Regime dei minimi e superamento dei €. 30.000

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Il regime dei minimi prevede che al superamento dei €. 30.000 di ricavi o compensi nell’anno, si fuoriesca dal regime a partire dal’anno successivo. Al superamento dei €. 45.000 la fuoriuscita avviene nell’anno. 

Il regime dei minimi è un regime fiscale agevolato rivolto alle persone fisiche in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 27, comma 1 e 2 del D.L. n. 98/2001 e dall’art. 1 comma 96-117 L. n. 244/2007, che abbiamo già affrontato in un precedente contributo (“Partite Iva: la convenienza del regime dei minimi“).

Uno degli aspetti fondamentali per poter restare nel regime di vantaggio è il rispetto di alcuni requisiti formali e sostanziali. Sicuramente il requisito che su tutti è fonde di maggiori dubbi e perplessità, in quanto è quello che si verifica nella maggior parte dei casi, è il superamento delle soglie reddituali di permanenza nel regime, fissate rispettivamente a €. 30.000 e €. 45.000. Il contribuente che si trova in una di queste due situazioni deve immediatamente attivarsi e consultare il proprio commercialista di fiducia per attivare una serie di adempimenti conseguenti che variano a seconda della soglia che andiamo a superare. Vediamo:

  • Superamento della soglia dei €. 30.000 – il contribuente che supera la soglia annua dei €. 30.000 di ricavi è soggetto alla decadenza dal regime a partire dall’anno successivo a quello in cui è avvenuto il superamento. La tassazione fiscale, quindi, torna ad essere genericamente la “contabilità semplificata“, che prevede il versamento dell’IRPEF e delle relative addizionali, ma soprattutto il principale cambiamento rispetto al regime di vantaggio è l’assoggettamento a tutti gli adempimenti IVA, primo tra tutti l’addebito della stessa ai propri clienti.
  • Superamento soglia dei €. 45.000 – il contribuente che supera la soglia annua dei €. 45.000, vede complicarsi ancora di più la sua situazione perché già nell’anno in corso si perde il diritto di rimanere nel regime agevolato godendo di una tassazione diretta assai mite. In questo caso devono essere immediatamente predisposti i registri IVA e vi devono essere annotate sopra tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’anno dal contribuente andando a versare l’IVA del trimestre nel quale si è superato il limite. L’IVA relativa ai trimestri precedenti viene liquidata direttamente a saldo. Naturalmente il contribuente dovrà emettere le fatture successive al superamento con IVA.

E’ bene sottolineare come le soglie di reddito dei €. 30.000 e dei €. 45.000 deve essere ragguagliata all’anno solare. Questo vuol dire che per un contribuente che apre partita IVA per esempio il primo di giugno i limiti, nel primo anno di attività non saranno più €. 30.000 e €. 45.000,  ma saranno rapportati al periodo  di effettiva apertura della partita IVA. Per calcolare le soglie rapportate all’anno l’Agenzia delle Entrate non fornisce indicazioni precise, se utilizzare il metodo di calcolo in base ai mesi o ai giorni, ma sicuramente conteggiare i limiti sulla base dei giorni è più preciso e non si presta a possibili contestazioni future. 

Per capire le conseguenze derivanti dall’uscita dal regime dei minimi vi rimandiamo a questo contributo: “Uscita dal regime dei minimi: conseguenze applicative“.

10 comments

  1. Salve,
    Volevo chiedere una semplice informazione, con 30.000 si intende il superamento di 30.000€ reddito e ricavi in generale, o di 30.000€ di reddito imponibile?
    Chiedo perché nel mio caso il mio reddito imponibile è molto inferiore rispetto al reddito totale, in quanto ho una detrazione del 40% sui miei guadagni con diritti d’autore e con quella non raggiungo i 30.000 di imponibile, ma mi domando se ciò abia un impatto su tale questione o meno.

  2. Il limite di 30.000 euro è relativoa al fatturato lordo annuo. I redditi da diritto di autore confluiscono nella verifica della soglia dei 30.000 euro.

  3. molicotti corrado

    Superando nel corso dell’anno i 30.000,00 ma non i 45.000,00 l’aliquota IRPEF da pagare rimane comunque il 5% su tutto il reddito d’esercizio o decade l’agevolazione fiscale e si applicherà in base agli scaglioni di reddito?

  4. L’aliquota sarà comunque quella del regime dei minimi.

  5. gregovic lioce

    Buonasera spero possiamo farmi un pò di chiarezza.
    Sono un dipendente metalmeccanico con 40 ore settimanali e con un reddito annuo lordo oltre i €30000e contributi versati a contratto indeterminato.
    Vorrei aprire una p.iva come dj musicista per poter tornare a suonare senza remore di violazione della legge.
    Posso aprire la partita iva ed aderire al regime agevolato del 5% oppure il reddito da dipendente è da considerarsi. Qualora così fosse cosa mi consigliate di fare?
    Grazie in anticipo.

  6. Da quello che scrive non ci sono i requisiti per aprire partita Iva in regime agevolato. Comunque per maggiori info mi contatti in privato.

  7. BUONASERA,

    VOLEVO FARLE LA SEGUENTE DOMANDA:

    SONO NEL REGIME DEI MINIMI DA PIU’ DI 5 ANNI E QUESTO ANNO HO COMPIUTO IL 35ESIMO ANNO DI ETA’.
    VORREI SAPERE SE PASSERO’ NEL REGIME ORDINARIO SUBITO O NEL 2019?!

    GRAZIE IN ANTICIPO

  8. Cambierà regime nel 36esimo anno di età.

  9. Buonasera,
    sono un medico ed ero nel regime dei minimi nel 2017 (e l’ultimo anno era il 2018). Purtroppo, dopo aver emesso già una decina di fatture nel 2018, ho preso nota solo ora di un CU del 2017 che mi ha fatto superare i 30.000 euro nel 2017, pertanto il commercialista mi dice che avrei dovuto fare già dalla prima fattura del 2018 la ritenuta d’acconto del 20%. Come faccio per rimediare alle prime 10 fatture di quest’anno emesse in regime dei minimi senza ritenuta? Ci sono sanzioni?
    E se versassi direttamente io allo Stato la ritenuta del 20%?

  10. Quello che può fare è riemettere le fatture in modo corretto versando lei la ritenuta d’acconto al posto del cliente.

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