Guida alla fatturazione nelle operazioni Extra-UE

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Guida alla fatturazione ai fini Iva per operazioni estere effettuate con operatori residenti in Paesi extra-UE. Momento di effettuazione dell’operazione e modalità di emissione della fattura da parte dei contribuenti italiani. Iva e fatturazione nelle operazioni estere.

Quali sono le modalità con cui effettuare una corretta fatturazione  con l’estero?

Se stai leggendo questo report significa che la tua azienda sta facendo operazioni con l’estero e vuoi sapere come farlo correttamente.

Sono molti gli aspetti da controllare se operi con l’estero per quanto riguarda la fatturazione.

Che si tratti di una cessione di beni o una prestazioni di servizi quando emetti una fattura per una operazione con l’estero, ci sono elementi oggettivi e soggettivi da verificare.

Come avrai capito si tratta di aspetti legati all’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Stessa cosa, se invece, ti trovi di fronte una fattura emessa da un soggetto residente in Paesi extra-UE.

In questi casi è di fondamentale importanza capire se e come deve essere integrata l’Iva in queste fatture. Ed anche quando, invece, dobbiamo attendere l’arrivo della bolletta doganale.

Quello che devi sapere è che un’impresa o un professionista quando opera con l’estero deve sottostare a diversi obblighi in materia di Iva. Questo a seconda che la controparte sia una azienda UE o Extra-UE.

In ogni caso è fondamentale stabilire il momento esatto dell’effettuazione dell’operazione, per la corretta e tempestiva fatturazione dell’operazione. Utilizzando criteri e regole sulle quali ha fatto chiarezza la Circolare 16/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate.

In questo report capirai come gestire correttamente la fatturazione con l’estero.

Vediamo adesso le modalità di fatturazione delle operazioni extra-Ue. Sia per la cessione o acquisto di beni mobili che le prestazioni di servizi generici, verso soggetti privati od operatori economici residenti in Paesi extra-UE.

Fatturazione Iva ue

FATTURAZIONE ATTIVA: CESSIONE DI BENI MOBILI NELLE OPERAZIONI UE ED EXTRA UE

Quanto stiamo effettuando un’operazione di cessione di beni mobili, in generale, il momento di effettuazione dell’operazione si ha nel momento di accettazione della dichiarazione doganale.

Questo ai sensi dell’articolo 201, comma 2, regolamento n. 2913 del Consiglio del 12 ottobre 1992.

Il momento di effettuazione dell’operazione coincide con il momento in cui deve essere effettuata la fatturazione.

Il momento di effettuazione dell’operazione resta sempre il momento di accettazione, indipendentemente dalla data di partenza della merce.

Solo a partire da questo momento è possibile effettuare la fatturazione dell’operazione, con le modalità indicate di seguito. Questo sia che si tratti di privato extra-UE che di operatore economico extra-UE.

Esportazione diretta

Nel caso in cui il trasporto dei beni ceduti ad un soggetto extra-UE (indifferentemente se prestatore economico o consumatore finale privato), viene effettuato direttamente dal cedente (che avrà pertanto la relativa prova d’uscita).

L’operazione è una esportazione diretta non imponibile Iva ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72.

Questo è anche il caso tipico del commercio elettronico indiretto (beni), dove il trasporto è curato dal cedente (E-commerce indiretto, esportazione non imponibile articolo 8 del DPR n. 633/72).

Per chi si trovi ad effettuare un’operazione attiva di questo tipo, particolare attenzione deve essere prestata ai dazi doganali del Paese di arrivo, difficilmente predeterminabili in partenza.

Esempio di esportazione diretta

Ipotizziamo che un’azienda venda dei beni ad un cliente privato residente in Messico, con spedizione a cura dell’azienda italiana.

La fattura dell’azienda italiana dovrà indicare la locuzione “non imponibile” Iva. Questo ex articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72.

L’azienda italiana dovrà conservare la bolletta doganale di ingresso dei beni in Messico.



Esportazione indiretta

Nel caso in cui il trasporto o la spedizione sia effettuata a cura del cessionario non residente o per suo conto (magari attraverso un vettore da lui incaricato), l’uscita dal territorio UE deve avvenire nel termine di 90 giorni.

La cessione è non imponibile Iva ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera b) del DPR n. 633/72.

Questo a condizione che il cessionario restituisca al cedente un esemplare della fattura vistata dalla dogana di uscita dalla Comunità Europea. Entro 90 giorni dall’operazione.

Altrimenti, il cedente è chiamato a procedere alla regolarizzazione dell’operazione con applicazione dell’imposta e conseguente versamento dell’Iva dovuta (Circolare n. 50/E/2002 Agenzia delle Dogane).

