Home restaurant: normativa per l’apertura

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Per avviare un’attività di home restaurant è necessario tenere presenti gli adempimenti ai fini delle imposte dirette e quelli della normativa sulla somministrazione di alimenti e bevande. 

Oggi le cene in casa, dove si condivide cibo genuino tra perfetti sconosciuti sono una delle tante facce della sharing economy.

Si chiama home restaurant ed è la possibilità di trasformare la propria casa in  un ristorante occasionalmente aperto ad amici, conoscenti o perfetti sconosciuti che avranno la possibilità di mangiare del buon cibo (di solito basato sui prodotti tipici del luogo).

Il contatto si stabilisce sul web: su una delle tante piattaforme social (da Gnammo a Homerestaurant), si prenota l’evento e si paga.

Il privilegio dei ristoranti casalinghi non è solo quello di risparmiare rispetto ai ristoranti tradizionali, ma è anche l’opportunità di stare in famiglia, respirando un bel clima.

C’è chi propone questi eventi in modo sporadico e chi invece li organizza a cadenza regolare. Ma come si fa a fare diventare la propria casa un home restaurant? Oppure, allo stesso modo, come è possibile effettuare attività di catering presso terzi?

Vediamo di seguito la normativa amministrativa e fiscale in vigore per avviare questo tipo di attività tra le mura domestiche.

La disciplina fiscale

Il ministero dello Sviluppo Economico, con la risoluzione n. 50481/2015 ha stabilito alcune regole importanti, in un settore, quello degli home restaurant, sinora non regolamentato da alcuna normativa.

L’aspetto principale della risoluzione riguarda il fatto che l’attività di home restaurant, anche se esercitata solo in alcuni giorni della settimana, per un numero di soggetti limitato e senza l’apertura al pubblico, rappresenta comunque un’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

Infatti, la fornitura di queste prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo, perciò, anche se si tratta di una modalità innovativa di fare ristorazione, l’home restaurant deve essere considerata come una attività economica in senso proprio.

Arrivata dopo la segnalazione di una Camera di Commercio, che ha sollecitato il ministero a chiarire come configurare l’attività di cuoco a domicilio e se tale attività possa rientrare fra quelle soggette alla Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (Scia) da presentare al Comune di residenza, la risoluzione numero n. 50481/2015 stabilisce che chiunque pratichi l’home restaurant debba possedere requisiti di onorabilità nonché professionali (di cui all’articolo 71 del D.Lgs. n. 59/2010), e sia tenuto a presentare la Scia  (in Comune) o a richiedere l’autorizzazione, nel caso si tratti di attività svolte in zone tutelate.

Prima della pubblicazione della citata risoluzione non occorrevano autorizzazioni del Comune o dell’Asl, perché l’home restaurant non era assimilato a un’attività di ristorazione aperta al pubblico, quindi sottoposta all’ottenimento di una licenza e alla verifica dell’idoneità dei locali.

Occorre prestare grande attenzione sotto il profilo sanitario per evitare problemi legati a possibili tossinfezioni degli ospiti, con conseguenze anche gravi: è consigliabile anche per gli aspiranti cuochi casalinghi frequentare almeno un corso di formazione in fatto di preparazione e somministrazione di alimenti e bevande (Haccp), anche se l’ambiente privato domestico non rientra nel campo di applicazione del regolamento n. 852/2004/Ce.

Attività abituale o occasionale?

Per poter iniziare l’attività è necessario prima di tutto capire se la stessa venga svolta in maniera abituale od occasionale. Vediamo come differiscono gli adempimenti in questi due casi.

Attività occasionale di home restaurant

Nel caso in cui l’attività di home restaurant venga esercitata occasionalmente, per massimo di €. 5.000 lorde annue, e possibile esercitare l’attività, in maniera occasionale, ovvero senza l’obbligo di aprire partita Iva, o di presentare la Scia al Comune, secondo l’articolo 2222 del codice civile.

In questo caso, sarà sufficiente rilasciare ai clienti/commensali delle ricevute per prestazione di lavoro occasionale (potete trovarne una a questo link). La ricevuta, sulla quale è necessario apporre una marca da bollo da €. 2,00, qualora la prestazione superi i €. 77,47, sarà l’unico documento valido fiscalmente che dovrete conservare per dichiarare le somme percepite nella vostra dichiarazione dei redditi.

