Comunicazione di Irregolarità: i controlli da effettuare

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L’Agenzia delle Entrate effettua i controlli sulle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti. Ogni anno l’esito dei controlli viene comunicato al contribuente  mediante una comunicazione di irregolarità o regolarità.

L’Agenzia delle Entrate ogni anno effettua i propri controlli sulle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti, che sono chiamati ad autoliquidare le imposte dovute sui redditi percepiti in ciascun anno dichiarativo. Per verificare la congruenza dei dati e la corretta effettuazione dei versamenti delle imposte l’Agenzia delle Entrate utilizza due tipi di controlli, quelli automatici e quelli documentali, che culminano in caso di esito negativo con l’emissione di una comunicazione di irregolarità. Vediamo adesso, cosa fare se ci troviamo in possesso di uno di questi avvisi.

Cos’è la Comunicazione di Irregolarità?

L’attività di accertamento e di controllo delle dichiarazioni dei redditi viene svolta dall’Amministrazione Finanziaria che effettua vari tipi di controlli che si caratterizzano per un grado di accuratezza sempre maggiore. A seguito di questi controlli viene emesse una comunicazione di irregolarità che viene spedita direttamente al domicilio fiscale del contribuente attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Prima di analizzare in dettaglio i vari tipi di comunicazione è importante sottolineare subito che per il Fisco queste comunicazioni di irregolarità non rappresentano dei veri e propri atti impositivi, e quindi,  ne deriva che non possono essere impugnati davanti alle Commissioni tributarie. Esse non sono altro che un mero invito al contribuente a fornire, in via preventiva, elementi chiarificatori delle anomalie riscontrate in sede di liquidazione automatizzata della dichiarazione. L’atto che invece è impugnabile è il ruolo, ovvero la cartella esattoriale che ci arriverà dall’agente della riscossione (Equitalia) se dopo la scadenza dei termini non abbiamo provveduto ad effettuare il pagamento o a contestare la comunicazione. Ma andiamo con ordine, e vediamo le varie tipologie di comunicazione che possiamo trovarci davanti.

  • Comunicazioni emesse a seguito di controllo automatico – Le comunicazioni di irregolarità emesse in seguito al controllo automatico, di cui agli articoli 36-bis del DPR n. 600/1973 e 54-bis del DPR n. 633/1972, evidenziano la correttezza della dichiarazione (comunicazione di regolarità) o l’eventuale presenza di errori (comunicazione di irregolarità). In quest’ultimo caso, il contribuente può pagare le somme indicate con una riduzione delle sanzioni oppure segnalare all’Amministrazione finanziaria le ragioni per cui ritiene il pagamento non dovuto;
  • Comunicazioni emesse a seguito di controllo formale  Il controllo formale, di cui all’articolo 36-ter del DPR n. 600/1973 consiste nella verifica della corrispondenza dei dati indicati in dichiarazione con:
    • la documentazione conservata dal contribuente;
    • i dati desunti dal contenuto delle dichiarazioni presentate da altri soggetti (sostituti d’imposta, enti previdenziali e assistenziali, banche, imprese assicuratrici, ecc.). Nel caso, quindi, ci siano differnze tra i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria e quelli dichiarati, il contribuente viene prima di tutto invitato dall’ufficio a presentare o trasmettere la propria la propria documentazione e a fornire chiarimenti. Se poi questa documentazione non prova la correttezza dei dati dichiarati, o se il contribuente non risponde all’invito, riceverà una comunicazione con gli esiti del controllo formale e la richiesta delle somme dovute.
  • Comunicazioni emesse a seguito di liquidazione di imposte per redditi soggetti a tassazione separata – La liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata è l’operazione con la quale l’Amministrazione finanziaria determina l’imposta dovuta su determinati redditi per i quali sono state già versate delle somme a titolo d’acconto. Sulla base dei redditi dichiarati dal contribuente, viene calcolata definitivamente la somma eventualmente dovuta o il rimborso spettante. Se emergono somme da versare, è inviata direttamente al contribuente, una comunicazione che contiene la richiesta di pagamento (senza sanzioni e interessi).

Cosa fare quando si riceve la comunicazione di irregolarità?

Come abbiamo già detto la comunicazione di irregolarità viene inviata al domicilio fiscale del contribuente per lettera raccomandata. Tale comunicazione pur non rappresentando un atto impositivo, ci impone il pagamento di una somma a seguito degli errori riscontrati nei controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria. Una volta ricevuta la comunicazione il contribuente ha davanti due scelte:

  •  concordare con il suo contenuto;
  • ritenere che sia sbagliata.