Esempio di esportazione indiretta

Ipotizziamo, in questo caso, che la stessa azienda venda un bene al cliente residente in Messico, azienda, che una volta consegnata la merce provvede a portarla per suo conto in Messico.

La spedizione della merce deve avvenire nei 90 giorni dalla consegna, e dovrà essere consegnata al cedente italiano la bolletta doganale che provi l’entrata dei beni in Messico.



Fatturazione delle operazioni non imponibili

Per le operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8-bis, 9 e 38-quater del DPR n. 633/72, deve essere riportata in fattura l’annotazione “operazione non imponibile“. Annotazione accompagnata dalla normativa di riferimento:

articolo 21, comma 6, lettera b) del DPR n. 633/72

Mentre, per le cessioni relative a beni in transito doganale in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta si sensi dell’articolo 7-bis, comma 1, del DPR n 633/72, deve essere riportata, al momento della fatturazione l’annotazione “operazione non soggetta“. Questo ex articolo 7-bis, comma 1, del DPR n. 633/72. Anche in questo caso l’annotazione da inserire non cambia.

articolo 21, comma 6, lettera b) del DPR n. 633/72

Se, invece, l’operazione viene effettuata fuori dalla UE, va indicato, al momento della fatturazione, al posto dell’Iva, l’annotazione “operazione non soggetta“. In questo caso l’annotazione da riportare in fattura è la seguente:

articolo 21, comma 6-bis, lettera b), DPR n. 633/72



Cessione di beni a consumatori privati  extra-UE in Italia

La non imponibilità dell’esportazione indiretta, però, non è possibile per le vendite di beni da trasportarsi nei bagagli personali fuori dal territorio della Comunità Europea.

Quindi non è possibile per la maggior parte delle cessioni effettuate nei confronti di privati consumatori extra-UE.

In questi casi, comunque, si può emettere la fattura non imponibile ai sensi dell’articolo 38-quater del DPR n 633/72.

Tutto questo a patto che i beni siano per uso personale, di importo complessivo (comprensivo di Iva), superiore a €. 154,94 e siano trasportati nei bagagli personali fuori dalla UE entro il terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Procedura da seguire per la non imponibilità

La fattura deve essere restituita al cedente entro il quarto mese successivo all’effettuazione dell’operazione, vistata dall’ufficio doganale di uscita dalla Comunità.

In alternativa, la fattura può essere emessa con l’Iva, contestualmente alla vendita.

Poi, se entro tre mesi il privato extra-UE trasporta i beni fuori dalla UE ed entro quattro mesi riconsegna una copia della fattura con il timbro “visto uscire” della Dogana Ue di uscita, il cedente rimborserà il privato extra-UE dell’importo dell’Iva e registrerà questa Iva a credito nel registro Iva acquisti.

Il rimborso a privato extra-UE può essere effettuato anche da apposite società di intermediazione Tax-free o Tax refund.



Fatturazione

FATTURAZIONE ATTIVA: PRESTAZIONE DI SERVIZI GENERICI NELLE OPERAZIONI UE ED EXTRA UE

Quando si sta effettuando una prestazione di servizi generici, di cui all’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, il momento di effettuazione dell’operazione scatta, sia per il prestatore che per il committente, si ha al momento dell’ultimazione della prestazione.

Questo ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72.

Se la prestazione ha carattere periodico o continuativo il momento di effettuazione dell’operazione si ha alla data di maturazione dei corrispettivi.

Per gli acquisti da soggetti passivi Iva italiani, l’ultimazione può essere individuata con l’emissione da parte del fornitore straniero di un “qualunque documento da quest’ultimo emesso, volto a certificare l’operazione resa“. Questo è quanto indica la Circolare n. 16/E/2013 Agenzia delle Entrate.

Il pagamento del corrispettivo anticipa il momento di effettuazione dell’operazione limitatamente all’importo pagato. Articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72.

Fatturazione verso privati clienti Extra-UE

Per la modalità di fatturazione relative al cliente privato extra-UE, valgono le seguenti regole:



Prestazione di servizi generici verso privati

Nelle prestazioni di servizi generici rese a soggetti privati (B2C), la regola generale è quella della tassazione nello Stato di stabilimento del prestatore.

Quindi, si applica l’Iva per i servizi generici effettuati a privati extra-UE.

E-commerce diretto

In questo caso rileva il luogo di stabilimento del committente privato, a prescindere da quello del prestatore soggetto passivo.

Quindi, non sono rilevanti ai fini Iva in Italia i servizi internet resi a privati extra-UE e la fattura va emessa senza Iva. Questo ex articolo 7-sexies, comma 1, lettera f) e g) del DPR n. 633/72.

