Credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi: istruzioni operative

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Il Ministero dei beni e delle attività culturali ha pubblicato sul proprio sito le istruzioni operative per la fruizione del credito di imposta per la ristrutturazione degli alberghi.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) ha dato attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 10 del D.L. n. 83/2014 che hanno introdotto un credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi. A tali soggetti, esistenti al primo gennaio 2012, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 30% per le spese, sostenute dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche, di incremento dell’efficienza energetica, nonché per le spese per l’acquisto di mobili e componenti di arredo.

I soggetti beneficiari – Soggetti beneficiari del credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi, sono le “strutture alberghiere” esistenti alla data del primo gennaio 2012, ossia una delle seguenti strutture indicate dal Ministero:

  • una struttura aperta al pubblico;
  • a gestione unitaria;
  • con servizi centralizzati;
  • che fornisce alloggio;
  • eventualmente vitto ed altri servizi accessori;
  • in camere situate in uno o più edifici.

Tale struttura deve essere composta da non meno di 7 camere per il pernottamento degli ospiti. Sono considerate strutture alberghiere, quindi potenziali beneficiari dell’agevolazione: gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, quelle strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali.

Gli interventi agevolabili – Il Ministero ha definito quali sono le spese per le quali è possibile usufruire del credito d’imposta. Si ricorda che, per le medesime voci di spesa, non è possibile usufruire anche di altre eventuali agevolazioni di natura fiscale. Spese agevolabili:

  • Interventi di ristrutturazione edilizia – si intendendo le ristrutturazioni vere e proprie, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001, ma anche gli interventi di manutenzione straordinaria (lettera b) e quelli di restauro e risanamento conservativo (lettera c del medesimo Decreto);
  • Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche – si intendono gli interventi finalizzati ad a eliminare: gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità; gli ostacoli che limitano o impediscono la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti; la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo; le barriere sensoriali e della comunicazione;
  • Interventi di incremento dell’efficienza energetica – si intendono gli interventi di riqualificazione energetica, interventi sull’involucro edilizio, di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione;
  • Acquisto di mobili e componenti d’arredo – sono considerati tali cucine o attrezzature professionali per la ristorazione, mobili e complementi d’arredo da interno o esterno, arredi fissi, pavimentazioni di sicurezza, strumentazione per convegnistica, attrezzature sportive, per parchi giochi o per centri benessere situati nella struttura turistica.

L’agevolazione in commento è concessa a ciascun beneficiario nei limiti del ‘‘de minimis’’ e, comunque, fino all’importo massimo complessivo di €. 200.000 euro nei 3 anni d’imposta. L’importo totale delle spese è, pertanto, fissato nella misura massima di €. 666.667 per ciascuna impresa alberghiera, che, come detto, potrà usufruire di un credito d’imposta complessivo massimo pari a €. 200.000.

La procedura da seguire – Per poter usufruire del credito d’imposta, dal primo gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate devono presentare al Ministero dei beni e delle attività culturali apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta, contenente gli elementi individuati dal Ministero, secondo modalità telematiche definite dalla stessa Amministrazione. Il credito d’imposta viene riconosciuto, previa verifica, da parte del Ministero, dell’ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti: soggettivi, oggettivi e formali, nonché nei limiti delle risorse disponibili. Si evidenzia che le risorse vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Entro 60 giorni dal termine di presentazione delle domande, il Ministero è tenuto a comunicare all’impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante. Il credito d’imposta riconosciuto, irrilevante dal punto di vista fiscale, va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile, in 3 quote annuali di pari importo, esclusivamente in compensazione, in un periodo massimo di 10 anni (articolo 17 del D.Lgs. n. 241/97).

L’indicazione del credito in Unico – Il credito d’imposta deve essere riportato nel quadro RU del modello Unico e non concorre alla determinazione della base imponibile ai fini Irpef, Ires e Irap e non rileva ai fini della determinazione del rapporto di deducibilità degli interessi passivi.

Revoca del credito d’imposta – Il credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi viene revocato nei seguenti casi:

  • venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla norma;
  • la documentazione presentata (o le dichiarazioni rese) contenga elementi non veritieri o sia incompleta rispetto a quella richiesta;
  • l’agevolazione è revocata anche nel caso in cui, per la fattispecie di acquisto di mobili ed arredi, il beneficiario ceda a terzi e/o destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d’imposta successivo.

Qualora, a seguito dei controlli, effettuati sia da parte del Ministero sia dall’Agenzia delle Entrate, si accerti l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta, si provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.

La scadenza del credito – Il credito d’imposta, nella misura del 30%, è riconosciuto per le spese, sostenute dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche, di incremento dell’efficienza energetica, nonché per le spese per l’acquisto di mobili e componenti di arredo.

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