Saldo Imu e Tasi alla cassa entro il 16 dicembre

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Saldo Imu e Tasi in scadenza il 16 dicembre

Entro il 16 dicembre 2015 i contribuenti proprietari di immobili saranno chiamati a versare il saldo Imu e il saldo Tasi per l’anno di imposta 2015, in base alle delibere comunali approvate nel 2015.

Il prossimo 16 dicembre sarà il termine ultimo entro cui versare il saldo Imu e Tasi, dovuti per l’anno di imposta in corso (2015). I contribuenti titolari di diritti di proprietà o altri diritti reali su immobili sono chiamati a versare le imposte patrimoniali sugli immobili sulla base delle aliquote approvate dai Comuni per il 2015. Il versamento di Imu e Tasi, infatti, deve essere effettuato in due rate di pari importo e scadenza semestrale, salvo che il cittadino non abbia deciso di pagare l’imposta entro il 16 giugno di ciascun anno. Ecco la guida aggiornata per il calcolo, le modalità di pagamento e l’eventuale ravvedimento.

Le delibere comunali – E’ scaduto il 28 ottobre scorso il termine entro cui le delibere comunali di approvazione delle aliquote e delle detrazioni nonché i regolamenti dell’Imu e della Tasi per l’anno 2015 dovevano essere pubblicati sul sito www.finanze.it, nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale. A tal fine, si ricorda, i Comuni dovevano inviare tali atti entro il 21 ottobre ai sensi dell’articolo 13, comma 13-bis del D.L. n. 201/2011. Ricordiamo che, nel caso in cui il Comune non abbia deliberato le nuove aliquote o non abbia provveduto alla pubblicazione delle stesse nel sito del MEF entro il termine del 28 ottobre, si renderanno applicabili le aliquote Imu e Tasi deliberate per l’anno di imposta precedente (in questo caso il 2014).

Il saldo in forma di conguaglio – Per effettuare correttamente il calcolo del saldo Imu e Tasi 2015 bisogna tenere presente che il versamento dell’acconto, scaduto lo scorso 16 giugno è stato effettuato sulla base delle aliquote e delle detrazioni approvate per l’anno 2014. Per questo motivo, eventuali variazioni deliberate dai Comuni per l’anno in corso hanno validità soltanto in sede di calcolo del saldo, con il versamento di un eventuale conguaglio a copertura dell’acconto, che potrebbe rivelarsi incapiente. Questo è quanto è stato confermato dalla Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 2/DF del 23 maggio 2013.

Questo significa che, in sede di versamento del saldo Imu e Tasi sarà necessario procedere al ricalcolo dell’importo effettivamente dovuto per l’anno 2015 e pagare il conguaglio a saldo, sulla base degli atti pubblicati sul sito www.finanze.it. In pratica, per molti contribuenti l’acconto e il saldo di Imu e Tasi possono rivelarsi di importo diverso.

La situazione delle delibere comunali – La legge ha fissato infatti il termine del 30 luglio scorso per approvare le delibere sulle imposte locali per l’anno 2015, con successiva pubblicazione  sul sito del Dipartimento delle finanze per consentire la consultazione da parte dei cittadini. Il termine per l’invio al Tesoro, attraverso il portale del federalismo, delle delibere adottate era però il 21 ottobre, e le delibere sono a disposizione sul sito del Mef dal 28 ottobre. Solo seguendo questa procedure le aliquote possono essere correttamente applicate per l’anno in corso, altrimenti restano in vigore le aliquote dell’anno precedente. Un rincorrersi di date che ha creato una certa confusione tanto che ad oggi risultano ben 844 i comuni “ritardatari”. Tra questi vi sono: Napoli, Avellino, Frosinone, Mantova, Matera, Rieti, Terni, Trieste e Verbania. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di aumenti di aliquote come nel caso di Matera o Terni, in altri casi si tratta della conferma o specificazione di aliquote già deliberate (Napoli, Frosinone, Rieti, Verbania), mentre in rari casi come a Trieste è stata deliberata una maggiore detrazione della Tasi. Inoltre molte delle delibere hanno riguardato anche la Tari e la revisione delle addizionali Irpef.