Fatturazione verso operatori economici Extra-UE

Mentre, per la modalità di fatturazione verso clienti operatori economici extra-UE, valgono le regole seguenti:

Prestazione di servizi generici B2B

Per le prestazioni di servizi generici rese a operatori economici extra-UE (B2B), la regola generale è quella della tassazione Iva nello Stato di stabilimento del committente (cliente).

Quindi, il soggetto italiano emette una fattura senza Iva, indicando “operazione non soggetta“, ex articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72. Questo in quanto operazione effettuata al di fuori della UE, in forza dell’articolo 21, comma 6, lettera b) del DPR n 633/72.

Se l’operazione è effettuata in Italia a un soggetto economico extra-UE, stabilito in Italia (ad esempio con stabile organizzazione), il soggetto Iva residente emette la fattura con Iva.

E-commerce diretto

Tra soggetti Iva e operatori economici extra-UE, sono considerati servizi generici dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72, quindi valgono le regole suddette.

Pertanto, il soggetto Iva residente non applica l’Iva verso il soggetto economico extra-UE.



Fatturazione UE

FATTURAZIONE PASSIVA: ACQUISTO DI BENI NELLE OPERAZIONI UE ED EXTRA UE

L’Iva si applica, tra l’altro, sulle importazioni da chiunque effettuate (articolo 1, DPR n. 633/72).

Si tratta di operazioni aventi per oggetto beni provenienti da Paesi o territori non compresi nel territorio della Comunità europea. Beni che non siano già immessi in libera pratica in un altro Paese membro della Comunità europea.

Costituiscono importazioni (articolo 67, commi 1 e 2-bis del DPR n. 633/72) le seguenti operazioni:
  • Immissione in libera pratica di beni;
  • Le operazioni di perfezionamento attivo;
  • Operazioni di ammissione temporanea aventi per oggetto beni destinati ad essere riesportati “tali quali”. Prestazioni che, in base a disposizioni comunitarie, non fruiscono dell’esenzione totale dai dazi di importazione;
  • La immissione in consumo di beni provenienti dal Monte Athos, dalle isole Canarie e dai Dipartimenti francesi d’oltremare.
Sono altresì soggette ad Iva le operazioni di:
  • Reimportazione a scarico di esportazione temporanea fuori della Comunità europea;
  • Reintroduzione di beni precedentemente esportati fuori della Comunità europea.

La base imponibile

La base imponibile Iva è pari al valore dei beni importati, determinato ai sensi delle disposizioni in materia doganale (cd. valore di transazione). Valore che deve essere aumentato dell’ammontare (articolo 69, comma 1, del DPR n. 633/72):
  • Dei diritti doganali dovuti, ad eccezione dell’Iva;
  • Delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno della Comunità europea, quale risulta dal documento di trasporto emesso a corredo dei beni così introdotti. Concorrono comunque a formare il valore di detti beni in dogana, sul cui ammontare globale deve essere quindi corrisposta l’Iva con l’aliquota propria della merce, anche le spese di trasporto, assicurazione, commissione, imballaggio fino al primo luogo di destinazione all’interno del territorio doganale che risulta dal documento di trasporto che accompagna i beni medesimi (C.M. 9.4.81 n. 12/370205). Per tali prestazioni, quindi, se territorialmente rilevanti in Italia, si applica il regime di non imponibilità (art. 9 n. 2, 3, 4 e 5 del DPR 633/72), a nulla rilevando la circostanza che le stesse siano eseguite in parte in uno Stato membro diverso da quello di introduzione nella Comunità (C.M. 145/E/98).



Bolletta doganale

In caso di acquisto di beni da soggetti extra-UE, quindi, l’Iva viene applicata al momento in cui i beni passano la dogana UE, attraverso la bolletta doganale, rilasciata al vettore che si occupa del trasporto dei beni.

La bolletta doganale è l’unico documento valido ai fini Iva nell’operazione di importazione di beni.

Infatti, la bolletta doganale è una dichiarazione compilata e sottoscritta dal contribuente, relativa alla destinazione della merce e prodotta all’autorità doganale al fine della liquidazione dei diritti doganali dovuti.

Effettuata la visita con il concorso del proprietario e liquidati i diritti, la dichiarazione è annotata nel registro corrispondente all’operazione compiuta e munita di numero e data.

Il documento assume così valore di bolletta doganale e attesta l’avvenuto pagamento dei diritti dovuti o l’adempimento delle formalità prescritte in relazione alle diverse destinazioni doganali date alle merci.

Registri Iva

Nel registri degli acquisti vanno annotate le fatture ricevute e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione.

La registrazione delle bollette doganali di importazione esclude l’obbligo della numerazione e della annotazione nel registro delle fatture provenienti da fornitori esteri.

