Conferimenti in natura nella Spa

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Con la Direttiva n. 2006/68/CE, il legislatore comunitario ha semplificato le norme che disciplinano i conferimenti in natura nelle Spa.

La disciplina dei conferimenti in natura è soggetta ad un procedimento di stima avente la funzione di accertare l’attendibilità dei valori dichiarati ed assicurare l’effettività del capitale. Il procedimento è disciplinato dall’articolo 2343 del c.c., articolato in due fasi:

  1. La presentazione di una relazione di stima da parte di un esperto di nomina giudiziale;
  2. Il controllo della stima da parte dell’organo amministrativo e la sua eventuale revisione.

Queste regole sono state disciplinate per impedire, a tutela dei terzi, che il capitale sociale sia sovrastimato rispetto al patrimonio netto della società (c.d. “annacquamento di capitale“): mentre quando si conferisce denaro non occorre alcuna particolare valutazione, quando si conferisce un bene diverso dal denaro l’obiettivo di non formare, a fronte di questo apporto, un capitale sociale di valore nominale superiore al valore effettivo del conferimento è presidiato dalla perizia di stima. Tuttavia, accanto a questa disciplina ordinaria, è previsto, per le sole Spa, l’applicazione di una procedura semplificata di valutazione, ma soltanto al verificarsi di alcune ipotesi, che andiamo ad analizzare di seguito.

Il processo valutativo “semplificato

L’articolo 2343-ter, comma 2, lettera b), del c.c., disciplina poi un sistema di valutazionesemplificato” della procedura riguardante i conferimenti di beni in natura, che prevede tre criteri alternativi per la valutazione dei beni apportati al capitale della Spa:

  1. il criterio basato sul prezzo medio ponderato, utilizzabile quando oggetto di conferimento sono valori mobiliari o strumenti del mercato monetario negoziati in mercati regolamentati. Con tali espressioni, si allude, ai valori che possono essere negoziati nel mercato dei capitali (azioni di società e titoli equivalenti, obbligazioni e altri titoli di debito, eccetera) e alle categorie di strumenti normalmente negoziati nel mercato monetario (buoni del Tesoro, i certificati di deposito e le carte commerciali, eccetera). In particolare, la norma riconosce, in caso di conferimento di tali valori e strumenti, la possibilità di evitare il ricorso alla relazione giurata dell’esperto designato dal tribunale, di cui all’articolo 2343 codice civile, a condizione che le seguenti circostanze si siano verificate:
    • i valori mobiliari o gli strumenti del mercato monetario sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati;
    • la negoziazione è effettiva da almeno sei mesi.
    In tale ipotesi, il valore attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo deve essere pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentari detti valori mobiliari e strumenti nei sei mesi precedenti al conferimento.
  2. il criterio basato sul fair value dei beni risultanti in un bilancio d’esercizio. Il legislatore ha consentito di evitare la relazione di cui all’articolo 2343 codice civile “qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti sia pari o inferiore:
    • al fair value iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente quello nel quale è effettuato il conferimento a condizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero;
    • al valore risultante da una valutazione riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla società e dai socie che esercitano individualmente o congiuntamente il controllo sul soggetto conferente o sulla società medesima, dotato di adeguata e comprovata professionalità”.
  3. il criterio basato su di una perizia di stima non giurata predisposta da un esperto indipendente non di nomina giudiziale. Il sistema di valutazione disposto da tale disposizione è destinato, verosimilmente, a prevalere soppiantando la “tradizionale” perizia giurata, più onerosa in termini di tempi e costi. D’altro canto, il legislatore ha ritenuto pienamente presidiati gli interessi dei soci non conferenti e dei terzi dalle seguenti misure di tutela: rispetto di specifici requisiti soggettivi (dell’esperto) ed oggettivi (della relazione); espressa previsione di responsabilità, a cui si espone l’esperto ai sensi del quarto comma dell’art. 2343-ter codice civile, per i danni causati alla società, ai soci e ai terzi; e verifica ex post da parte degli amministratori, che non si siano verificati fatti nuovi rilevanti tali da modificare sensibilmente il valore dei beni o dei crediti conferiti o i requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto.

A fronte della possibilità  di avvalersi di criteri semplificati per la valutazione dei beni conferiti nella Spa, il legislatore che previsto una accentuazione degli obblighi di controllo gravanti sugli amministratori della conferitaria. L’articolo 2343-quater del c.c. prevede che la verifica deve essere espletata entro 30 giorni dalla data di iscrizione della società (o delibera di aumento di capitale sociale) nel Registro delle Imprese.

La verifica da parte degli amministratori

La verifica cui sono tenuti gli amministratori della conferitaria ha contenuti diversi a seconda che il bene conferito e del metodo semplificato adottato:

  • in caso di valori mobiliari o strumenti del mercato monetario, gli amministratori sono tenuti a verificare che nel periodo successivo al semestre di cui al comma 1 dell’articolo 2343-ter del c.c., siano intervenuti fatti eccezionali che abbiano inciso sul prezzo delle attività finanziarie conferite, così da modificarne sensibilmente il valore alla data del conferimento;
  • in caso di conferimento in natura basato sul fair value del bilancio, gli amministratori devono verificare se successivamente al termine dell’esercizio a cui il bilancio si riferisce si sono verificati fatti nuovi e rilevanti, tali da modificare sensibilmente il valore del bene conferito;
  • in caso di conferimento in natura basato sulla relazione di stima non giurata, gli amministratori sono tenuti a verificare che successivamente alla data della valutazione non si sono verificati fatti nuovi e rilevanti, tali da modificare sensibilmente il valore del bene conferito, e che sussistano i requisiti di professionalità e indipendenza dell’esperto.

Gli esiti della valutazione da parte degli amministratori

In caso di conferimenti in natura, abbiamo visto, che è compito degli amministratori verificare la correttezza delle valutazioni effettuate. Ma cosa accade se gli amministratori della conferitaria constatano il verificarsi di fatti eccezionali e rilevanti, o l’assenza del requisito di indipendenza o professionalità del perito? Gli amministratori devono, in questo caso procedere ad una nuova valutazione, ricorrendo obbligatoriamente alla procedura “ordinaria” di cui all’articolo 2343 del c.c.. Quindi, la valutazione dell’apporto sarà affidata ad un perito di nomina giudiziale.

Se, invece, gli amministratori non rilevano alcuna eccezione riguardo all’esaurimento della procedura “semplificata”, dei conferimenti in natura, ai sensi dell’articolo 2343-quater, comma 3, del c.c., essi devono depositare per l’iscrizione nel Registro delle Imprese, entro 30 giorni, una dichiarazione contenente:

  • la descrizione dei beni oggetto dei conferimenti in natura;
  • valore attribuito, forte della valutazione e criterio applicato;
  • dichiarazione che tale valore è almeno pari a quello attribuito per la formazione di capitale e sovrapprezzo;
  • dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sulla valutazione;
  • dichiarazione di idoneità dei requisiti professionali e di indipendenza del perito.

Da quanto abbiamo appena visto appare chiaro, quindi, come la procedura “semplificata” accentui in modo significativo il livello di responsabilità che incombe sugli amministratori.

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