Guida fiscale per Hobbisti: come vendere prodotti home made

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Hobbisti: se vendo le mie creazioni come devo regolarmi da un punto di vista fiscale? Quali sono gli adempimenti per partecipare ad un mercatino per vendere le mie creazioni? Queste sono alcune delle principali domande che ci rivolgono gli hobbisti che voglio vendere prodotti fatti a mano che hanno realizzato. Di seguito la guida per vendere i propri oggetti home made.

Questo contributo è dedicato a fare chiarezza in merito alla disciplina fiscale che gli hobbisti devono rispettare per la vendita dei propri realizzati homemade.

Nella mia attività online mi sto rendendo conto che tantissime persone realizzano prodotti fatti a mano come passione. Passione che spesso porta alla vendita di questi oggetti, quando si incontra un potenziale acquirente.

Le tantissime richieste che mi arrivano ogni giorno mi hanno spinto a fornire alcuni chiarimenti riguardanti l’obbligo di aprire la partita IVA nel caso di piccole attività.

Ci sono tantissimi articoli online, ne ho letti molti, prima di scrivere questo articolo. Posso assicurarti che molti di questi non sono scritti da veri addetti ai lavori. Questo, inevitabilmente, ha portato molta confusione.

Devo premettere che la normativa da rispettare è molto variegata (oltre alla normativa nazionale vi sono poi i vari regolamenti regionali). Per il quadro della situazione non può che essere complesso.

Riepilogando, quindi, di seguito troverai una breve e semplice guida agli adempimenti civilistici fiscali ed amministrativi. Guida utile a tutti gli hobbisti che vogliono provare a vendere i propri prodotti fatti a mano.

L’obiettivo è quello di farti essere in regola e non incorrere problemi con l’Amministrazione finanziaria.

Guida fiscale per hobbisti

Dubbi sulla tua attività di vendita di oggetti fatti a mano

Se le domande che ti stai facendo sono le seguenti, in questo contributo troverai le corrette risposte.

E’ necessario aprire la partita IVA per realizzare e vendere beni nuovi frutto della propria manualità ed estro ?

E per vendere oggetti vintage nei mercatini, su eBay, su Etsy e altri siti simili?

Oppure per dare lezioni di matematica o per collaborare alla gestione di una Pagina Facebook?

La risposta è: dipende.

Vendere prodotti fatti a mano: chi è l’hobbista?

Prima di entrare nel vivo della disciplina è opportuno andare a chiarire, chi sono i soggetti che possono essere considerati hobbisti? e come si differenziano dai venditori professionisti?

In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica.

Infatti, l’articolo 28 del D.Lgs. 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

In pratica, gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:

  • Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore, cioè prodotti che non possono in ogni caso avere un valore superiore a €. 250 (il limite in alcune regioni scende fino a €. 100);
  • Svolge l’attività in modo occasionale. Attività di partecipazione e vendita svolta in modo del tutto saltuario, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi. Ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana;
  • I ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale.

Se ti rispecchi in questi requisiti allora rientri nella categoria degli hobbisti. Ovvero, dei soggetti che vendono prodotti realizzati in home made, in maniera non professionale.

Per voi, di seguito, la guida per vendere in tranquillità i vostri prodotti.

Che differenza c’è tra hobbisti e creativi?

Una delle difficoltà che riscontro in tante domande che ricevo è che non si riscontra una differenza tra l’hobbista ed il creativo.

In generale possiamo dire che esiste una differenza tra hobbisti e creativi.

Gli hobbisti sono coloro che vendono, barattano, assemblano beni già esistenti. Creano qualcosa di nuovo partendo da beni già esistenti.

I creativi sono coloro che realizzano beni nuovi con la loro manualità e ingegno.

Tuttavia, da un punto di vista fiscale non vi è alcuna differenza tra un hobbista ed un creativo.

Per entrambi si rendono valide ed applicabili le regole che troverai di seguito.

Hobbisti e Creativi: quando è necessario aprire Partita Iva?

Gli articoli 4 e 5 del DPR 633/72 dicono rispettivamente:

Per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa. Nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma di impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.”

Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche. ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attività stesse.”

Quindi il termine su cui devi porre la massima attenzione è abituale.

