Documento di trasporto “DDT”: guida al corretto utilizzo

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Il Documento di trasporto (DDT) è un documento contabile emesso dai soggetti passivi Iva nel momento in cui avviene la movimentazione dei beni. Vuoi sapere come compilarlo? Ecco la guida.

Il Documento di trasporto (DDT) è un documento contabile di consegna emesso in relazione alla movimentazione di beni da parte di soggetti passivi Iva, sia che esercitino in forma individuale che collettiva.

L’effettiva operatività di tale documento contabile coincide con l’abrogazione delle disposizioni (DPR n. 627/1978) riguardanti l’obbligo di emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti (fattura o bolla accompagnatoria), a seguito della quale, i beni viaggianti, in linea di principio, non devono essere più obbligatoriamente assistiti da documento accompagnatorio.

Ai fini fiscali, il Documento di trasporto può essere utilizzato quando il contribuente abbia intenzione di:

  • Avvalersi della fatturazione differita (articolo 21, DPR n. 633/72);
  • Vincere le presunzioni di acquisto o di vendita previste dalla nostra disciplina (articolo 53, DPR n. 633/72).

Documento di trasporto DDT

Il DPR n. 472/96 ha introdotto il Documento di trasporto (DDT) come sostituzione della precedente Bolla di Accompagnamento.

Il DDT certifica un trasferimento di merci dal cedente (venditore) al cessionario (acquirente). La consegna avviene presso la sede indicata dal cessionario quale luogo di consegna.

Il trasporto può essere effettuato sia dal mittente che dal destinatario, oppure utilizzando un trasportatore che si assume l’incarico della consegna.

Il Documento di trasporto viene emesso almeno in duplice esemplare (uno per il cedente e uno per il cessionario) e in forma libera, ossia senza vincoli di forma, di dimensioni o di tracciato, prima dell’inizio del trasporto o della consegna della merce, ovvero prima della consegna diretta o dell’affidamento dei beni al trasportatore, e deve contenere l’indicazione alcuni elementi obbligatori.

Normativa civilistica

I Documenti di trasporto non rispondono solo all’adempimento della normativa fiscale ma ricoprono anche necessità di carattere civilistico come ad esempio la tutela e la garanzia per Cedente e Cessionario dell’avvenuta consegna delle merci nonché per una corretta gestione amministrativa.

È quindi da valutare caso per caso l’opportunità di certificare con DDT anche operazioni che sarebbero esenti per la legislazione fiscale anche allo scopo di ottenere dalla controparte ricevuta dell’effettiva consegna dei beni.

Dopo la soppressione della Bolla di Accompagnamento, l’introduzione del Documento di trasporto permette alle imprese di continuare ad emettere la fattura differita, che senza documento di trasporto non avrebbe più avuto senso mancando il giustificativo di consegna.

Caratteristiche del Documento di trasporto

Il DDT deve contenere obbligatoriamente i seguenti elementi, ai sensi dell’articolo 1 del DPR n. 472/96, affinché il documento sia valido fiscalmente:

Data e numero di emissione

In caso di fatturazione differita, prevista dall’articolo 21, comma 4 del DPR n. 633/1972, inoltre, nella particolare ipotesi in cui non coincidano la data di consegna dei beni e la data di compilazione del documento di trasporto, sulla fattura potrà riportarsi esclusivamente la data di formazione del DDT (sul documento di trasporto dovrà indicarsi la diversa data di consegna o di spedizione).

Se il documento di trasporto viene per la fatturazione differita, si evidenzia che, per quanto concerne le cessioni di beni effettuate nel mese solare precedente fra gli stessi soggetti utilizzando il DDT, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa.

Generalità dei soggetti

Sul documento deve essere indicata la ditta, la denominazione o ragione sociale dei soggetti coinvolti (nome e cognome in caso di persone fisiche), residenza o domicilio degli stessi (ubicazione della stabile organizzazione per i non residenti) e, relativamente al soggetto emittente il suo numero di partita Iva.

Se il trasporto è affidato a terzi, devono essere indicate le generalità dell’impresa trasportatrice e non quelle della persona che esegue materialmente il trasporto.

