Il quadro RX e l’utilizzo dei crediti di imposta

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Il quadro RX del modello Unico S.C. accoglie le modalità di utilizzo dei crediti d’imposta e delle eccedenze di versamento a saldo, relativi all’Ires e all’Iva. 

Il quadro RX del modello Unico S.C. deve essere compilato dai soggetti esercenti attività di impresa sotto forma di società di capitali per l’indicazione delle modalità di utilizzo dei crediti d’imposta e/o delle eccedenze di versamento a saldo, nonché per l’indicazione dell’Iva da versare o del credito d’imposta. Il quadro RX del modello Unico S.C. è composto dalle seguenti sezioni:

  • la prima, relativa ai crediti ed alle eccedenze di versamento risultanti dalla presente dichiarazione;
  • la seconda, relativa alle eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione che non trovano collocazione nei quadri del presente modello;
  • la terza, relativa all’indicazione del versamento annuale dell’Iva.

I crediti d’imposta e/o le eccedenze di versamento a saldo possono essere richiesti a rimborso, utilizzati in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997 o in diminuzione delle imposte dovute per i periodi successivi a quello cui si riferisce la presente dichiarazione. È consentito ripartire le somme a credito tra importi da chiedere a rimborso ed importi da portare in compensazione.

Vincoli alla compensazione dei crediti di imposte dirette – Ai sensi dell’articolo 1, comma 574, della Legge n. n. 147/2013 (legge di stabilità 2014), la compensazione “orizzontale” nel modello F24 di crediti di importo superiore a €. 15.000 annui, derivanti da:

  • imposte sui redditi (Irpef e Ires) e relative addizionali;
  • Irap;
  • ritenute alla fonte;
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi,

comporta l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione, da parte di un soggetto abilitato. In alternativa, i contribuenti sottoposti alla revisione legale dei conti, di cui all’articolo 2409-bis c.c., possono avvalersi della sottoscrizione delle dichiarazioni annuali apposta dai soggetti che esercitano il controllo contabile (Collegio sindacale, revisore contabile o società di revisione iscritti nell’apposito Registro).
A differenza di quanto previsto ai fini Iva, la compensazione in esame non presuppone la preventiva presentazione della dichiarazione (Circolare n. 10/E/2014 Agenzia delle Entrate). La suddetta circolare ha inoltre chiarito che il limite di €. 15.000 non è cumulativo, ma è riferito alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione (in pratica occorre fare riferimento al singolo codice tributo).

Limite annuo di compensazione – L’articolo 9, comma 2, del D.L. n. 35/2013, convertito dalla Legge n. n. 64/2013, ha aumentato da €. 516.456,90 a €. 700.000, a decorrere dal primo gennaio 2014, il limite previsto dall’articolo 34, comma 1, della Legge n. 388/2000 in relazione all’ammontare, cumulativo, dei crediti d’imposta e contributivi che, per ciascun anno solare, possono essere:

  • utilizzati in compensazione nel modello F24, ai sensi del D.Lgs. n. 241/97;
  • rimborsati ai soggetti intestatari di conto fiscale, con la procedura c.d. “semplificata” prevista dal DM 28.12.93 n. 567 (si veda l’art. 25 del DLgs. 241/97).

Per effetto dell’articolo 35, comma 6-ter, del D.L. n. 223/2006, convertito dalla Legge n. 248/2006, il limite in esame (€. 516.456,90 fino al 2013 e €. 700.000 dal 2014) è peraltro elevato a €. 1.000.000 per i subappaltatori edili, qualora il volume d’affari registrato nell’anno precedente sia costituito, per almeno l’80%, da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto.