Quando un’impresa, un’arte o professione è abituale occorre aprire la Partiva IVA.

E che cosa significa abituale?

Senza dubbio significa continuativa e non occasionale.

Inoltre, nel lontano 1977, la circolare delle Finanze 7/1946  aveva stabilito che:

“l’attività svolta in forma abituale deve intendersi un normale e costante indirizzo dell’attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioè trattarsi di un’attività che abbia il particolare carattere della professionalità.

Continuativa e professionale.

Deve anche essere l’unica attività esercitata?

No, perché gli articoli 4 e 5 dicono espressamente ancorché non esclusiva”.

Di seguito ti propongo qualche esempio per rendere tutto più chiaro.

Esempi di attività occasionali ed abituali

1 – Chiara è una lavoratrice dipendente. Nel tempo libero realizza piccole bomboniere fatte a mano che espone e a volte vende ad amici e conoscenti. La sua attività è saltuaria in quanto viene svolta senza abitualità, né continuità. Inoltre questi introiti non rappresentano per lei la fonte principale di reddito, ma un piccolo arrotondamento. In questo caso  Siamo nel caso di NON obbligo di Partita IVA.

2 – Cristina è un lavoratore nell’azienda familiare. Ha la passione per la realizzazione di braccialetti fatti a mano acquistando materiali assemblandoli e rivendendo gli oggetti. Partecipa con molta frequenza nei mercatini della sua regione, ed opera anche su portali di vendita online. Il tempo che Cristina dedica a questa attività è sicuramente costante e rilevante nel suo tempo. In questo caso è necessario essere in possesso della Partita IVA. Questo in quanto l’attività di Cristina presenta caratteristiche di abitualità.

3 – Francesco è uno studente di economia a Milano. Impartisce occasionalmente lezioni private a studenti delle superiori. L’occasionalità gli permette sicuramente di operare senza obbligo di Partita IVA.

4 – Sara è disoccupata ed impiega il suo tempo per dipingere quadri, che espone settimanalmente in spazi espositivi e che espone sui suoi profili social e su marketplace online. Ha l’obbligo di partita IVA.

Hobbisti ed obbligo di Partita IVA

Che cosa faranno Francesco e Chiara che non hanno l’obbligo di partita IVA?

Emetteranno una semplice ricevuta ad ogni incasso e dichiareranno il loro reddito nel quadro RL del Modello Redditi (o quadro equivalente del 730) ai sensi dell’articolo articolo 67 DPR n 917/86 lettere i) ed l). Di seguito maggiori dettagli.

Mentre Sara e Cristina dovranno emettere regolare fattura con tutti gli elementi obbligatori. Al termine di questo contributo ci saranno maggiori informazioni anche per loro. Altrimenti puoi trovare maggiori informazioni consultando questo contributo: “Aprire Partita IVA: consigli, costi e suggerimenti“. Potrai verificare se rientri nei requisiti per applicare il regime forfettario e potrai fare le opportuna valutazioni in merito alla tua iscrizione INPS.

Hobbisti Creativi e Fisco

Come visto dalla definizione l’hobbista è un venditore occasionale.

Si tratta di un soggetto che per diletto decide di vendere un prodotto che ha realizzato, effettuando un’attività del tutto artigianale (non in serie), e con compensi limitati nel corso dell’anno.

Ti consiglio di fare molta attenzione e non sottovalutare la tua situazione, approfondendo la tua situazione personale con un commercialista esperto. Al termine della guida troverai come potermi contattare.

Dico questo anche guardando la sentenza della Cassazione 15031/2014. Sentenza che ha affermato che anche un’attività esigua può comportare l’obbligo di Partita IVA. Nella fattispecie si trattava di un falegname con fatturato inferiore a 5.000 euro. Soggetto che effettuava preventivi, disegni, costi di trasporto ecc. che hanno evidenziato, secondo la sentenza, abitualità e professionalità.

Quindi attenzione!

Una volta verificato che sei tra i soggetti non obbligati alla Partita IVA, la normativa fiscale è piuttosto semplice.

E’ sufficiente rispettare poche semplici regole per essere in regola con l’Amministrazione finanziaria.

La ricevuta non fiscale per Hobbisti e Creativi

La prima regola riguarda l’emissione della ricevuta non fiscale.

