Scontrino fiscale: le regole di emissione

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Lo scontrino fiscale è il documento che certifica il corrispettivo percepito dai commercianti al minuto che effettuano cessioni di beni in locali aperti al pubblico. 

La certificazione del corrispettivo, mediante scontrino fiscale o ricevuta fiscale riguarda, in generale, le operazioni per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura.

Lo scontrino fiscale deve essere emesso dai commercianti al minuto e dai soggetti ad essi assimilati (bar, farmacie, ristoranti, parrucchieri, alberghi, ecc), per certificare i corrispettivi percepiti.

Vediamo di seguito, nella nostra guida, tutte le regole che riguardano l’emissione dello scontrino fiscale.

Soggetti obbligati

Ai sensi dell’articolo 22 del DPR n. 633/72 l’obbligo di certificazione dei corrispettivi riguarda i soggetti passivi Iva che pongono in essere operazioni imponibili per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura (se non è richiesta dal cliente).

Si tratta dei soggetti che svolgono attività di:

  • Commercio al minuto – Soggetti che effettuato cessioni di beni in luoghi aperti al pubblico, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio, o in forma ambulante. Si considera locale aperto al pubblico quello in cui il pubblico può liberamente accedere nelle ore di apertura, indipendentemente dalla natura dei beni ceduti e dalle qualità del soggetto cedente;
  • Soggetti assimilati al commercio al minuto – Si tratta di coloro che effettuano le seguenti operazioni:
    • prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande effettuate in pubblici esercizi;
    • prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;
    • prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;
    • prestazioni di custodia di titoli e altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie.

Scontrino ed emissione della fattura

Se viene emessa fattura immediata, purché contemporaneamente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione, non occorre emettere lo scontrino fiscale.

Se, invece, la fattura è emessa successivamente, è necessario emettere anche lo scontrino fiscale al momento della consegna del bene (Circolare Ministeriale n. 97/E/97).

Lo scontrino deve essere rilasciato al soggetto che effettua l’acquisto  del bene o utilizza il servizio prestato. In linea generale tale soggetto coincide con il soggetto che acquirente o committente in senso giuridico, cioè colui il quale vedrà addebitarsi la prestazione e ne sosterrà il relativo costo.

Contenuto dello scontrino fiscale

Lo scontrino fiscale deve contenere le seguenti indicazioni, ciascuna con un proprio capoverso:

  • Ditta, denominazione o ragione sociale ovvero nome e cognome dell’emittente;
  • Numero di partita Iva dell’emittente;
  • Dati contabili:
    • corrispettivi parziali;
    • eventuali sconti o rettifiche;
    • eventuali subtotali;
    • eventuali rimborsi per restituzioni di vendite o imballaggi cauzionati;
    • totale dovuto, preceduto dalla dicitura “Totale” che deve essere eseguita con particolare evidenza grafica;
  • Data, ora di emissione e numero progressivo;
  • Logotipo fiscale e numero di matricola dell’apparecchio.

Termini di emissione

Lo scontrino fiscale deve essere emesso, rispettando le seguenti tempistiche:

  • Per le prestazioni di servizi – al momento del pagamento del corrispettivo, ovvero al momento della ultimazione della prestazione, se questa è anteriore al pagamento; in tale ultimo caso, sussiste l’obbligo di indicare sullo scontrino che il corrispettivo non è stato pagato, in tutto o in parte;
  • Per le cessioni di beni – al momento del pagamento del corrispettivo, ovvero al momento della consegna del bene, se questa è anticipata rispetto al pagamento.

I misuratori fiscali

Il rilascio dello scontrino avviene mediante l’uso di particolari apparecchi, detti misuratori fiscali, che possono classificarsi in: speciali registratori di cassa; terminali elettronici; bilance elettroniche munite di stampante. E’ comunque obbligatoria l’emissione dello scontrino in forma cartacea, mentre non è possibile la trasmissione dello scontrino, in via elettronica tramite sistemi informatici (Circolare n. 36/E/06).

Tutti gli apparecchi devono rispondere a specifiche prescrizioni tecniche. I produttori o importatori degli apparecchi devono presentare al Ministero dell’Economia e delle finanze un’apposita domanda al fine di ottenere uno specifico decreto di approvazione per ciascun modello che intendono commercializzare.

Inoltre, anteriormente alla commercializzazione, i misuratori fiscali devono essere sottoposti ad apposito controllo di conformità alle prescrizioni stabilite dal decreto di approvazione da parte del personale tecnico degli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio. L’esito positivo del controllo è attestato mediante apposizione di un bollo fiscale.

Una volta acquistato il misuratore fiscale (a titolo di proprietà, comodato, noleggio, ecc), il committente può installarlo nel proprio esercizio in maniera autonoma, a condizione che esso sia già dotato di una targhetta di verificazione, di colore verde,  con data di scadenza ancora valida.

Se, invece, al momento della messa in servizio dell’apparecchio, la targhetta di verificazione è scaduta, essendo necessaria anche la sua verificazione periodica. In ogni caso il commerciante che ha installato il misuratore fiscale nel proprio locale deve seguire i seguenti adempimenti:

  • Annotazione immediata sul libretto di dotazione fornito dal produttore del misuratore fiscale. L’annotazione riguarda l’ultimo numero di azzeramento risultante al termine delle eventuali operazioni di prova, dichiarando l’integrità del bollo fiscale;
  • Presentazione dichiarazione di messa in servizio entro il giorno seguente. L’utente deve comunicare al competente ufficio delle Entrate l’avvenuta installazione dell’apparecchio. La dichiarazione deve essere sottoscritta dal tecnico che ha verificato l’apparecchio.

La chiusura giornaliera

Al termine della giornata lavorativa, il commerciante provvede a stampare, con apposito comando, lo scontrino di chiusura giornaliera. Le imprese che esercitano la loro attività su più turni per l’intero arco della giornata, devono eseguire la stampa dello scontrino di chiusura giornaliera al termine del turo che si conclude prima della mezzanotte (Circolare Ministeriale n. 60/E/83).

Per gli esercizi commerciali che protraggono la loro attività oltre le ore 24 (bar, ristoranti, ecc), lo scontrino di chiusura giornaliera deve essere stampato entro le ore 24 di ciascun giorno. Tuttavia, per le attività di intrattenimento e di spettacolo che si protraggono oltre le ore 24 (teatri, discoteche, ecc), lo scontrino di chiusura giornaliera deve essere emesso al termine di effettivo svolgimento dell’attività, con riferimento alla data di inizio dell’evento.

I dati dello scontrino di chiusura vengono memorizzati in maniera incancellabile nella memoria fiscale dell’apparecchio, che li conserverà per un periodo di circa 7 anni.

Sanzioni per mancata emissione dello scontrino

La mancata emissione dello scontrino comporta, per il commerciante, una sanzione amministrativa del 100% dell’Iva evasa, calcolata sul prezzo di cessione del bene o del servizio venduto e comunque per un importo non inferiore ai €. 516.

Operazioni escluse dalla certificazione mediante scontrino fiscale

Sono escluse (art. 12, comma 2, della Legge n. 413/91) dall’obbligo della certificazione mediante emissione dello scontrino fiscale le seguenti operazioni:

  • Cessioni di:
    • tabacchi e altri beni commercializzati esclusivamente dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato;
    • beni iscritti in pubblici registri; carburanti e lubrificanti per autotrazione;
    • prodotti agricoli ovunque commercializzati dai produttori agricoli in regime speciale (articolo, comma 17, del D.L. n. 331/93);
    • beni se risultanti da fattura accompagnatoria o da bolla di accompagnamento, o documento equipollente, da cui risulti l’ammontare del corrispettivo;
    • giornali quotidiani, periodici, supporti integrativi, libri non di antiquariato;
  • le prestazioni rese da notai per le quali sono previsti compensi in misura fissa nonché per i protesti di assegni e cambiali.

Sono esonerate dall’obbligo di certificazione le seguenti operazioni e categorie di contribuenti:

  • vendite con apparecchi automatici a gettone o a moneta (anche per operazioni effettuate con tessere magnetiche o altri mezzi sostitutivi del denaro);
  • prestazioni da apparecchi da trattenimento o divertimento in luoghi pubblici, locali aperti al pubblico, circoli e associazioni di qualunque specie;
  • spettacoli e attività similari (soggette ad imposta sugli spettacoli non in regime normale Iva) per corrispettivi certificati dal biglietto di ingresso o di prima consumazione;
  • attività diverse per le quali l’imponibile è determinato forfettariamente su scala nazionale ai sensi dell’articolo 14 del DPR n. 640/72;
  • somministrazioni di alimenti e bevande in mense aziendali, scolastiche, universitarie, popolari, eccetera, gestite direttamente da enti pubblici e di assistenza e beneficenza;
  • traghetti con barca a remi (compresi gondolieri della Laguna di Venezia) e trasporto a trazione animale;
  • custodia e amministrazione titoli e altri servizi delle banche, finanziarie, fiduciarie, S.I.M.;
  • operazioni esenti da Iva ai sensi dell’articolo 10 del DPR n. 633/72, quali operazioni di credito, di assicurazione, valute estere e monete da collezione, riscossione tributi da parte delle banche, giochi, locazioni e affitti di abitazioni, servizi relativi a posta e telegrafo, prestazioni di biblioteche, visite a musei, giardini zoologici, eccetera;
  • prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone effettuate dall’esercente;
  • prestazioni di barbieri, parrucchieri, estetisti, sarti, calzolai, eccetera, effettuate in luoghi stabiliti in base a convenzioni con la Pubblica Amministrazione (caserme, ospedali, eccetera);
  • prestazioni di spazzacamini, nonché quelle rese in forma itinerante, da ciabattini, ombrellai, arrotini;
  • prestazioni di rammendatrici e ricamatrici senza collaboratori e dipendenti;
  • venditori ambulanti di palloncini, gelati, dolciumi, castagne e simili non muniti di attrezzature motorizzate e altre categorie che esercitano, senza attrezzature, il commercio di beni di modico valore, con esclusione di quelli operanti nei mercati rionali;
  • autoscuole per le prestazioni di preparazione agli esami di guida;
  • agenzie di viaggio per le prenotazioni di servizi in nome e per conto del cliente;
  • parcheggi di veicoli quando la determinazione o il pagamento del corrispettivo è effettuata mediante apparecchiatura a gettone, tessera, moneta, eccetera, indipendentemente dalla presenza di addetti;
  • tutte le operazioni delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla Legge n. 398/91 e associazioni senza scopo di lucro (quali pro loco) assimilate che optano per l’applicazione forfettizzata dell’Iva;
  • accessi alle stazioni ferroviarie;
  • servizi di deposito bagagli;
  • utilizzazione di servizi igienico-sanitari pubblici;
  • prestazioni di dormitori pubblici;
  • vendite per corrispondenza e a domicilio se la consegna dei beni non è contestuale alla raccolta dell’ordine;
  • cessioni di prodotti agricoli effettuate da soggetti in regime speciale;
  • operazioni di enti pubblici territoriali, enti di assistenza, beneficenza, previdenza, Unità sanitarie locali, istituzioni pubbliche di cui all’art. 41 della Legge n. 833/78, enti obbligati alla contabilità pubblica, escluse le operazioni delle farmacie.

Le operazioni di seguito riportate, sono ora esonerate da certificazione per le sole operazioni previste dai decreti ministeriali ivi citati, per le quali non sussiste obbligo di emissione della fattura:

  • prestazioni dell’Associazione italiana Croce Rossa (D.M. 4 marzo 1976);
  • servizi di telecomunicazioni (D.M. 13 aprile 1978);
  • enti concessionari di autostrade (D.M. 20 luglio 1979);
  • esattori comunali e consorziali (D.M. 2 dicembre 1980);
  • somministrazione di gas, acqua, luce, manutenzione fognature riscosse tramite ruolo (D.M. 16 dicembre 1980);
  • somministrazione di acqua, gas, vapore e teleriscaldamento (D.M. 16 dicembre 1980);
  • traghettamento di automezzi commerciali e privati tra porti nazionali (D.M. 22 dicembre 1980);
  • enti e società di credito e finanziamento (D.M. 26 luglio 1985);
  • utilizzo di infrastrutture nei porti, autoporti, aeroporti e scali ferroviari (D.M. 19 settembre 1990);
  • tassisti (D.M. 29 luglio 1994, con effetto dall’8 giugno 1994);
  • stabilimenti balneari (D.M. 10 maggio 1995, con effetto dal 15 maggio 1995) con esclusione della somministrazione di alimenti e bevande e delle attività non connesse alla principale.

10 comments

  1. Buongiorno,
    Il suo articolo è molto interessante ed esaustivo.
    Non ho però trovato risposta al mio dubbio: per vendite on line di beni da impresa italiana con partita iva a clienti privati in altri paesi UE può essere emesso lo scontrino o serve necessariamente la fattura?
    Grazie anticipatamente

    • Fiscomania

      In questo articolo non è indicata la disciplina che riguarda le vendite in E-commerce. La vendita di beni in E-commerce non prevede la certificazione del corrispettivo con l’emissione dello scontrino, ma essendo una vendita assimilata a quelle per corrispondenza, è necessario annotarla nel registro dei corrispettivi di cui all’articolo 24 del DPR n. 633/73. Per maggiori info: “E-commerce: guida alla disciplina fiscale“.

  2. Katiuscia Femia

    Vorrei sapere perché in alcuni negozi o supermercati rilasciano uno scontrino privo dei singoli prodotti e relativi prezzi ma col solo ammontare totale. Sono legali? È stata fatta molta informazione sul fatto che alcuni supermercati indicano un prezzo a scaffale che sale in scontrino per cui verificare sempre, come si può se nello scontrino non ci sono i singoli prezzi?Spero in una Vs cortese risposta, distinti saluti

    • Fiscomania

      Lo scontrino deve riportare l’indicazioni dei prodotti o delle categorie di prodotti acquistati. Altrimenti lo scontrino non è regolare.

  3. Buongiorno, un ambulante estero che viene in Italia a fare un evento/fiera oltre alla partita iva temporanea deve avere anche una cassa fiscale Italiana oppure usare quella del paese di provenienza? non riesco a trovare una risposta concreta.
    Ringrazio
    Alessandro

  4. salve, in un evento tipo mercato/fiera si possono usare contestualmente sia il registratore fiscale che gli scontrini/ricevute cartacei ?

    • Fiscomania

      Si deve utilizzare un metodo, non entrambi. Deve scegliere tra registratore fiscale e ricevute fiscali ed utilizzare quello per tutta la giornata.

  5. buongiorno il coltivatore diretto che quotidianamente espone e vende la sua merce in un mercato ortofrutticolo rionale (ufficiale ed attrezzato), è obbigato al rilascio di scontrino?
    grazie

    • Fiscomania

      L’articolo 34, comma 6, del DPR n.633/72 prevede che i produttori agricoli applichino il regime di esonero Iva in presenza dei seguenti due requisiti:
      – nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a €. 7.000;
      – il volume d’affari sia costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli compresi nella I parte della tabella A allegata al DPR citato.
      Rispettando questi requisiti si è esonerati anche dall’emissione dello scontrino al momento della vendita dei prodotti.

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