Start-up innovativa: chiarimenti del MISE

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Il D.L. n. 179/2012 ha introdotto le disposizioni riguardanti la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative. In loro favore sono previste una serie di agevolazioni fiscali, l’esenzione dal versamento dell’imposta di bollo, dai crediti di imposta in favore delle nuove assunzioni alle detrazioni Irpef e deduzioni Ires in favore degli investitori.

Il D.L. n. 179/2012 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese“, convertito con modifiche dalla Legge n. 221/2012, ha introdotto nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (start-up). La normativa è stata successivamente modificata dal D.L. n. 76/2013 in vigore dal 28 giugno 2013 e dal D.L. n. 3/2015 convertito in Legge n. 33/2015 in vigore dal 26/03/2015. L’articolo 25 del D.L. n. 3/2015 definisce start-up innovativa la: “società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione”.

I requisiti della start-up innovativa – La start-up innovativa è quindi una società costituita sotto forma di Srl, Srls, Spa, Sapa e Società Cooperativa che possiede tuttavia i seguenti requisiti:

  • Maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria detenuto da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi;
  • Costituita e operante da non più di 60 mesi;
  • Residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del Tuir, o in uno degli stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • Totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non superiore a €. 5.000.000;
  • Non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • Oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • Non costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

I criteri di innovatività – La start-up, per essere considerata “innovativa“, deve inoltre soddisfare almeno uno tra i seguenti criteri:

  • Sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione;
  • Impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 4, D.M. 270/2004;
  • Essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Quello che contraddistingue queste nuove realtà è la possibilità di usufruire di agevolazioni normative e fiscali (è necessario a tale scopo essere iscritti nella apposita sezione del Registro delle Imprese presso la CCIAA e presentare periodicamente una attestazione di mantenimento dei requisiti di iscrizione).

Benefici normativi – Dal un punto di vista civilistico, le start-up innovative possono beneficiare delle seguenti facoltà:

  • Di estendere di ulteriori dodici mesi il periodo di rinvio a nuovo delle perdite in bilancio (in caso di riduzione al di sotto del minimo legale del capitale sociale) in modo tale da differire la decisione sulla ricapitalizzazione alla chiusura dell’esercizio successivo;
  • Di utilizzare, anche se costituite in forma di Srl, degli istituti civilistici ammessi solo nelle Spa;
  • Di offrire al pubblico quote di partecipazione anche se costituite in forma di Srl;
  • Di derogare al divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni;
  • Di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il diritto di voto nelle decisioni dei soci.

Benefici fiscali – Oltre alle facilitazioni normative, per le start-up innovative ci sono poi anche agevolazioni di carattere fiscale quali:

  • Esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese,
  • Esonero dal pagamento del diritto annuale;
  • Esenzione da tassazione (e contribuzione) per i redditi derivanti dalla attribuzione a amministratori,  dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese start up innovative di azioni, quote o titoli similari (si incentiva in questo modo la partecipazione diretta al rischio di impresa);
  • Deduzione o detrazione dal proprio reddito per gli anni 2013, 2014 e 2015 per le persone fisiche e giuridiche di una parte delle somme investite in imprese start up innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati;
  • Possibilità di accedere gratuitamente e in modo semplificato al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese.

Recenti interventi del Mise – Al fine di identificare e meglio spiegare i requisiti previsti per l’accesso all’istituto delle start up innovative il Mise, lo scorso mese, ha emanato nuovi pareri con i quali ha chiarito alcuni aspetti ritenuti dubbi e sollevati dai contribuenti.

  • Costituzione della start-up – Il Mise ha chiarito che può riconoscersi il requisito costitutivo anche alla Srl, già costituita, che si renda affittuaria di un’azienda;
  • Spese in R&S – Il Mise chiarisce che rientrano tra dette spese anche quelle in immobilizzazioni immateriali, con l’unica esclusione delle spese in immobili;
  • Nozione di collaboratore a qualsiasi titolo – Il Mise ha chiarito che il requisito che prevede l’impiego di personale altamente qualificato deve ritenersi soddisfatto anche in relazione ai soci amministratori, quando questi risultino anche impiegati nella società (in qualità di soci lavoratori o “a qualunque titolo”), al contrario, ove si tratti di meri organi sociali, che pure hanno l’amministrazione della società, ma non sono in essa impiegati, tale condizione non appare verificata;
  • Domanda di brevetto – È stato affermato che il requisito della titolarità di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale è soddisfatto anche nel caso in cui la start up avesse presentato domanda per la registrazione del brevetto, pur non conoscendone ancora l’esito.

Certificazione dei bilanci – Il Mise ha anche chiarito che, ai fini della certificazione obbligatoria dei bilanci delle start up innovative occorre fare riferimento alle norme generali dettate in materia e che quindi la certificazione deve essere tassativamente operata da un revisore o società di revisione, iscritta nell’apposito registro e deve contenere dati tassativi da lei stessa indicati (vedasi provvedimento n. 155144/2015).

Il Ministero ha anche spiegato che la certificazione del bilancio deve essere parte integrante dello stesso e deve essere portata in approvazione con questo e con gli altri atti e relazioni connesse. In particolare il Mise ha specificato che la firma in sede di deposito di detti atti deve essere operata con la smart card del legale rappresentante e non anche dell’intermediario trattandosi di dichiarazioni sostitutive di atto notorio ed autocertificazioni, rese sotto la propria responsabilità.

Attestazione mantenimento dei requisiti – In merito alla attestazione di mantenimento dei requisiti per essere iscritti tra le start up innovative il Mise specifica che il relativo deposito deve essere effettuato comunque entro trenta giorni dalla data di approvazione del bilancio, sia che esso sia approvato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, sia che esso sia approvato (ove ne ricorrano le condizioni) entro 180 giorni dalla chiusura del medesimo esercizio.

Per maggiori approfondimenti vedasi la Circolare n. 16/E/2014 Agenzia delle Entrate.

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