Redditi soggetti a tassazione separata

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I redditi a formazione pluriennale sono soggetti, nell’anno di incasso, a tassazione separata al fine di evitare un carico fiscale troppo elevato per il soggetto percettore. Il classico esempio è la tassazione del TFR, oppore degli emolumenti arretrati da lavoro dipendente. Di seguito le modalità di tassazione del TFR percepito al termine del lavoro dipendente.

La tassazione separata è una particolare modalità di tassazione dei redditi percepiti ai fini Irpef.

Alcune tipologie reddituali, come ad esempio i redditi a formazione pluriennale, che maturano per più periodi d’imposta, ma il cui diritto all’incasso di manifesta in un solo esercizio (come ad esempio le indennità percepite per la cessazione di alcune attività), non concorrono alla determinazione del reddito imponibile ai fini Irpef, ma sono soggette a tassazione separata, per ragioni di equità fiscale.

La tassazione separata ha la finalità di evitare al contribuente una tassazione Irpef elevata nell’anno in cui percepisce redditi “straordinari“, come arretrati da lavoro dipendente o il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.

Vediamo, quindi, di seguito le regole che riguardano i redditi soggetti a tassazione separata e le modalità di calcolo.

La ratio della tassazione separata

I redditi soggetti a tassazione separata, non concorrono alla determinazione dell’Irpef. Infatti, l’imposta dovuta viene determinata separatamente per ogni singolo reddito soggetto a tassazione.

La tassazione separata trova applicazione per i redditi la cui particolarità consiste nel fatto che essi, pur assumendo rilevanza fiscale al momento in cui sono percepiti, si formano nel corso di più periodi d’imposta precedenti (classico esempio è il Trattamento di Fine Rapporto, “TFR“).

La Circolare Ministeriale n. 23/E del 1997 individua la ratio della tassazione separata nello “attenuare gli effetti negativi che deriverebbero dalla rigida applicazione del criterio di cassa“.

Infatti, la tassazione in un solo periodo d’imposta, dei redditi a formazione pluriennale, potrebbe comportare per il contribuente, a causa della progressività delle aliquote Irpef, un carico fiscale molto elevato.

Per evitare proprio che redditi di formazione pluriennale siano assoggettati alle aliquote progressive applicabili nell’anno in cui sono percepiti, è stato individuato un criterio in base al quale tali redditi si considerano, ai fini della tassazione, separatamente dagli altri redditi posseduti nello stesso periodo d’imposta.

I redditi soggetti a tassazione separata

I redditi assoggettabili a tassazione separata sono espressamente quelli previsti dalla Legge, ed indicati negli articoli 7, comma 3, 15, comma 1, lettera f) e 17 del DPR n. 917/86.

Più in generale possiamo dire che i redditi soggetti a tassazione separata sono alcune tipologie di reddito conseguite da persone fisiche non imprenditori, ovvero:

  1. Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato (c.d. “TFR“);
  2. Emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti;
  3. Indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  4. Le Indennità per la cessazione di rapporti di agenzia delle persone fisiche e delle società di persone;
  5. Indennità percepite per la cessazione da funzioni notarili Indennità percepite da sportivi professionisti, al termine dell’attività sportiva;
  6. Indennità di mobilità;
  7. Prestazioni pensionistiche erogate in forma di capitale;
  8. Plusvalenze, realizzate mediante cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni;
  9. Plusvalenze realizzate a titolo di cessione a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici;
  10. Somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito della detrazione in periodi di imposta precedenti.
  11. Redditi percepiti da eredi o legatari, ma maturati in capo al soggetto de cuius;

Il contribuente può optare, se più conveniente, per la tassazione ordinaria.

Tale opzione deve essere espressamente indicata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui li reddito viene percepito, all’interno del quadro RM del modello Redditi.

L’opzione si estende ad eventuali altri redditi dello stesso tipo percepiti nel medesimo periodo, non si estende invece ai redditi appartenenti a categorie diverse che continuano ad essere tassati separatamente.

Le regole di applicazione della tassazione separata

La regola generale (articolo 21 del DPR n. 917/86) è che l’imposta relativa alla tassazione separata viene determinata applicando al’ammontare dei redditi percepiti o degli oneri rimborsati l’aliquota media calcolata su un reddito figurativo composto dalla metà del reddito complessivo netto dichiarato dal contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui per detti redditi è sorto il presupposto per la tassazione.

Qualora in uno dei due anni anteriori non vi sia stato reddito, si applica l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell’altro anno. Se non vi è stato reddito imponibile in alcuno dei due anni, si applica l’aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito vigente per l’anno in cui si deve determinare l’imposta.

Tassazione separata sul TFR

La tassazione separata sul TFR è calcolata in modo diverso rispetto agli altri casi di tassazione separata (articolo 19 del DPR n. 917/86).

Per il TFR maturato dal primo gennaio 2001, la ritenuta alla fonte (imposta sostitutiva) è a titolo di acconto. L’amministrazione finanziaria provvederà a liquidare l’imposta effettivamente dovuta ed iscrivere a ruolo la differenza eventualmente risultante dalla liquidazione.

In pratica la tassazione sul TFR da parte del datore di lavoro (imposta sostitutiva) viene effettuata a titolo di acconto. L’Agenzia delle Entrate, poi, determinerà l’eventuale saldo dovuto.

Solo successivamente, a distanza di alcuni anni l’Agenzia delle Entrate ricalcolerà l’imposta sostitutiva dovuta, effettuando la media dei redditi percepiti negli ultimi cinque anni.

