Trasferimento UE di beni mobili installati o montati

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Il trasferimento di beni mobili installati o montati da altro Paese UE verso l’Italia è operazione non rilevante ai fini Iva. L’operazione è equiparata alla cessione “interna” solo nel momento in cui il bene è pronto all’uso.

L’articolo 38, comma 3, del D.L. 331/93 prevede che l’introduzione nel territorio italiano, da parte di un soggetto passivo, di beni provenienti da altro Stato UE costituisce acquisto intracomunitario. Tuttavia, al successivo comma 5, dello stesso articolo 38, in deroga rispetto a quanto previsto al comma terzo, non costituiscono acquisti intracomunitari l’introduzione nel territorio dello Stato, in esecuzione di una cessione, i beni destinati ad essere installati o montati dal fornitore o per suo conto.

La normativa comunitaria

Sul tema è intervenuta anche la Direttiva UE n. 112/2006 la quale precisa che: “Quando il bene spedito o trasportato dal fornitore o dall’acquirente oppure da un terzo deve essere installato o montato con o senza collaudo da parte del fornitore o per suo conto, si considera come luogo di cessione il luogo dove avviene l’installazione o il montaggio. Qualora l’installazione o il montaggio siano eseguiti in uno Stato membro diverso da quello del fornitore, lo Stato membro nel cui territorio avviene l’installazione o il montaggio adotta le misure necessarie per evitare una doppia imposizione al suo interno”.

Inoltre, per effetto dell’articolo 7, comma 2, del DPR n. 633/72, le cessioni di beni mobili destinati ad essere istallati o montati si considerano rilevanti ai fini Iva in Italia, con la conseguenza che per il cessionario nazionale l’acquisto di tali beni non realizza un’operazione intracomunitaria (di acquisto di beni), bensì un’operazione “interna”. In pratica, il trasferimento da parte di un soggetto fornitore comunitario dei beni, anche in dipendenza di contratti di appalto, dal suo territorio a quello nazionale di beni mobili destinati ad essere installati o montati, risulta irrilevante ai fini Iva. Il momento in cui l’Iva diventa esigibile si determina non tanto nel momento della consegna nel nostro Paese dei beni, ma successivamente alla loro installazione, montaggio o assemblaggio, ovvero nel momento in cui il bene risulta essere idoneo e pronto all’uso.

Quindi, se per i beni oggetto di spedizione o trasporto da parte del fornitore o di un terzo il luogo di cessione coincide, in linea di principio, con quello in cui i beni si trovano al momento iniziale della spedizione o del trasporto così come previsto anche dall’articolo 6, primo comma, in caso di beni che devono essere installati o montati dal fornitore o per suo conto, il luogo della cessione è quello dove avviene il montaggio.

Fatturazione dell’operazione

Frequente è il caso di un soggetto cedente comunitario di macchinari che li installa presso un cliente italiano: l’operazione, stando a quanto affermato sinora, è rilevante ai fini Iva in Italia con le seguenti precisazioni:

  • il semplice trasferimento di beni dal Paese U.E. all’Italia è irrilevante ai fini Iva perché il momento impositivo si verifica solo in una fase successiva, cioè all’atto della consegna del bene installato, montato o assemblato (in caso di cedente italiano emetterà una fattura non imponibile ex articolo 41 del D.L. n. 331/93);
  • se il cessionario italiano è un soggetto passivo in Italia, questi dovrà emettere autofattura e operare secondo le regole del reverse charge. L’autofattura dovrà essere annotata contemporaneamente nel registro delle fatture emesse e in quello degli acquisti di cui agli articoli 23 e 25 del DPR n. 633/72;
  • se il cessionario italiano non è soggetto passivo Iva, il cedente comunitario dovrà identificarsi in Italia, prima dell’effettuazione dell’operazione, ai sensi dell’articolo 35-ter del DPR n. 633/72, o nominare un proprio rappresentante fiscale, in modo da poter emettere fattura con l’Iva nazionale.

Nel caso in cui l’operazione di introduzione in Italia e il successivo montaggio e assemblaggio sia svolta da un soggetto extra-UE e il bene provenga da un Paese fuori della U.E., il fornitore è tenuto al pagamento dell’Iva in dogana al momento dell’importazione e sarà tenuto altresì anche ad assolvere i successivi obblighi di identificazione e fatturazione interna in Italia, relativamente ai servizi di installazione, montaggio o assiemaggio.

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