Regime del margine per la vendita di beni usati

Condivisioni

Il regime del margine è un regime speciale Iva volto a regolare le vendite di beni usati da parte di soggetti passivi Iva, che hanno acquistato gli stessi beni da soggetti privati. L’Iva si applica solamente sul margine di vendita, ovvero la differenza tra il corrispettivo percepito e il valore di acquisto del bene. 

Il regime del margine, disciplinato dagli articoli 36 e seguenti del D.L. n. 41/1995, è un regime di applicazione dell’Iva rivolto ai soggetti che abitualmente effettuano operazioni di commercio al dettaglio, all’ingrosso o in forma ambulante di beni mobili usati, antiquariato, oggetti d’arte o da collezione.

Rientrano nella disciplina del regime del margine anche le cessioni di beni effettuate dagli esercenti agenzie di vendite all’asta, ancorché in esecuzione di rapporti di commissione o di rappresentanza di soggetti non operanti nell’esercizio d’impresa o di arte e professione.

La finalità del regime del margine è quella di evitare fenomeni di doppia imposizione per i beni che dopo l’uscita dal circuito commerciale vengono ceduti ad un soggetto passivo per la successiva rivendita, con conseguente ulteriore imposizione in relazione al prezzo di vendita da quest’ultimo praticato.

Vediamo, quindi, come applicare il regime del margine per la vendita di beni usati (ad esempio autoveicoli), da parte di soggetti passivi Iva (imprenditori o professionisti).

Regime del margine: requisiti soggettivi

Sono interessati al regime del margine i soggetti che esercitano il commercio di beni mobili usati, oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione a condizione che non abbiano subito, all’atto dell’acquisto, la rivalsa dell’imposta, sebbene in taluni casi il tributo possa aver concorso alla determinazione del prezzo pagato:

  • Ai rivenditori al dettaglio, all’ingrosso, in forma ambulante che, per professione abituale, commerciano i beni sopra indicati, nonché alle imprese ed ai professionisti che ne effettuano occasionalmente la cessione;
  • Alle agenzie di vendite all’asta, per le cessioni effettuate anche in esecuzione di rapporti di commissione o di rappresentanza di soggetti non operanti nell’esercizio d’impresa (o di arte e professione).

In entrambi i casi i beni devono essere stati acquistati da soggetti privati, o equiparati ad essi, nel territorio dello Stato o in altro Paese UE.

Sono esclusi dall’applicazione del regime del margine i commercianti che effettuano cessioni di beni da essi stessi importati o acquistati con detrazione dell’Iva.

Regime del margine: requisiti oggettivi

La disciplina del regime del margine riguarda le operazioni di compravendita aventi per oggetto:

  • I beni mobili usati suscettibili di reimpiego nello stato originario o previa riparazione;
  • Oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione (tabella allegata al D.L. n. 41/95).

I beni sopra indicati devono essere stati acquistati da “privati” in Italia o in altro Stato membro.

Sono considerati “privati” anche i soggetti passivi che non hanno potuto detrarre l’Iva all’atto dell’acquisto o dell’importazione (artt. 19, 19-bis1 e 19-bis2 del DPR 633/72), i soggetti che beneficiano, nel proprio Stato membro di appartenenza, del regime di franchigia previsto per le piccole imprese e i soggetti che hanno assoggettato la cessione al regime del margine.

Sono esclusi dall’applicazione del regime rottami, cascami e materiali di recupero e beni immobili.

Base imponibile

Per i suddetti beni, è assoggettato a Iva il solo utile lordo realizzato dal rivenditore, cioè la differenza (cd. “margine“) fra il prezzo di vendita e quello di acquisto, maggiorato delle spese di riparazione e di quelle accessorie.