Determinazione del limite annuo – Il limite di €. 700.000 o €. 1.000.000 segue quindi una logica “di cassa”, in relazione alle compensazioni effettuate con il modello F24 in ciascun anno solare, indipendentemente dal periodo d’imposta del soggetto che le effettua e da quello di maturazione del credito. Ai fini del raggiungimento del limite di €. 700.000 o €. 1.000.000, non rilevano le compensazioni:

  • effettuate utilizzando disposizioni diverse dal D.Lgs. n. 241/97 (ad esempio, scomputo del credito IVA dalle successive liquidazioni periodiche, utilizzo del credito Irpef o Ires per diminuire i relativi versamenti in acconto, ecc.), anche se tale compensazione (c.d. “interna” o “verticale”) risulta esposta nel modello F24;
  • relative ai crediti d’imposta concessi per effetto di disposizioni di agevolazione o di incentivo fiscale (R.M. n. 86/E/99), per le quali tuttavia vige l’apposito limite di €. 250.000 introdotto dall’articolo 1, comma 53, della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008).

Quadro RX Sezione I: Crediti ed eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione – Nella sezione prima del quadro RX del modello Unico S.C. devono essere indicati i crediti d’imposta risultanti dalla presente dichiarazione e le eccedenze di versamento a saldo, nonché il relativo utilizzo. Nella colonna 1, va indicato l’importo a credito risultante dalla presente dichiarazione ed in particolare:

  • nel rigo RX 1 (Ires), l’importo a credito di cui al rigo RN 24, al netto dell’importo ceduto a società o enti del gruppo (rigo RN 25) e di quello utilizzato per il pagamento dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori derivanti da conferimenti a CAF (rigo RQ7). I soggetti aderenti al consolidato nazionale e/o mondiale, ovvero, le società che hanno optato, in qualità di partecipata, per la tassazione per trasparenza ovvero i trust devono riportare nella presente colonna l’importo risultante, rispettivamente, dal rigo GN 11 (o GC 11), dal rigo TN 9 e dal rigo PN 14, al netto dell’importo utilizzato per il pagamento dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori derivanti da conferimenti a CAF di cui al rigo RQ 7;
  • nel rigo RX 2 (eccedenza a credito di cui al quadro RK), l’importo a credito di cui al rigo RK 27;
  • nel rigo RX 3 (imposte sostitutive di cui al quadro RI), l’ammontare risultante dalla somma degli importi a credito indicati nei campi 22 della sezione I del quadro RI;
  • nel rigo RX 5 (imposta da tassazione separata di cui al quadro RM), l’importo a credito di cui al rigo RM 5, colonna 6;
  • nel rigo RX 19 (imposta sostitutiva di cui al quadro RQ, sezione XI-A), l’importo a credito di cui al rigo RQ 43, colonna 25;
  • nel rigo RX 20 (imposta sostitutiva di cui al quadro RQ, sezione XI-B), l’importo a credito di cui al rigo RQ 48, colonna 13;
  • nel rigo RX 21 (imposta sostituiva di cui al quadro RQ, sezione XII), l’importo a credito di cui al rigo RQ 49, colonna 7;
  • nel rigo RX 27 (imposta sostitutiva di cui al quadro RQ, sezione XVIII), l’importo a credito di cui al rigo RQ 62, colonna 20.

Nella colonna 2, va indicata l’eccedenza di versamento a saldo, ossia l’importo eventualmente versato in eccedenza rispetto alla somma dovuta a saldo per la presente dichiarazione. Nella presente colonna va indicato, inoltre, l’eventuale ammontare di credito, relativo al periodo ’imposta oggetto della presente dichiarazione, utilizzato in compensazione in misura superiore a quello che emerge dai corrispondenti quadri della presente dichiarazione o in misura superiore al limite annuale di €. 700.000 previsto dall’articolo 9, comma 2, del D.L. n. 35/2013, e spontaneamente riversato, secondo la procedura descritta nella Circolare n. 48/E/2002 (risposta a quesito 6.1) e nella Risoluzione n. 452/E/2008. Si precisa che l’importo del credito riversato deve essere indicato al netto della sanzione e degli interessi eventualmente versati a titolo di ravvedimento. La somma degli importi di colonna 1 e colonna 2 deve essere ripartita tra le colonne 3, 4 e 5.

