Apertura partita Iva: consigli, costi e suggerimenti

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Apertura partita Iva: mettersi in proprio non è una scelta facile, ma per chi è veramente motivato affidarsi a consulenti esperti più essere un vantaggio sia in termini di tempo che di soldi, risparmiati. Di seguito i nostri consigli e le opportunità per chi intende aprire partita Iva per l’esercizio di un’attività di lavoro autonomo o di impresa.

Una delle domande più frequenti che si pone chi sta per iniziare a svolgere un’attività economica, sia che essa sia attività di impresa o di lavoro autonomo, è se sia necessario aprire partita Iva e se deve presentare la dichiarazione dei redditi.

Sulla convenienza o sull’obbligo di aprire la partita Iva abbiamo già detto tanto in passato: “Aprire partita Iva: procedura da seguire e regimi agevolati“.

Sicuramente, la prima cosa da fare quando dovete aprire partita Iva è quella di affidare l’incarico ad un dottore commercialista iscritto all’albo, in modo che possa espletare le pratiche necessarie per apertura e gestione della vostra contabilità.

Oltre alla sua professionalità e ai consigli che può fornirvi, affidarsi ad un buon commercialista è la giusta soluzione per evitare errori inutili e per risparmiare tempo e denaro, in modo da potersi dedicare con più libertà alla propria attività.

Il nostro consiglio è quello di diffidare dai consigli che trovate sul web.

Molto spesso copia incolla di articoli, oppure idee fantasiose di qualcuno che si professa esperto fiscale quando invece non possiede le giuste competenze.

Quello che troverete di seguito sono gli adempimenti legati all’apertura di una partita Iva, ma come detto, niente di più che un colloquio con noi, o con il vostro consulente fiscale di fiducia, potrà dirimere ogni vostro dubbio.

Per quanto possiamo, siamo a vostra disposizione nei commenti o per un colloquio a voce.

Siete pronti? Si comincia!

Apertura della partita Iva

Apertura partita Iva: Soggetti obbligati

Per iniziare è necessario avere ben chiari quali sono le fattispecie in cui l’attività economica necessita dell’apertura di una partita Iva.

Secondo quando disciplina l’articolo 5 del DPR n. 633/72, ogni qualvolta un soggetto esercita un’attività abituale, ancorché non esclusiva, di lavoro autonomo o di impresa deve necessariamente dichiararsi all’Amministrazione finanziaria, attraverso l’apertura della partita Iva.

Ne discende che il requisito fondamentale è l’esercizio di un’attività svolta in maniera abituale, continua, e non una mera attività saltuaria effettuata solo occasionalmente (in questo caso si rientra nel novero delle c.d. prestazioni di “lavoro autonomo occasionale“).

Non esiste una definizione precisa di attività “abituale“.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine abituale deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.

E’ considerata abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività. Cme ad esempio la pubblicità su riviste od online o ancora l’iscrizione a portali legati a trovare incarichi online, come il caso di Upwork o simili.

Proviamo a chiarire meglio con degli esempi.

Attività abituale: esempi

Un soggetto che effettua una consulenza informatica ad giornaliera un cliente al mese per 12 mesi, pur avendo lavorato per 12 giorni all’anno, è tenuto ad aprire partita Iva.

Questo in quanto la prestazione è continuativa nel tempo, quindi abituale. A prescindere dal compenso percepito.

Lo stesso soggetto che ha inserito la propria candidatura su portali online per la ricerca di incarichi, deve aprire partita Iva, perché la sola predisposizione ad esercitare un’attività professionale in modo continuativo rende quell’attività abituale.

Se ci pensate bene questa attività è paragonabile a quella di un altro professionista, poniamo un avvocato che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio, e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è obbligo di operare con partita Iva.

Partita Iva e guadagni percepiti

Un’altro luogo comune che deve essere sfatato prima di proseguire è quello che la partita Iva vada aperta soltanto quando si superano alcune soglie di fatturato.

Non esiste nessuna norma fiscale che afferma questo.

Soltanto la normativa previdenziale prevede che al superamento di €. 5.000 di compensi occasionali si debbano versare le ritenute previdenziali. Tuttavia, questo non riguarda la normativa fiscale.

Sotto questo profilo, quello che conta è che un soggetto svolga in maniera continuativa nel tempo un’attività di tipo commerciale o lo svolgimento di arti o professioni.

Soltanto questo requisito identifica un’attività che deve essere svolta con partita Iva.

Fare chiarezza su questi aspetti è fondamentale. In quanto spesso si crede che percepire piccole somme da un attività che si svolge con abitualità non comporti alcun onere fiscale, ma in realtà non è così.

In molti casi, oltre ad essere un obbligo, la partita Iva, può diventare un beneficio, in quanto, se adeguatamente sfruttata può consentire notevoli risparmi fiscali.

Per un approfondimento su questo argomento potete consultare questo nostro contributo: “Pagare meno tasse: guida per i professionisti“.

Infine, un ultimo aspetto che è sempre fonte di dubbio o di domande, riguarda la possibilità di aprire partita Iva quando si sta svolgendo un’attività di lavoro dipendente.

La risposta è affermativa, ma ci possono essere alcune limitazioni per i soggetti che sono dipendenti pubblici.

Per chiarire tutti questi aspetti potete leggere questo nostro contributo sull’argomento: “Dipendente e partita Iva: si può fare?

Come aprire la partita Iva

Una volta chiarito quali sono i soggetti tenuti all’apertura della partita Iva vediamo quali sono i passi necessari per aprirla.

Prima di tutto, ricordiamo che sarà il vostro Commercialista a pensare a tutti questi adempimenti. Tuttavia, è sempre opportuno conoscere cosa bisogna fare per diventare a  tutti gli effetti imprese o professionisti.

Come prima cosa è necessario predisporre e compilare il modello “Apertura partita IVA AA9“.

Modello necessario sia in caso di prima iscrizione sia in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati. Il modello dovrà contenere i vostri dati anagrafici, indirizzo, domicilio fiscale e codice fiscale.

Nel modello si dovrà scegliere il codice attività ATECO, ovvero il codice con il quale l’Agenzia delle Entrate identifica le varie attività economiche.

Il regime fiscale

Inoltre dovrà essere inserito il regime fiscale a cui il soggetto decide di aderire.

La scelta del corretto regime fiscale per la vostra attività, e il più indicato per le vostre caratteristiche personali vi farà risparmiare molti soldi.

Per questo è fondamentale il confronto con il Commercialista. Sbagliare regime fiscale o ancora peggio fare da soli, può rivelarsi una mossa pessima, soprattutto in caso di errori.

Per approfondire questo argomento vi rimando all’articolo riguardante il Regime fiscale forfettario“.

Le scritture contabili

Infine, l’ultima indicazione da inserire nel modello di apertura della partita Iva è il luogo dove eventualmente, saranno tenute le scritture contabili.

Tale luogo solitamente è quello dove viene esercitata l’attività, oppure il domicilio del Commercialista, se sarà lui a tenere la vostra contabilità.

Il modello può essere stampato e compilato a mano con consegna all’Agenzia delle Entrate, oppure direttamente scaricando il software a disposizione ed effettuare l’invio telematico.

In poche ore l’Agenzia vi fornirà il vostro numero di partita Iva.

Da quel momento potrete iniziare la vostra attività, facendo particolare attenzione agli altri adempimenti connessi. Ovvero l’eventuale iscrizione in Camera di Commercio, l’iscrizione all’Ente previdenziale di appartenenza, e la presentazione dell’eventuale SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), in Comune (soltanto per le attività commerciali).

Partita Iva e costi

Al di là di quanto si possa pensare, aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali.

Gli unici costi sono quelli legati alla connessione internet, per l’invio telematico del modello AA9/12.

Tuttavia, però, ci sono dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse e i contributi all’Inps o all’eventuale cassa di previdenza istituita per la vostra attività.

Si tratta di adempimenti obbligatori che devono essere gestiti con cura e adeguatamente pianificati con il vostro consulente, al fine di programmare adeguatamente i pagamenti in tempo.

In generale il costo del Commercialista in questa prima fase è nullo. Egli solitamente vi farà sicuramente una tariffa a forfait per l’apertura e la gestione annuale dell’attività.

Il costo della tariffa annua, invece, varia in funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione.

Quindi, l’onorario annuale che potrà chiedere un dottore Commercialista, sarà diretta conseguenza delle caratteristiche dell’attività.

In particolare del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.

Apertura partita Iva: adempimenti annuali

I soggetti che hanno una partita Iva in forma individuale aderiscono in generale al regime fiscale della contabilità semplificata.

Regime che prevede la tenuta dei registri Iva, della liquidazione dell’Iva trimestrale e il pagamento delle imposte dirette (Irpef e in alcuni casi anche l’Irap).

In alternativa, come ho accennato sopra, i contribuenti che detengono alcuni requisiti, possono aderire al regime forfettario, che prevede molte semplificazioni in termini sia di imposte da pagare (no Iva e Irap), di adempimenti contabili e fiscali (no registri Iva, Intrastat e spesometro).

In ogni caso, qualunque sia il regime fiscale prescelto è obbligatorio presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi (modello Redditi P.F.). Questo a prescindere dai compensi percepiti nell’anno.

Apertura partita Iva: consulenza

E’ voi? state pensando di aprire partita Iva? Avete dei dubbi riguardanti l’avvio della vostra attività? Volete sapere come metterivi in regola fiscalmente?

Diteci i vostri dubbi e le vostre perplessità. Lasciate il vostro messaggio nei commenti.

Saremo lieti di rispondervi e di esservi di aiuto, per l’avvio della vostra attività. 

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