La ricevuta non fiscale è la ricevuta che viene emessa da parte dei privati (non titolari di partita Iva), quando effettuano la cessione di un bene.

La ricevuta deve essere emessa al momento di incasso del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da €. 2,00, quando l’importo della vendita supera le €. 77,47.

La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente.

Per maggiori informazioni sulla compilazione della ricevuta non fiscale e per scaricare una bozza di ricevuta, ti riamando a questo articolo: “Ricevuta: istruzioni per l’uso“.

Cosa importante da ricordare è che la ricevuta non fiscale non deve essere prenumerata in origine. Per questo potete utilizzare anche modelli da stampare di volta in volta.

Conservazione delle ricevute non fiscali

La seconda regola riguarda la conservazione delle ricevute emesse.

Le ricevute, oltre che per attestare l’avvenuta transazione di denaro, rappresentano un documento che ti sarà utile per capire se dovete predisporre la dichiarazione dei redditi.

Quello che voglio dire che non avere obbligo di aprire Partita IVA non significa non avere l’obbligo di dichiarare questi redditi. Si tratta di redditi che devono essere sempre dichiarati.

In questa sede non è possibile trattare tutti i casi, ma vi basti sapere che se non avete altri redditi nell’anno, se avete effettuato cessioni sino €. 4.800, siete esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

In caso contrario (se ad esempio sei anche lavoratore dipendente) dovrai indicare il reddito nel quadro dei redditi diversi. redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i) del DPR n 917/86, (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Redditi PF), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti home made.

Per approfondire: “La ricevuta per prestazione occasionale

Vendita nei mercatini hobbisti

Solitamente gli hobbisti che desiderano vendere i propri prodotti, partecipano a mercatini occasionali.

Si tratta di piccole manifestazioni organizzate da varie associazioni presenti nei vari comuni. Oppure in alcuni casi è direttamente lo stesso Comune che organizza appositi mercatini hobbisti.

Per vendere nei mercatini hobbisti è necessario essere in possesso di tutta la documentazione necessaria per la “vendita temporanea“.

Documentazione da esibire in caso di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine, polizia municipale o Guardia di Finanza:

  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Dichiarazione che l’hobbista deve presentare presso il Comune dove si svolge, in cui si dichiara di esercitare l’attività di esposizione e vendita di oggetti. Stessa cosa per le opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa (articolo 4, comma 2, lettera h), D.Lgs. n. 114/98). Non vi è un modello standard, ma puoi trovare il modello di tuo interesse presso la pro loco competente per ogni Comune. Oppure presso le varie associazioni che si occupano di promuovere i vari mercatini locali;
  • Tesserino degli hobbisti. Varie normative regionali o comunali prevedono il rilascio di un tesserino degli hobbisti obbligatorio per esporre le proprie creazioni nei mercatini. Il tesserino ha un costo variabile da Comune a Comune;
  • Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni. Come ad esempio, il pagamento della tassa legata all’occupazione di suolo pubblico. Anche in questo caso la normativa varia da Comune a Comune.

Normative territoriali sugli Hobbisti e i Creativi

Come ti sarai accorto è impossibile riassumere tuta la normativa regionale o comunale in dettaglio.

Ogni regione e più in dettaglio ogni Comune ha regole proprie.

Per questo motivo è sempre opportuno informarsi presso il Comune ove si svolge la manifestazione, oppure presso l’ente che organizza il mercatino.

Ricordo agli hobbisti che è possibile partecipare anche a più mercatini durante l’anno. A condizione però che non si superino limiti per identificare come abituale e continuativa la propria attività di esposizione e vendita.

In alternativa alla vendita nei mercatini è possibile utilizzare la formula dei temporary shop.

Si tratta di avviare un vero e proprio negozio temporaneo dove esporre le proprie creazioni. Questo negozio, tuttavia, per poter essere avviato in modo non professionale deve necessariamente restane aperto per meno di 30 giorni all’anno.

In questo caso gli adempimenti amministrativi e fiscali sono molto ridotti.

Per maggiori informazioni su questo tipo di attività vi rimando a questo contributo: “Temporary store: guida all’apertura e adempimenti“.

La vendita su internet per Hobbisti e Creativi

Accanto alla tradizionale vendita dei prodotti nei mercatini, molti hobbisti preferiscono provare a vendere sfruttando internet.

