Ricevuta fiscale: Istruzioni per l’uso

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Tutti i contribuenti titolari di partita Iva non obbligati all’emissione della fattura (commercianti al minuto, medici, etc), devono rilasciare, al momento della cessione del bene o della prestazione del servizio, la ricevuta fiscale (o lo scontrino fiscale). Guida ad emissione e compilazione della ricevuta fiscale.

Per la normativa italiana tutti i soggetti, titolari di Partita Iva, non obbligati all’emissione di fattura (articolo 22 del DPR n. 633/72) devono rilasciare Ricevuta Fiscale oppure lo Scontrino Fiscale.

Questi soggetti sono obbligati all’emissione di fattura solo se richiesta preventivamente dal cliente. Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 12, comma 1, della Legge n. 413/91.

La ricevuta fiscale è un documento che certifica l’avvenuto pagamento da parte di un soggetto debitore nei confronti di un altro soggetto, ovvero il creditore. La ricevuta fiscale è un documento che si rende necessario produrre nel momento in cui si effettua una transazione commerciale. Ad esempio per la vendita di un prodotto.

Prima di proseguire nell’analisi dettagliata relativa all’emissione di una ricevuta fiscale appare opportuno premettere che la ricevuta fiscale è quella emessa da soggetti dotati di partita Iva. I soggetti privati che emettono ricevute devono seguire le regole relative alle ricevutenon fiscali“. E’ il caso ad esempio degli Hobbisti.

Vediamo tutte le informazioni utili per rilasciare correttamente una ricevuta fiscale.

Ricevuta fiscale

Ricevuta fiscale: chi la emette?

Ai sensi dell’articolo 22 del DPR n. 633/72 l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente, non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

La Ricevuta fiscale si emette nei seguenti casi:

  • Cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;
  • Per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali, o mediante distribuzione automatica;
  • Per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;
  • Le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;
  • Per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;
  • Per le operazioni esenti Iva, indicate nei numeri da 1) a 5) e numeri 7), 8), 16), e 22) dell’articolo 10 del DPR n. 633/72;
  • Infine, per l’attività di organizzazione di escursioni, visite delle città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggio e turismo.

L’articolo 2 del DPR n. 696/1996 ha stabilito che non è obbligatoria l’emissione della ricevuta fiscale, se viene emessa fattura immediata, oppure in presenza di DDT o documenti di consegna idonei che permettano la fatturazione differita integrati con il corrispettivo dell’operazione.

In ogni caso, per i soggetti dotati di partita Iva, che acquistano beni da parte di commercianti al minuto, per l’esercizio della propria attività, è obbligatoria la richiesta di emissione della fattura. Ai sensi dell’articolo 22, secondo comma, del DPR n. 633/72.

La compilazione della ricevuta fiscale

La Ricevuta Fiscale deve essere emessa in duplice esemplare utilizzando modelli sostanzialmente conformi a quello approvato con D.M. 30.03.1992. La Ricevuta Fiscale può essere acquistata in blocchi da rivenditori autorizzati (tabacchi, edicole, ecc).

Al momento dell’acquisto è necessario presentare al rivenditore il proprio numero di partita Iva e la propria visura camerale (nel caso in cui siate soggetti tenuti all’iscrizione in Camera di Commercio, come artigiani e commercianti).

La Ricevuta Fiscale deve essere emessa in duplice copia: al cliente deve essere consegnato l’originale della ricevuta. Mentre, al soggetto emittente resterà la copia, che dovrà poi consegnare al proprio Commercialista che si occupa della tenuta della sua contabilità.

Questo in modo tale da adempiere gli obblighi Iva.

Elementi obbligatori della ricevuta fiscale

La Ricevuta Fiscale, ai fini della sua validità, deve contenere al suo interno, i seguenti elementi:

  • La numerazione progressiva effettuata per anno solare (n. 1, n. 2, n. 3, ecc);
  • La data di emissione. Ovvero, la data in cui si riceve il pagamento del corrispettivo;
  • I dati della propria attività: nome, cognome, eventuale ragione sociale, codice fiscale, partita Iva e indirizzo. I dati del soggetto che effettua il pagamento non devono essere inseriti;
  • Descrizione dei beni ceduti o dei servizi prestati, quantità degli stessi;
  • Importo totale della prestazione o della cessione, al lordo dell’Iva. Nelle ricevute fiscali l’Iva è incorporata al costo del bene o del servizio reso;
  • Se si tratta di prestazioni esenti da Iva, come quelle rese da parte di medici, sulla ricevuta fiscale dovrà essere apposta una marca da bollo da €. 2,00. L’apposizione della marca è a carico del cedente, ma egli avrà facoltà di riaddebitare al cliente il costo della marca da bollo, nella ricevuta che emette.