Tali documenti vanno invece registrati agli effetti della contabilità generale seguendo le regole proprie.

Nel caso di bollette doganali, il contribuente annoterà nel registro degli acquisti la specie (se cioè Mod. A/46 o Mod. A/22) e gli estremi di ogni bolletta.

Nonché l’ufficio doganale presso il quale è stata emessa (C.M. n. 874/33650, del 19/12/1972), l’ammontare imponibile, l’imposta.

Invece della indicazione del fornitore, la denominazione della dogana ove sono state eseguite le operazioni, nonché il modello doganale.

Fatturazione UE

FATTURAZIONE PASSIVA: SERVIZI GENERICI RICEVUTI NELLE OPERAZIONI UE ED EXTRA UE

Il professionista o l’impresa, soggetti passivi d’imposta, che ricevono una fattura da un fornitore extra-UE sono tenuti a porre attenzione sulle modalità di registrazione.

Questo in quanto è richiesta una procedura particolare per l’assolvimento dell’Iva.

Ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72 le prestazioni  di servizi si considerano territorialmente rilevanti in Italia quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio nazionale.

La fattura estera emessa nei confronti di un soggetto passivo italiano da un soggetto extra-UE non reca l’indicazione dell’imposta.

Questo ai sensi dell’articolo articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/72.

L’Iva, in questo caso, deve essere assolta dal committente-acquirente nazionale, con l’applicazione dell’inversione contabile (reverse charge).

Reverse Charge che si concretizza mediante integrazione o un’autofattura. In ogni caso da emettere entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

In particolare:

  • Se il fornitore è stabilito in un altro Stato UE: si effettua sempre l’integrazione;
  • Nel caso in cui il fornitore è stabilito in un Paese extra UE: si deve procedere con l’autofattura (articolo 17, comma 2 del DPR n.633/72).

L’applicazione del reverse charge prevede che la fattura debba essere annotata sia nel registro degli acquisti che nel registro delle fatture emesse. Rendendo di fatto, neutrale l’operazione da un punto di vista finanziario.

Non sempre però l’operazione è neutrale.

Autofattura con pagamento Iva

In alcuni casi può accadere che il cessionario, committente la prestazione si trovi nella posizione di dover versare l’Iva derivante dall’autofatturazione.

L’imposta indicata sull’autofattura deve essere registrata nel registro Iva acquisti e nel registro Iva vendite.

Se il cessionario o committente non può detrarsi l’Iva sugli acquisti, l’Iva debito dell’autofatturazione dovrà essere versata.

La particolare applicazione dell’Iva a tale operazione con la modalità dell’inversione contabile, comporta che debitore d’imposta diventi il committente invece che il cedente.



FATTURAZIONE DELLE OPERAZIONI IVA: LA NOSTRA CONSULENZA

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Prestazioni di servizi: Iva nelle operazioni estere

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246 comments

  1. Buongiorno, la mia azienda ha realizzato da poco una campagna di crowdfunding e abbiamo venduto un notevole numeri prodotti in tutto il mondo.
    La campagna si è chiusa e ora dobbiamo contabilizzare i soldi ricevuti, ma le spedizioni verranno fatte nel 2019.
    E’ corretto fare una ricevuta (e non fattura) a tutti i clienti anche fuori UE?
    Ci possono essere dei problemi riguardo le spedizioni?
    buona giornata

    Roberto

  2. E’ impossibile rispondere con queste sole informazioni. Bisogna capire meglio l’operazione. Se vuole mi contatti in privato.

  3. Buon pomeriggio, ho dei dubbi su un’operazione con la Grecia. Ho acquistato dei materiali che devo spedire in grecia, dove li ritirerò io stessa mentre sarò in vacanza. Lo spedizioniere greco però mi richiede documento di trasporto e CMR. Come devo fare?
    Che tipo di fattura riceverò poi dal trasportatore?

    Grazie!

  4. Valeria per poter rispondere alla sua domanda ho bisogno di maggiori informazioni. Se vuole mi contatti in privato e la aiuterò a sciogliere i suoi dubbi.

  5. Salve. Ho bisogno di sapere: 1) come deve fatturare, dal punto di vista iva, una società albanese, NON RESIDENTE IN ITALIA, che fornisce prestazioni di servizi a privati italiani; 2) Prima di cominciare ad operare, ha degli obblighi formali da assolvere verso lo Stato Italiano?
    Oltre al vs. autorevole commento potreste consigliatemi delle letture mirate che mi erudiscano?
    Grazie

  6. Bisogna capire il tipo di servizio offerto e capire se vi è obbligo di identificarsi in Italia. C’è bisogno di una analisi un pochino più approfondita per poter rispondere. Se vuole sono a disposizione per una consulenza.

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