Ebbene, in questo caso le cose si complicano, ed è necessario prestare molta attenzione.

In linea generale, ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet dove si espongono i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita.

In questo caso, infatti si rende obbligatorio l’esercizio con Partita IVA.

Attenzione!

Questo non vuol dire che un hobbista non possa avere un proprio sito dove espone le proprie creazioni.

Deve trattarsi però di un mero sito vetrina. Si tratta di un sito o di una pagina di social network in cui si espongono foto e descrizioni di oggetti, senza che siano visibili ed esposti prezzi di vendita.

Per l’Amministrazione finanziaria l’hobbista o il creativop che apre un proprio sito internet per la pubblicizzazione o la vendita di prodotti, e considerato a tutti gli effetti un commerciante o un artigiano, a seconda dei casi.

Questo significa inevitabilmente dover sottostare a tutti gli obblighi fiscali, contabili e amministrativi visti sopra, per i soggetti che devono aprire Partita IVA.

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su questa disciplina, può trovare aiuto da questo contributo: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I marketpalce per hobbisti e creativi

Per tutti gli altri hobbisti, che invece, non ritengono opportuno, o non sono interessati, alla vendita professionale, è possibile ovviare a tutti questi adempimenti.

Nel caso puoi farti i ospitare da altri siti web, come vetrina per le tue creazioni di oggetti fatti a mano.

Infatti, l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere Partita IVA, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace, dove esporre i propri prodotti.

Vi possono essere marketplace dedicati esclusivamente ad uno specifico settore merceologico.

Mi riferisco ad esempio a siti come misshobby.com, etsy.com, e molti altri. Oppure vi sono marketplace generalisti, destinati ad ospitare vari prodotti e servizi, come e-bay.it, subito.it, ecc.

Attenzione!

La possibilità di essere ospitati su questi portali e rimanere classificati come hobbisti o creativi dipende dalla possibilità di non vedere esposti i prezzi di vendita degli oggetti. 

Se promuovi continuativamente le tue creazioni su questi portali ed esponi i prezzi di vendita sei automaticamente considerato un imprenditore, commerciante o artigiano. Insomma, un soggetto che deve operare obbligatoriamente con Partita IVA.

Anche in questo caso, quindi, è necessario prestare la dovuta attenzione. La vendita per gli hobbisti e i creativi deve essere occasionale. Esattamente come visto per i mercatini reali (non virtuali).

Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), allora anche in questo caso è necessario l’avvio di un’attività professionale.

L’Agenzia delle Entrate coadiuvata dalla Guardia di Finanza effettua controlli ogni anno sui vari portali per verificare il rispetto di questi requisiti da parte dei venditori.

Hobbisti: i vantaggi del contratto di conto vendita

Uno degli strumenti che consiglio sempre di utilizzare a tutti gli hobbisti che mi contattano è il contratto di conto vendita.

Il contratto estimatorio o di conto vendita è disciplinato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile, secondo il quali:

con il contratto estimatorio una parte (denominata tradens) consegna una o più cose mobili all’altra (denominata accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo. Salvo che restituisca le cose nel termine stabilito

In pratica, con questo tipo di contratto, un soggetto cedente consegna una fornitura di beni, ad un altro soggetto cessionario.

Sogetto che contrarrà l’obbligo di pagarne il prezzo d’acquisto soltanto nell’ipotesi in cui, entro un dato periodo di tempo, riesca ad effettuare la vendita della merce affidata.

Il contratto estimatorio può essere utilizzato anche dagli hobbisti, che possono sfruttarlo per trovare potenziali negozianti che possano mettere in vetrina i loro prodotti.

Per maggiori informazioni sul contratto di conto vendita potete consultare questo articolo: “Contratto estimatorio: disciplina civilistica e fiscale“.

In conclusione, possiamo dire che per effettuare la vendita di prodotti realizzati home made è necessario prestare molta attenzione alla normativa civilistica e fiscale in vigore.

Per questo motivo, quanti di voi avessero ancora qualche dubbio in merito, possono contattarmi tramite i commenti.

Hobbisti e vendita: come fare?