Per questo provvederà ad emettere una comunicazione al contribuente per ottenere, eventualmente, l’importo dovuto a titolo definitivo.

Calcolo imposta sostitutiva sul TFR

Il Trattamento di Fine Rapporto è una somma di denaro riconosciuta ai soggetti che cessano l’attività lavorativa, in caso di lavoro dipendente.

Il TFR erogato effettivamente al lavoratore, viene definito TFR netto, ma per arrivare a questa somma, già tassata a titolo di acconto, è necessario partire dal TFR lordo e assoggettarlo ad imposta sostitutiva.

Vediamo come:

  1. Calcolo del TFR lordo – Il TFR lordo si ottiene sommando le quote di accantonamento versate ogni anno dal datore di lavoro, effettuando questa operazione: somma di tutte le retribuzioni lorde dell’anno/13,5. Questo per ciascun anno lavorativo. La somma dei vari risultati costituirà il TFR lordo;
  2. Calcolo della base imponibile – La base imponibile costituisce la somma di denaro che dovrà essere assoggetta a tassazione attraverso i vari scaglioni Irpef. Per determinare la base imponibile è necessario procedere come segue: (TFR lordo * 12)/n° di anni lavorativi. Attenzione: il numero 12 rappresenta un dato fisso.
  3. L’imposta – Una volta determinata la base imponibile a questa deve essere applicata l’aliquota l’Irpef di appartenenza. Attenzione pero, non si deve calcolare l’imposta progressivamente per ciascun scaglione, ma soltanto applicare l’aliquota corrispondente allo scaglione di appartenenza. Ad esempio per un imponibile di €. 20.000 andrà applicata l’aliquota del 27%. Per comodità riepiloghiamo gli scaglioni Irpef da applicare:
    • Primo scaglione: da zero a €. 15.000 – aliquota del 23%;
    • Secondo scaglione: da €. 15.001 a €. 28.000 – aliquota del 27%;
    • Terzo scaglione: per l’eccedenza dai €. 28.001 ai €. 55.000 – aliquota del 38%;
    • Quarto scaglione: per l’eccedenza dai €. 55.001 a €. 75.000 – aliquota del 41%;
    • Quinto scaglione: per l’eccedenza oltre i €. 75.001 – aliquota del 43%.
  4. TFR netto – Infine, una volta ottenuta l’imposta da versare, il TFR netto si ottiene per differenza: TFR lordo – Imposta = TFR netto.

10 comments

  1. salve, una domanda sul calcolo del TFR netto:

    – quando gli anni in azienda sono < 12 si rischia un fattore moltiplicativo ESAGERATO! per una tassazione PAZZESCA!
    – faccio un esempio
    anni di anzianitá: 6
    TFR lordo totale maturato: 100.000 EUR
    Base imp.: 100.000*12/6 = 200.000 EUR
    per cui, aliquota = 43%
    Imposta: 200.000*43% = 86.000 EUR
    TFR NEtto: 100.000 – 86.000 = 14.000
    e'corretto?
    grazie

    • no devi applicare il 43% ai 100.000 quindi avrai 57.000 di TF netto…un furto lo stesso. tasse su tasse su tasse…pensate a chi votate quando poi vi lamentate di queste rapine legalizzate!

  2. Salve, una domanda. Nel caso il TFR ricevuto nell’ultima busta del rapporto di lavoro sia negativo a causa di penale per mancato preavviso sulle dimissioni la tassazione separata vale lo stesso?

    Quindi si considera il TFR maturato o quello effettivamente accreditato dal datore di lavoro?

    Grazie
    Emilio

  3. salve,nel 2013 x un fallimento tramite inps mi e stato riconosciuto il tfr, 16180 lordo netto 10600.
    oggi avendo ricevuto dall’agenzia delle entrate un calcolo x un imposta in base a ulmtimi 5 anni e mi chiedono un debito di 152 euro, loro calcolano che su 16000 era dovuta un imposta di 3900 a fronte di 3750 tassazione separata, la domanda è; se io ho pagato circa 5600 euro di ritenuta fiscale che devo avere io dei soldi a credito.
    Grazie
    Maurizio

    • Fiscomania

      Se può dimostrare di aver avuto maggiori ritenuta presenti un istanza in autotutela per chiedere lo sgravio della comunicazione. Senza vedere le carte è difficile darle una risposta esatta.

  4. Salve ,se ricevo il TFR dal fondo di garanzia dell INPS per il fallimento della mia vecchia azienda ,questo inciderà sul mio reddito e in particolare sugli assegni familiari da me percepiti attualmente.grazie

  5. Angelucci Edoardo

    Salve, nel 2014 ho ricevuto 8 mesi di pensione arretrata del 2013,decorrenza pensione maggio 2013, per complessive euro 2.500,piu la pensione del 2014 circa 3640, Agenzia delle Entrate mi ha chiesto 1l 23% di 2500 (arretrati) perche INPS nel CUD redditi 2014 li ha considerati a tassazione separata, ma non avevo diritto nel 2013 alle detrazioni come pensionato , non avendo altri redditi, comunque anche sommandoli ai redditi 2014 sono sempre nella fascia di esenzione, poi INPS ha scritto che tali arretrati non vanno indicati nella dich. dei redditi,togliendomi la facolta di optare per la tassazione ordinaria.grazie

    • Fiscomania

      Quello che è stato fatto dall’Agenzia è corretto. Gli arretrati di redditi da lavoro dipendente sono obbligatoriamente soggetti a tassazione separata.

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