 Il regime speciale è applicato attraverso una triplice modalità, ossia commisurando l’imposta dovuta sulla rivendita:

  • Alla differenza tra il prezzo dovuto dal cessionario del bene e quello relativo all’acquisto, aumentato delle spese di riparazione e di quelle accessorie (regime ordinario o analitico). In questa ipotesi, i costi riferibili all’acquisto del bene e alle prestazioni di riparazione, nonché a quelle accessorie, devono essere computati al lordo dell’imposta, anche se l’Iva risulta separatamente addebitata al rivenditore;
  • A determinate percentuali forfetarie (regime forfetario o percentuale). Si tratta di cessioni per le quali, risultando particolarmente difficoltoso calcolare il margine con il metodo ordinario o analitico, è stato determinato in via presuntiva l’ammontare del margine che viene calcolato in misura percentuale rispetto al prezzo di vendita; ciò sia al fine di evitare che il margine sia costituito dall’intero prezzo di vendita, sia al fine di semplificare gli adempimenti previsti dal particolare regime in esame. L’ammontare del margine determinato in modo forfetario assorbe tutti i costi che influenzano la determinazione analitica del margine. Pertanto, in questo regime non è detraibile l’imposta assolta per rivalsa dal soggetto per le prestazioni accessorie e di riparazione ricevute;
  • Al margine globale, costituito dalla differenza tra l’ammontare complessivo delle cessioni e quello degli acquisti, aumentato delle spese di riparazione ed accessorie, effettuati in ciascun periodo, mensile o trimestrale, di riferimento (regime globale).

Il regime ordinario

Il regime del margine ordinario si applica, esclusivamente, alle seguenti categorie di soggetti:

  • Tutti i soggetti passivi che effettuano, con carattere abituale, cessioni di beni rientranti nell’ambito oggettivo di applicazione della disciplina del margine, salvo che abbiano optato per il regime Iva ordinario;
  • Ai soggetti passivi, imprenditori e professionisti, che effettuano occasionalmente cessioni di beni rientranti nell’ambito oggettivo di applicazione della disciplina del margine, salvo che abbiano optato per il regime Iva ordinario;
  • Ai rivenditori di oggetti d’arte, d’antiquariato o collezione, purché abbiano esercitato l’opzione per tale regime e purché tali beni siano stati importati da Paesi terzi o acquistati direttamente dall’autore o dai suoi eredi/legatari;
  • Ai soggetti che rientrano nel regime globale, ma che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione  del regime ordinario (o analitico);
  • Ai soggetti passivi che cedono un contratto di locazione finanziaria acquisito presso un privato o un soggetto passivo che non ha potuto detrarre l’imposta relativa al contratto stesso.

I rivenditori di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione che importano tali beni o li acquistano dall’autore stesso o dai suoi eredi/legatari e i soggetti che rientrano nel regime forfettario o globale del margine, ma che intendono optare per il regime del margine ordinario, devono darne comunicazione nella dichiarazione Iva relativa all’anno a decorrere dal quale il contribuente intende esercitare l’opzione.

I soggetti che operano nel regime ordinario del margine possono optare per il regime normale Iva, anche per una o più cessioni, dandone comunicazione nella dichiarazione annuale relativa all’anno in cui l’operazione, interessata dalla scelta, è stata effettuata. A tal fine, deve essere barrata la casella 2 del rigo VO 9 della dichiarazione Iva.

Applicazione dell’Iva

L’Iva si applica sul margine di ogni singola cessione:

MARGINE = PREZZO DI VENDITA – PREZZO DI ACQUISTO AUMENTATO DI SPESE DI RIPARAZIONE E ACCESSORIE 

Se il margine è di segno positivo, l’imposta dovuta deve essere scorporata dal margine realizzato.

Qualora il margine risultasse negativo non è dovuta alcuna imposta; tale differenza non è però deducibile dalle altre operazioni con margine positivo.

Regime forfettario

Determinano il margine forfetariamente sul prezzo di vendita coloro che rientrano nel regime ordinario del margine, ma esclusivamente nel caso in cui:

  • Il prezzo di acquisto dei beni oggetto della cessione manca o è privo di rilevanza, ovvero non è determinabile;
  • Eercitano il commercio al dettaglio esclusivamente in forma ambulante;
  • Esercitano il commercio di prodotti editoriali non di antiquariato anche in forma non ambulante.