L’esperienza maturata in questi ultimi anni attraverso la gestione fiscale di molti ex hobbisti, diventati alcuni artigiani, altri ancora commercianti, insegna che il momento che desta maggiori criticità è quello iniziale.

Molti di voi, infatti, si trovano nella situazione di effettuare qualche vendita durante l’anno, ma considerato anche il fatto che per restare in regola come hobbisti non è possibile farsi pubblicità in alcun modo, le cose non migliorano.

Quello che consiglio sempre in questi casi è valutare bene la vostra attività.

So bene che sia difficile, ma quello che dovete capire è quanto credete in quello che fate e capire quanto riscontro potrete avere.

Provate con i vostri amici, vicini di casa o parenti. Provate a proporre loro la vostra idea o qualche prodotto home made che avete realizzato. In questo modo avrete un primo riscontro.

Quello che posso fare per voi, invece, è affiancare questo riscontro ad un primo business plan dell’attività.

Prima faremo il punto della situazione, analizzando la vostra situazione personale.

Successivamente, inquadrerò l’attività da un punto di vista fiscale e con il tuo aiuto realizzerò per voi un business plan personalizzato. Dove potrete trovare i principali costi dell’attività e potrete capire meglio la fattibilità dell’operazione.

Poi faremo una valutazione assieme per capire se proseguire o meno verso l’avvio di un’attività professionale.

Il tutto gratuitamente!

Se sei interessato a questo tipoi di analisi contattatemi in privato, oppure nei commenti.

Se credi in quello che fai non perdere quest’occasionle!

Da hobbisti a venditori professionisti

In caso contrario, se non rientri nei requisiti per operare come hobbista sei un imprenditore. Ovvero un soggetto che pur realizzando i propri prodotti in maniera autonoma e artigianale, effettua un’attività di vendita continuativa ed organizzata. Questo a prescindere dalla natura dei beni commercializzati.

Se la tua attività di vendita è continuativa (ad esempio vendi in e-commerce), se vendi in maniera professionale con un marchio, oppure con un’organizzazione di mezzi (hai un locale, usi pubblicità, cartellonistica, ecc), allora sei un commerciante.

Come tale sei soggetto all’obbligo di apertura della Partita IVA, all’iscrizione alla Camera di Commercio (sezione commercianti o artigiani).

Inoltre, è dovuta la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al vostro Comune. E’ poi obbligatoria la tenuta delle scritture contabili (quest’ultimo obbligo peraltro ha un contenuto differente a seconda del regime fiscale al quale si è assoggettati).

Naturalmente in questo caso è indispensabile la consulenza di un Dottore commercialista, che si occupi di affiancarvi sia per gli adempimenti fiscali (dichiarazione dei redditi e tenuta della contabilità). Sia per i vari adempimenti amministrativi.

Per chi volesse maggiori informazioni mi contatti pure nei commenti.

Come avere un’idea da un milione di dollari?

Uno degli aspetti che maggiormente interessa i creativi, una volta chiarito l’aspetto fiscale, è capire se la loro idea possa funzionare sul mercato. Ovvero se la stessa possa essere considerata un’idea da “un milione di dollari“.

Per questo motivo ho deciso di consigliarti un libro che ho letto recentemente. Si chiama:

Come avere un’idea da un milione di dollari: … e trarre il massimo anche da quelle da cinque centesimi!

Il libro è di Takumi Yamada, una scrittrice Giapponese, che ha tratto il suo libro dal lavoro quinquennale di due ingegneri studiosi di psicologia, filosofia e mistica orientale.

Dal mio punto di vista leggerlo ti aiuterà a capire se davvero la tua idea che coltivi come hobby può diventare un prodotto di successo nel business.

 

Se lo hai letto anche tu, fammi sapere cosa ne pensi.

