La rateazione dell’imposta di successione

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L’imposta di successione può essere versata in unica soluzione, o in forma rateale dopo aver versato almeno il 20% del dovuto entro 60 giorni. E’ possibile ottenere 8 rate trimestrali, se l’importo da pagare non supera i €. 20.000, o 12 rate trimestrali se l’importo da pagare è superiore a €. 20.000.

L’imposta di successione si applica sulla singola quota di attivo ereditario trasferita all’erede o al singolo legato, ossia al singolo soggetto legatario individuato dal de cuius. L’imposta di successione può essere versata in unica soluzione, oppure ratealmente, con le modalità che vedremo di seguito, così come modificate dall’articolo 7 del D.Lgs. n. 159/2015.

I soggetti tenuti al pagamento – Sono soggetti obbligati al pagamento dell’imposta di successione gli eredi, che sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta nell’ammontare complessivamente dovuto da essi stessi e dai legatari ed i legatari seppur limitatamente al singolo legato ricevuto. Per soggetti solidalmente responsabili intendiamo che quando un erede si fa carico dell’intero pagamento dell’imposta avrà il potere di rifarsi esercitando il diritto di rivalsa nei confronti degli altri eredi che si sono resi inadempienti. Non solo ma fino a quando uno degli eredi non ha esplicitamente rinunziato all’eredità sarà considerato dal fisco come soggetto obbligato al pari degli altri al pagamento dell’imposta pertanto vi consiglio qualora non abbiate il desiderio di accettare l’eredità di manifestare il vostro atto di rinuncia. Quando dico che le parti sono solidalmente responsabili nel pagamento dell’imposta di successione si intende che seppur l’imposta è divisa tra le parti il fisco può richiedere il pagamento mancante di un soggetto agli altri soggetti che sono appunto solidalmente responsabili, e questi ultimi avranno poi la possibilità di rivalersi sul soggetto inadempiente. Questo è un aspetto che soltanto in pochi conoscono, ma che è bene tenere in considerazione, quando si decide di accettare un’eredità.

Tuttavia sappiamo che talvolta si versa in condizioni economiche difficili ed il recupero delle somme non sempre è agevole pertanto si consiglia in fase di accettazione dell’eredità oltre che di verificare le pendenze tributarie del de cuius, anche verificare le intenzioni e le possibilità economiche degli altri chiamati all’eredità onde evitare di dover pagare tasse di successione anche per altri (in qualità di soggetti solidamente responsabili). Anche in caso di figlio non legittimato o non riconosciuto si dovrà procedere al pagamento dell’imposta di successione.

L’imposta di successione – Per quello che riguarda i beni ed i diritti ereditati dal coniuge o dai parenti in linea retta (genitori, figli, ascendenti e discendenti in linea retta compresi adottanti e adottati, nipoti ecc.), l’imposta di successione si applica una aliquota del 4% sulla base imponibile con una franchigia di €. 1.000.000. Se oggetto della successione è la prima casa pagheremo comunque una imposta  ipotecaria e catastale di €. 200, mentre se parliamo di altri immobili le due imposte (ipotecaria e catastale) salgono rispettivamente al 2% e all’1%, mentre nulla sarà dovuto a titolo di trascrizione e catastale nel caso in cui siano ereditati altri beni. Per la quota eccedente il milione di euro allora il discorso cambia e sull’eccedenza si applicherà l’imposta nella misura del 4%.

Nel caso di eredità da parte di fratelli e sorelle si applica una franchigia di €. 100.000 e sull’eccedenza una imposta sulle successioni del 6%. In base invece alla tipologia di beni se prima casa le imposte ipotecarie e catastali saranno di €. 200 altrimenti rispettivamente del 2% e dell’1% per altri immobili o altri beni.

