Contribuzione Inps del socio amministratore di Srl

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Il socio amministratore di Srl che esercita anche l’attività imprenditoriale partecipando concretamente all’attività lavorativa della società è tenuto al versamento dei contributi alla gestione separata, per la quota dei suoi compensi, ed anche alla gestione commercianti o artigiani dell’Inps per la sua attività di socio lavoratore. 

I contributi Inps rappresentano le quote della retribuzione (in caso di lavoro subordinato) o del reddito da lavoro (in caso di lavoro autonomo) destinate al finanziamento delle prestazioni previdenziali ed assistenziali previste dalla legge.

I soggetti che esercitano contemporaneamente un’attività da cui percepiscono redditi assoggettabili alla gestione separataaltra attività imprenditoriale (con obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani) sono tenuti a imposizione contributiva nell’ambito di entrambe le gestioni. 

Questa disciplina si rende applicabile anche ai soci amministratori di Società a Responsabilità Limitata che prestano la loro attività prevalente all’interno dell’impresa e percepiscono un compenso per la loro attività.

Vediamo di approfondire meglio questi concetti nel nostro contributo. 

Gestione commercianti: requisiti di iscrizione

L’iscrizione alla gestione commercianti o artigiani dell’Inps è possibile al ricorrere di condizioni previste dall’articolo 2, comma 203, Legge n. 662/1996:

  • Siano titolari o gestori in proprio di imprese che siano organizzate o dirette prevalentemente con il proprio lavoro;
  • Abbiano la piena responsabilità dell’impresa o assumono tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione;
  • Partecipano personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;
  • Siano in possesso di autorizzazioni, licenze, iscrizioni ad albi necessari per esercitare l’attività d’impresa.

Nelle società di persone (Snc, Sas), i soci amministratori possono iscriversi alla gestione commercianti o artigiani dell’Inps in quanto in possesso di tutti i requisiti richiesti.

Nelle società di capitali (Srl, Spa, Sapa), uno dei requisiti previsti dalla Legge n. 662/1996 per l’iscrizione alla gestione commercianti o artigiani è la piena responsabilità d’impresa e l’assunzione di tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione.

Inoltre, nelle società di capitali i soci sono limitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, quindi non è possibile l’iscrizione alla gestione dei soci amministratori ma per essi è prevista solo l’iscrizione alla gestione separata Inps.

Situazione per le Srl

Tuttavia, per le società a responsabilità limitata (Srl) la Legge n. 662/1996 non ha previsto il requisito della piena responsabilità; pertanto i soci amministratori di Srl devono iscriversi anche alla gestione commercianti o artigiani.

Quindi i soci amministratori di Srl devono adempiere a due tipi di contribuzione Inps: quella relativa alla gestione commercianti o artigiani e quella relativa alla gestione separata Inps per i compensi di amministratori corrisposti.

La doppia contribuzione obbligatoria

Negli ultimi anni, la posizione dell’Inps l’ha vista sostenere l’obbligatorietà, per il soggetto che per una Srl svolgeva contemporaneamente la qualifica di socio amministratore e di socio lavoratore, di iscrizione con versamento di contributi previdenziali sia alla gestione commercianti o artigiani, per l’attività commerciale svolta come socio lavoratore,  sia alla gestione separata, per l’attività svolta come socio amministratore.

Questa tesi sostenuta dall’Inps ha visto contrapposta la giurisprudenza di legittimità (Cassazione, sentenza n. 3240/2010), che sosteneva l’applicabilità dell’articolo 1, comma 208 della Legge n. 662/1996, con obbligo di iscrizione unicamente per l’attività, lavorativa o amministrativa, svolta in maniera prevalente, è stata definitivamente chiarita con l’entrata in vigore del D.L. n. 78/2010, che ha fornito una interpretazione autentica delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 208, della Legge n. 662/1996.

L’articolo 12, comma 11, del D.L. n. 78/2010, stabilisce che l’articolo 1, comma 208, Legge n. 662/1996 debba essere interpretato nel senso che le attività autonome per le quali opera il principio dell’iscrizione alla gestione Inps relativa all’attività svolta in maniera prevalente, siano quelle di impresa svolte da artigiani commercianti e coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell’Inps.

Restano, quindi, esclusi dal principio dell’iscrizione alla gestione Inps relativa all’attività svolta in precedenza, i rapporti di lavoro per i quali sia obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps, di cui all’articolo 2, comma 26, Legge n. 335/1995, come il caso dei soci amministratori di Srl che percepiscono un compenso.

Attività professionali e commerciali

Pertanto, in definitiva, nell’ipotesi in cui un soggetto eserciti contemporaneamente una qualsiasi attività autonoma che comporti obbligo di iscrizione alla Gestione separata e un’attività imprenditoriale compresa tra quelle iscrivibili alla Gestione commercianti o artigiani, ai fini di tale ultima iscrizione non è più richiesta la verifica del requisito della prevalenza, bensì quello della abitualità e della professionalità della prestazione lavorativa, nonché degli altri requisiti eventualmente previsti dalle rispettive discipline normative di settore.

Quindi, per determinare se vi sia o meno l’obbligo della doppia iscrizione e, conseguentemente della doppia contribuzionela risposta non può che essere positiva qualora sussistano contemporaneamente in capo allo stesso soggetto, rispettivamente le funzioni di:

  • Socio Amministratore con conseguente obbligo di iscrizione gestione separata (lavoro autonomo);
  • Socio-lavoratore con prestazioni personali e abituali a favore della società con conseguente obbligo di iscrizione gestione commercianti (attività d’impresa).

Socio amministratore di Srl con doppia attività

Stante quanto abbiamo appena detto, il socio amministratore di Srl che partecipa all’attività lavorativa nella società è tenuto al versamento della doppia contribuzione alla:

  • Gestione commercianti o artigiani di cui alla Legge n. 613/1966;
  • Gestione separata Inps, di cui all’articolo 2 della Legge n. 335/1995.

Questo aspetto è stato chiarito anche dalla circolare n. 78/2013, l’Inps prende in esame caso di socio amministratore di Srl o, più in generale, di un soggetto che svolga un’attività che lo obbliga all’iscrizione nella gestione separata Inps e una sola attività imprenditoriale (commerciante, artigiano o coltivatore diretto) che lo obbliga all’iscrizione nella corrispondente gestione commercianti o artigiani.

In questo caso, poiché il soggetto svolge una sola attività imprenditoriale, il criterio della prevalenza non ha ragione di essere applicato. Così, il socio amministratore di Srl, che svolge attività di commerciante nella sua impresa, come amministratore è tenuto ad iscriversi nella gestione separata, e come commerciante è tenuto ad iscriversi anche nella gestione commercianti, a condizione che partecipi personalmente ed abitualmente al lavoro aziendale.

In questo caso non è applicabile il richiamo al principio della prevalenza, considerato che l’attività di socio lavoratore è l’unica attività imprenditoriale svolta.

Pertanto, nel caso del socio amministratore di Srl che percepisca compensi e che svolga una sola attività imprenditoriale vi è certamente l’obbligo di iscrizione alla gestione separata, mentre l’obbligo di iscrizione alle gestioni commercianti, artigiani o coltivatori diretti è subordinata alla condizione della abitualità della prestazione lavorativa di natura imprenditoriale; è irrilevante quindi che questa sia o meno prevalente rispetto a quella di amministratore.

Va da sé che, se il socio è un lavoratore dipendente a tempo pieno, l’attività prevalente non può che essere quella da lavoratore subordinato.

L’abitualità dell’attività del socio amministratore di Srl

Nel caso del socio amministratore di Srl, che svolga una sola attività tra quelle di commerciante, ai fini dell’obbligo dell’iscrizione nella corrispondente gestione, diventa cruciale, valutare con la massima attenzione il carattere personale e abituale dell’attività lavorativa del socio.

 Per quanto riguarda la verifica del carattere della abitualità, la circolare n. 78/2013 offre, alcune linee guida per valutarla:

  • Sistematicità e reiterazione della prestazione, che potrebbe essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
  • L’abitualità può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata;
  • Presenza o assenza di altri dipendenti, secondo il suggerimento della Cassazione, sentenza 11685/2012, che ritiene legittima la valutazione del giudice di merito di ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di due soli soci;
  • L’attività lavorativa può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

122 comments

  1. Articolo interessante. Ma non mi é chiaro se ci si deve iscrivere ad entrambe le gestioni inps nel caso in cui l’amministratore é un socio NON LAVORATORE, nel caso cioé in cui il soggetto si limita ad amministrare la societá senza partecipare con ruoli operativi.

    • Fiscomania

      Salve, per evitare l’iscrizione alla gestione commercianti il socio amministratore di Srl deve dare prova di avere un’altra attività lavorativa prevalente, come ad esempio un reddito da lavoro dipendente presso altra società. Se non si è in grado di dimostrare che effettivamente la nostra attività lavorativa è presso altri, l’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps è obbligatoria, anche se non si presta effettivamente un’attività lavorativa per la società. L’Inps presuppone che l’amministratore presti la propria opera lavorativa per l’azienda per cui è stato chiamato a coprire la carica, anche se poi di fatto non si effettua alcuna attività concreta.

      • La ringrazio per la sua risposta e mi complimento con lei per la sua preparazione.
        Resta da capire cosa si intende per “prevalente”.
        1) Prevalente rispetto l’attività di amministratore? O prevalente rispetto l’attività svolta in azienda come socio lavoratore?
        2) Nel nostro caso il socio unico (che si è candidato come amministratore unico) ha una ditta individuale di libero professionista iscritto all’ex gestione ENPALS (lavora poco). Cosa guarda l’INPS per accettare che l’attività esercitata con la ditta individuale è prevalente rispetto quella esercitata nella società?

        Infine le chiedo se può indicarmi delle sentenze di cassazione che trattano il caso in cui un socio amministratore veniva aggredito da INPS per l’iscrizione alla gestione commercianti, pur avendo il soggetto altra attività, ma “non prevalente”. Leggendo qualche sentenza forse mi sarà più chiaro cosa si intende per “prevalenza” e cosa guarda INPS per accettare che vi sia prevalenza in altre attività.

        Grazie per il suo aiuto!

        • Fiscomania

          Grazie, in questi casi per evitare la contribuzione Inps bisogna dimostrare che il socio amministratore svolge un’altra attività lavorativa in maniera prevalente rispetto a questa. In questo caso se il socio amministratore ha una ditta individuale e svolge, quindi, altra attività può essere esonerato dalla contribuzione Inps alla gestione commercianti, sempre che la stessa Inps valuti in maniera positiva che il socio amministratore svolga prevalentemente l’attività in forma individuale rispetto all’attività di socio lavoratore nella Srl. A mio avviso, può esserci il rischio che l’Inps non valuti l’attività di lavoro autonomo come prevalente e che quindi iscriva di ufficio il socio alla Gestione commercianti. Per quanto riguarda le sentenze, la ricerca è un’attività che richiede troppo tempo per essere svolta gratuitamente. Spero di averle risolto comunque qualche dubbio.

    • giovanni de Filippi

      sono amministratore di una srl di famiglia dove non svolgo nessuna attività e non ho nessun reddito.
      in questi giorni l’inps di Lecce mi ha comunicato che dall’inizio attività della srl (20129 sino al 2016 non ho versato contributi inps a mio nome. Preciso che l’attività per i primi tre anni ha chiuso i bilanci in perdita ed io continuo a non percepire nessun reddito; per tale periodo, l’inps mi ha richiesto di pagare circa € 25.000.00, è possibile tutto cio’? e come faccio a pagare?
      Grazie per la risposta, sono veramente in crisi, spero che mi diate una possibilità di uscire da questo tunnel.

      • Fiscomania

        Se lei è socio amministratore della Srl e non può dimostrare di avere un altra attività di lavoro prevalente rispetto a quella nella Srl, la contribuzione Inps che le chiedono è dovuta. Naturalmente, per una risposta più precisa tutto andrebbe analizzato nel dettaglio. Questo è quanto posso dirle in questo momento.

  2. Condivido l’interesse per l’articolo e i dubbi sul tema della “prevalenza” espressi da Carlo. Un socio amministratore che, senza compensi per l’attività di amministratore, ha un lavoro subordinato presso un’altra azienda, dovrebbe quindi evitare l’iscrizione e la contribuzione INPS come artigiano o commerciante e l’iscrizione alla gestione separata e contribuzione come amministratore?
    Nel caso in cui invece fosse dipendente della stessa società, oltre che socio ed amministratore, non varrebbe più il criterio della “prevalenza”?

    • Fiscomania

      Salve, il caso del lavoratore dipendente che venga nominato ad essere anche amministratore di società rappresenta una fattispecie assai dibattuta, sia in ambito fiscale che previdenziale. L’Inps con la circolare n. 179/89 ha chiarito che quando il lavoratore subordinato assume la carica di amministratore unico o di presidente del consiglio di amministrazione, esprimendo i poteri di comando in prima persona, il dipendente diventerebbe il subordinato di se stesso e per questo motivo l’Ente disconosce la disconosce l’assoggettabilità agli obblighi contributivi. In pratica l’Ente, in questi casi, non eroga la pensione, nonostante i contributi versati come lavoratore dipendente (l’unica cosa da fare è chiedere il rimborso dei contributi). Questo significa che per l’Inps il lavoratore dipendente nominato amministratore deve comunque versare i relativi contributi in quanto il rapporto di lavoro subordinato viene disconosciuto, e con esso il riconoscimento della pensione da lavoratore dipendente. Anche il Fisco, in questi casi disconosce la deducibilità in capo all’azienda dei contributi versati in capo al lavoratore dipendente (articolo 95, comma 1, del Tuir).