Questa prima scelta è molto importante perché scegliere una strada piuttosto che l’altra ha delle conseguenze diverse per il contribuente, per questo è necessario, almeno nella maggioranza dei casi farsi assistere dal vostro dottore Commercialista di fiducia per prendere la migliore decisione possibile. Vediamo adesso come si sviluppano le due strade percorribili dal contribuente.

Se si riconosce la validità della comunicazione

Il contribuente può regolarizzare la propria posizione con il pagamento di una sanzione ridotta, oltre all’imposta contestata e agli interessi. In particolare, è previsto che:

  • per le comunicazioni relative ai controlli automatici, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione o di quella definitiva (nei casi di rettifica della richiesta dell’ufficio). La sanzione è ridotta a 1/3 di quella ordinaria (10% invece del 30%);
  • per le comunicazioni relative ai controlli formali, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione (anche nei casi di successiva rettifica della richiesta dell’ufficio). La sanzione è ridotta a 2/3 di quella ordinaria (20% invece del 30%);
  • per i redditi a tassazione separata, non sono dovuti né interessi né sanzioni se il pagamento avviene entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione o dalla data di un’eventuale successiva rettifica dell’ufficio. In caso di tardivo o mancato pagamento, la sanzione è del 30%.

I pagamenti vanno eseguiti presso le banche, gli uffici postali o gli agenti della riscossione con il modello “F24 precompilato” allegato alla comunicazione. I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

  • Codice tributo “9001” – per le somme da versare in base alle comunicazioni da controllo automatico;
  • Codice tributo “9006” – per le somme da versare in base alle comunicazioni da controllo formale;
  • Codice tributo “9526” –  per le somme da versare riguardanti le indennità di fine rapporto e le prestazioni pensionistiche;
  • Codice tributo “9527” – per le somme da versare in base alle comunicazioni riguardanti gli altri redditi soggetti a tassazione separata (ad esempio, gli arretrati da lavoro dipendente).

Inoltre, è fondamentale indicare nel modello F24 il numero di codice dell’atto, l’importo a debito e l’anno di riferimento, indicati nel modello di pagamento precompilato allegato alla comunicazione.

Il contribuente può, inoltre, chiedere di rateizzare le somme richieste nella comunicazione di irregolarità. La rateizzazione può avvenire con le seguenti modalità:

  1. fino a €. 5.000, le somme possono essere rateizzate in un numero massimo di 6 rate trimestrali;
  2. oltre €. 5.000, le somme possono essere rateizzate in un numero massimo di 20 rate trimestrali.

Le rate possono essere anche di importo decrescente, fermo restando il numero massimo previsto.

Il contribuente non riconosce la validità della comunicazione

Il contribuente che non riconosce la validità della comunicazione di irregolarità, ha a disposizione soluzioni diverse, a seconda del tipo di comunicazione ricevuta.

 Comunicazione di irregolarità emessa a seguito di controllo automatico

E’ possibile:

  • accedere al canale di assistenza Civis se si è abilitati ai servizi telematici (Fisconline ed Entratel);
  • utilizzare il servizio di assistenza attraverso la posta elettronica certificata (Pec).
  • telefonare al Centro di assistenza multicanale. La documentazione necessaria alla correzione può essere trasmessa anche tramite fax
  • rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Amministrazione finanziaria, fornendo gli elementi che provano la correttezza dei dati dichiarati.

Comunicazione di irregolarità emessa a seguito di controllo formale

Il contribuente può segnalare all’ufficio di competenza, cioè quello che ha trasmesso la comunicazione, eventuali dati o elementi non considerati o valutati in maniera sbagliata. Se l’ufficio rettifica la comunicazione, il contribuente riceve un nuovo modello di pagamento con l’indicazione delle somme da versare e può usufruire della sanzione ridotta effettuando il versamento nei 30 giorni successivi al ricevimento della prima comunicazione. Trascorso questo termine, l’ufficio avvia la procedura di riscossione per recuperare l’imposta, gli interessi e la sanzione piena (30%). Il contribuente che vuole pagare solo una parte dell’importo richiesto non può utilizzare il modello F24 precompilato, ma deve compilarne un altro, con i codici tributo relativi alle somme da versare e il codice atto indicati nella comunicazione. Anche in questo caso è possibile compensare gli importi da versare con eventuali crediti.

Se avete ricevuto una comunicazione di irregolarità e volete capire se gli importi richiesti risultano dovuti, e volete un nostro consulto scriveteci nei commenti e vi risponderemo quanto prima.

14 comments

  1. Mi è arrivato, dall’Agenzia delle Entrate quello che mi sembra un avviso bonario “del terzo tipo”, dovuto cioè a redditi del 2010 soggetti a tassazione separata.
    Lasciando da parte la verifica di quanto dovuto (nel prospetto allegato alla lettera, da quanto capisco, tengono in conto i redditi del 2008 e del 2009 per farne una media e stabilire l’aliquota da applicare), il problema è che ho lasciato decorrere i termini per il pagamento (la raccomandata mi è stata recapitata il 15.11.2013).
    La lettera prevede la possibilità di ravvedimento operoso (c’è un riferimento al D.Lgs. 462/1997, art. 3-bis).
    Il codice tributo indicato nell’ “F24 predeterminato” allegato alla notifica è il 9527.
    Dovendo aggiungere sanzioni e interessi, le domande sono:

    La sanzione è del 3,75%? O è cambiato qualcosa, dal 2014 (1%)? O è addirittura quella piena, del 30%?
    E il relativo codice da indicare nell’F24 è 8929?

    Gli interessi, su base annua, a quanto ammontano? Il codice tributo, in questo caso, è 1980?

    Grazie

    • Salve,
      sugli “avvisi bonari” dell’Agenzia non è possibile applicare l’istituto del ravvedimento operoso. Il ravvedimento operoso consente di corregge autonomamente errori commessi in sede di versamento dei tributi, applicando una sanzione ridotta (fino al 3.,75% se il ravvedimento viene fatto oltre i 30 giorni dalla scadenza). Il ravvedimento può essere effettuato entro 1 anno per i tributi per i quali non esiste una dichiarazione annuale, oppure entro i termini di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo al mancato versamento del tributo, per i tributi per i quali è prevista la presentazione di una dichiarazione annuale. Tuttavia, il ravvedimento non può essere utilizzato se il mancato versamento è stato già notificato dall’Agenzia.
      Nel suo caso, essendo già stato notificatole dall’Agenzia l’importo dovuto, non può utilizzare il ravvedimento. Quello che trova scritto nel comunicato è che è prevista una riduzione delle sanzioni al 10% (rispetto al 30%) se lei effettua il versamento del dovuto entro 30 giorni dalla notifica del avviso. Se lei non ha rispettato i termini per il pagamento dell’Avviso bonario non può più fare niente, dovrà aspettare la notificazione del ruolo attraverso la cartella di pagamento di Equitalia, dove le verranno ricalcolate le nuove sanzioni e gli interessi.
      Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

  2. In effetti, nella lettera si parla di ravvedimento operoso ma con riferimento al pagamento rateale. il paragrafo è:

    MANCATO O PARZIALE VERSAMENTO DELLE SOMME DOVUTE
    “In caso di mancato pagamento nei termini previsti, le somme dovute sono iscritte a ruolo, con sanzioni calcolate in misura piena.
    Se si è optato per il pagamento rateale, il versamento tardivo di una rata diversa dalla prima, purché effettuato entro la scadenza della rata successiva, comporta l’iscrizione a ruolo della sanzione prevista per il ritardato pagamento di imposte (art. 13 del DLgs. n. 471 del 1997), commisurata all’importo della rata versata in ritardo, e degli interessi legali. L’iscrizione a ruolo non è eseguita se si provvede al pagamento spontaneo della sanzione e degli interessi avvalendosi del ravvedimento operoso.”

    Cosa potrebbe accadere se invece di attendere l’arrivo della cartella esattoriale, intanto effettuo il versamento pagando:
    – quanto dovuto, con codice 9527
    – la sanzione del 3,75% con codice 8929 (questo è quello che ho trovato sul sito dell’Agenzia delle Entrate)
    – gli interessi del xxx% annuo, per i giorni di ritardo (con codice che potrebbe essere 1980)?

    Grazie

    • Anche se lei effettua dei pagamenti riceverà comunque la cartella esattoriale per l’intero importo richiestole. Successivamente dovrà poi recarsi all’Agenzia delle Entrate per chiedere lo sgravio degli importi da lei già pagati.

  3. Buonasera,

    ho ricevuto una cartella esattoriale dell’agenzia dell’entrate, viene richiesto un pagamento a seguito della mancata dichiarazione dei redditi del 2011, so che prima avrei dovuto ricevere l’avviso bonario che però non mi è mai arrivato.