Fanno utilizzo della ricevuta fiscale la maggior parte dei commercianti e degli artigiani che la utilizzano al posto dello scontrino fiscale, al fine di ridurre i costi legati alla gestione di un registratore di cassa fiscalizzato.

Esistono, poi, delle operazioni per le quali è previsto l’esonero dell’emissione della ricevuta fiscale (e dello scontrino fiscale), quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l’autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Altri casi di esonero del rilascio della ricevuta fiscale sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ad esempio, ciabattini, ombrellai ed arrotini).

Ricevuta fiscale e non fiscale

Molto spesso si tende a confondere la Ricevuta Fiscale con la ricevuta non fiscale.

La Ricevuta Fiscale è un documento valido, ai fini fiscali appunto, per certificare l’avvenuta transazione commerciale conseguente ad uno scambio di denaro. Per questo motivo l’emissione della ricevuta fiscale, o dello scontrino fiscale è obbligatoria per tutti i commercianti al minuto, secondo quanto previsto dal DPR n. 600/73 e dal DPR n. 633/72.

La ricevuta non fiscale, invece, non è obbligatoria per legge, ed è quella che deve essere emessa dai soggetti non titolari di partita Iva, quando effettuano una transazione commerciale (ad esempio la cessione di un quadro, un motorino, la vendita di oggetti home made in genere, ecc). La ricevuta non fiscale, rappresenta essenzialmente un documento rilasciato a garanzia del debitore a fronte del pagamento del compenso fissato per la prestazione ottenuta.

La differenza fondamentale tra ricevuta fiscale e non fiscale sta nel fatto che, mentre la prima contiene all’interno del valore dei beni ceduti o dei servizi prestati, anche l’Iva, la seconda essendo emessa da privati, non la contiene. Per questo motivo, su tutte le ricevute non fiscali, deve essere sempre apposta una marca da bolo da €. 2,00.

Termini di emissione e liquidazione Iva

Occorre distinguere a seconda che la consegna del bene o l’ultimazione del servizio precedano o seguano il pagamento del corrispettivo ed a seconda che l’operazione consista di una cessione di beni o di una prestazione di servizi.

Se la consegna del bene o l’ultimazione del servizio precede il pagamento del corrispettivo, la ricevuta deve essere emessa al momento della consegna del bene o dell’ultimazione del servizio.

Momento di emissione per beni e servizi

Nelle cessioni di beni, però, non occorre rilasciare un’ulteriore ricevuta al momento del pagamento, in quanto l’Iva è comunque esigibile per l’Erario alla data della consegna (articolo 6, comma 1, del DPR n. 633/72).

Nelle operazioni di servizi, invece, l’esigibilità dell’imposta scatta nel momento del pagamento del corrispettivo (articolo 6, comma 3) e, pertanto, l’Iva è dovuta soltanto quando il committente la corrisponde al prestatore.

Operativamente, occorre dunque:

  • Emettere la ricevuta fiscale al momento della conclusione dell’operazione;
  • Indicare in tale ricevuta che il corrispettivo non è stato pagato (in tale modo si evita di anticipare l’Iva).
  • Emettere un’ulteriore ricevuta, al momento del pagamento, che faccia esplicito riferimento alla precedente ricevuta rilasciata.

Ricevuta e corrispettivo non incassato

Infatti, nel caso in cui venga emessa una ricevuta fiscale per prestazione di servizi con la dicitura “corrispettivo non incassato“, questa non deve essere annotata nel Registro dei corrispettivi, ma al contrario, la registrazione deve avvenire al momento dell’incasso, momento in cui verrà emessa un’altra ricevuta con l’aliquota in vigore in tale momento.

L’indicazione della dicitura “corrispettivo non pagato” consente, cioè, di non includere nei corrispettivi del giorno, da riportare in apposito registro ai fini della liquidazione dell’imposta, gli importi per i quali non è ancora scattata l’esigibilità dell’Iva.

In tale modo i corrispettivi relativi alle prestazioni di servizi concorrono alla liquidazione Iva del periodo in cui vengono incassati, anziché del periodo in cui vengono certificati.