Adempimenti per la dichiarazione dei redditi

Il reddito derivante dall’attività occasionale di home restaurant deve essere indicato nel quadro RL del modello Redditi PF. Il reddito deve essere calcolato sottraendo dal totale delle ricevute emesse la somma delle spese documentate. Vediamo schematicamente come fare:

  • L’Homer (l’esercente l’attività di Home restaurant) deve rilasciare ai clienti di ricevuta;
  • Spese documentate: fatture per acquisto carne / pesce / formaggi / salumi / bevande / etc… impiegate nell’attività di home restaurant;
  • Dichiarazione dei redditi: Quadro RL modello Redditi PF (redditi derivanti da attività occasionale commerciale
  • Somma delle ricevute emesse – Spese documentate = Reddito imponibile da tassare ad Irpef.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali Inps, fino a quando l’attività si mantiene saltuaria non esiste obbligo di versamento contributi previdenziali.

Attività abituale di home restaurant

Se l’attività di cucina a domicilio viene effettuata con cadenza settimanale, mensile, o comunque non sporadica è necessario, ai fini fiscali, richiedere l’apertura della partita Iva ed esercitare professionalmente l’attività rilasciando regolare fattura ai vostri clienti/commensali.

Contestualmente è necessario presentare la Scia (Segnalazione certificata inizio attività), al vostro Comune di appartenenza, ed iscrivervi alla gestione commercianti Inps, per il versamento dei contributi previdenziali dovuti.

In pratica la vostra attività sarà assimilabile a quella di un commerciante che ha un esercizio commerciale nel settore della ristorazione.

Nel caso in cui l’attività da saltuaria diventa abituale (al superamento dei €. 5000 E annui di reddito) occorre richiedere l’attribuzione della partita Iva ed iscriversi all’INPS gestione commercianti. Fino al raggiungimento dei 30.000 Euro di reddito / annuo è previsto un regime agevolato di tassazione e di Inps.

E’ necessario prestare la dovuta attenzione nel valutare se l’attività rientra tra quelle abituali od occasionali, in quanto in caso di controlli, potrebbero contestarvi la mancata fatturazione dell’operazione e l’esercizio non regolare di una attività economica.

Per questo motivo, per quanti di voi si stessero apprestando ad avviare un’attività di questo tipo, è consigliabile rivolgersi ad un dottore Commercialista abilitato, in modo che possa assistervi ed aiutarvi nei passi iniziali di avvio dell’attività.

La nostra consulenza

Vuoi avviare un’attività di home restaurant e hai bisogno di una consulenza sugli adempimenti fiscali e amministrativi necessari all’avvio dell’attività?

Rivolgiti a noi, e potrai avere una consulenza per l’avvio dell’attività, e per ogni altro aspetto legato alla gestione. Se sei interessato lasciaci un commento in fondo all’articolo, indicando la tua richiesta di consulenza. Ti ricontatteremo nel più breve tempo.

10 comments

  1. teresa.cumini@gmail.com

    sono molto interessata per il lavoro occasionale non superiore ai 5000 euro annui

  2. Vorrei saperne più info a riguardo, se possibile.

    Grazie Francesco.

  3. Buona sera, io e mia moglie gestiamo un b&b con formula saltuaria, volevamo sapere se potevamo svolgere attività di home restaurant nello stesso stabile. GRAZIE DOMENICO

  4. Per cortesia vorrei sapere cosa è necessario fare per iniziare l attività di home restaurant, se è obbligatorio comunicarlo al proprio comune di residenza e a chi devo rivolgermi per essere in regola fiscalmente. Grazie!

    • Fiscomania

      Se fa home restaurant non imprenditoriale è necessario contattare il Suap del Comune ove svolgerà l’attività. Le indicheranno loro le comunicazioni da fare.

  5. Consuelo Cecchini

    Buongiorno, avrei bisogno di una vostra consulenza per l’home chef a domicilio. In attesa di un vostro riscontro, porgo Cordiali Saluti
    Consuelo

  6. sono interessato ad una attività occasionale di home restaurant. Fra i dubbi: la ricevuta che si rilascia ai clienti deve essere in duplice copia? se duplice, la marca da bollo va su entrambi? saluti

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