Denaro contante: nuovo limite di €. 3.000 dal 2017

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Dal 1° gennaio 2016, per effetto della Legge di Stabilità, il limite all’utilizzo del denaro contante passa da €. 999,99 a €. 2.999,99. Tutte le informazioni utili per effettuare pagamenti in contanti in modo sicuro.

La Legge di Stabilità per il 2016 ha previsto l’innalzamento della soglia utile per l’utilizzo del denaro contante, che passa dai €. 999,99, ai €. 2.999,99, e l’obbligo di accettare pagamenti con carte di credito o debito da parte dei commercianti.

La nuova regolamentazione è stata istituita con l’obiettivo di allineare il limite di utilizzo del denaro contante rispetto alla media europea, ma soprattutto per dare nuova spinta (soprattutto psicologica) ai consumi. I

n vista dell’entrata in vigore di questa disposizione facciamo il punto sulle modalità di applicazione della stessa nelle varie fattispecie possibili.

Nuovi limiti all’utilizzo del denaro contante

Con decorrenza primo gennaio 2016, il limite all’utilizzo del denaro contante è innalzato da €. 999,99, sino a €. 2.999. In particolare dal primo gennaio 2016 è vietato trasferire denaro contante o libretti di deposito postali o bancari al portatore o ancora titoli al portatore, in qualsiasi valuta, e a qualsiasi titolo, tra soggetti diversi, qualora il valore oggetto di trasferimento sia complessivamente pari o superiore a €. 3.000,00 (e non più €. 1.000,00).

Superata questa somma, quindi, si rende necessaria, obbligatoriamente, la fruizione di strumenti di pagamento tracciabili, come ad esempio i bonifici bancari o postali, le carte di debito o di credito e gli assegni non trasferibili. A segnalare il mancato rispetto di tale normativa sono chiamati i soggetti destinatari della normativa “antiriciclaggio“, di cui al D.Lgs. n. 231/2007, come ad esempio istituti bancari, ma anche professionisti, come avvocati, notai e commercialisti, che in caso di anomalia nei pagamenti sono tenuti ad effettuare apposita segnalazione alla Ragioneria generale dello Stato competente.

Un aspetto particolarmente importante, su cui spesso si fa confusione, è che il limite all’utilizzo del denaro contante viene assimilato al concetto di prelievo bancario. Sui prelievi bancari, così come a quelli effettuati tramite l’utilizzo del bancomat, non vi è alcun limite di importo da rispettare, al fine del rispetto di questa normativa.

Compatibilmente con gli accordi presi con il proprio istituto di credito ogni soggetto è libero prelevare al bancomat o allo sportello qualsiasi importo, indipendentemente dalle soglie previste per l’utilizzo del contante. Naturalmente l’istituto di credito tiene traccia di questi prelevamenti e soltanto nel caso siano ripetuti e costanti nel tempo viene effettuata una segnalazione alle autorità competenti.

L’obbligo imposto dalla normativa sull’utilizzo del denaro contante, infatti, è circoscritto ai soli trasferimenti di denaro effettuati tra soggetti diversi all’interno di una transazione. Nel caso di prelevamento bancario le somme, restano comunque di proprietà dello stesso soggetto.

L’aspetto importante su cui porre attenzione è che le somme superiori a € 2.999.99 non potranno essere in alcun modo utilizzate per effettuare transazioni commerciali. In questi casi occorre utilizzare mezzi di pagamento tracciabili.

Canoni di locazione abitativi

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto l’abrogazione dell’articolo 12, comma 1.1 del D.L. n. 201/2011, ai sensi del quale, in deroga al limite (allora previsto) di €. 999,99, i pagamenti riguardanti i canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, dovevano essere corrisposti obbligatoriamente, qualsiasi ne fosse l’importo, in forme e modalità che ne escludevano l’uso del contante e ne assicuravano la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore.

In pratica, i pagamenti dei canoni di locazione abitativa potranno essere nuovamente effettuati con utilizzo di denaro contante, rispettando l’attuale soglia di €. 2.999,99.

Professionisti e Pos

I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche i professionali, erano tenuti, in base alla previgente disciplina, ad accettare pagamenti tramite carte di debito per importi superiori a €. 30,00. La legge di stabilità 2016 interviene andando a modificare questa disciplina, nel modo seguente:

  • Impone ai suddetti soggetti e, quindi, anche ai professionisti l’accettazione dei pagamenti non solo tramite carte di debito, ma anche con carte di credito (salvi i casi di oggettiva impossibilità tecnica);
  • Elimina qualsiasi riferimento a eventuali importi minimi e precisa che i DM attuativi dovranno prevedere, accanto alle modalità e ai termini di attuazione della previsione normativa, anche le fattispecie costituenti illecito e l’importo delle relative sanzioni amministrative pecuniarie. Ne consegue che la richiesta di pagamento tramite carte di debito o di credito potrebbe intervenire anche per importi pari o inferiori a €. 30,00 (limite operativo fino al 31 dicembre 2015 per effetto delle indicazioni contenute nel D.M. 24 gennaio 2014).

Cambiavalute e money transfer

Il limite di €. 2.999,99 è applicabile anche per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta effettuata da parte di soggetti iscritti nella sezione prevista dall’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 141/2010, ovvero i c.d. “cambiavalute“, in relazione ai quali era stata precedentemente fissata una soglia massima di €. 2.499,99.

La Legge di Stabilità 2016, lascia inalterata, invece, la soglia di €. 999,99 istituita per il servizio di rimessa di denaro effettuata dai c.d. “money trasfer“, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) n. 6 del D.Lgs. n. 11/2010.

Assegni vaglia postali e depositi al portatore

Viene lasciato inalterato a €. 1.000,00 l’importo a partire dal quale assegni bancari e postali, e assegni circolari e vaglia postali e cambiari devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Anche per i libretti bancari e postali al portatore la soglia massima resta ferma a €. 999,99.

Settore dell’autotrasporto

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto l’abrogazione dell’articolo 32-bis, comma 4, del D.L. n. 133/2014 convertito, ai sensi del quale, al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata alla prevenzione delle infiltrazioni criminali e del riciclaggio del denaro derivante da traffici illegali, tutti i soggetti della filiera dei trasporti dovevano provvedere al pagamento del corrispettivo per le prestazioni rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada, di cui al D.Lgs. n. 286/2005, utilizzando strumenti elettronici di pagamento, ovvero il canale bancario attraverso assegni, bonifici bancari o postali, e comunque ogni altro strumento idoneo a garantire la piena tracciabilità delle operazioni, indipendentemente dall’ammontare dell’importo dovuto.

Per le violazioni di tali norme avrebbero dovuto trovare applicazione le disposizioni dell’articolo 51, comma 1, del D.Lgs. n. 231/2007, ai sensi del quale i soggetti destinatari della disciplina “antiriciclaggio” che, nell’esercizio della propria attività professionale, hanno notizia di infrazioni alle disposizioni, tra le altre, in tema di limiti all’utilizzo del denaro contante, ne riferiscono entro trenta giorni alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato per la contestazione e gli altri adempimenti previsti dall’articolo 14 della Legge n. 689/81. Anche in questo caso, quindi, è operativa la disciplina di carattere generale recante, a decorrere dal primo gennaio 2016, la possibilità di pagare in contanti fino a €. 2.999,99.

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