Se, invece, il pagamento del corrispettivo viene anticipato, in tutto o in parte, rispetto alla consegna del bene o all’ultimazione del servizio, occorre, in ogni caso, emettere due ricevute; una al momento del pagamento anticipato, l’altra al momento della consegna del bene o ultimazione del servizio, indicando nell’ultima ricevuta gli estremi della ricevuta già emessa.

La registrazione delle ricevute fiscali

I corrispettivi riscossi, certificati mediante emissione di scontrino o ricevuta fiscale, devono essere registrati nei registri Iva.

La registrazione, suddivisa per giorni, va eseguita, ai sensi DPR n. 695/96 e dell’articolo 15 DPR  n. 435/2001, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento con riferimento a tutti i corrispettivi riscossi in ciascun mese solare precedente.

Sanzioni per mancata emissione della ricevuta

Il mancato rilascio della ricevuta fiscale nei termini di legge, al termine della prestazione di un servizio o della cessione di un bene comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e penali, per il soggetto cedente (commerciante), mentre non è prevista alcuna sanzione per il soggetto cessionario acquirente (cliente finale). Le sanzioni applicabili possono essere così riepilogate:

  • Sanzione amministrativa:
    • Violazione obblighi di fatturazione/registrazione per operazioni imponibili: sanzione dal 100% al 200% dell’Iva relativa al corrispettivo non documentato/registrato con un minimo di €. 516;
    • Registrazione con indicazione di un’imposta inferiore a quella dovuta: sanzione dal 100% al 200% dell’imposta non documentata, con un minimo di €. 516;
    • Omesso o insufficiente versamento periodico: sanzione pari al 30% dell’importo non versato.
  • Sanzione penale:
    • Emissione di fatture per operazioni inesistenti: reclusione da 1 e 6 mesi a 6 anni. Se l’importo è inferiore a €. 154.937,07 per periodo d’imposta, si applica la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Di seguito il link per scaricare un modello di ricevuta fiscale

MODELLO DI RICEVUTA FISCALE




109 comments

  1. Ogni ricevuta deve avere una sua numerazione prestampata. Non è possibile modificare la numerazione trattandosi di ricevute fiscali.

  2. scusi ma non sono sicura di avere capito, emettendo fattura differita a fine mese (il cliente mi paga dopo l’emissione della fattura) sono obbligata a rilasciare Ricevute Fiscali pre-numerate dalla tipografia all’atto della consegna del veicolo o posso rilasciare al loro posto un “rapporto di intervento” con la descrizione dei lavori ecc. su carta libera? Cioè sono obbligata ad usare le Ricevute fiscali o posso usare carta intestata con una numerazione nostra?
    Grazie Anna

  3. Se utilizza le ricevute deve utilizzare quelle prenumerate.

  4. Buongiorno, in merito al rilascio delle ricevute non fiscali , per chi effettua mercatini dell’handmade, non e’ obbligatoria per legge cosa si intende? Devo rilasciarla o no? Nel caso di rilascio , la marca da bollo da apporre a entrate superiori i 77,00 euro va apposta sull’originale che lascio al cliente o sulla copia che invece resta a me ?

  5. Il rilascio della ricevuta, come detto non è obbligatorio, se non su richiesta dell’acquirente. In caso di emissione se ci sono i presupposti si deve applicare la marca da bollo. Il mio consiglio è quello di emettere sempre la ricevuta.

  6. Buonasera,
    premetto che sono un privato e che vorrei stipulare un contratto di affitto di un appartamento con una ditta tedesca che lo utilizzerà per un proprio dipendente. La ditta mi chiede la fattura, in quanto privato non posso emettere fatture ma solo ricevute non fiscali, chiedo se per la ditta la ricevuta non fiscale ha la stessa valenza di una fattura. Possono detrarla come costo ecc?
    grazie

  7. La ricevuta consente all’impresa di dedursi il costo sostenuto dal reddito, ma non essendo un documento fiscale, non consente la detrazione dell’Iva. Se lei è un privato non può emettere fattura e la locazione sarebbe comunque esente Iva. In questo caso, fattura o ricevuta, per l’impresa non cambia niente.

  8. Buonasera, stavo compilando una ricevuta fiscale, in quanto posseggo partita Iva. Nel compilare ho sbagliato la descrizione, inserendo un articolo che non dovevo inserire. Come posso fare per correggere? Tiro una riga sopra o proprio faccio un altra ricevuta, anche se appunto sono numerate e dopo ne risulterebbe una mancante.

  9. Perché sta emettendo ricevute se è titolare di partita Iva? Per la correzione tiri una riga e riparta correttamente.

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