399 comments

  1. Gentile Fiscomania,
    grazie della risposta, chiara e puntuale come sempre. Avrei un’altra domanda riguardante il contratto estimatorio, ma la farò nella sezione dedicata.
    Cordiali saluti,
    Sergio

  2. Sono un hobbista che vorrebbe partecipare a dicembre 2018 ad una importante fiera del mobile in miniatura (Dolls hause miniature) a Londra.
    Da hobbista non ho partita IVA , posso stipulare un conto di vendita occasionale con la fiera che mi ospita? come si chiama in Inglese per poterlo chiedere alla padrona della fiera?.
    Vorrei anche sapere se, aprendo un conto in banca per l’occasione, infatti al momento non ho C/C posso portare con me un Poss per ricevere i soldi direttamente sul nuovo conto invece che cash?
    cordiali saluti
    maria

  3. Il contratto di conto vendita non si fa con la fiera, ma deve farlo con un venditore professionale, che parteciperà alla fiera al posto suo. Altrimenti dovrà diventare lei un venditore professionale ed operare in regola. Nella sua situazione può soltanto trovare un commerciante a cui affidare i suoi oggetti in conto vendita.

  4. Buongiorno,
    vorrei aprire un ecommerce per vendere bijoux assemblati a mano da me, perché come diceva Fiorenzo, con i mercatini e i marketplace non si vende niente o quasi e comunque l’assemblaggio non viene accettato, ho necessità di avviare un’attività professionale a tutto tondo

    considerato che per il sito e le foto non avrei spese, quanto mi verrebbe a costare, indicativamente ovviamente, come burocrazia, commercialista, tasse ecc? la bigiotteria assemblata rientra nell’artigianato? perché per esempio ai mercatini non è considerata opera dell’ingegno ecc.

    se Fiorenzo legge il mio messaggio volevo chiedergli anche se con il sito lui vendeva bene rispetto a mercatini e marketplace

    grazie

  5. Salve, sono una graphic designer e mi sto appoggiando su alcuni siti che vendono magliette con stampe di mie illustrazioni (prezzi esposti sulla pagina). Mi sono posta il problema dell’iva solo adesso; essa non è richiesta da questi siti e uno di essi specifica che bisogna fornire PI solo se si è azienda e non privato. In circa 2 mesi ho venduto solo 4 pezzi, con guadagno molto basso e non sono neanche stata pagata, perché c’è un minimo da raggiungere prima di ricevere l’importo. Anche in questo caso bisogna avere una partita iva?
    Grazie

  6. Buongiorno Fiscomania, questa guida mi è stata molto utile.
    Io realizzo oggettini fatti a mano ed a brevissimo vorrei iniziare a fare anche i mercatini, però mi chiedo: cosa viene considerato fatto a mano e cosa no per poter rientrare nella categoria Hobbisti?
    Io ad esempio oltre che a peluche, oggetti in legno o in cartone realizzo anche tazze personalizzate (semplicemente decorando delle tazze), magliette con disegni fatti a mano ed assemblo bracciali e collane comprano ciondoli e catenine e creando i vari gioielli.
    Chiedo quindi: viene tutto considerato realizzato a mano anche se comunque le tazze, le magliette ed i ciondoli li compro già fatti ed io “decoro” ed assemblo?
    Grazie.

  7. Salve Marta, se vuole possiamo sentirci in privato così possiamo farle un preventivo dettagliato per la nostra assistenza fiscale continuativa per la sua nuova attività. Mi faccia sapere.

  8. La vendita di oggetti online è considerata e-commerce. Attività per cui è richiesta partita Iva. Se vuole mi scriva in privato così possiamo analizzare con maggiore dettaglio la sua situazione.

  9. L’attività che sta facendo è sicuramente un’attività di tipo artigianale, così viene considerata la realizzazione o la modifica essenziale di oggetti. Per quanto riguarda i mercatini, non esiste una norma che identifichi chiaramente cosa è considerato “fatto a mano”, da cosa invece non lo è. Il tutto è lasciato molto alla discrezione dei Comuni che si occupano di gestire i mercatini, oppure il tutto è a cura della discrezione degli organizzatori privati.

  10. buongiorno,
    grazie per la risposta, dopo Le scrivo
    per quanto riguarda la decorazione e l’assemblaggio di oggetti già pronti, so che ai mercatini non sono accettati perché non sono ritenuti opera dell’ingegno e in alcuni casi ci sono stati anche creativi multati ai mercatini perché vendevano oggetti di questo genere
    tuttavia per esempio sui marketplace dell’handmade, assemblaggio e decoro di oggetti già pronti, sono considerati handmade
    quindi è una cosa un po’ ambigua