    Posso fare qualcosa?

    Grazie

    • Fiscomania

      Deve verificare se quello che dicono corrisponde al vero, cioè che doveva presentare la dichiarazione. Se è così, può eventualmente soltanto chiedere una rateazione.

  4. buonasera
    mi è stata notificata dall’agenzia delle entrate una comunicazione di irregolarità con testuale motivazione “non ci risultano correttamente pagate le rate dovute a seguito della rettifica della detrazione iva per il passaggio al regime fiscale dei contribuenti minimi. somme indicate nel quadro VA rigo 14 della sua dichiarazione iva 2011 (ANNO DI IMPOSTA 2010)”
    Ora, non volendo indagare se tali somme sono dovute o meno, Mi chiedo se si è verificata decadenza del potere dell’agenzia delle entrate visto che l’anno di imposta è il 2010 e la notifica è del luglio 2017.
    Cosa posso fare? l’avviso bonario è impugnabile?
    Grazie mille in anticipo.

    • Fiscomania

      L’annualità in questione è caduta in prescrizione. Tuttavia, da quello che mi dice l’Agenzia non le contesta qualcosa dell’annualità in oggetto, ma il mancato pagamento di alcune rate di un rateizzo. Rateizzo che magari è proseguito dal 2010 per i cinque anni successivi, quindi quello che le contestano non è caduto in prescrizione. Quello che si deve fare è verificare che quello che richiedono sia dovuto e verificare tutti i pagamenti fatti. Solo a quel punto si potrebbe capire come intervenire. Se vuole siamo a disposizione per assisterla.

  5. Sandro Bergantin

    Mia moglie riceve oggi una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate con la quale si evidenzia che “per l’anno 2013 (dichiarazione 2014), non risulterebbero dichiarati redditi per un importo pari a euro 4.000”-
    Ho contattato il numero tel. indicato per informazioni e mi hanno detto che trattasi di somma corrisposta da una cantina sociale a mia moglie. Cosa completamente fuori dalla realtà. mia moglie è insegnante in pensione e non ha mai avuto rapporti con cantine sociali.
    Che dobbiamo fare?
    Grazie mille.

    • Fiscomania

      Probabilmente trattasi di una certificazione unica errata. La cantina deve aver sbagliato il codice fiscale del percipiente inserendo quello errato di sua moglie. Se le cose stanno così deve contattare la cantina e fare modificare quella certificazione.

  6. Salve. Allora oggi novembre 2017 mi è arrivata a casa una raccomandata con 1000 euro da pagare per il anno 2013/2014. Sarebbe la controllo formale, di cui all’articolo 36-ter del DPR n. 600/1973 consiste nella verifica della corrispondenza dei dati indicati in dichiarazione etc. Quindi dovrei pagare 1000 euro perché? Non riesco a capire il motivo per cui pagare quei soldi. Sono andato a cercare un po in internet e sul vostro sito qua vedo che ci sono dei problemi con dei dati forniti alle banche etc da quanto ho letto. Saprebbe spiegarmi il motivo per cui bisogna pagare tutti quei soldi? Perché non capisco cosa ce di sbagliato

    • Fiscomania

      Salve Manuel, se la comunicazione è ex art. 36-ter significa che le hanno chiesto di produrre documentazione sulla sua dichiarazione dei redditi per verificarla, ma che probabilmente lei non ha risposto. Per questo motivo le mandano la sanzione da pagare. Tuttavia, per capire meglio il tutto sarebbe necessario poter visionare il documento.

  7. salve, spero almeno qui di ricevere un’esauriente risposta.
    recentemente l’agenzia delle entrate mi invia una sanzione per ommessa dichiarazione dei redditi mod.730, ed il mancato pagamento dell’irpef. tenuto conto che sono un lavoratore dipendente, l’irpef non lo sta gia versando il mio datore di lavoro decurtandomelo anticipatamente dalla busta paga? inoltre, se non posseggo altre fonti di reddito ne, tantomeno, immobili di mia proprieta, perche secondo l’agenzia delle entrate sarei tenuto ad effettuare comunque il modello 730? perche, secondo loro, non risulterebbe versato l’irpef? grazie in anticipo

    • Fiscomania

      E’ impossibile risponderle senza analizzare la documentazione. Sia il documento dell’Agenzia sia la sua documentazione relativa a quell’anno. Se vuole siamo disponibili tramite consulenza. In questo modo si possono solo fare delle ipotesi.

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