l’affrancamento effettuando direttamente il versamento dell’eventuale imposta sostitutiva entro il 17 novembre 2014 (il 16 cadeva di domenica). L’ammontare del versamento effettuato e le compensazioni tra minusvalenze e plusvalenze maturate entro il 30 giugno 2014 vanno ora indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014 in sede di compilazione della sezione VIII del quadro RT.

10 comments

  1. BUON GIORNO, NEL CASO DI UNA CESSIONE DI QUOTE QUALIFICATE E AFFRANCATE DI SRL CON PAGAMENTO RATEIZZATO DELLE PLUSVALENZE, L’AFFRANCAMENTO DEVE ESSERE CONSIDERATO PROPORZIONALE ANNO PER ANNO IN FUNZIONE DELLA RATEIZZAZIONE
    GRAZIE

  2. Certamente

  3. Il 26/01/2017 ho ceduto le azioni che detenevo in una Società per Azioni non quotata in borsa.
    Vorrei sapere se posso compensare questa plusvalenza con una minusvalenza certificata per l’anno 2013.
    Grazie per la risposta.

  4. Bisogna vedere a cosa è riferita la minusvalenza e come è stata compilata la dichiarazione dei redditi.

  5. Buongiorno,
    sono un lavoratore dipendente che deve fare il 730 per detrarsi le spese mediche dello scorso anno e le spese dell’affitto della prima casa (non superando i 30.987,41 euro di reddito previsti dalla normativa)
    Nel 2017 il mio unico reddito è stato quello derivato da lavoro dipendente oltre che a diverse plus valenze
    date dalla vendita di azioni di società quotate in borsa e per le quali la mia banca ha già pagato tutte le imposte essendo la banca il mio sostituto d’imposta per le rendite finanziarie.
    Vorrei dunque sapere 2 cose:
    – se nel 730 vanno comunque indicate queste plus valenze oppure no.
    – se questi guadagni di borsa per il fisco vanno ad aumentare il mio reddito complessivo oppure no (dato che con queste plus valenze il mio reddito supera i 30.987,41 e non avrei quindi diritto alla detrazione dell’affitto)
    Grazie

  6. Per le plusvalenze dipende dal regime fiscale con il quale opera. Se l’intermediario è italiano la plusvalenza si indica in dichiarazione solo se si è scelto il regime della dichiarazione. Nel caso è prevista un’imposta sostitutiva, che è diversa dall’Irpef. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.

  7. Maurizio David Sberna

    Buongiorno, nel 2017 ho venduto delle Azioni di Performance (Stock Grant) gratuite, per le quali ho ricevuto la certificazione dall’intermediario francese che le ha vendute per mio conto (Societe Generale – azienda francese).
    L’importo della tassazione, che mi veniva trattenuto solitamente in busta paga, non mi è stato trattenuto percheé nel frattempo ho cambiato azienda ed il nuovo datore di lavoro non mi ha voluto trattenere l’ammontare della tassazione.
    Come devo fare per dichiararlo e pagare il dovuto?

  8. Deve effettuare il calcolo ed inserirlo in dichiarazione dei redditi. Quello che deve fare è verificare se dalla vendita c’è stata una plusvalenza, ma nelle stock grant la plusvalenza c’è sempre.

  9. Il 26/01/2017 ho ceduto le azioni che detenevo in una Società per Azioni non quotata in borsa.
    Vorrei sapere se posso compensare questa plusvalenza con una minusvalenza certificata dalla Banca (vendita in perdita di titoli di borsa italiana) per l’anno 2013.
    Grazie per la risposta.

  10. Si tratta di due regimi fiscali diversi, quindi non è possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.