  11. Buongiorno, dato che citate Etsy, vorrei chiedere delucidazioni in merito. Io ho un “negozio” Etsy per la vendita di file digitali da me creati in PDF come tutorial per creare bijoux…dunque io non ho partita iva e nemmeno vorrei aprirla xche ho già un lavoro da dipendente nel settore privato. Gli incassi sono molto irrisori. Però ovvio su Etsy i prezzi sono esposti ma con il seguente criterio: io fisso un prezzo imponibile 5 €. La cliente pagherà 5+iva 22% = 6.10€. Io incasserò solo 5€ meno tutte le commissioni (ivate) che si prende Etsy… Etsy dell’Iva che “trattiene” dalla mia vendita (1.10€) pare che la versi per mio conto.
    1) avendo già altro reddito, nel prossimo 730 farò rientrare sotto la voce altri redditi il totale di questi piccoli incassi che sicuramente non arrivano nemmeno a 250€ annui (purtroppo…)
    2) devo fare qualcosa per il discorso IVA? nel senso…basta ciò che fa Esty come “sostituto”?
    3) siccome non sono l’unica su Etsy…sono quasi certa che nessuno ha la partita iva!!! ma cosa si deve fare??se è marketplace si può vendere, ma se è un inserzione fissa non è più attività saltuaria..e quindi non basta più solo fare la dichiarazione?
    C’è troppa confusione in merito e mi piacerebbe capire come fare! grazie in anticipo

  12. Capisco le sue motivazioni, ma lei ha un negozio online, e come tale per essere in regola deve sottostare alla normativa civilistica, fiscale e previdenziale. Non fare questo significa non essere in regola e rischiare sanzioni da tutti questi punti di vista. Nel nostro ordinamento chi gestisce un negozio online, indipendentemente dal fatturato, ha una normativa da rispettare. Non possono essere applicate prestazioni occasionali per i negozi online. Questo aspetto deve essere chiaro.

  13. Grazie è stato molto gentile e chiaro! Corro subito ai ripari!

  14. Ora però che ci penso nell’articolo scrive che marketplace come Etsy è il posto giusto per vendere per noi hobbisty, ma poi sostanzialmente mi ha confermato che non possiamo vendere senza partita iva; quindi in ogni caso serve la partita iva anche per Etsy o misshobby? Grazie.

  15. Salve
    mi permetto di lasciare un mio commento barra domanda a questo articolo molto esaustivo.
    Io ho uno shop su Etsy, in due anni ho fatto solo 32 vendite, quindi possiamo considerare la cosa come sporadica? (non ho altri lavori); i miei articoli,come quelli di tutti, hanno per forza di cose i prezzi in evidenza perchè siamo in vetrina, e ogni tanto, quando creo qualcosa in maniera artigianale, lo inserisco: se lo vendo bene, senno resta li per parecchio.
    Come devo comportarmi?? dovrei aprirmi la p.i. nonostante venda quando capita oppure posso limitarmi a emettere la ricevuta non fiscale quando vendo?
    La ringrazio anticipatamente

  16. Operare su Etsy significa gestire le una attività di e-commerce. Non esiste una regolamentazione per l’occasionalità di questo tipo di attività. Se si decide di operare in e-commerce bisogna farlo necessariamente in modo professionale. Non esistono alternative che consentono di restare in regola. Questo va detto, poi bisogna valutare se può convenire o meno operare con una partita Iva agevolata. Dipende dai casi, per alcuni può essere molto vantaggioso anche con poche vendite. Bisogna analizzare in dettaglio la situazione. E’ quello che consiglio a tutti in questi casi. Se vuole sono a disposizione e la contatto in privato.

  17. Se si vende su marketplace si deve operare con partita Iva. Non esiste una normativa che consenta di operare online come commercianti senza partita Iva.

  18. Buongiorno,
    mi piacerebbe partecipare ad un mercatino di Natale in Piemonte proponendo beni alimentari assemblati da me, principalmente con alimenti secchi o disidratati. Gli ingredienti sarebbero acquistati da altri. Non il classico cestino ma qualcosa di più creativo.
    Come si configurerebbe, a quale normativa devo fare riferimento, e di cosa devo essere in possesso?
    Grazie

  19. Come detto più volte gli hobbisti non sono i soggetti che esercitano questa attività. Trattasi di attività artigianale o commerciale, a seconda dei casi.

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