  3. Fermo restando il dibattito in corso sulla doppia imposizione in gestione separata e iscrizione commercianti del socio amministratore (pur se non socio unico ma di maggioranza) il quale intraprenda una attività o un ruolo operativo in società (pur se non ravvisabile un rapporto di dipendenza subordinata); dando per assodata tale ovvia impostazione secondo l’INPS, cosa osta al versamento da parte della srl dei contributi IVS e di quelli in gestione separata ? Ovvero in altri termini è obbligatorio che tali versamenti siano esplicitamente a carico della persona fisica socio e amministratore che sia pertanto obbligato ad eseguire versamento tramite F24 da conto corrente bancario personale ? Cosa succede se invece tali versamenti vengano eseguiti dalla srl ?

    • Fiscomania

      I contributi sono a carico del socio, e non della società. Se il contributo viene pagato dalla società, in caso di insolvenza della stessa, il pagamento dei contributi del socio potrebbe configurare una appropriazione indebita di attivo. Quindi il socio potrebbe essere chiamato alla restituzione della somma.

      • condividendo quanto sopra detto, rimane il dubbio se tali contributi, seppur versati dalla società, possano essere portati in deduzione dal socio. Cosa ne pensate a riguardo?
        Grazie in anticipo.

        • Fiscomania

          Ripeto il contributo è strettamente personale e come tale deve essere versato dal socio. Se impropriamente dovesse essere versato dalla società a nome del socio, l’interpretazione più stringente non ne permetterebbe la deduzione fiscale. Tuttavia, l’Agenzia chiede esclusivamente in caso di 36-ter copia del versamento ove non si capisce chi ha effettuato il versamento. Lei cosa ne pensa?

          • Condivido la domanda del sig. Vincenzo, che non è per nulla banale. La questione è che l’Amministratore percepisce un compenso e la società può avere un utile (fiscale) che non viene distribuito. In sede di calcolo dei contributi a percentuale dovuti, il socio potrebbe trovarsi a non avere liquidità per versare contributi a percentuale su utili che non sono stati distribuiti. Purtroppo individuare una soluzione è complicato

          • Mi trovo proprio in questa situazione. In quanto socio unico e amministratore, percepisco un compenso come amministratore e gli utili non verranno distribuiti. La contribuzione INPS che sono tenuto a versare, è quindi superiore allo stesso compenso che percepisco (indicativamente 15.000€ di contributi dovuti, con un compenso di 1200€/mese netti). Come posso quindi pagarlo dal mio conto personale, non avendo liquidità? Mi sembra assurdo che debba per forza prelevare utili (pagandoci ulteriori tasse) solo per riuscire a far fronte al pagamento dei contributi! Qualche idea?

          • Fiscomania

            Purtroppo il meccanismo è questo, i contributi dovuti alla gestione commercianti si calcolano sulla quota parte di reddito attribuibile a lei dalla società, anche se questo reddito non è stato effettivamente percepito. Poi ci sono i contributi alla gestione separata che vanno in base al compenso preso nell’anno come amministratore. E’ molto frequente che ci si trovi nella sua situazione, ma è possibile adottare degli accorgimenti. Uno è quello di prendere dividendi, ad esempio.

  4. buongiorno,
    io ho aperto una srl per una attività legata al fitness, volevo capire gli effettivi costi, cioè contributo INPS, SUI 900 EURO trimestistali, mentre come socio lavoratore in busta ho le stesse tasse di un lavorarore normale? posso detrarre qualcosa dalle tasse della p/i della società?

    • Fiscomania

      I contributi Inps che le sono dovuti per la sua qualità di socio amministratore non possono essere pagati dalla società, ma sono a suo carico. Il patrimonio della società e il suo personale sono due cose distinte. Qualora dovessero esserci prelevamenti ingiustificati per suoi pagamenti personali, potrebbe rischiare molto nella malaugurata ipotesi in cui in futuro le cose andassero male. Quello che per la società è un costo che può detrarre dalla tasse è il pagamento del suo compenso e dei suoi contributi come amministratore lavoratore dipendente.

  5. Buonasera,
    un’SRLS deve comunque essere iscritta all’INPSs?

  6. Buongiorno, ringrazio per l’interessante articolo. Di seguito un semplice caso che vorrei comprendere nel migliore dei modi. Srl con due soci A e B, A all’80% B al 20%. B ha un’attività lavorativa presso altra società che lo occupa per la maggior parte del suo tempo. A verrebbe assunto dalla società in oggetto con contratto a tempo indeterminato etc. B sarebbe l’amministratore unico senza compenso. In questo caso, A dovrebbe versare i contributi, mentre B non dovrebbe versare alcun contributo, è corretto? grazie mille per la cortesia

    • Fiscomania

      Si, il ragionamento è corretto: A versa i contributi da dipendente, B non versa contributi alla gestione commercianti perché quella di amministratore non è la sua attività prevalente.

      • Grazie mille per la celere risposta, credo che questo possa essere uno dei tanti modi di rendere più efficiente una struttura in cui uno dei soci risulta operativo. O sbaglio? Grazie di nuovo

  7. Molto utile l’ultimo intervento!! Ma scusate nel caso di una SAS invece (al di la del rischiare sino al capitale versato nell srl) non risulta più conveniente? Socio A al 40% socio B al 60%. A accomandatario e B accomandante. In questo caso A dovrebbe versare contributi solo sul 40% dell’utile mentre B nessun contributo. giusto? l’IRPEF invece è calcolata sulla quota di capitale detenuta?

  8. rocco felice langone

    Sono Rocco, attualmente ho una snc insieme a mio fratello, il quale vuole usciere come socio e continuare come dipendente. Cosa mi consigliate una ditta individuale o una srls. Il volume d’affari attualmente non è molto alto. Grazie

    • Fiscomania

      Salve Rocco, non è possibile con solo queste poche informazioni fornirle una risposta concreta e utile. Per capire cosa è meglio fare è necessario analizzare i dati della snc prima di poter rispondere.

  9. Buonasera, mi permetto di chiedere lumi sul mio caso: srl con 2 soci entrambi non lavoratori, nominano un Amm. Unico senza compenso, che ha già un contratto di lavoro dipendente par time (20 ore sett.) presso altra azienda.
    In merito ai contributi INPS i due soci non devono versare nulla (corretto?), mentre l’Amm. Unico come si deve porre?
    Grazie
    saluti

    • Fiscomania

      I soci non sono tenuti a versamenti previdenziali. L’amministratore deve iscriversi alla gestione separata Inps solo nel momento in cui riceve un compenso.

  10. Buongiorno, complimenti per il servzio, molto interessante.
    Volevo porvi una domanda: siamo due soci alla pari di Srl e coamministratori, nonché soci lavoratori, se ho ben capito siamo tenuti a pagare aliquota contributiva alla sezione commercianti come soci lavoratori e a alla gestione separata i contributi come amministratori, sappiamo che il lavoro di amministratori è molto limitato nel tempo rispetto al lavoro tecnico giornaliero, è possibile con verbale di cda stabilire un compenso come amministratori es 20% del reddito prodotto procapite e pagare i contributi inps alla gestione separata limitatamente a questo 20%?
    Se così non fosse, non ritiene ingiusto che una persona fisica che faccia lo stesso ns lavoro si limita a pagare solo i contributi alla sezione commercianti?
    Grazie
    Saluti

    • Fiscomania

      I contributi alla gestione commercianti si pagano in base al reddito della società, mentre la gestione separata si paga in base al compenso da amministratore. Per stabilire il vostro compenso da amministratori, dovete fare un verbale assembleare che ne stabilisca l’importo.

  11. Buonasera. Nel mese di giugno 2016 sono andato in pensione e ho trasformato la mia società snc in sas diventando socio accomandante e mia figlia accomandataria. Il 16 febbraio dovrei versare la quarta rata di contributi relativi all’attività di Commercio esercitata appunto fino al 2016. Sono altresì socio e amministratore unico di una srl immobiliare proprietaria di una palazzina da cui non ricevo nessun compenso come amministratore, non ci sono dipendenti e che gestisce solo due affitti uno di un negozio e uno di un’abitazione. In pratica mi limito a porre una volta all’anno le firme sui bilanci che predispone il commercialista. E’ corretto che l’Inps mi chiede di versare i contributi come amministratore di questa immobiliare? grazie

    • Fiscomania

      Se lei non può dimostrare che la sua attività lavorativa prevalente è data da altra attività, allora è tenuto a pagare questi contributi.

  12. Buona sera. Vorrei acquistare una quota di una società srl, la società è composta da 4 soci e ognuno ha il 25%. Io dovrei acquistare la quota dell’amministratore che ha p.iva e quindi si paga i contributi personali. Potrei acquistare la quota dell’amministratore ma essere assunto? Praticamente dovrei essere l’amminisrtatore socio lavoratore, è possibile? Vi ringrazio per la risposta che mi fornirete… Distinti Saluti

    • Fiscomania

      Lei acquista la quota del socio che è anche amministratore. Tenga presente che lei acquista la quota e non la carica. Se il socio amministratore esce dalla società darà le dimissioni dalla carica di amministratore e l’assemblea dei soci eleggerà il nuovo amministratore, che potrebbe anche non essere lei.

  13. salve,
    nel caso in cui una sas artigiana si trasformi in srl, conviene che mantenga la qualifica di artigiana oppure no? in termini di contributi inps cosa cambia? premetto che il socio accomandatario manterrebbe la partecipazione maggioritaria nella società.. qualora diventasse srl industria l’ex accomandatario potrebbe essere assunto dalla società come socio lavoratore? di modo che i contributi vengano pagati direttamente dalla società?
    nel caso in cui invece rimanesse srl artigiana… lui continuerebbe a versare i contributi inps in qualità di artigiano? e lui come verrebbe tassato? ringrazio anticipatamente per l’attenzione…

    • Fiscomania

      Il fatto che una società abbia la qualifica di artigiana non è discrezionale ma dipende dall’attività esercitata. Ogni Srl ha almeno un amministratore, che se riceve compensi versa i contributi alla gestione separata dell’Inps. Se poi l’amministratore è anche socio deve versare i contributi anche alla Gestione commercianti. I contributi sono personali. La società in ogni caso versa solo quelli relativi alla propria quota di competenza, il resto è a carico dell’amministratore.

  14. buongiorno,
    vorrei sapere se i contributi riguardanti la gestione commercianti possono essere pagati all’inps dalla società stessa o se è obbligatorio il pagamento da parte dei soci.
    grazie e saluti

    • Fiscomania

      L’iscrizione alla Gestione commercianti è del socio e non della società. La responsabilità di tale pagamento è esclusivamente in capo al socio. Se paga la società, in caso di procedure fallimentari l’amministratore potrebbe essere accusato di distrazione di pagamento, o bancarotta preferenziale. Bisogna fare attenzione.

  15. Buongiorno, nel caso in cui si dovesse costituire una srl unipersonale, relativa a noleggio a freddo di mini escavatori, il socio unico con carica di amministratore può essere esonerato dal versamento dei contributi inps pur non essendo dipendente di altre società? In caso di risposta affermativa, per evitare il pagamento di detti contributi, è possibile coadiuvare l’amministrata mezzo terza persona a titolo gratuito?
    Grazie e buon lavoro

  16. Buongiorno, ho intenzione di costituire una Srl di cui essere socio unico amministratore. La Srl verrebbe amministrata grazie alla mia attività lavorativa ma non sarei un dipendente della stessa. Non avrei altri impieghi di lavoro dipendente ne svolgerei altre attività di lavoro autonomo al di fuori della Srl.
    In questo caso dovrei iscrivermi all’INPS alla gestione artigiani e commercianti ed anche alla gestione separata? Oppure i contributi che verserei sono sono quelli dell’iscrizione artigiani e commercianti?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta, distinti saluti.

  17. Buongiorno,
    Sono da 20 anni iscritto alla gestione commercianti. Da quest’anno sono socio al 50% di una Srl, di cui sono anche amministratore unico. Lavorerò prevalentemente (se non esclusivamente) per la Srl, e da questà verrò pagato sulla base di un contratto che prevede un fisso (es 50) + un variabile (es altri 50) commisurato ai risultati che sarò in grado di generare per la Società. Non percepirò alcun compenso come amministratore. In questa fattispecie, potrò continuare ad assoggettare i miei redditi a contribuzione INPS gestione commercianti? Se sì, sulla base di quale norma? Se invece percepissi anche (o solamente) un compenso come amministratore, come dovrei comportarmi? Grazie in anticipo.

    • Fiscomania

      Sicuramente come socio amministratore della società che presta la propria attività nella società è tenuto ad iscriversi alla gestione commercianti. Se lei è amministratore allora dovrà pagare i contributi alla gestione separata Inps.

      • Grazie, vi chiedo solo alcuni chiarimenti, per me molto importanti.

        1. Sono amministratore unico della Srl ma non percepisco compensi a tale titolo. In questo caso non devo iscrivermi anche alla gestione separata. E’ corretto?

        2. Inoltre, sono già iscritto alla gestione commercianti poiché a livello personale sono un libero professionista iscritto all’albo dei consulenti finanziari (ex promotori), e per questa figura era previsto (fin dagli anni 90) l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti. In qualità di consulente finanziario, quindi, presterò la mia attività (prevalente se non unica) per la Srl, la quale mi pagherà a fronte dell’emissione da parte mia di regolari fatture aventi per oggetto “consulenza finanziaria” (ciascuna fattura poi preciserà il tipo di consulenza finanziaria e il contenuto e lo specifico progetto). Questi ricavi, e solo questi, saranno assoggettati a contribuzione Inps gestione commercianti. E’ corretto?

        3. L’eventuale utile che resta nella Srl, qualora venga distribuito come dividendo, si aggiungerà (per la quota a me spettante) al mio reddito e sarà tassato come dividendo. E’ corretto?

        Grazie moltissime per i chiarimenti.

        • Fiscomania

          1. Corretto.
          2. Con la sua partita Iva assoggetterà a contribuzione tutti i compensi percepiti, sia quelli da amministratore che gli altri. Questo perché la gestione commercianti riguarda tutta la sua attività di consulente finanziario.
          3. Corretto.

          • Grazie mille,

            Mi pare di capire quindi (al punto 2) che, qualora percepissi anche un compenso come amministratore, tale compenso sarebbe comunque assoggettato a contribuzione Inps Commercianti e non a Gestione Separata. Questo perchè io presto la mia opera prevalente nella Srl (di cui sono amministratore, oltre che socio al 50%). Giusto?

            Mi potrebbe dare qualche riferimento (se ce ne sono) alle norme che regolano questa fattispecie? Glielo chiedo solo per mia cultura, perchè da quanto ho capito si fa un sacco di confusione! Grazie di nuovo.

          • Fiscomania

            Lei ha una gestione previdenziale con partita Iva che prevede la gestione commercianti, quindi il compenso confluirà nei redditi per il calcolo di quei contributi. Il compenso sarebbe assoggettato a tassazione separata se lei avesse un cedolino paga come dipendente.

  18. Salve sono un artigiano e socio amministratore di una srl non lavoratore la mia attività e esclusivamente nella mia azienda artigiana, L inps mi chiede i contributi calcolati su utili mai divisi del srl è corretto ?
    Mi consigliano il ricorso

    • Fiscomania

      L’Inps le chiede, immagino, i contributi sul reddito della Srl. Si tratta dei contributi, in forma variabile, per i redditi che superano il minimale. Con queste informazioni quello che sta facendo l’Inps è corretto.

  19. Buongiorno,
    siamo due soci al 50% di una srls, dipendenti della stessa, quindi con attività prevalente nella stessa.
    Semplificando, la società dichiara un utile di 100.
    – i contributi Inps dell’amministratore dovuti alla gestione commercianti su che base si calcolano? su 100 o su 50?
    – è possibile avere dei dividendi per i due soci, in modo tale da abbattere questo problema?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta, Cordiali Saluti.

    • Fiscomania

      I contributi dei soci si calcolano sul reddito della società in base alle percentuali di partecipazione. Sull’utile i soci possono decidere di distribuirlo attribuendosi i dividendi.

  20. Buonasera, sono socio al 50% di una srls che si occupa di commercio al dettaglio di articoli da regalo.
    Sia io che il mio socio siamo amministratori della società. non percepiamo compenso come amministratori. La società ha assunto un familiare con contratto Full Time come dipendente del negozio.
    In tale scenario, i due soci amministratori dovranno essere iscritti alla gestione separata inps, ma non saranno tenuti ad alcun versamento in quanto non percepiscono compenso giusto? i due soci – amministratori sarebbero obbligati all’iscrizione anche alla gestione commercainti, nonostante la presenza di un dipendente a tempo pieno, che si dedica all’attività?

    • Fiscomania

      I due soci devono iscriversi e versare i contributi fissi alla gestione commercianti se la loro attività prevalente è quella che svolgono nei confronti dell’attività. Se non ci sono compensi amministratore non occorre l’iscrizione alla gestione separata.

  21. Buongiorno, sto valutando di acquisire le quote dei miei altri due soci di Srl. Io ho anche una PI personale e sono iscritto alla gestione separata INPS autonomi. Nel caso diventassi socio unico e amministratore della Srl, e, trattandosi di società di servizi informatici, mi occupassi prevalentemente di progetti venduti dalla società, se non ho capito male sarei tenuto ad iscrivermi anche alla gestione commercianti, corretto?

    • Fiscomania

      Il socio amministratore di Srl che presta la propria attività prevalentemente nella società è tenuto all’iscrizione obbligatoria alla gestione commercianti Inps. Nel suo caso per evitare l’iscrizione dovrebbe dimostrare che la sua attività prevalente è quella di lavoro autonomo, ma non credo che otterrebbe, comunque l’esonero dall’iscrizione.

      • No, come lavoro autonomo avrò solo qualche consulenza esterna. E poi, non essendo dipendente della società, fatturerei per progetti i servizi resi.
        Quindi per non essere soggetto a doppia contribuzione l’unica sarebbe avere un amministratore terzo. In questo caso quali sarebbero le condizioni per cui l’amministratore esterno non debba pagare ulteriori carichi contributivi?

  22. Buongiorno,
    vorrei chiedere due informazioni.
    – il 31 marzo 2017 si è divisa una società SNC, uno dei due soci ha “regalato” le quote all’altro e per far si che il socio “unico” potesse prendere una giornata libera, per svago o necessità, il 10% di queste quote è stato “regalato” a me. Prima che mi arrivassero queste due lettere io ho aperto una partita iva per una srls a socio unico per un’attività in proprio.
    Ora le mie domande sono
    Devo versare i contributi di quel 10% delle quote dell’altra società o essendo proprietaria di una partita iva propria e di uan società propria pago doppi contributi? I contributi relativi ad un 10% sono comunque i circa 4000 Euro annuali?

    • Fiscomania

      Deve comunque aprire due posizioni Inps una per ogni società.

      • Ma l’importo da versare è lo stesso sia se ho il 100% sia se ho il 10%?
        Un’altra domanda riguardo la SRLS. Ho letto che l’ammontare della società va da 1 euro a 9.999.99 ma che le banche non ti danno molta credibilità. Che senso ha allora fare la SRLS invece che la SRL? Solo una questione di risparmio economico nell’aprire la ragione sociale?

        • Fiscomania

          L’importo da versare è quello dei contributi fissi. La Srls è stata creata da qualcuno che non conosce come gira l’economia, visto che con una società dal capitale da un euro non puoi certo presentarti in banca a chiedere credito. E’ un pasticcio all’italiana.

  23. Salve, sono disoccupato e vorrei costituire una srl unipersonale in regime di trasparenza, dove sarei unico socio, amministratore e lavoratore, ma senza percepire alcun compenso. Mi è chiaro che dovrò pagare l’Irpef anche se l’utile rimane in società, ma con l’Inps quali saranno gli obblighi?

    • Fiscomania

      Dovrà iscriversi e pagare i contributi alla gestione commercianti Inps con contributi fissi di circa €. 3.600 annue.

      • Grazie mille, mi rimane un dubbio, sempre nell’esempio precedente, con un utile di 100.000 euro che pero’ non viene distribuito, gli unici versamenti Inps da effettuare saranno di circa 3.600 euro annui?

        • Fiscomania

          Il reddito fiscale della società viene imputato ai soci amministratori, per il versamento dei contributi. Se eccede il minimo oltre ai contributi fissi ci saranno anche i contributi in percentuale. Non conta se l’utile viene o meno distribuito conta il reddito generato dalla società.

  24. Salve, sono un dipendente full time a tempo indeterminato. Vorrei costituire una srl semplificata unipersonale, della quale sarei amministratore senza compenso, lavoratore e i guadagni sarebbero solo gli utili.
    A quale gestione dovrei iscrivermi?
    Secondo i vari post che ho letto a nessuna in quanto:

    1) Come amministratore non dovrei iscrivermi in quanto non percepisco compenso.
    2) Come lavoratore, non dovrei iscrivermi in quanto non iscrivibile, avendo come attività prevalente il lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

    E’ Corretto?

    Grazie

  25. buona sera , sono amministratore di una srl, vorrei riattivare la mia vecchia posizione enasarco come agente, devo pagare doppi contributi, sia come amministratore che come agente? grazie

  26. Buongiorno, avrei un quesito da porvi, ho ricevuto parerei contrastanti da diversi commercialisti interpellati e mi piacerebbe avere un vostro parere.

    Io e il mio socio stiamo per aprire una srl (un negozio) le quote e le cariche saranno suddivise in questo modo:
    Io 40% Amministratore e responsabile dell’azienda.
    Altro Socio 60% Amministratore.

    Il mio socio lavorerà in negozio e verra assunto come dipendente (affiancherà e coordinerà altri tre dipendenti non soci), in questo modo riceverà uno stipendio da dipendente e non pagherà l’Inps commercianti trimestrale. (qua pareri contrastanti dai professionisti interpellati, la maggior parte dicono che e possibile e che e la soluzione migliore, altri dicono che un socio non può essere assunto come dipendente)

    Io invece non lavorerò direttamente in negozio a contatto con il pubblico ma mi occuperò della sola amministrazione, mi recherò in negozio solo per poche ore, non tutti i giorni, per prelevare le carte da passare poi al commercialista e per prelevare gli incassi da versare in banca.
    Mi e stato detto di iscrivermi all’Inps commercianti in quando socio e di farmi fare una busta paga mensile come amministratore come compenso per le mie mansioni svolte. In questo caso pero avrei la doppia contribuzione, pagherei solo tasse…

    Qualcuno mi ha consigliato di non iscrivermi all’Inps commercianti non essendo un socio che lavora direttamente in negozio e di pagare solo la gestione separata per la carica di amministratore, ma in questo caso è possibile che una srl abbia due soci e nessuno dei due iscritto all’Inps commercianti?

    Un altra soluzione consigliatami da un commercialista e quella di aprire una partita iva individuale e fatturare le mie competenze alla srl come collaboratore esterno, in questo caso non pagherei l’inps come ditta individuale in quanto già iscritto a quella commercianti della srl.
    Sembrava la soluzione migliore sino a quanto mi sono rivolto al mio commercialista storico per l’apertura della mia posizione da individuale, mi ha fatto infatti notare che per consulenze non potevo aprire una ditta individuale ma potevo essere solo libero professionista in gestione separata, ritornando al punto di partenza, commercianti + gestione separata professionista.

    Insomma invece di chiarirmi le idee le ho molto più confuse di prima…

    Vi ringrazio anticipatamente dell’eventuale consiglio che spero possiate darmi.

    Saluti

    Alessandro

    • Fiscomania

      Sono anche io dell’opinione che un amministratore non possa essere assunto come dipendente. Un amministratore ha una sua busta paga, e può lavorare nell’azienda, ma non ha un contratto di lavoro dipendente, questo è fuori discussione. Non credo alla soluzione della partita Iva, complica le cose, e le fa aumentare i costi. Se volete essere entrambi amministratori e soci, non ci sono soluzioni, c’è la doppia contribuzione Inps da versare. Naturalmente opzioni alternative ci sono, ma le riservo per i miei clienti.

  27. Buongiorno, lavoro con contratto co.co.co per un’azienda (quindi già iscritto alla gestione separata) e allo stesso tempo sono amministratore unico di una srl al momento senza dipendenti e con un piccolissimo fatturato annuo (sotto i 10000 euro e con bilancio in perdita) corrispondente an un impegno lavorativo di gran lunga inferiore a quello del lavoro per l’azienda. Posso ritenermi esente dall’iscrizione all’Inps (artigiani credo sia il mio caso)?
    Grazie, saluti.

  28. Buongiorno e grazie mille per il servizio.
    Per una Start up innovativa aperta come Srl unipersonale in regime ordinario,
    che per 5 anni non distribuirà utili e avrà l’unico socio (amministratore e lavoratore) ma senza stipendio.
    Ipotizzando utili non distribuiti per 30.000 euro l’anno per i primi 5 anni,
    quali sono gli adempimenti Irpef dell’amministratore durante questi 5 anni?

    • Fiscomania

      Dovrà presentare la dichiarazione dei redditi, iscriversi alla gestione commercianti e versare i contributi in base al reddito della Srl. Le serve un commercialista, nel caso, siamo a disposizione.

  29. Buonasera, spiego la situazione di mia moglie (insegnante di liceo di ruolo) dipendente pubblica part time al 50 %.
    E’ titolare del 100 % delle quote e amministratore unico di una società di consulenza srl.

    Come Amministratore percepisce un compenso su cui paga i contributi INPS alla gestione separata.

    La società si avvale per la sua operatività di un procuratore speciale e di una serie di professionisti esterni.

    Scopre dopo il suo primo anno di attività che dovrebbe pagare i contributi ivs commercianti pari al 28 % circa del reddito della società. Sono obbligatori ? Visto che resta sempre il suo lavoro principale da insegnante ?

    Se annulla il suo compenso non deve più pagarli ? Grazie saluti

    • Fiscomania

      Bisogna dimostrare che l’attività di insegnante è quella principale e chiedere l’esonero, ma fino a quel momento i contributi sono dovuti e obbligatori.

  30. Egregi,
    mi complimento per la precisione delle indicazioni e risposte.
    Mi rimane un quesito importante dato che ho ricevuto una quantità di cartelle che ritengo illegittime.
    SE UN SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL NON PERCEPISCE ALCUN STIPENDIO NE REDDITO DALLA SOCIETA’ DEVE LO STESSO ISCRIVERSI ALLA GESTIONE SEPARATA? LA SOCIETA’ E’ TENUTA A VERSARE LA QUOTA INPS COMMERCIANTI ANNUA?
    Nello specifico del mio caso io svolgevo altri lavori per cui ho percepito emolumento amministratore e stipendi da altre aziende.
    Grazie ancora.

    • Fiscomania

      Se l’amministratore non percepisce compensi non è tenuto ad iscriversi alla gestione separata. L’iscrizione alla gestione commercianti, invece, dipende dall’attività esercitata. Nel suo caso probabilmente le hanno fatto l’iscrizione al momento in cui è stata presentata la “ComUnica”, e quindi le sono arrivate le cartelle per i mancati pagamenti dei contributi. A questo punto, bisogna valutare se ci sono i presupposti per dimostrare che la sua attività lavorativa principale era altrove, e quindi chiedere la cancellazione dall’iscrizione alla gestione commercianti, e presentare ricorso per le cartelle arrivate.

  31. Buongiorno e complimenti per l’ottimo sito!
    Ho una domanda:
    Sono socio al 50% e co-amministratore di srls che opera nel campo web-design, grafica e multimedia. Stò valutando di aprire partita iva personale nel regime forfettario e cominciare a fatturare ad alcuni clienti che prima fatturavo con la società (il codice attività sarebbe il medesimo) e quindi non percepire più il compenso mensile da amministratore. E’ una cosa fattibile secondo lei?
    La ringrazio molto.
    Saluti

    • Fiscomania

      Se fosse un mio cliente non le consiglierei di operare in questo modo: 1. Non si può fatturare come soci amministratori agli stessi clienti della società, a meno di particolari vincoli contrattuali, 2. Ci sarebbe comunque Inps da versare e sarebbe tutta a suo carico.

      • Buongiorno,
        la ringrazio per l’informazione. Le chiedo, perché un socio amministratore non può fatturare agli stessi clienti della società, tenendo conto che i clienti che fatturerò io NON verranno più fatturati dalla società (sono clienti che gestisco io).

  32. Salve, avrei un quesito da porvi,e mi piacerebbe avere un vostro parere.

    Io e il mio socio stiamo per aprire una srl artigiana impianti elettrici a fine anno la ditta dove lavoriamo chiude.
    Le quote e le cariche saranno suddivise in questo modo:
    Io 50% Amministratore, responsabile tecnico e lavoratore
    Altro Socio 50% Amministratore, responsabile tecnico e lavoratore
    Un operaio dipendente
    Agli inizi non abbiamo utili da dividere fino alla presentazione del primo bilancio quindi dobbiamo escludere l’amministrazione trasparente
    Se gli amministratori non ricevono compenso non devono pagare contributi
    Come soci lavoratori dovremmo iscriverci alla gestione inps artigiani (abbiamo entrambi più di 20 anni come dipendenti) potrebbe essere penalizzante ai fini pensionistici ?
    Domanda : come possiamo percepire un compenso mensile almeno fino alla prima distribuzione degli utili
    Possiamo essere assunti come dipendenti ?

    • Fiscomania

      L’amministratore non può essere assunto come dipendente. L’amministratore ha una busta paga con la quale percepisce il suo compenso, ma non sarebbe possibile che l’amministratore possa essere anche un dipendente. Le due figure sono antitetiche. L’amministratore percepisce un compenso, il socio percepisce l’utile, questo è il tipo di compenso che si può percepire. Poi le eventuali vie alternative, eventualmente le indichiamo ai nostri clienti.

  33. Salve,

    in merito al pagamento dei contributi previdenziali INPS vorrei chiedervi. Un socio amministratore di srl che non percepisce compenso e che lavora h24 per la sua società deve o no pagare i contributi INPS?

    • Fiscomania

      Il socio amministratore che lavora per la società deve pagare i contributi alla gestione commercianti Inps in relazione al reddito imputato dalla società.

      • I contributi hanno una parte fissa e una parte variabile. La parte variabile è imputabile al reddito della società. Per quanto riguarda invece la parte fissa: questa è sempre da pagare anche nel caso di un amministratore unico di società di capitali (es. srl) che svolge come unica attività quella di socio lavoratore e amministratore unico di srl ma non percepisce alcun compenso? E aggiungo ci sono fattispecie differenti nel caso in cui la srl sia una startup innovativa?

  34. Grazie per l’ottimo sito.
    La mia domanda è: sono un libero professionista iscritto ad una Cassa privata non di artigiani. Sto per istituire una società SRL con altri due soci. Tutti e tre vogliamo essere amministratori con pari poteri e dividere gli utili. Uno dei soci è lavoratore dipendente con attività prevalente e contratto indeterminato, un socio è disoccupato.
    Da quanto ho capito ognuno verserebbe i contributi propri autonomamente.
    1 – il socio lavoratore dipendente NON dovrebbe versarsi alcun contributo e non dovrebbe iscriversi alla Gestione commercianti perchè già avente attività prevalente, nè alla Gestione separata perchè non percepirebbe stipendio in quanto Amministratore. Corretto?
    2 – Io non dovrei iscrivermi alla Gestione separata, ma alla Gestione Commercianti? Avendo sì un’attività come libero professionista già iscritto ad Altra cassa, che obblighi INPS avrei come Amministratore di una SRL?

    • Fiscomania

      1 – Deve essere in grado di dimostrare la prevalenza dell’attività da dipendente nell’altra società rispetto a quella di amministratore
      2 – Deve iscriversi anche lei alla gestione commercianti e versare i contributi.

  35. Salve, un socio di capitali e quindi non lavoratore all’interno di una Srl, e che tra l’altro è iscritto ad un albo professionale è tenuto a pagare i contributi previdenziali? Grazie

    • Fiscomania

      Se è solo socio di capitale non è tenuto al versamento di contributi, che riguardano, i soggetti che svolgono attività nella Srl.

  36. Buongiorno ,

    vorremmo intreprendere una attivita’ commerciale tramite costituzione di una S.R.L. semplificata composta da due soci , il socio A gia’ titolare di ditta individuale artigiana,il socio B lavoratore dipendente presso altra azienda.
    L’amministratore non percepira’ alcun compenso ed entrambi i soci non svolgeranno nella srl la loro attività prevalente. Qualis saranno gli obblighi contributivi Inps a carico dei soci?Leggendo i precedenti post parrebbe nessuno. E’ corretto?
    Grazie mille per la risposta

  37. Buon pomeriggio. Articolo veramente interessante. Ho un dubbio: il socio unico ed amministratore unico di una SRL risiede nel Regno Unito. Non percepisce altri redditi da lavoro né in Italia né all’estero, oltre ad un compenso annuale lordo di circa 3.000 euro, come collaboratore della sua srl. Non ha mai percepito utili. Nella società non svolge alcuna attività se non quella di apporre le necessarie firme. L’INPS esige il pagamento dei contributi dovuti per la Gestione Commercianti 2016 (€ 3.613+interessi+sanzioni+oneri).
    Sono dovuti?
    Grazie per l’attenzione.

  38. Buongiorno,

    Ho aperto una start-up innovativa a settembre per poter goder dell’erogazione di un piccolo contributo che ho vinto partecipando ad un concorso provinciale con una mia idea imprenditoriale. È una srl ordinaria e io sono l’amministratore unico (99% delle quote).
    Ad oggi la srl è attiva ma non ha dipendenti e fattura 0.