    I soggetti rientranti nel regime forfetario del margine possono optare per l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari, anche per una o più cessioni, nella dichiarazione annuale Iva relativa all’anno in cui la scelta è stata effettuata. A tal fine, deve essere barrata la casella 2 del rigo VO9 della dichiarazione Iva annuale. L’Iva si applica sul margine, determinato forfetariamente sul prezzo di vendita:

  • Margine = prezzo di vendita x 60%, se riguarda la cessione di oggetti d’arte, non d’antiquariato, il cui prezzo di acquisto manca o è privo di rilevanza o non è determinabile;
  • Margine = prezzo di vendita x 50%, se si tratta di cessioni:
    • effettuate da ambulanti;
    • di francobolli da collezione e di collezioni di francobolli;
    • di parti, pezzi di ricambio e componenti derivanti dalla demolizione di mezzi di trasporto e di apparecchiature elettromeccaniche;
  • Margine = prezzo di vendita x 25%, se la cessione riguarda prodotti editoriali di antiquariato effettuata da ambulanti, ovvero prodotti editoriali non di antiquariato effettuata da rivenditori sia in forma ambulante sia con sede fissa.

Adempimenti

I soggetti che applicano il regime del margine forfettario devono:

  • per gli acquisti, numerare e conservare la relativa documentazione senza obbligo della loro registrazione;
  • per le vendite, annotare i corrispettivi delle operazioni effettuate nel registro dei corrispettivi entro il giorno successivo non festivo, separatamente da quelli relativi alle altre operazioni eventualmente effettuati;
  • determinare il margine;
  • operare le liquidazioni Iva periodiche;
  • operare i versamenti periodici Iva.

Regime Globale

Tale regime si applica esclusivamente nei confronti di coloro che svolgono attività di commercio in forma non ambulante di veicoli usati, francobolli, monete e altri oggetti da collezione, oppure, a coloro che effettuano cessioni di confezioni di materie tessili e prodotti di abbigliamento, beni, anche di genere diverso, acquistati per masse come compendio unitario e con prezzo indistinto o qualsiasi altro bene di costo unitario inferiore a €. 516,46.

L’Iva si applica sul margine, determinato globalmente:

MARGINE = VENDITE COMPLESSIVE – ACQUISTI COMPLESSIVI AUMENTATI DELLE SPESE DI RIPARAZIONE E ACCESSORIE

Se il margine globale del periodo è negativo, in quanto l’ammontare degli acquisti supera l’ammontare delle vendite, l’eccedenza del margine può essere computata nella liquidazione del periodo successivo; si tratta di un credito di margine (e non d’imposta).

Nel caso in cui emerga un margine globale positivo, ma, in sede di dichiarazione Iva annuale, l’ammontare degli acquisti superi quello delle vendite, con la conseguente evidenziazione di un margine negativo, i versamenti periodici provvisoriamente eseguiti costituiscono un credito d’imposta (C.M. 9.6.1998 n. 144/E).

Adempimenti

I soggetti che applicano il regime globale del margine devono:

  • Emettere fattura (se obbligati o se richiesta) per le cessioni dei beni in oggetto, indicando, a seconda dei casi, “Regime del margine – beni usati”, “Regime del margine – oggetti d’arte” e “Regime del margine – oggetti di antiquariato o da collezione”, nonché l’eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale;
  • Istituire due appositi registri speciali, di cui uno per gli acquisti e l’altro per le vendite;
  • Annotare nel registro degli acquisti, entro 15 giorni, e, comunque, non oltre la data della rivendita, natura, qualità, quantità e prezzo di acquisto (unitario o per massa) degli acquisti stessi; le spese di riparazione e accessorie possono essere registrate anche successivamente all’annotazione di rivendita ma comunque non oltre 15 giorni dal ricevimento della fattura;
  • Annotare nel registro delle vendite, entro il giorno successivo non festivo, natura, qualità, quantità e corrispettivi, comprensivi d’imposta, delle cessioni;
  • Determinare il margine globale;
  • Annotare sul registro speciale delle cessioni l’imposta dovuta in relazione alle operazioni soggette al regime globale del margine;
  • Annotare, sia pure soltanto per maggiore chiarezza, il margine globale del periodo sul registro dei corrispettivi o delle fatture emesse distintamente per aliquote;
  • Operare le liquidazioni Iva periodiche;
  • Operare i versamenti periodici;
  • Riportare nel rigo VF14 della dichiarazione Iva annuale l’ammontare degli acquisti effettuati in applicazione del regime del margine, annotati nell’anno di riferimento nel registro. Nel rigo VF30 deve essere barrata la casella “2” (beni usati), per l’indicazione del metodo utilizzato per la determinazione dell’Iva ammessa in detrazione, mentre nel rigo VF57 va indicata l’imposta detraibile così determinata.

One comment

  1. Pingback: vendere su ebay... iva e tassazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni