Come diventare Agente di commercio

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L’Agente di commercio svolge attività volta a concludere i contratti in nome e per conto dell’impresa preponente in una determinata zona. 

L’attività dell’Agente di commercio è disciplinata dal D.Lgs. n. 65/1999 e consiste nel promuovere la conclusione di contratti in una zona determinata in nome e per conto del preponente, che ha ne stabilmente conferito l’incarico. Invece, l’attività di rappresentante di commercio consiste in quella di concludere i contratti in nome e per conto dell’impresa preponente in una determinata zona.

L’esercizio dell’attività di agente e rappresentante di commercio è soggetta alla preventiva iscrizione obbligatoria nel “ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio“.

L’iscrizione al ruolo Agenti e rappresentanti di commercio

Sono tenuti all’iscrizione al Ruolo agenti e rappresentanti di commercio i soggetti che svolgono o intendono svolgere le seguenti attività:

  1. Agente di commercio;
  2. Rappresentante di commercio;
  3. Agente e rappresentante, sia italiano che straniero, che opera in Italia con mandato conferito da impresa non residente;
  4. Subagente di commercio.

I requisiti per l’iscrizione

L’attività di Agente di commercio è soggetta alla presentazione della SCIA (Segnalazione di inizio attività) da presentare al Registro delle Imprese, corredata dalle autocertificazioni e dalle certificazioni che attestano il possesso dei requisiti prescritti.

La Camera di Commercio, previa verifica dei requisiti, provvede all’iscrizione nel Registro delle Imprese se l’attività è svolta in forma di impresa e nel REA (Repertorio delle notizie economiche e amministrative). Per potersi iscrivere nel ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio è necessario essere in possesso di:

  • Requisiti generali – Cittadinanza italiana o di una degli stati membri dell’ Unione Economica Europea ovvero cittadino axtracomunitario residente in Italia ed in possesso di permesso di soggiorno; possesso del titolo di studio di scuola secondaria di primo grado (Scuola media); godimento dell’esercizio dei diritti civili;
  • Requisiti morali – Non essere interdetto o inabilitato, condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  • Requisiti professionali – Almeno uno dei seguenti:
    • Possesso di diploma di scuola di secondo grado ad indirizzo commerciale o laurea in materie commerciali o giuridiche;
    • Aver frequentato, con esito positivo, uno specifico corso profesionale di qualificazione riconosciuto dalle Regioni;
    • Avere esperienza lavorativa di almeno due anni, negli ultimi cinque anni, anche non continuativa, come dipendente con qualifica di viaggiatore piazzista o con mansioni di dipendente qualificato addetto alle vendite, o dipendente di un ente o società del settore finanziario, creditizio o fiduciario con compiti di intermediazione finanziaria;
    • Essere titolare di attività commerciale come lavoratore autonomo per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, o titolare di attività artigiana di produzione e relativa vendita.Per le società di agenzia commerciale il requisito professionale deve essere posseduto dal legale rappresentante o dai legali rappresentanti in carica.

L’iscrizione al ruolo è incompatibile con l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, associazioni o enti, privati e pubblici, ed è preclusa a coloro che sono iscritti nei ruoli di mediatore o comunque svolgono attività per le quali é prescritta l’iscrizione in detti ruoli.

Si consiglia di verificare il dettaglio di questi requisiti contattando la Camera di Commercio di vostra competenza. In ogni caso, la SCIA corredata da tutte le autocertificazioni in merito al possesso dei requisiti dalla normativa vigente, deve essere presentata in allegato alla Comunicazione Unica da consegnare al Registro delle Imprese. A questo punto l’attività può essere iniziata immediatamente.

L’ufficio della Camera di Commercio effettua l’accertamento dei requisiti morali e professionali autocertificati nella SCIA. Nel caso di carenza dei requisiti e dei presupposti di legge, l’ufficio del registro delle imprese adotta un motivato divieto di prosecuzione dell’attività con la conseguente cancellazione dal ruolo, salvo che, se ciò è possibile, l’interessato si conformi alla normativa vigente entro il termine di 30 giorni.

Da sottolineare, che il contratto stipulato dal preponente, nei confronti di un agente che non è iscritto nel ruolo non può essere dichiarato nullo. Inoltre, la mancanza dell’iscrizione nel ruolo non impedisce l’esercizio dell’attività di agente ne può comportare la dichiarazione di nullità del contratto.