Ravvedimento operoso dell’indebita compensazione – La Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 452/2008, infatti, ha ribadito che, ai fini del ravvedimento operoso, è necessario “ripristinare, a posteriori, la capienza iniziale del credito, attraverso il versamento di un importo corrispondente alla somma indebitamente utilizzata in compensazione, maggiorato degli interessi” e con il contestuale versamento della prevista sanzione del 30% ridotta con l’utilizzo del ravvedimento operoso. Ciò in quanto, a seguito della presentazione del modello F24, la Struttura di gestione dei versamenti unificati, di cui all’articolo 22 del D.Lgs. n. 241/97, conosce le compensazioni operate, ed è in grado di regolare le reciproche partite di debito e di credito (in pratica, gli importi a debito illegittimamente compensati sono comunque considerati pagati).

Divieto di compensazione in presenza di imposte iscritte a ruolo e non pagate – Ai sensi dell’articolo 31, comma 1, del D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge n. 122/2010, è vietata la compensazione nel modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/97, di crediti di imposte erariali, in presenza di imposte erariali iscritte a ruolo e non pagate. In particolare, l’utilizzo in compensazione dei suddetti crediti è vietato in presenza di debiti:

  • iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori;
  • di ammontare superiore a €. 1.500;
  • per i quali sia scaduto il termine di pagamento.

Quadro RX Sezione II: Crediti ed eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione – La presente sezione accoglie esclusivamente la gestione di eccedenze e crediti del precedente periodo d’imposta che non possono confluire nel quadro corrispondente a quello di provenienza, al fine di consentirne l’utilizzo con l’indicazione degli stessi nella presente dichiarazione. La compilazione della presente sezione può avvenire nei seguenti casi:

  • il contribuente non è più tenuto a compilare un quadro che precedentemente chiudeva a credito;
  • la dichiarazione precedente è soggetta a rettifica a favore del contribuente per versamenti eccedenti ma il quadro non prevede il riporto del credito, come avviene prevalentemente per le imposte sostitutive;
  • presenza di eccedenze di versamento rilevate dal contribuente dopo la presentazione del modello Unico e/o comunicate dall’Agenzia delle entrate a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione.

Quadro RX Sezione III: Determinazione dell’Iva da versare o del credito d’imposta – La presente sezione contiene i dati relativi all’Iva da versare o all’Iva a credito e deve essere compilata dai soggetti che non presentano la dichiarazione annuale Iva in via autonoma. Riportiamo di seguito i vincoli alla compensazione dei crediti Iva. L’articolo 10 del D.L. n. 78/2009 (convertito dalla Legge n. n. 102/2009) e l’articolo 8, comma 18 – 20, del D.L. n. 16/2012 (convertito dalla Legge n. 44/2012) hanno introdotto alcuni vincoli in materia di compensazione “orizzontale” nel modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/97, dei crediti Iva, in particolare:

  • la compensazione dei crediti di importo superiore a €. 5.000 annui può essere effettuata solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza trimestrale (modello TR) dalla quale emergono;
  • l’obbligo, per la compensazione di crediti (annuali o trimestrali) superiori a €. 5.000 annui, di utilizzare per la presentazione dei modelli F24 esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, secondo modalità tecniche definite della stessa Agenzia con il
    provv. 21.12.2009;
  • l’obbligo che la dichiarazione annuale Iva, dalla quale emerge il credito di importo superiore a €. 15.000 da utilizzare in compensazione nel modello F24, rechi l’apposizione del visto di conformità da parte di un soggetto abilitato (dottore commercialista, esperto contabile o consulente del lavoro), oppure la sottoscrizione del soggetto cui è demandato il controllo legale dei conti (collegio sindacale), attestante la verifica della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione.

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