    In quanto socio amministratore devo pagare i contributi previdenziali all’INPS?
    Ora sto cercando un lavoro per sostentarmi perchè ovviamente l’azienda ha solo spese.
    Ciò che chiedo è:

    1. C’è qualche problematica a lavorare per qualcun altro e contemporaneamente essere il socio amministratore di una srl?
    2. Si può essere assunti solamente come lavoratori DIPENDENTI o anche con p.iva? E in quest’ultimo caso, potrei usare la p.iva aziendale o ne dovrei aprire un’altra individuale?
    3. Qualora fossi tenuto a pagare i contributi previdenziali, da quando questi inizierebbero ad accumularsi? Nel mio caso specifico ad esempio, dovrei pagare qualcosa entro la fine del 2017?
    4. Se supponiamo che nelle prossime settimane trovi un lavoro, sono tenuto a pagare i contributi compresi tra la data di costituzione della società e l’inizio del lavoro dipendente o anche dopo?

    Grazie in anticipo delle preziose risposte che potrà fornirmi!

    Un saluto

    Giacomo

    • Fiscomania

      Salve Giacomo, per rispondere a tutte le sue domande c’è bisogno di una vera e propria consulenza. Se vuole mi contatti in privato.

  39. Salve, mia moglie, già in possesso dei requisiti previsti per legge, vorrebbe aprire un bar e pertanto, per una nostra tranquillità famigliare, avremmo pensato di costituire (entrambi soci) una srls.
    Lei è disoccupata mentre io (che ho comunque l’ex REC) sono impiegato bancario.
    Vorrei sapere se fosse possibile, avendo altra attività prevalente come dipendente, evitare l’iscrizione inps e se comunque saremmo obbligati a farla per mia moglie.

    • Fiscomania

      Salve Gennaro, per risponderle è necessario analizzare la situazione ed eventualmente trovare una soluzione possibile per risolvere il suo problema. Se vuole possiamo sentirci in privato per una consulenza.

  40. Buongiorno,
    non mi è molto chiaro su che base imponibile si calcola la contribuzione all’Inps gestione commercianti nel caso di un socio di una SRL. Nelle sue risposte parla di reddito d’impresa; si intende l’utile netto conseguito dalla società e distribuibile ai soci o l’utile della società ante imposte (IRES e IRAP)? Oltretutto vorrei sapere se solo il fatto di essere pensionato o studente vale come requisito per dimostrare che come socio non si svolge attività prevalente nell’azienda e quindi essere esonerati dal pagamento di tale contributo.
    la ringrazio molto

    • Fiscomania

      Salve Paola, il reddito a cui faccio riferimento è il reddito fiscale della società. Non l’utile civilistico, derivante dal bilancio, ma il reddito fiscale su cui sono poi calcolate le imposte della società.

  41. Una società amministrata da un amministratore titolare di partita Iva può accantonare il TFM e dedurlo? Vi sono riferimenti normativi / sentenze / circolari dell’agenzia che negano tale comportamento? Grazie.

    • Fiscomania

      Il TFM può essere erogato anche all’amministratore che opera con contratto da lavoro assimilato a quello dipendente. Tuttavia, se l’amministratore opera con partita Iva il TFM non può essere erogato.

  42. Buongiorno,
    sono un agente di commercio con partita iva ed iscrizione inps gestione commercianti dal 2010 nonché ENASARCO, quella della ditta individuale è la mia attività prevalente insieme a quella di socio lavoratore e amministratore di una snc sempre nel ramo delle rappresentanze per le quali pago regolarmente ogni anno sulle redditi denunciati ai fini IRPEF contributi IVS minimali ed eccedenti il minimale.
    Nel 2011 abbiamo costituito una società srl composta di 3 soci, nella quale il sottoscritto è amministratore,gli altri lavoratori ed ha anche una dipendente, la srl non è la mia attività prevalente, non vi svolgo attività lavorativa se non quella dell’amministratore, dal 2013 percepisco dalla stessa anche un compenso, sempre come amministratore per il quale mi sono iscritto alla gestione separata e mi sembra di aver fatto tutto in regola.
    Ad oggi ho ricevuto un avviso bonario dell’INPS che mi richiede contributi IVS non versati per la mia posizione commercianti calcolati sulla quota di utile non distribuito dalla srl dal 2011 al 2014,iscritti d’ufficio come redditi IRPEF, non mi sembra corretto, cosa devo fare? è giusto?

    • Fiscomania

      Analizzare una situazione come questa senza documentazione è un po’ complicato. In ogni caso, bisogna vedere se lei è socio di questa società. Se lo è diventa difficile la difesa. In caso contrario è possibile valutare di intervenire.

      • Sono socio amministratore della Srl, come descritto anche nel vostro articolo il carattere dell’abiltualità e prevalenza è però nella mia ditta individuale e non nella srl, mi vengono richiesti contributi IVS sulla mia posizione personale assimilati a un reddito di impresa da srl che non esiste in quanto gli utili non sono stati distribuiti ed io non ho percepito gli stessi negli anni richiesti, come posso pagare se non ho avuto redditi dalla società, e qualora fosse, dato che sono deducibili devo rifare tutte le dichiarazioni dei redditi dal 2011, mi scusi ma siamo al paradosso, soprattutto assimilare un reddito da capitale di una srl ad un reddito d’impresa con una circolare…

  43. Buonasera,
    Le vorrei sottoporre il seguente quesito: costituzione di Srl con 2 soci amministratori al 50% di cui uno libero professionista iscritto ad Inarcassa. Quest’ultimo potrebbe essere retribuito a seguito di una sua parcella emessa nei confronti della Srl per prestazione d’opera e consulenza? Se la risposta fosse affermativa, potrebbe continuare a versare i contributi previdenziali ad Inarcassa e non all’INPS?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Fiscomania

      La risposta dipende dall’attività della società e dalle competenze richieste al socio per esercitare l’attività di amministratore. La possibilità di operare con partita Iva non è una libera scelta basata sulla convenienza. Comunque, nel caso in cui fosse possibile farlo, l’amministratore verserebbe i contributi alla propria cassa professionale di appartenenza.

  44. Buonasera, vorrei sottoporLe la seguente domanda:
    Ho un’attività artigiana famigliare con 4 dipendenti in cui la mia quota è del 50%.
    Ho anche una Srl in cui la mia quota è del 65% e diventerà fra poco del 52 % in virtù dell’aumento di capitale di un nuovo socio. Le quote saranno quindi così divise tra tre soci: 52% 28% 20%
    La mia domanda è come mi devo comportare nel momento in cui avrò un compenso amministratore, dal punto di vista inps naturalmente.
    Chiaramente la mia attività prevalente è e rimarrà quella artigiana.

    GRAZIE MILLE:

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