La comunicazione di inizio attività

Il contribuente, per intraprendere l’attività di Agente di commercio deve presentare, entro 30 giorni, la dichiarazione Iva mod. AA9, al fine di denunciare l’inizio dell’attività e di richiedere, l’attribuzione del numero di partita Iva.

La contribuzione Inps

L’agente di commercio munito di partita Iva è tenuto obbligatoriamente ad iscriversi  alla Gestione Commercianti dell’Inps. La Gestione Commercianti rappresenta la gestione previdenziale obbligatoria per gli agenti di di commercio. L’adesione alla stessa comporta, fino ad un reddito annuo di €. 15.548 il versamento dei contributi minimi pari ad €.  3.543,05 rapportati al periodo di lavoro a decorrere dal mese di apertura della partita Iva. Il versamento dei contributi obbligatori effettuato a scadenze trimestrali: 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto e 16 novembre di ogni anno, utilizzando il modello F24. Per redditi annui superiori a €. 15.548 e fino a €. 46.123, l’agente di commercio dovrà versare il 22,74% di contributi. Per redditi da €.  46.123 ad €.  100.324, si dovrà versare il 23,29% del reddito realizzato. Sulla parte di reddito eccedente i €. 100.324 non è più dovuta la contribuzione Inps relativa alla Gestione Commercianti.

Per approfondire: Contributi Inps alla Gestione commercianti

La contribuzione Enasarco

All’atto del conferimento del contratto di agenzia, e comunque entro 30 giorni dal conferimento dello stesso, l’impresa preponente deve chiedere l’iscrizione dell’Agente di commercio all’ENASARCO. La gestione previdenziale legata all’Enasarco è molto particolare, in quanto si tratta di una gestione integrativa rispetto al trattamento previdenziale obbligatorio dell’Inps, legato alla Gestione Commercianti, ma allo stesso tempo è comunque una gestione obbligatoria.  I rappresentati e gli agenti di commercio sono pertanto obbligati a versare i contributi verso due enti, l’Inps e l’Enasarco per l’appunto.

Sono obbligati verso l’Enasarco gli agenti ed i rappresentanti di commercio di cui all’articolo 1742 e 1752 del codice civile che operano sul terri­torio nazionale per conto di preponenti italiane o di preponenti straniere che abbiano sede o una qualsiasi dipendenza in Italia. La mancata iscrizione entro il termine di 30 giorni è punita con la sensazione pecuniaria di €. 61 per ciascun agente. Entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto, l’evento deve essere segnalato all’Enasarco, sempre a cura del preponente.

I soggetti sopra indicati sono obbligati, come per la previdenza obbligatoria, al versamento di un contributo al Fondo. Il contributo all’Enasarco si cal­cola su “tutte le somme dovute a qualsiasi titolo” all’agente o al rap­presentante di commercio in dipendenza del rapporto di agenzia (le provvigioni maturate, anche se non ancora pagate, le somme corrispo­ste a titolo di concorso o rimborso spese, i premi di produzione, le indennità di mancato preavviso ecc.).

Il contributo al fondo previdenza è stabilito attualmente nella misura del 15,10%, la metà a carico del preponente e l’altra metà a cari­co dell’agente, con un minimale ed un massimale annuo, ed è ver­sato integralmente dalla casa mandante, che ne è responsabile anche per la parte a carico dell’agente. L’aliquota salirà progressivamente ogni anno sino a raggiungere dal 2020 il 17%.

Diritto alla provvigione dell’agente

La provvigione dell’Agente di commercio viene determinata in misura percentuale sull’ammontare sull’ammontare degli affari procurati, o meglio dalle operazioni che sono state concluse per effetto del suo intervento. E’ tuttavia, possibile concordare forme di pagamento diverse dalla provvigione determinata in misura percentuale prevedendo anche un minimo forfettario o un minimo mensile.

Nel contratto individuale è possibile pattuire che gli affari si considerino conclusi quando sono andati a “buon fine“, cioè quando si sono ultimati gli obblighi posti a carico del preponente (cioè la consegna della merce) e del cliente procurato (cioè il pagamento della merce). Per quanto riguarda le spese, ai sensi dell’articolo 1748 del c.c. l’agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia, poiché, essendo imprenditore, che opera in regime di autonomia, sostiene tutte le spese necessarie per lo svolgimento dell’attività (carburante, telefono, ecc).

Per maggiori informazioni, dubbi, commenti o domande, contattateci nei commenti, o tramite il pannello di assistenza online nella barra laterale destra.

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