Aprire partita Iva: procedura e regimi agevolati

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I contribuenti che intendono avviare un’attività d’impresa, arte o professione in maniera abituale sono tenuti a presentare la dichiarazione di inizio di attività per ottenere il proprio numero di partita Iva. 

Quanti di voi stanno per intraprendere un’attività commerciale o professionale, sia in forma individuale che associata si saranno chiesti qual’è la procedura da seguire per ottenere una partita Iva per iniziare a svolgere la propria attività, qual’è il regime fiscale migliore, o quali sono i volumi di reddito che consentano di sostenere i costi legati alla propria attività. Viste le innumerevoli domande che ci arrivano su questo argomento proveremo di seguito a fare maggiore chiarezza su questo argomento che interessa buona parte dei contribuenti italiani.

Quando è necessario aprire partita Iva

L’apertura della partita Iva è un adempimento obbligatorio ogni volta che un soggetto esercita un’attività di lavoro autonomo o commerciale in maniera abituale e continuativa. Per stabilire quanto un’attività è svolta in maniera abituale, non bisogna fare riferimento a limiti di reddito. Un’attività abituale può essere svolta anche soltanto per un pochi mesi all’anno: pensate all’attività di un bar sulla spiaggia che lavora per 4 mesi l’anno, ebbene, per questi quattro mesi l’attività è abituale e quindi è obbligatoria l’apertura della partita Iva. Allo stesso modo pensate all’attività di un professionista, che nonostante sia all’inizio della sua attività, decide di promuovere la stessa attraverso la pubblicità sul web, oppure, vuole prendere in affitto uno studio per esercitare la propria attività. L’esercizio di questa attività, ai fini fiscali è considerata attività professionale ed abituale e quindi, anche in questo caso, è necessario aprire partita Iva.

L’apertura della partita Iva

La partita Iva è un codice composto da 11 cifre che identificano un soggetto ai fini fiscali ed è indispensabile per esercitare professionalmente un’attività abituale di impresa o di lavoro autonomo. Nel caso di persona fisica la partita Iva si differenzia dal codice fiscale (che ha una composizione alfanumerica) poiché è costituita da soli numeri. Nelle società, generalmente, numero di partita Iva e di codice fiscale coincidono.

Aprire partita Iva è un adempimento che può eseguire per voi il vostro dottore Commercialista di fiducia. Infatti, affidarsi ad un valido professionista è un elemento indispensabile per gestire al meglio la propria attività e per effettuare correttamente tutti gli adempimenti fiscali annuali (dichiarazione dei redditi, dichiarazione Iva, Certificazione unica, modello 770, modelli Intrastat, spesometro, ecc). La consulenza, specialmente nella fase di avvio della vostra attività, è fondamentale anche per scegliere il corretto regime fiscale, adatto alle vostre caratteristiche. Di seguito riassumiamo brevemente e schematicamente la procedura da seguire per l’apertura della partita Iva, e i principali regimi fiscali applicabili a società di capitali, società di persone e persone fisiche in regime d’impresa o di lavoro autonomo. Per maggiori informazioni potete contattarci direttamente, per avere una consulenza personalizzata sulla vostra situazione.

La procedura per l’apertura della partita Iva

Tutti i soggetti, persone fisiche, giuridiche ecc, che intraprendono l’inizio di un’attività d’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, devono presentare la dichiarazione di inizio di attività. L’obbligo riguarda anche i soggetti non residenti che istituiscono in Italia una stabile organizzazione e quelli che intendono identificarsi direttamente (articolo 35 commi 1, 2, e 5 del DPR n. 633/72). La dichiarazione di inizio attività deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività, cioè da quando è stata effettuata almeno un’operazione attiva o passiva (es: acquisto di beni strumentali e/o merci, stipulazione di contratti di locazione, ecc). Qualora il termine di presentazione cada di giorno festivo, la presentazione è considerata tempestiva se effettuata il primo giorno lavorativo successivo (articolo 6, comma 8, del D.L. n. 90/94).  In merito al momento cui fare riferimento per la decorrenza del termine di 30 giorni, bisogna distinguere:

  • per le società di capitali, rileva il giorno di iscrizione nel Registro delle Imprese, dal momento che l’iscrizione è requisito imprescindibile per la stessa esistenza della società;
  • per le società di persone, rileva la data di stipula dell’atto di costituzione;
  • per i professionisti, l’iscrizione all’ordine professionale, se non è accompagnato da un minimo di organizzazione (locali, strumenti adeguati ecc), non comporta l’individuazione dell’inizio effettivo dell’esercizio professionale e quindi non è sufficiente da sola a determinare l’obbligo della dichiarazione.

La dichiarazione di inizio attività deve essere compilata dal contribuente compilando i seguenti modelli reperibili sul sito internet www.finanze.it:

  • Per le imprese, comunicazione unica d’impresa (articolo 9 D.L. n. 7/2007, DPCM 6 maggio 2009) da presentare in modalità telematica al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
  • Per le persone fisiche (diverse dalle imprese): dichiarazione mod. AA9/10 (Provv. Agenzia Entrate 29 dicembre 2009) da compilare e presentare telematicamente o recandosi personalmente presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  • Per i soggetti diversi (dalle persone fisiche e dalle imprese): dichiarazione Mod. AA7/10 (Provv. Agenzia Entrate 29 dicembre 2009) da compilare e presentare telematicamente o recandosi personalmente presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

La scelta del regime fiscale migliore

Quando si apre partita Iva si entra necessariamente in un regime fiscale di determinazione del proprio reddito, derivante da attività commerciali oppure derivanti da attività di lavoro autonomo. Entrare in un regime piuttosto che in altro può avere conseguenze anche rilevanti nella propria pianificazione fiscale. Per questo motivo quando si apre partita Iva è sempre bene avere un consulto da parte di professionisti esperti e preparati. Di seguito riassumiamo brevemente i principali regimi fiscali ai quali potrete aderire a seconda che siate una società di capitali o di persone, oppure una persona fisica.

Il regime fiscale delle società di capitali

Le società di capitali, una volta costituite e ottenuta la partita Iva, devono obbligatoriamente entrare nella cosiddetta contabilità ordinaria. In questo regime le società devono tenere i registri contabili obbligatori previsti sia ai fini civilistici che ai fini fiscali, ovvero, il libro giornale, il libro degli inventari, i registri Iva, le scritture ausiliarie (es: contabilità di magazzino) e il registro dei beni ammortizzabili. Oltre a questo le società di capitali devono tenere i libri sociali, ovvero, il libro delle assemblee dei soci, il libro delle adunanze del CDA, il libro delle adunanze del collegio sindacale, ecc. Inoltre le società di capitali devono redigere il bilancio ad ogni esercizio sociale, e devono presentare la dichiarazione dei redditi entro termine del nono mese successivo a quello di chiusura dell’esercizio. Il reddito delle società viene determinato ai fini fiscali come differenza tra i ricavi imponibili e i costi deducibili dall’attività, rispettando i principi di competenza e inerenza economica. Le società di capitali sono soggetti passivi sia per l’IRES che per l’IRAP.

Il regime fiscale delle società di persone

Le società di persone possono, una volta costituite e ottenuta la partita Iva, in deroga alla contabilità ordinaria, essere assoggettate alla contabilità semplificata. Questo regime consente un risparmio di adempimenti e costi rispetto alla contabilità ordinaria. Infatti, ove la società rispetti i seguenti limiti: ricavi per prestazioni di servizi non superiori a €. 400.000 o ricavi per altre attività non superiori a €. 700.000, dovrà tenere soltanto i registri Iva. Su tali registri saranno annotate le varie operazioni attive e passive, ed ogni anno dovrà essere presenta la dichiarazione dei redditi. Il reddito viene determinato per competenza come differenza tra i ricavi imponibili e i costi deducibili. Tuttavia, le società di persone non scontano l’IRES, ma il loro reddito viene assoggettato per trasparenza ai soci. Per approfondimenti vi lascio i link a questi articoli: “il regime di trasparenza fiscale” e “verifica dei limiti per la contabilità semplificata“.

Il regime fiscale delle persone fisiche

Le persone fisiche in generale hanno una maggiore flessibilità per la scelta del regime fiscale da applicare con l’apertura della partita Iva. Infatti, oltre alla contabilità semplificata che abbiamo già visto, può essere interessante sfruttare il più conveniente regime forfettario. Questo regime consente di beneficiare di un imposta sostitutiva dell’Irpef del solo 5%, per i primi 5 anni di attività, per poi passare al pur sempre conveniente 15% (pensate che in alternativa, il primo scaglione dell’Irpef è del 23%). Inoltre, il regime forfettario non prevede l’applicazione dell’Iva, e si è esclusi anche dagli studi di settore ed all’IRAP. Inoltre, in questo regime non è necessario tenere i registri Iva, ma il reddito viene determinato forfettariamente, attraverso delle percentuali fisse che applicate ai ricavi, determinano i costi forfettari applicabili per ciascuna categoria di attività. Per avere maggiori informazioni su questo regime vi lascio il seguente link: “Guida al regime forfettario“.

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