Dichiarazione tardiva: la sanzione ridotta

Condivisioni

La dichiarazione tardiva, presentata entro 90 giorni dalla scadenza naturale del 30 settembre, è validamente presentata con il versamento della sanzione ridotta di €. 25, codice tributo 8911.

I contribuenti che presentano la dichiarazione modello Unico, e decidono effettuare la trasmissione telematica dello stesso, sono chiamati ad effettuare la trasmissione dello stesso, entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui la dichiarazione si riferisce. Per i contribuenti (persone fisiche o società) con esercizio solare, il termine di presentazione scade il 30 settembre di ogni anno.

Al fine di non penalizzare i contribuenti che procedono a presentare la dichiarazione con un ritardo di lieve entità, vengono considerate valide, a fronte del pagamento di una sanzione, anche le dichiarazioni presentate con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario (articolo 2, comma 7, del DPR n. 322/1998), le c.d. “dichiarazioni tardive”. La dichiarazione che a tale termine non risulti presentata viene considerata omessa, con conseguente possibilità per l’Amministrazione finanziaria di attivare anche procedure di accertamento induttivo.

Come abbiamo visto, il Legislatore fiscale offre la possibilità ai contribuenti di agganciare la dichiarazione tardiva, alle sanzioni ridotte con il nuovo ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97, beneficiando di sanzioni ridotte, per regolarizzare la propria posizione. Vediamo come fare.

La dichiarazione tardiva

Per dichiarazione dei redditi tardiva si intende la dichiarazione (modello Unico), presentata entro 90 giorni dalla scadenza naturale di presentazione. Come sappiamo, la dichiarazione dei redditi modello Unico, deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate con modalità telematiche entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello oggetto di dichiarazione. Quando un contribuente non presenta la dichiarazione nei termini, ha la possibilità di sanare la propria posizione presentando entro i 90 giorni successivi, la dichiarazione stessa, che viene considerata tardiva, ma sempre validamente presentata. Oltre i 90 giorni dalla scadenza (che corrispondono al 29 dicembre), la dichiarazione non presentata (relativa all’anno di imposta precedente), è considerata definitivamente omessa.

Per questo motivo, il contribuente che si trova nella situazione di non aver presentato nei termini il proprio modello Unico deve affrettarsi a presentarlo ne 90 giorni successivi, presentando la dichiarazione accompagnata dal versamento di una sanzione di €. 258,00, che può essere ridotta utilizzando il ravvedimento operoso.

Ravvedimento della dichiarazione tardiva

Il più frequente caso di ravvedimento della dichiarazione attiene alla presentazione della cosiddetta dichiarazione tardiva. Se la dichiarazione omessa alla scadenza ordinaria viene presentata entro 90 giorni dal termine ordinario, essa è valida a tutti gli effetti (Circolare n. 11/E/2010). Dopo il termine del 29 dicembre la dichiarazione resta inevitabilmente omessa.

Il ravvedimento della dichiarazione tardiva, presentata nel termine di 90 giorni, ha un costo particolarmente contenuto. In particolare possiamo trovarci di fronte due casi particolari:

  • Dichiarazione tardiva senza imposte dovute – La lettera c) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, prevede che in questo caso, la sanzione venga ridotta a 1/10 del minimo. In pratica, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione ridotta a €. 25 (codice tributo “8911”), in quanto la sanzione piena applicabile è di €. 258;
  • Dichiarazione tardiva con imposte dovute – Nel caso di dichiarazione presentata nei 90 giorni con imposte dovute, è necessario ravvedere i versamenti non effettuati. Quindi, oltre alla sanzione ridotta di €. 25 (codice tributo “8911”), dovrà essere applicata la sanzione ridotta dello 0,2% per ogni giorno di ritardo fino al 14°; al 3% se la regolarizzazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza (1/10 del 30%); al 3,75% (1/8 della sanzione del 30%), se la regolarizzazione viene effettuata oltre tale termine.

Sanzioni dichiarazione tardiva

Dichiarazione tardiva
Sanzione piena
Ravvedimento Operoso
Sanzione ridotta con ravvedimento
Codice tributoAnno di imposta
Dichiarazione presentata nei 90 gg dalla scadenza
€. 258SI€. 25 (riduzione a 1/10)8911Anno in cui è stata commessa la violazione

Esempio: ravvedimento per dichiarazione tardiva

Poniamo il caso di una società di capitali che non ha inviato entro i termini (30 settembre anno “n”) il modello Unico relativo all’anno “n-1”. Le imposte sono state regolarmente versate, il modello contiene unicamente la dichiarazione dei redditi, in quanto la dichiarazione Iva è stata regolarmente trasmessa autonomamente nei termini.

La violazione potrà essere sanata in base alle disposizioni di cui alla lettera c) dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 entro 90 giorni, per cui entro il 29 dicembre dell’anno “n”. Per perfezionare il ravvedimento operoso, oltre ad inviare il modello Unico, è necessario versare anche la relativa sanzione ridotta pari a €. 25,00 (1/10 di €. 258,00) con modello F24, codice tributo 8911, periodo di riferimento l’anno in cui è stata commessa la violazione, in questo caso l’anno “n”.

Conseguenze in caso di dichiarazione omessa

Nel caso in cui la dichiarazione (modello Unico), venga presentata con un ritardo superiore a 90 giorni, ovvero nel caso in cui siano stati riscontrate le altre ipotesi che rendono la dichiarazione come “omessa” (dichiarazione presentata su modelli non conformi, non sottoscritta dal contribuente, ecc), è prevista una sanzione amministrativa che va dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di €. 250,00.

Se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa dal sessanta al centoventi per cento dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di €. 200. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da €. 150 a €. 500.

Tali sanzioni sono raddoppiate nel caso in cui si siano omessi redditi da locazione di immobili abitativi. Inoltre, la sanzione può essere aumentata fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili e che esiste una specifica maggiorazione di 1/3 per le sanzioni calcolate sui redditi prodotti all’estero. Questo tipo di sanzioni sono quelle che imputerà l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui effettuerà un accertamento induttivo nei confronti del contribuente.

Nel caso in cui, invece, non risultino dovute imposte e l’Agenzia non ritenga di effettuare un accertamento e/o non rettifichi comunque il reddito dichiarato, risulta comunque dovuta una sanzione amministrativa da €. 250 a €. 1.000.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni