Spese universitarie: tutte le agevolazioni fiscali

Condivisioni

Le spese universitarie sostenute per la frequenza a corsi di laurea o per la locazione di alloggi per studenti fuori sede consentono una detrazione fiscale del 19%. Inoltre, le borse di studio erogate per rendimento sono assimilate a redditi di lavoro dipendente e godono di specifiche detrazioni. 

Al fine di agevolare la possibilità di usufruire degli istituti universitari da parte di più studenti possibili, il legislatore fiscale consente di beneficiare di risparmi d’imposta legati alle spese universitarie. In particolare, le spese universitarie, possono beneficiare o  di un risparmio di imposta sotto forma di  detrazione dall’imposta del 19% della spesa sostenuta, o in alcuni casi, detrazioni equiparate a quelle di lavoro dipendente (borse di studio). Le spese universitarie che danno diritto ad agevolazioni fiscali si suddividono in tre categorie:

  1. Rette universitarie, per la frequenza a corsi di laurea;
  2. Borse di studio;
  3. Canoni di locazione, per studenti fuori sede;

Vediamo adesso i singoli risparmi d’imposta ottenibili per ciascuna di queste spese universitarie.

Detrazione fiscale per le rette universitarie

Tra le spese universitarie detraibili vi sono i costi sostenuti per l’iscrizione e la  frequenza di corsi universitari e post universitari, per i quali è consentono  detrarre dall’Irpef lorda il 19%delle  tasse e dei contributi versati in un determinato periodo di imposta. La normativa fiscale contenuta nel Tuir prevede, infatti, attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi (sia nel modello 730 che nel modello Unico), un risparmio percentuale in misura fissa da calcolare sull’intero importo, vale a dire senza alcun tetto di spesa.

L’articolo 1, comma 954, lettera b), della Legge n. 208/15 ha sostituito la lettera e) dell’articolo 15, comma 1, del Tuir, in materia di detrazione Irpef per spese legate alla frequenza di corsi di istruzione universitaria. La detrazione Irpef si applica in relazione alle spese per la frequenza a corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali;
  • Università non statali, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

Con questa disposizione si tende a fornire un riferimento certo relativamente all’ammontare detraibile delle spese sostenute per la frequenza di università non statali. In relazione alle università private, infatti, la detrazione, in precedenza, spettava in misura non superiore a quella stabilita in relazione alle tasse e ai contributi degli istituti statali.

Tra le spese universitarie detraibili rientrano anche quelle relative ai soggetti che studiano all’estero: il limite massimo entro cui è consentita la detrazione Irpef del 19% è  rappresentato  dalle  corrispondenti  spese  previste  per  la  frequenza  di  corsi similari  tenuti  presso  l’università  statale  italiana  più  vicina  al  domicilio  fiscale  del contribuente.

Il riferimento alla misura massima non tiene conto di eventuali riduzioni o facilitazioni legate all’Isee. Il  bonus  spetta  ugualmente  per  l’iscrizione  e  la  frequenza  di  università telematiche,  purché  riconosciute  con  decreto  dal  Miur, e di conservatori musicali. Per questi ultimi, le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 12/2015 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari, mentre le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento sono equiparate a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria. Sono esclusi gli istituti musicali privati, non rientrando nell’ambito  dei conservatori pareggiati. Non beneficiano di sconti le spese universitarie sostenute per lauree conseguite all’estero, anche se pagati a università pubblica statale. Secondo l’Agenzia delle Entrate, inoltre, sono considerati corsi di istruzione universitaria anche quelli tenuti dalle scuole di specializzazione che rilasciano un diploma valido come titolo di ammissione a concorsi per l’insegnamento nella scuola.

Rientrano nell’ambito delle spese universitarie detraibili anche le spese pagate per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari a numero chiuso con test di verifica della preparazione, sempre che siano previste dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi e a condizione che siano richieste dall’ordinamento universitario.

Vale il principio di cassa, per cui non conta l’anno cui la spesa si riferisce, bensì quello in cui è stata materialmente sostenuta, mentre non rilevano ne l’età ne la durata del corso di studio, per cui il bonus vale anche per gli studenti fuori corso o lavoratori. Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione per spese universitarie sostenute possono usufruirne questi ultimi. Le spese devono essere ripartite tra i genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50%. In  caso  di  coniuge  a  carico  dell’altro,  quest’ultimo  può  considerare  l’intera  spesa sostenuta.

Detrazione fiscale per canoni di locazione

Oltre alla detrazione per spese universitarie sostenute per la frequenza a corsi di laurea, gli studenti fuori sede possono beneficiare di una ulteriore agevolazione fiscale, che consiste in una detrazione del 19% legata ai canoni di locazione pagati in relazione a contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione stipulato con enti per il diritto allo studio, università e collegi universitari stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431/1998.
Oltre alla tradizionale locazione a canone libero della durata di quattro anni rinnovabile per  altri  quattro, vi sono le locazioni a canone concordato della durata di tre anni rinnovabili per altri due, per le quali occorre l’approvazione di un apposito accordo territoriale tra le organizzazioni di operai e inquilini. Rientrano nell’agevolazione anche le locazioni transitorie, da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni di durata, appositamente individuate dall’articolo 5 della Legge n. 431/1998 per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari.

La detrazione fiscale del 19% spetta anche nel caso in cui la locazione riguardi una sola stanza all’interno di un appartamento, ma non nel caso di subaffitto, poiché, in questa ipotesi non è prevista tra le fattispecie dell’articolo 15 del Tuir. Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale su queste particolari spese universitarie è necessario che l’università sia posta in un comune distante almeno 100 chilometri rispetto a quello di residenza dello studente ed appartenga ad una provincia diversa. Per la verifica del requisito, occorre fare riferimento al tratto chilometrico più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolato in base a una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale, se almeno uno dei collegamenti risulta pari o superiore a 100 chilometri.

L’importo massimo su cui calcolare la detrazione fiscale del 19% è pari a €. 2.633 annui e la detrazione può essere goduta anche se l’onere è sostenuto nell’interessi di familiari a carico. L’importo  di  €. 2.633,  inoltre,  costituisce  il  limite  complessivo  di  spesa  di  cui  può beneficiare ciascun contribuente, anche nel caso di un genitore che sostiene la spesa per più contratti in riferimento a più di un figlio. La detrazione è valida anche se la spesa universitaria è sostenuta per una locazione per la frequenza di una università estera,  purché  ubicata  in  uno  Stato  membro  dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio  economico  europeo, con gli stessi limiti visti in precedenza.

Agevolazioni legate alle borse di studio

Le somme corrisposte a titolo di borsa di studio, assegno, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, a cui il legislatore fiscale riserva un trattamento identico a quello dei redditi di lavoro dipendente. I sostituti di imposta, quindi sono tenuti a calcolare l’Irpef, al netto delle detrazioni di lavoro e per carichi di famiglia, e a prelevarla sotto forma di ritenuta d’acconto, nonché ad emettere e rilasciare la Certificazione Unica (modello CU). Per il calcolo delle detrazioni di lavoro dipendente si deve prendere a riferimento il numero dei giorni di frequenza al corso universitario. Se, invece, la borsa di studio è erogata per il rendimento accademico, le detrazioni competono per l’intero anno. Attenzione per, non tutte le borse di studio sono imponibili Irpef. Infatti, sono esenti dalle imposte dirette le borse di studio studio corrisposte dalle Regioni a statuto ordinario agli studenti universitari in base al D.Lgs. n. 68/2012 e quelle corrisposte allo stesso titolo dalle Regioni a statuto speciale e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano, quelle erogate dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorati di ricerca, per attività di ricerca post dottorato.

In base al D.Lgs. n. 257/1991 sono state escluse da imposizione anche le somme corrisposte agli studenti che frequentano le scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia. Secondo  l’agenzia  delle  Entrate,  invece,  l’esenzione  non  spetta  per  le  borse  di  studio corrisposte ai medici che partecipano ai corsi di formazione specialistica in medicina generale, istituite ai sensi del D.L. n. 325/1994. Sono  esenti le somme percepite da parte di cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali, come le borse di studio Erasmus Mundus, finanziate dall’Unione europea ed erogate dalle università italiane per promuovere la qualità dell’istruzione superiore europea e la comprensione interculturale. E’ importante ricordare che la borsa di studio esente non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef, e pertanto, se chi la percepisce non ha altri redditi superiori a €. 2.840,51, può essere considerato fiscalmente a carico di altri soggetti.

Tipologie di spesaDetrazione Irpef
Università stataletasse di iscrizione e frequenza pagate detraibili senza alcun limite
Università privatetasse detraibili nella misura massima di quelle previste per l’università statale affine nella stessa regione
Università stranieretasse detraibili nella misura massima di quelle per corsi analoghi presso l’università statale più vicina
Università telematichespese detraibili solo se sono riconosciute con decreto del Miur
Conservatori musicalitasse detraibili senza alcun limite
Corsi di specializzazione per laureatitasse detraibili solo se riconosciuti dall’ordinamento universitario
Master universitarispese detraibili se sono assimilabili a corsi universitari
Dottorato di ricerca presso universitàspese detraibili senza alcun limite
laurea conseguita all’esteronessuna detraibilità
Spese per l’alloggioCanoni pagati per contratti di ospitalità o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari, enti senza fine di lucro: detrazione da calcolare al massimo su €. 2.633
Spese per l’alloggioCanoni pagati per contratti di locazione stipulati ai sensi della legge 431/98: detrazione da calcolare al massimo su €. 2.633

14 comments

  1. Molto interessante ma, alcuni punti rimangono non chiari rispetto a quanto riportato dal precompilato dell’Agenzia dell’Entrate.

  2. su spese universitarie di una università telematica con sede legale a Roma, è sato sostenuto nel 2014 l’importo di €.1640,00.
    Considerando il decreto MIUR si parla di un limite massimo per regione dove ha sede l’università, Centro per €.2300,00.
    Secondo Voi il calcolo da fare è: 2300,00-1640,00 ed il risultato calcolare il 19% ?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, la spesa sostenuta è sotto il limite consentito dal MIUR, quindi tutta la spesa sostenuta è agevolabile. La detrazione si trova spesa per *19%.

  3. ludovico levantino

    Salve, sul fatto che le tasse universitarie si possano portare in detrazione per il 19% mi era già chiaro.
    Non mi è chiaro perchè nel precompilato ricevuto dall’Agenzia delle Entrate, tali tasse da me sostenute nel 2015 sono state da loro inserite detratte di €.32,00 coincidenti con la cifra presente tra le varie tasse universitarie sotto la voce di Bolli Virtuali (2*€.16,00).
    Sapreste dirmi se tali spese (Bolli Virtuali presenti tra le varie voci delle spese tasse Universitarie) sono detraibili.
    Grazie anticipatamente per la gentile risposta.
    Saluti: Ludovico.

  4. Buongiorno,
    mia figlia frequenta l’università dell’Insubria (statale) a Como pur essendo residente a Milano dove è presente l’Università degli Studi di Milano anch’essa statale. Le tasse universitarie pagate all’Insubria (1730 euro) sono maggiori rispetto a quelle che avrebbe pagato a Milano (1320 euro circa) in quanto all’Insubria non è presente nessuna franchigia per redditi fino a 40.000 euro. Possiamo detrare tutto l’importo pagato o dobbiamo limitarci a quello della Statale di Milano?
    Inoltre nel 730 precompilato, pur riportando come fonti l’Università dell’Insubria e gli importi da me pagati tramite Mav (1574 euro – non inclusa tassa regionale e imposta di bollo) nel quadro E rigo 8 cod 13 indica solamente 788 euro. Posso modificare l’importo e segnare il totale da me pagato ossia 1730 euro?
    Ringrazio fin d’ora per la risposta. Cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve, se l’università che frequenta sua figlia è statale può detrarre tutto l’importo versato. Può modificare il 730 precompilato, ma dovrà conservare tutta la documentazione a supporto della spesa indicata.

  5. Buongiorno
    mio figlio fresquenta l’universitá privata in Austria (fisioterapia). Le tasse universitarie pagate sono ca. 8000€. Quanto posso detrarre? 2600 come precisato dal MIUR ( sanitarie nord) o ca. 2100 che si pagherebbe presso l’ universitá piú vicina alla residenza?
    Cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve, sono detraibili le spese sostenute per università estere, nei limiti di quanto previsto dal D.M. 288/2016 dle MIUR.

  6. Salve, mica figlia quest’anno deve fare dottorato di ricerca, vi chiedo la devo togliere dallo sgravio fiscale? Devo comunicare la mia azienda oppure no? Grazie

  7. È vero che le tasse universitarie non possono detratti se uno studente le fa a meno di 100 km?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni