Rateazione delle somme iscritte a ruolo: novità del D.lgs. n. 159/2015

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Il D.Lgs. n. 159/2015, è andato a modificare le modalità di rateazione delle somme iscritte a ruolo, prevedendo, che la decadenza si verifichi a seguito del mancato pagamento di cinque rate anziché otto, pure non consecutive. Di seguito le nuove modalità di rateazione.

Il D.Lgs. n. 159/2015, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 55 della Gazzetta Ufficiale n. 233/2015, in vigore dal 22 ottobre 2015, ha effettuato una vera e propria riforma della riscossione delle somme iscritte a ruolo, andando a modificare, sotto vari aspetti, l’istituto in oggetto, prevedendo, tra l’altro, che la decadenza dalla rateazione si verifica a seguito del mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive, e non più otto, e che la presentazione della domanda inibisca l’avvio di nuove azioni esecutive, nonché il fermo delle auto e l’ipoteca esattoriale. E’ stata poi ratificata, dal punto di vista legislativo, la prassi di Equitalia, consistente nell’ammettere i debitori alla rateazione senza richiedere alcun documento probativo dello stato di difficoltà finanziaria se gli importi non superano i €. 50.000. Infine, è stata ammessa la possibilità per il debitore di accedere nuovamente alla rateazione dopo esserne decaduto, previo pagamento delle rate insolute.

Vediamo di seguito tutte le nuove modalità per la richiesta di rateazione delle somme iscritte a ruolo.

L’articolo 19, comma 1, del DPR 602/73, così come modificato dal D.Lgs. n. 159/2015, stabilisce che, per i debiti di importo sino a €. 50.000, la rateazione viene concessa in base ad una istanza presentata dal debitore richiedente, senza che si renda necessario dimostrare lo stato di temporanea difficoltà finanziaria. Sebbene Equitalia, in via interpretativa,  non richiedesse già documentazione aggiuntiva alla semplice istanza, per la richiesta di rateazione sino ad importi fino a €. 50.000, l’articolo 15, comma 5, del D.Lgs. n. 159/2015 ha disciplinato normativamente il comportamento sinora tenuto dall’Agente della riscossione. L’importo di €. 50.000 è da calcolarsi computando le somme iscritte a ruolo residue, al netto di eventuali sgravi e/o pagamenti parziali e senza vagliare interessi di mora, aggi, spese esecutive e diritti di notifica.

Rateazione dei ruoli per le persone fisiche

Per le persone fisiche, e soggetti ad esse equiparati, le istanze di rateazione delle somme iscritte a ruolo, sono esaminate da Equitalia, prendendo in considerazione i seguenti elementi:

  • l’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare del debitore, introdotto dal D.Lgs. n. 109/98);
  • l’entità del debito, calcolata considerando le somme iscritte a ruolo residue e, quindi, al netto di eventuali sgravi e pagamenti parziali, senza computare interessi di mora, aggi e spese esecutive.

I soggetti equiparati alle persone fisiche sono le ditte individuali che hanno adottato uno dei seguenti regimi fiscali semplificati:

  • contabilità semplificata per le imprese minori (articolo 18 del DPR n. 600/73);
  • regime fiscale per i c.d. “contribuenti minimi”, previsto dall’articolo 1, commi 96/117 della Legge n. 244/2007 (direttiva Equitalia 13.5.2008 n. 17).

L’ISEE viene rilasciato, a seguito di specifica domanda, da Comuni, Centri di assistenza fiscale previsti dal D.Lgs. n. 241/97 (CAF) e dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) competente per territorio (articolo 4, comma 2, del D.Lgs. n. 109/98). Esso permette di individuare non solo la sussistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà ma anche il numero di rate concedibili (sul sito Internet di Equitalia è disponibile un simulatore di calcolo delle rate).

Rateazione ruoli per società e ditte individuali in contabilità ordinaria

Per le società, il concetto di momentanea situazione di obiettiva difficoltà è stato identificato con quello di temporanea difficoltà ad adempiere previsto dall’articolo 187 della Legge fallimentare, ovvero “uno stato di reversibile incapacità ad adempiere regolarmente alle obbligazioni” (direttiva Equitalia 13.5.2008 n. 17). La situazione di difficoltà economica viene esaminata, alla luce delle direttive di Equitalia, tramite un’analisi finanziaria basata sul c.d. “indice di liquidità“. I soggetti interessati dai suddetti parametri sono le società di capitali, le società di persone, le cooperative e mutue assicuratrici, gli enti non commerciali e le ditte individuali in contabilità ordinaria.

L’indice di liquidità è l’indice impiegato dagli analisti di bilancio per stabilire la maggiore o minore capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari a breve termine con le proprie disponibilità liquide, immediate e differite. Esso si ottiene sommando la liquidità immediata alla liquidità differita e dividendo il risultato ottenuto per le passività correnti:

  • se tale indice è uguale o superiore ad 1 (con ciò significando che l’impresa è in grado di far fronte alle uscite future, derivanti dall’estinzione delle passività a breve, con le entrate future provenienti dal realizzo delle poste maggiormente liquide delle attività correnti), non sussiste il requisito della temporanea difficoltà;
  • in presenza di un indice inferiore ad 1 è possibile concedere la dilazione (direttive Equitalia 13.5.2008 n. 17 e 1.3.2012 n. 7).

Indice di liquidità = (Liquidità differite + Liquidità correnti) / passività correnti

Relativamente alle rate, occorre procedere al calcolo del c.d. “indice Alfa”, dato dalla seguente formula:

Indice Alfa = Debito Complessivo / Valore della produzione × 100

La dilazione ottenibile dal risultato dell’Indice Alfa è la seguente:

  • Alfa compreso tra 0 e 2 massimo 18 rate;
  • Alfa compreso tra 2,1 e 4 massimo 36 rate;
  • Alfa compreso tra 4,1 e 6 massimo 48 rate;
  • Alfa compreso tra 6,1 e 8 massimo 60 rate;
  • Alfa superiore a 8,1 massimo 72 rate.

Le ditte individuali in contabilità ordinaria e gli enti associativi, in quanto non obbligati a redigere il bilancio nelle forme di cui agli articoli 2424 ss. c.c., potrebbero incontrare difficoltà a ricavare, dalle loro scritture contabili, i dati necessari a fornire una rappresentazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa. Per questa ragione tali soggetti determinano in forma aggregata l’indice di liquidità e l’indice Alfa e al denominatore dell’indice Alfa indicano il valore totale dei ricavi e dei proventi. Di seguito, il link di Equitalia con le bozze di domanda di dilazione reperibili sul sito Internet.

Istanza di rateazione/dilazione

Il differimento delle somme iscritte a ruolo postula la presentazione di un’istanza. La suddetta domanda, in carta semplice può essere presentata mediante consegna allo sportello, servizio postale oppure, per gli importi sino a €. 50.000, trasmessa per via telematica direttamente dal sito Internet di Equitalia. L’istanza deve contenere il domicilio eletto per il procedimento di dilazione, i documenti necessari ai fini della dimostrazione della stato di difficoltà economica e copia di un documento di riconoscimento. Si rammenta inoltre che, in base all’articolo 19 del DPR n. 602/73, l’istanza:

  • non deve essere corredata da alcuna garanzia;
  • può essere presentata anche a esecuzione avviata;
  • comporta l’applicazione degli interessi di dilazione ex articolo 21 del DPR n. 602/73.

La domanda può essere presentata a decorrere dal giorno in cui il contribuente ha ricevuto la cartella di pagamento, in quanto, da un lato, non è necessario attendere che spirino i sessanta giorni dalla notifica (momento a decorrere dal quale il debitore è ritenuto inadempiente ex articolo 25 del DPR n. 602/73), dall’altro, non è prevista alcuna inibizione alla dilazione nemmeno in caso di inizio della procedura espropriativa. Occorre però evidenziare che, se la prima rata del piano di dilazione viene pagata decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella, oltre agli importi iscritti a ruolo il debitore dovrà corrispondere, ai sensi degli articoli 17 del D.Lgs. n. 112/99 e 30 del DPR n. 602/73, anche gli aggi di riscossione nell’intera misura dell’8% delle somme iscritte a ruolo, e gli interessi di mora, calcolati sempre sulle somme iscritte a ruolo esclusi le sanzioni e gli interessi, i quali retroagiscono alla data di notifica della cartella di pagamento.

Effetti della presentazione dell’istanza di dilazione

Il DLgs. n. 159/2015 ha sostituito il comma 1-quater dell’articolo 19 del DPR n. 602/73. Per questo motivo nel momento in cui il debitore presenta l’istanza di rateazione delle somme iscritte a ruolo:

  • l’ipoteca esattoriale e il fermo dei beni mobili registrati possono essere adottati solo in caso di mancato accoglimento della domanda o di decadenza dalla dilazione, ma rimangono validi quelli disposti in un momento antecedente;
  • la rateazione non può essere concessa per le somme oggetto di verifica ai sensi dell’articolo 48-bis del DPR n. 602/73;
  • non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino all’eventuale rigetto.

Relativamente alla fase esecutiva, se la domanda è accolta, il pagamento della prima rata determina l’impossibilità di proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
Relativamente alle azioni esecutive, la prassi di Equitalia, di fatto, aveva anticipato il dettato legislativo, prevedendo che, se la dilazione fosse stata richiesta spirati i sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, non sarebbero state sospese le azioni esecutive in corso. È quindi opportuno presentare la domanda di dilazione, per quanto possibile, entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, posto che, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del DPR n. 602/73, prima di questo termine il debitore, ai fini esattivi, non è ancora considerato inadempiente, quindi non può essere soggetto a misure esecutive e/o cautelari. Infine, si fa presente che il debitore che ha ottenuto la rateazione può chiedere il documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Documenti da allegare all’istanza di dilazione

La produzione della documentazione da allegare all’istanza di rateazione varia in base alla natura del soggetto richiedente, in particolare a seconda del fatto che questi sia una persona fisica o una società. È pure necessario allegare alla domanda copia di un documento di riconoscimento.

  • Tutti i soggetti per importi sino a €. 50.000 – Serve la sola domanda di dilazione, senza ulteriore documentazione;
  • Persone fisiche e ditte individuali in regimi fiscali semplificati, per dilazioni superiori a €. 50.000 – Certificazione ISEE;
  • Società di capitali e società cooperative dotate di organo di revisione legale, per dilazioni superiori a €. 50.000 – Prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa, visura camerale aggiornata, copia dell’ultimo bilancio/relazione economico-patrimoniale approvata dall’organo di revisione legale;
  • Società di capitali e società cooperative non dotate di organo di revisione legale, per dilazioni superiori a €. 50.000 – Prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa, visura camerale aggiornata, copia dell’ultimo bilancio/relazione economico-patrimoniale approvata dall’assemblea;
  • Società di persone e ditte individuali in contabilità ordinaria (importi superiori a €. 50.000) – Prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa in forma aggregata, atto costitutivo o statuto, comunicazione del valore degli indici sottoscritta da un professionista abilitato.

Accoglimento dell’istanza di dilazione

Il provvedimento di accoglimento dell’istanza di rateazione deve contenere il piano di ammortamento del debito con indicazione della scadenza della prima e delle successive rate e l’importo complessivo da versare nonché quello delle singole rate, con evidenziato l’importo degli interessi di mora, degli aggi e delle spese esecutive.

Rigetto dell’istanza di dilazione

Prima di notificare il provvedimento di rigetto, l’Agente della Riscossione ha l’obbligo di comunicare i motivi che impediscono l’accoglimento della richiesta di rateazione. A tal fine, esso deve invitare il richiedente a presentare, nel termine di dieci giorni, eventuali osservazioni delle quali l’agente dovrà tenere conto nel provvedimento finale.

Impugnabilità del rigetto

La presentazione dell’istanza determina l’avvio di un procedimento amministrativo: ciò presuppone vi debba essere una tutela giurisdizionale nei confronti dei provvedimenti adottati nel predetto procedimento. Il diniego di rateazione, secondo varie pronunce delle Sezioni Unite, è impugnabile in sede tributaria, sulla base del carattere onnicomprensivo di tale giurisdizione (Cass. SS.UU. 1.7.2010 n. 15647, Cass. SS.UU. 7.10.2010 n. 20778 e Cass. SS.UU. 14.3.2011 n. 5928).

Il piano di ammortamento

Il piano di ammortamento viene predisposto, di regola, mediante l’adozione del metodo francese, e l’importo della singola rata dovrà essere arrotondato all’euro. Le rate possono al massimo essere 72, di importo non inferiore a €. 100, salvo casi di indigenza. Esse, a seguito del D.Lgs. n. 159/2015, possono anche essere pagate mediante domiciliazione bancaria, presso il conto indicato dal debitore. Tuttavia, il D.L. n. 16/2012 ha contemplato che il contribuente, in luogo della rata costante, può chiedere che il piano preveda rate variabili di importo crescente per ciascun anno.

Il tardivo versamento delle rate

Il comma 4, dell’articolo 19 del DPR n. 602/73 specifica che le rate scadono nel giorno di ciascun mese indicato nell’atto di accoglimento dell’istanza di dilazione. Ove il contribuente versi tardi una rata, sull’importo di essa sono dovuti:

  • gli interessi di mora dalla data di scadenza della rata versata tardivamente;
  • la differenza tra l’importo dell’intero aggio di riscossione e quello pari al 3,65% delle somme iscritte a ruolo, ove la dilazione sia stata chiesta prima della scadenza del termine di pagamento della cartella.

Il tardivo versamento delle rate non comporta, invece, l’applicazione delle sanzioni del 30% (articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97), in quanto inibite per i tributi iscritti a ruolo. L’articolo 21 del DPR n. 602/73 prevede che sulle somme oggetto di dilazione sono dovuti gli interessi da differimento, fissati nella misura del 4,5% annuo.

Decadenza dal beneficio della rateazione

L’efficacia del provvedimento di rateazione viene meno, a seguito delle innovazioni apportate dal D.Lgs. n. 159/2015 all’articolo 19 del DPR n. 602/73, nel caso di mancato versamento di cinque rate del piano, anche non consecutive. Evidenziamo che l’articolo 15, comma 5, del D.Lgs. n. 159/2015 specifica che le innovazioni operano dalle dilazioni concesse a decorrere dall’entrata in vigore del decreto, quindi per quelle pregresse la decadenza continua a verificarsi con il mancato pagamento di otto rate del piano, pure non consecutive. La decadenza dal beneficio della rateazione opera di diritto e non occorre che venga accertata con specifico atto amministrativo. In tale circostanza, l’intero importo iscritto a ruolo non ancora versato è automaticamente e immediatamente riscuotibile in unica soluzione (articolo 19, comma 3, lettera b) del DPR n. 602/73), con la conseguenza che verrà iniziata (o ripresa) l’azione di recupero coattivo delle predette somme.

Riammissione alla dilazione

Ai sensi dell’articolo 19, comma 3, lettera c) del DPR n. 602/73, così come riformato dal D.Lgs. n. 159/2015, se il debitore decade dalla dilazione, il carico può essere nuovamente rateizzato se, all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente saldate. In tal caso, il nuovo piano di dilazione può essere ripartito nel numero massimo di rate non ancora scadute alla medesima data. Quindi, a differenza di quanto accadeva nel sistema pregresso (ove, a seguito della decadenza, il carico non avrebbe potuto più essere dilazionato), ora il contribuente, se onora tutte le rate non pagate, può beneficiare ulteriormente della dilazione. Tuttavia, rimangono validi i fermi e le ipoteche disposti dopo la decadenza dalla dilazione o in un momento antecedente. Quando il contribuente viene riammesso alla dilazione, non possono essere effettuate ulteriori misure cautelari (fermi, ipoteche) così come nuove azioni esecutive. L’articolo 15, comma 5, del D.Lgs. n. 159/2015 specifica che le innovazioni operano dalle dilazioni concesse a decorrere dall’entrata in vigore del decreto (22 ottobre 2015).

Annullamento del Ruolo

La perdita di efficacia della rateazione si realizza anche nelle ipotesi in cui, in presenza di un contenzioso sull’iscrizione a ruolo, il giudice adito accolga il ricorso: nel suddetto caso, dovrà essere disposto lo sgravio dell’iscrizione a ruolo ad opera del soggetto che ha proceduto all’iscrizione stessa. Analoghe conseguenze si avranno nell’ipotesi in cui il soggetto che ha proceduto all’iscrizione a ruolo dia luogo in via di autotutela allo sgravio della stessa.

Proroga della rate

Il D.L. n. 201/2011, introducendo il comma, 1-bis all’articolo 19 del DPR n. 602/73, ha contemplato la possibilità che Equitalia, in costanza dei presupposti di legge, conceda una proroga della dilazione già accordata. La proroga può essere concessa se ricorrono, congiuntamente, due requisiti:

  • il peggioramento della temporanea difficoltà finanziaria, debitamente dimostrato;
  • l’assenza di cause di decadenza dal beneficio della dilazione.

La proroga della rateazione degli importi iscritti a ruolo può essere disposta una volta, per un ulteriore periodo sino a 72 mesi.

Modulistica per la rateazione

Di seguito potete trovare i link che vi rimandano alla modulistica presente sul sito di Equitalia per la richiesta di rateazione degli importi iscritti a ruolo.

  • Prima istanza piano ordinario per debito fino a 50 mila euro;
  • Prima istanza piano ordinario persone fisiche e ditte individuali per debiti superiori a 50 mila euro e piano straordinario per debiti di qualsiasi importo;
  • Istanza proroga piano ordinario per debito fino a 50 mila euro;
  • Istanza proroga piano ordinario persone fisiche e ditte individuali per debiti superiori a 50 mila euro e piano straordinario per debiti di qualsiasi importo;
  • Istanza successiva piano ordinario per debito fino a 50 mila euro;
  • Istanza successiva piano ordinario persone fisiche e ditte individuali per debiti superiori a 50 mila euro e piano straordinario per debiti di qualsiasi importo;
  • Istanza estensione piano a 120 rate.

3 comments

  1. Buonasera, quello che non è del tutto chiaro nel Comma 1 quater rivisionato nel 2015 (punto b) è l’impossibilità di ottenere la rateazione per le somme oggetto di verifica ai sensi dell’articolo 48-bis. Tale impossibilità si riferisce esclusivamente alle verifiche effettuate PRIMA della della richiesta di rateazione o anche a quelle effettuate nel periodo che va dalla richiesta alla sua accettazuione (o diniego )? Sembra un cavillo da poco conto ma così non è in quanto Equitalia può impiegare anche diversi mesi per lavorare una richiesta di rateazione.
    Grazie

  2. Buonasera, ho inoltrato online la richiesta di rateazione a Equitalia, la stessa è stata accettata e ho provveduto a pagare la prima rata.
    Ad un controllo sulla mia posizione le cartelle oggetto di rateazione sono sempre attive e non contrassegnate dal simbolo relativo; ad una richiesta sulla singola cartella non risulta la rateazione.
    In quanto tempo Equitalia aggiorna i dati ? in ogni caso l’accettazione della rateazione è vincolante per E.?
    grazie

    • Fiscomania

      L’accettazione della rateazione di cartelle esattoriali è vincolante per Equitalia, nel senso che la stessa non potrà avviare azioni esecutive per il recupero del credito fino a quando la rateazione risulta in essere. Quello che deve fare è verificare se Equitalia ha aggiornato la sua posizione ed eventualmente invitarla a farlo in tempi brevi. Solitamente la posizione viene aggiornata immediatamente al momento dell’accettazione della richiesta di rateazione. Si rechi agli sportelli e faccia presente la situazione.

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