Istanza di rimborso imposte: la procedura

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Il contribuente che ha versamento imposte, in realtà non dovute, ha diritto al rimborso deve inoltrare l’apposita richiesta all’ufficio competente entro determinati termini. Tutte le informazioni utili e il modello di istanza di rimborso.

Una delle situazioni più annose nelle quali può trovarsi un contribuente è sicuramente quella di aver pagato un’imposta, che in realtà si è rivelata poi non dovuta.

Poco importa, in questi casi, se l’errore da cui è scaturito il pagamento indebito è stato proprio o dell’Amministrazione finanziaria: la regola è che chi ha pagato un’imposta non dovuta o superiore a quella richiesta ha diritto ad ottenere il rimborso.

I motivi di un versamento non dovuto possono essere i più disparati: versamenti in base ad avvisi di accertamento errati, versamenti effettuati due volte. In ogni caso il contribuente ha diritto di essere rimborsato, con modalità diverse a seconda del tipo di imposta versata.

Vediamo adesso tutte le informazioni utili per predisporre e presentare una istanza di rimborso per imposte pagate ma non dovute.

Rimborsi da dichiarazione

Quando dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito e nella compilazione del quadro RX del modello Redditi Persone Fisiche il contribuente ha indicato di voler avere il rimborso (la scelta alternativa sarebbe quella del riporto del credito all’anno successivo o la compensazione del credito con altri tributi da versare), l’Agenzia delle Entrate, eseguiti i normali controlli, rimborsa la somma spettante.

Se il contribuente non ha effettuato alcuna scelta, il credito viene considerato come eccedenza da utilizzare nella successiva dichiarazione. L’importo in questione potrà essere rimborsato solo su apposita richiesta del contribuente e dopo che l’Ufficio abbia verificato che lo stesso credito non è stato utilizzato in compensazione con il modello F24 o nelle dichiarazioni successive.

Chi utilizza il modello 730 può ottenere il rimborso direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, con la busta paga o la rata di pensione. Se, per qualunque motivo, il rimborso non è effettuato, si può presentare istanza di rimborso all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo in cui si risiede.

In tal caso, occorre allegare alla richiesta la certificazione con la quale il datore di lavoro, o l’ente pensionistico, attesta di non aver eseguito il conguaglio e di non aver quindi rimborsato le imposte.

E’ opportuno ricordare, a questo proposito che l’Agenzia delle Entrate, entro il mese di dicembre (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione del modello, se questa è successiva alla scadenza del 30 giugno), effettua dei controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a €. 4.000, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate.

L’istanza di rimborso

Per tutte le altre ipotesi di pagamenti non dovuti o eseguiti in eccesso rispetto a quanto dovuto, è necessaria, di regola, una domanda del contribuente, che deve essere presentata, a pena di decadenza, entro un determinato termine dal versamento.

L’istanza di rimborso deve essere presentata a mano o notificata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente in base al domicilio fiscale del soggetto richiedente (o, per le imposte indirette, all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione).

Deve inoltre essere redatta su carta semplice e deve contenere, innanzitutto, i dati anagrafici e l’attività svolta dal richiedente, le indicazioni in merito alla data, alla natura (saldo o acconti) e all’anno di imposta dei versamenti di cui si chiede il rimborso, allegandone anche, per sicurezza una copia.

I termini di presentazione

Come abbiamo visto, ai fini della sua validità, l’istanza di rimborso deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro un determinato periodo di tempo, che vari nel caso in cui si tratti di una imposta diretta o indiretta.

Termine di decadenza per le istanze di rimborso

DOMANDA DI RIMBORSO PERTERMINE DI DECADENZA
Imposte sui redditi (Irpef, Ires e imp. sostitutive)48 mesi
Versamenti diretti48 mesi
Ritenute operate dal sostituto d’imposta48 mesi
Ritenute dirette operate dallo Stato e da altre P.A.48 mesi
Imposte indirette (registro, successioni e donazioni, bollo, eccetera)36 mesi

In ogni caso il diritto di chiedere il rimborso si prescrive in quattro anni dalla data del pagamento dell’indebito.

La risposta da parte delle Entrate

Una volta presentata l’istanza di rimborso, con i termini e le modalità sopra indicate, non resta che attendere una possibile risposta, positiva negativa o assente, da parte dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, possono verificarsi tre ipotesi:

La domanda è accolta

Se il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale, il rimborso, qualunque sia l’importo, viene accreditato su quel conto.

Tuttavia, in caso di conto corrente chiuso o di coordinate comunicate o acquisite in modo errato, l’accredito della somma non va a buon fine.

La comunicazione delle coordinate bancarie o postali presso cui il contribuente desidera l’accredito dei rimborsi può essere effettuata in ogni momento, a prescindere dall’ammontare del rimborso atteso e senza che sia necessario alcun invito da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente bancario o postale, il rimborso viene erogato con modalità diverse a seconda della somma da riscuotere:

  • Per gli importi fino a €. 999,99, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d’identità, può riscuotere il rimborso in contanti;
  • Per gli importi oltre €. 999,99 e fino a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, al contribuente arriva un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, unitamente a un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Se il contribuente non consegna il modello e non fornisce le coordinate del proprio conto, il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia;
  • Per gli importi superiori a €. 51.645,69, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

La domanda è respinta

In questo caso vi è un’apposita comunicazione che vi sarà notificata dall’Agenzia e che vi spiegherà i motivi del mancato accoglimento della vostra istanza.

In questo caso, il contribuente può presentare Istanza di reclamo/mediazione oppure il ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto;

L’ufficio non risponde

In questo caso siamo di fronte al c.d. “silenzio rifiuto“,  e la domanda di rimborso deve ritenersi respinta. Trascorsi almeno 90 giorni dalla presentazione della domanda ed entro il termine di prescrizione, ordinariamente decennale, l’interessato può presentare l’istanza di reclamo/mediazione o ricorrere alla Commissione tributaria.

Come potete immaginare se la riposta è negativa le vostre speranze di ottenere il rimborso non finisco qui, ma dovete tentare una via più articolata, che richiederà la consulenza di un dottore commercialista, o di un avvocato esperto in materia fiscale.

Istanza di reclamo mediazione

In caso di diniego espresso o di rifiuto tacito al rimborso (c.d. “silenzio-rifiuto“), che si forma trascorsi 90 giorni dalla proposizione della domanda, il contribuente (in persona o attraverso  i suoi consulenti), può intraprendere la via del contenzioso.

Dovrà, però, prima presentare l’istanza di reclamo/mediazione (e non il ricorso) se l’imposta di cui chiede il rimborso non supera i €. 20.000.

Per il valore della lite, si deve fare riferimento all’imposta chiesta a rimborso, al netto di interessi o altri accessori. Se la domanda di rimborso riguarda più annualità, il valore della lite è dato dall’importo di ogni singolo periodo d’imposta.

Nell’atto di reclamo/mediazione da notificare all’Ufficio competente, il contribuente dovrà chiedere al giudice tributario il riconoscimento del rimborso. Inoltre, il contribuente o l’ufficio potranno proporre una mediazione.

Se sono trascorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o si è conclusa la mediazione o in caso di rigetto, il contribuente avrà 30 giorni per depositare il reclamo in Commissione Tributaria Provinciale, con il contestuale versamento del contributo unificato.

Rimborso d’ufficio

Come si è visto, il rimborso è generalmente subordinato alla presentazione dell’istanza da parte del contribuente. In alcune ipotesi, invece, il rimborso deve avvenire d’ufficio: cioè l’Amministrazione finanziaria, non appena riscontra un credito del contribuente, è tenuta a rimborsarglielo di propria iniziativa.

È il caso dei crediti risultanti durante il controllo formale o la liquidazione della dichiarazione dei redditi oppure delle somme indebitamente riscosse a causa di errori materiali e duplicazioni imputabili all’Agenzia delle Entrate.

In questo caso è la stessa Agenzia delle Entrate a comunicarvi l’importo del vostro credito, lasciando a voi soltanto il compito di comunicare l’Iban del vostro conto corrente per ottenere l’accredito.

Rimborso di imposte pagate con ruolo

L’istanza di rimorso finora esaminata riguarda le ipotesi in cui le somme indebitamente versate non siano state riscosse mediante ruolo dall’Amministrazione finanziaria.

Quando vi è stata già iscrizione a ruolo delle imposte, come ad esempio nel caso in cui il contribuente abbia presentato un ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale, ed abbia contestualmente provveduto al versamento di 1/3 delle imposte, qualora la sentenza sia favorevole allo stesso contribuente, egli ha diritto di ricevere indietro le imposte versate.

In questo caso è la stessa Agenzia delle Entrate, che si attiva per fare ottenere al contribuente l’importo versato, nei 90 giorni successivi. In questo caso al rimborso provvederà l’Agente della riscossione su incarico dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate. In caso di inerzia, comunque il contribuente può tutelarsi chiedendo la condanna dell’Amministrazione finanziaria al rimborso delle somme indebitamente riscosse.

36 comments

  1. FIORENZO GOTTI

    Locale commerciale dato in affitto. Abbiamo effettuato entrambi (sia io che l’affittuario) il pagamento dell’imposta registro annuale del contratto. Chi deve e come chiedere/ottenere il rimborso? Grazie

  2. Sul contratto è indicato a chi spetta il pagamento, l’altro soggetto può chiedere il rimborso. Se il pagamento dell’imposta di registro è a carico di entrambi, decidete tra voi chi deve chiedere il rimborso.

  3. Salve, io vorrei sapere in quanto tempo viene erogato il rimborso. Il marzo scorso ho presentato domanda di rimborso per un importo superiore versato nella dichiarazione di successione. La domanda è stata accolta e devo dire che al mio sollecito inviato via mail pochi giorni fa ho ricevuto anche gentile risposta dall’agenzia, scoprendo altresì che il rimborso dovutomi è persino superiore a quello che pensavo, ma a quanto pare i tempi per l’accredito sarebbero decisi dalla sede centrale di Roma…qualcuno sa dirmi quali sono? Grazie 🙂

  4. Salve Maria, non è possibile stimare i tempi perché dipendono dalle disponibilità finanziarie della sede centrale. L’unica cosa che può farsi dire è quale mese stanno rimborsando, in base alle istanze accolte.

  5. Manuela Nissotti

    Buongiorno, avendo rateizzato il pagamento di un’imposta successivamente rivelatasi non dovuta (omessa registrazione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, il cui mancato perfezionamento è stato giudizialmente accertato) vorrei sapere se con l’istanza di rimborso posso chiedere che mi vengano refuse anche le spese di pagamento rata (da 1,25 Euro per quelle pagate in Posta fino a 3 euro per quelle pagate in Banca) oppure se posso avere rimborsato solo l’importo della rata. Grazie fin d’ora

  6. Le spese di pagamento non possono essere oggetto di rimborso.

  7. Buongiorno. Ho chiuso la partita IVA da ditta individuale al 31/12. Gli acconti Irpef e Inps versati a novembre certamente superano di parecchio le tasse che dovrò pagare per l’anno 2017. Non effettuerò successive dichiarazioni dei redditi in quanto trasferirò la residenza fiscale all’estero, quindi non posso andare in compensazione. Posso recuperare sia Irpef che Inps? Quando e a chi dovrei presentare domanda?
    Grazie

  8. Dovrà presentare l’ultima dichiarazione dei redditi in Italia, chiedendo il credito Irpef e Inps a rimborso.

  9. Alberto Bellando

    Buongiorno a mio padre (pensionato invalido ) che percepisce una pensione netta di 6500 euro all’anno, allora la pensione di dicembre non gli è stata pagata inclusa la tredicesima ma gli è stata pagata con quella di gennaio da questo complessivo di 1500 gli sono stati addebitati 320 euro con la causale pagamento di imposta irpef anni precedenti ora la questione è se il reddito di mio padre è rimasto invariato questo irpef da dove sla saltata fuori, e anche se fosse stato dovuto, ogni anno i miei hanno diritto a 950 euro di detrazione perche hanno me a carico e hanno anche diritto se non sbalgio anche alla detrazione del pagamento del tiket, l’inps cosa ha fatto invece di tenere conto di queste detrazioni gli ha addebitato/decurtato questi soldi direttamente dasgli arretrati e oltretutto a non non è pervenuta nessuna lettera o documentazione (ovvero calcoli o prove ) ce ne siamo accorti perche sull’estratto conto di mio padre c’era la tabella con l’importo di 320 euro e a fianco la causale c’era scritto imposta irpef anni precedenti. cosa dobbiamo fare?? possono prendere soldi senza argomentare il motivo per cui li prendono? e possono prendere soldi anche quando si ha diritto alle detrazioni ma loro non ne hanno tenuto conto? in questo caso che noi abbiamo diritto alle detrazioni ma i soldi sono stati presi lo stesso cosa dobbiamo fare per riaverli indietro?

  10. Per prima cosa bisogna verificare se la tassazione è stata corretta. Poi eventualmente, si potrà chiedere il rimborso. Faccia vedere il tutto ad un Commercialista di fiducia.

  11. Ho presentato 730 per rimborso IRPEF legge sugli affitti 2014/15/16 senza sostituto Accludendo coordinate bancarie. A tutt’oggi nulla…

  12. Chieda info all’ufficio rimborsi dell’Agenzia delle Entrate competente.

  13. Tommaso Piccolo

    Cittadino italiano residente all’estero.Ho presentato istanza di rimborso imposta ricevuta dall’Agenzia di Pescara il 19/6/2013.Il 7/10/2015 detta Agenzia mi ha richiestodi fornire le coordinate bancarie.La lettera e’ stata da me ricevuta il 15/10/2015 ed in essa era indicato che se non avessi risposto entro 30 giorni l’Ufficio avrebbe considerate tale circostanza come rinuncia al rimborso.Mi sono precipitato a rispondere e la mia comunicazione e’ pervenuta all’Agenzia il 5/11/2015 (come da dati forniti dale Poste italiane).A tuttoggi non ho ricevuto alcuna comunicazione di versamento e probabilmente non la ricevero’ mai.Tanto per parlare di tempi lunghi.

  14. Non è detto che non riceverà mai il rimborso. Chieda lo stato di avanzamento della pratica all’ufficio rimborsi dell’Agenzia di Pescara. Se la pratica è terminata i tempi dipendono soltanto dalla disponibilità di denaro dall’Erario.

  15. ho uina figlia di 6 anni nata all’esterop (Cuba) nel 2012 ed e’cittadiona otaliana fino ad oggi (20/06/2018) non SONO MAI STATE OPERATE LA DETRAZIONE DELLírpef PER MIA FIGLIA. oRA C\HIEDO IL RIMBORSO DELLE TRATTENUTE IRPEFG A PARTIRE DALLA NASCITA DI MIA FIGLIA AD OGGI. HO DIRITTO AL RIMBORSO DELL’IRPEF A CURA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE?? SONO PENSIONATO UNIREDDITO E NON PRESENTO IL MODELLO 730.
    GRAZIE

  16. Per poter sfruttare queste detrazioni non godute dovrebbe ripresentare tutte le dichiarazioni dei redditi relative alle annualità non ancora prescritte, chiedendo poi gli eventuali crediti a rimborso. Si tratta comunque di una procedura complessa e che ha dei costi, quindi da valutare bene in termini di convenienza.

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