Nel caso invece di parenti entro il quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado e quindi stiamo parlando di parenti diversi dai fratelli e  sorelle avremo sempre una imposta del 6% ma senza franchigia quindi tutto quello che prendiamo è tassato al 6%. Stesso discorso di sopra per le imposte ipotecarie e catastali in base alla tipologia di beni ereditati che se riferiti a prima casa saranno di €. 200 altrimenti 2% e 1%. Per la categoria residuale di beni invece non abbiamo alcuna franchigia ed abbiamo una imposta secca dell’8% sulla base imponibile valida ai fini dell’imposta e imposte ipotecarie e catastali della stessa misura.

La rateazione dell’imposta di successione – L’articolo 7 del D.Lgs. n. 159/2015 ha riformato l’articolo 38 del T.U.S. (D.Lgs. n. 346/1990), riguardante le modalità di rateazione dell’imposta di successione da parte degli eredi tenuti al pagamento della stessa. In particolare, il nuovo articolo 38 del D.Lgs. n. 346/1990, cambia il tetto massimo di rate e la frequenza delle stesse per il pagamento dell’imposta dopo il versamento di almeno il 20% dell’imposta entro i 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione:

  • nessuna se l’importo da pagare è inferiore a €. 1.000. In questo caso il pagamento è sempre in unica soluzione;
  • massimo 8 rate trimestrali se l’importo da pagare non è superiore a €. 20.000;
  • massimo 12 rate trimestrali se l’importo da pagare è superiore a €. 20.000.

Da notare che, prima della riforma del D.Lgs. n. 159/2015, invece, non esisteva un tetto massimo di rate ottenibili. Le stesse erano rate annuali e non trimestrali e si poteva effettuare la rateazione per tutti gli importi, a patto che la rate si esaurissero entro cinque anni dalla notifica dell’avviso di liquidazione. In pratica, adesso la rateazione consente il pagamento trimestrale, ma diminuisce il tempo massimo di rateazione, da 5 a 3 anni. Inoltre, l’articolo 38 sopra citato aggiunge che gli importi dilazionati sono soggetti ad interessi che vengono immediatamente calcolati dal primo successivo al pagamento del 20% dell’imposta liquidata e che le rate trimestrali nelle quali il pagamento è dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Decadenza dalla rateazione ed esimenti – Qualora il contribuente non effettui il pagamento del 20%, entro i 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’imposta di successione, o non effettui il pagamento di una delle rate entro i termini, decade automaticamente dalla rateazione e l’importo dovuto, dedotto quanto già versato, viene iscritto a ruolo con le relative sanzioni (calcolate sull’intera imposta di registro) e gli interessi di mora. Tuttavia, a questa regola generale possono essere applicate alcune esimenti, nel caso in cui il contribuente possa ricadere nelle fattispecie di lieve inadempimento. La riforma della riscossione, per venire in contro al contribuente ha introdotto la nozione di lieve inadempimento, applicabile solamente nei seguenti casi:

  • l’insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a €. 10.000;
  • il tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.

Tali casi si applicano anche in caso di versamento dell’imposta in unica soluzione.

Sanzioni applicabili e ravvedimento operoso – Come abbiamo visto, la decadenza dalla rateazione scatta al mancato pagamento di una rata entro il termine di versamento della rata successiva. Durante questo arco di tempo il contribuente ha la possibilità di effettuare ravvedimento operoso, al fine di evitare l’iscrizione a ruolo degli importi ancora dovuti, entro il termine di pagamento della rata successiva oppure, in caso di ultima rata o di versamento in unica soluzione, entro 90 giorni dalla scadenza.

Infine, ci appare utile ricordare che nei casi di insufficiente versamento della rata per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a €. 10.000, e di tardivo versamento della somma pari al 20% non superiore a 7 giorni, nonché in caso di tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, l’iscrizione a ruolo dell’eventuale frazione non pagata, della sanzione del 30% degli importi di cui all’articolo 13 del D.lgs. n. 471/1997 (dal 1° gennaio 2017, invece, entrerà in vigore la versione dell’articolo riformato dal decreto della delega fiscale che ha rivisitato il sistema sanzionatorio), commisurata all’importo non pagato o pagato in ritardo e dei relativi interessi.

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