Mediazione tributaria obbligatoria per tutti gli enti impositori

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La procedura di mediazione dal 2016 diventa obbligatoria per tributi fino a €. 20.000 emessi da tutti gli enti impositori, compresi i tributi Comunali e quelli di competenza degli Enti territoriali. Mediazione anche per le liti catastali e per i vizi propri delle cartelle esattoriali.

L’istituto del reclamo e mediazione previsto dall’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 sarà esteso a tutti gli enti impositori (e non più solo all’Agenzia delle Entrate). Considerati i dati confortanti delle controversie chiuse attraverso questa procedura, che sono state oltre il 48% del totale negli ultimi due anni. Il D.Lgs. attuativo della delega fiscale su interpelli e liti tributarie (D.Lgs. n. 156/2015), approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri, ha l’obiettivo di rafforzare gli strumenti deflattivi del contenzioso, puntando soprattutto sulla mediazione tributaria, che da aprile 2012 è obbligatoria prima di presentare ricorso contro gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate fino a €. 20.000 di valore.

Mediazione tributaria obbligatoria per tutti gli enti impositori

Considerato l’effetto positivo che ha mediazione tributaria ha avuto nella riduzione dei contenziosi di fronte ai giudici tributari il D.Lgs. n. 156/2015 ha ampliato l’ambito di applicazione di questo istituto deflattivo, replicandone la stessa formula anche nei confronti degli atti accertativi emessi anche da altri enti impositori. A partire dal 1° gennaio 2016 la mediazione sarà applicabile anche, ad esempio ai tributi di competenza Comunale o di competenza degli altri enti territoriali, come ad esempio, Tasi, Tarsu e Tari, per i rifiuti e Ici, Imu e Tasi sugli immobili, per importi di imposta dovuta fino a €. 20.000.

L’istanza di reclamo/mediazione interesserà in alcune circostanze anche Equitalia e gli altri agenti della riscossione. In questo caso, poiché i concessionari non hanno la disponibilità del tributo, la procedura di mediazione potrà essere applicata soltanto nei casi, ad esempio, di vizi propri delle cartelle di pagamento emesse o impugnazione di fermi di beni mobili registrati o di ipoteche.

Il raggio d’azione dell’istituto deflattivo si estende, poi, anche alle liti di valore indeterminabile in ambito catastale. In pratica, tutte quelle cause relative al classamento o all’attribuzione della rendita che finora non rientravano nell’ambito applicativo dell’istanza di reclamo/mediazione. Considerando il trend d’ingresso nel 2014 delle liti tributarie nelle Commissioni di primo grado (monitorato dalla Direzione giustizia tributaria del Mef) con le nuove regole si può stimare un bacino potenziale di circa €. 78.000 altre liti interessate dalla mediazione “allargata”, il 43% di tutte le nuove controversie in ingresso.

La mediazione è davvero così utile?

I conti sulla validità della mediazione, però, bisognerà farli ex post considerando sia il recente passato sia le possibili difficoltà che potrebbero sorgere nel gestire la mediazione. I numeri relativi all’esperienza presso l’Agenzia delle Entrate (dove esiste una struttura ad hoc per l’esame delle istanze) dicono che l’indice di mediazione è estremamente diversificato sul territorio e che comunque il suo successo è legato soprattutto al fatto che il contribuente, molto spesso, preferisce chiudere la controversia in ogni caso prima di andare di fronte al giudice tributario, specialmente se si tratta di imposte di importi particolarmente modesti. Per imposte a debito di importi esigui, per il contribuente conviene sempre chiudere la questione in anticipo, evitando di sobbarcarsi i costi di un contenzioso fiscale che potrebbe rivelarsi molto lungo, ci va sempre per tutti e tre i gradi di giudizio, senza poter sapere in anticipo se si arriverà ad una soluzione a suo favore. Anche, ma soprattutto in questo aspetto, si deve il “successo”, se così lo vogliamo chiamare, di questo istituto deflattivo.

La gestione futura

Sicuramente, a trarre maggior beneficio dalla novità saranno le controversie nei confronti degli Enti locali: circa i tre quarti di tali pendenze tributarie sono di modesto valore, addirittura inferiore ai €. 2.500. Se si alza l’asticella a €. 20.000 euro, emerge che vi rientrerebbero oltre il 90% dei ricorsi. Dal primo gennaio 2016 tutti gli Enti territoriali saranno chiamati a predisporre un proprio ufficio ad hoc per ricevere ed analizzare le istanze di mediazione che riceveranno dai contribuenti. Ricordiamo che l’istanza di mediazione deve essere analizzata da un ufficio diverso rispetto a quello che ha emesso l’atto. Altrimenti non potrebbe essere garantito un’analisi parziale della controversia. L’incognita è come gli altri Enti territoriali riusciranno ad organizzarsi. Ad esempio i Comuni di piccole o microdimensioni in cui si aggiunge un’ulteriore “funzione da svolgere” e dove, oltre ai tempi di preparazione del personale, si pone anche il tema del rischio di una strettissima vicinanza tra l’ufficio che ha emesso l’atto accertativo rispetto all’ufficio che sarà chiamato a rivalutarlo ed eventualmente decidere per un annullamento in autotutela (totale o parziale). La norma prevede che l’individuazione degli uffici competenti alla trattazione dei reclami sia rimessa all’organizzazione interna di ciascuna pubblica amministrazione. La scelta, evidenzia la relazione illustrativa al provvedimento, “risulta da un lato coerente con l’autonomia gestionale e organizzativa tipica degli enti locali; dall’altro evita di imporre un vincolo ad enti impossibilitati a rispettarlo (ad esempio a causa della ridotta dimensione)”. Il meccanismo, pertanto, continuerà a “essere più espressione dell’esercizio di un potere di autotutela dello stesso ente impositore, che va stimolato e incoraggiato», anche con l’obiettivo di responsabilizzare le amministrazioni «a rivedere i propri errori prima dell’intervento del giudice”.

Il ricorso

Per quanto riguarda i dettagli tecnici del nuovo articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992, va evidenziato che a differenza di oggi il ricorso, proposto nelle forme di rito, produrrà anche gli effetti del reclamo (che può contenere o meno una proposta di mediazione). Il ricorso, da presentare alla Commissione Tributaria Provinciale, competente per territorio, diventerà procedibile solo trascorsi i 90 giorni necessari per esperire la procedura amministrativa volta alla eventuale definizione anticipata della lite fiscale. Laddove la mediazione si concluda favorevolmente, il contribuente dovrà versare l’importo concordato (o la prima rata, in caso di pagamento dilazionato) entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo. In tali ipotesi, le sanzioni tributarie saranno ridotte al 35% del minimo previsto dalla legge. Durante i 90 giorni iniziali, previsti dall’articolo 17-bis per concludere la mediazione, la riscossione delle somme dovute in base all’atto oggetto di contestazione resterà sospesa (il termine è cumulabile con la sospensione feriale dei termini processuali, fissata dal 1° al 31 agosto di ogni anno). Una volta passati i 90 giorni il contribuente, affiancato dal suo difensore, avrà a disposizione altri 30 giorni per costituirsi in giudizio davanti al Giudice. Da questo momento in poi, inizia il lungo e tortuoso cammino del contenzioso tributario.

4 comments

  1. Ho presentato istanza di mediazione al Comune contro un’avviso di accertamento ,ma nonostante la scadenza dei termini stabiliti dal D.Lgs.156/2015 non sono stato n’è chiamato e n’è avuto alcuna risposta,posso fare ugualmente il ricorso alla C.T.P.

    • Fiscomania

      Solitamente non c’è mai risposta se l’istanza non viene accolta. Se i termini per il ricorso sono scaduti non può più fare niente. Faccia vedere tutto ad un professionista, se non ne ha uno di riferimento possiamo aiutarla noi.

  2. Mi è pervenuta la cartella della della tari sulla seconda casa di cui sono l’unica proprietaria. A mio avviso è stato
    commesso il seguente errore: tariffa parte fissa- 2 componenti; tariffa parte variabile – 2 componenti,con una indebita maggiorazione dell’importo della cartella medesima.Forse avranno compreso mio marito,che sulla proprietà non può vantare alcun diritto. Posso contesta l’errore presso l’ufficio tributi comunale? Grazie.

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