Il presupposto per il versamento dell’Imu – Per quanto riguarda l’Imu, sono tenuti al versamento i possessori di immobili titolari di un diritto reale di godimento sullo stesso (proprietari, diritto di abitazione e/o uso). Gli immobili per i quali deve essere versata la seconda rata entro il 16 dicembre 2015 sono:

  • le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • le unità immobiliari abitative diverse dall’abitazione principale, e relative pertinenze; vi rientrano, ad esempio, le abitazioni tenute a disposizione (c.d. “seconde case”), le abitazioni concesse in locazione, le abitazioni concesse in comodato (uso) gratuito a parenti, in linea retta o collaterale che non siano state assimilate all’abitazione principale dal Comune;
  • le pertinenze diverse da quelle che beneficiano del regime agevolato previsto per l’abitazione principale;
  • gli altri fabbricati non abitativi (es. gli immobili delle imprese, gli uffici e studi privati), diversi dai fabbricati rurali strumentali;
  • le aree fabbricabili, ad eccezione di quelle possedute e condotte da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola, sulle quali persista l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.

Il presupposto per il versamento della Tasi – Per quanto riguarda la Tasi, il presupposto impositivo dell’imposta per l’anno 2015 (articolo 1, comma 669 della Legge n. 147/2013) è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale e di aree edificabili, come definiti ai fini Imu. Sono soggetti passivi dell’imposta il proprietario ed il detentore dell’immobile, secondo quelle che sono le aliquote stabilite dai Comuni. Ad esempio, la Tasi è dovuta anche dagli inquilini che abitano in affitto per una quota parte (tra il 10 ed il 30% dell’ammontare totale). In questo senso, la Legge di Stabilità 2016 ha abolito la TASI sulla prima casa e modificato la Tasi applicabile sulle abitazioni a tenute a disposizione dal contribuente. Ricordiamo che non sono assoggettati alla Tasi i terreni agricoli.

Riepilogo delle casistiche di versamento di Imu e Tasi

Tipo di fabbricatoImuTasi
Abitazione principale e relative pertinenzeNO (solo per categorie A/1 - A/8 - A/9)SI
Altri fabbricatiSISI
Fabbricati ruraliNOSI
Aree fabbricabiliSISI
Terreni agricoliSINO

Modalità di pagamento – La seconda rata e saldo Imu e Tasi 2015 può essere versata tramite modello F24 o bollettino postale. In caso di pagamento tramite modello F24 i codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

Codici tributo ImuImmobile
3912Abitazione principale e relative pertinenze
3914Terreni
3916Aree fabbricabili
3918Altri fabbricati
3925Fabbricati categoria D (quota comunale)
3930Fabbricati categoria D (quota statale)

Codici tributo TasiImmobile
3958Abitazione principale
3959Fabbricati rurali ad uso strumentale
3960Aree fabbricabili
3961Altri fabbricati

L’utilizzo del modello F24 consente la compensazione del tributo dovuto con altri crediti vantati dal contribuente; è possibile riservarsi una quota di credito per versare l’Imu anche nel caso in cui il contribuente intenda presentare il modello 730. In caso di omesso o ritardato versamento di acconto o saldo di Imu e Tasi è possibile intervenire usufruendo delle sanzioni ridotte applicabili con il ravvedimento operoso. Per maggiori informazioni vi rimando a questo articolo: “Ravvedimento operoso di Imu e Tasi“.

La dichiarazione Imu – La dichiarazione Imu va resa al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta; qualora nulla sia variato, non è dovuta alcuna comunicazione al Comune. E’ bene ricordare che i trasferimenti immobiliari sono in generale esonerati dalla dichiarazione Imu, in quanto le informazioni sono recepite dal Comune attraverso l’atto di voltura che il notaio inoltra alla conservatoria dei registri immobiliari.

2 comments

  1. Buongiorno, nella dichiarazione IMU che codice bisogna scrivere nel campo “caratteristiche” per dire che parliamo di un immobile a disposizione? La lista offerta non mi è molto chiara, io presumo codice 3 ovvero “fabbricato con valore determinato sulla base della rendita catastale”. Chiedo conferma grazie

  2. E’ corretto il codice “3”.

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