Descrizione dei beni

Con riferimento alla descrizione dei beni ceduti, l’indicazione della quantità degli stessi può essere effettuata in cifre, senza che sia necessaria l’indicazione in lettere.

I beni oggetto del trasporto non devono necessariamente essere viaggiare assieme al DDT, il quale può essere inviato anche separatamente, tramite servizio postale, a mezzo corriere oppure mediante strumenti elettronici, purché ciò avvenga entro la mezzanotte del giorno di consegna.

Infine, occorre sottolineare che il documento di trasporto è soggetto a specifici obblighi di conservazione (articolo 39, DPR n. 633/72).

Conservazione del DDT

Il Documento di trasporto è soggetto agli obblighi di conservazioni legati ai documenti obbligatori ai fini Iva, come previsto dall’articolo 39 del DPR n. 633/72.

Tale articolo, rimanda, infatti all’articolo 22 del DPR n. 600/73, il quale prevede che tali documenti debbano essere conservati da contribuente fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, anche oltre il termine di 10 anni stabilito dall’articolo 2220 del codice civile.

Trasporto di merci destinate alla vendita

Il DDT, completo di tutti gli elementi sopra descritti, è idoneo a consentire la fatturazione differita sia al cedente sia al cessionario con la precisazione che, ai fini della fatturazione differita, al documento di trasporto è equiparato qualsiasi altro documento (lettura di vettura, polizza di carico, ecc.), purché esso contenga le informazioni sopra descritte.

In presenza di tutti gli elementi previsti, sono idonei a tale scopo anche i documenti postali nonché lo scontrino e la ricevuta fiscale. Qualora il cedente invii i beni per alcune lavorazioni ad un’impresa terza, la quale, successivamente, dovrà provvedere direttamente all’invio della merce al cessionario, per poter usufruire della fatturazione differita, sarà necessario che l’impresa che effettua le lavorazioni emetta un documento di trasporto (relativo alla movimentazione dall’impresa terza al cessionario) che contenga gli elementi identificativi di tutti i soggetti coinvolti nell’operazione (impresa terza, cedente, cessionario).

Casi particolari

Allo stesso tempo, nell’ipotesi di vendite triangolari (movimentazione dei beni dal cedente direttamente all’acquirente del primo cessionario), il secondo cedente potrà emettere fattura differita a fronte del documento di trasporto emesso dal primo cedente.

Ciò, tuttavia, a patto che la cessione dal primo cedente al secondo cessionario senza il transito presso il secondo cedente/primo cessionario risulti da atto scritto, anche sotto forma di ordine commerciale, e che dal documento di trasporto emesso dal primo cedente si evinca che la consegna diretta al secondo cessionario viene eseguita su disposizione del secondo cedente.

Infine, nel caso di trasporto di beni ceduti dagli agricoltori esonerati (articolo 34, DPR n. 633/72), l’emissione del documento di trasporto, prevista allorché si voglia usufruire della fatturazione differita, spetta al cessionario soggetto Iva dal momento che, in tale ipotesi, è quest’ultimo ad essere il soggetto tenuto ad emettere la fattura, e, pertanto, nella movimentazione dall’agricoltore esonerato al cessionario, i beni possono viaggiare senza DDT, ferma restando la possibilità per quest’ultimo di avvalersi della fatturazione differita.

Il documento di trasporto potrà essere emesso dal cessionario, inoltre, anche con riferimento ai conferimenti di prodotti agricoli da parte di produttori soci o associati ad enti, cooperative o altri organismi associativi.

Trasporto di beni a titolo non traslativo

L’emissione del DDT può avvenire anche al fine di superare le presunzioni acquisto o di vendita previste dalla normativa in materia (articolo 53 del DPR n. 633/72). Ciò accade con riferimento alla movimentazione di beni a titolo non traslativo (deposito o comodato, lavorazione, prova, ecc.).

Ciò anche nell’ipotesi, di “tentata vendita“, vale a dire quando la merce viene consegnata al cliente senza che tale consegna sia supportata da alcun ordine da parte di quest’ultimo. In questo caso, infatti, all’atto della consegna dei beni viene predisposto un documento di trasporto generale (cd. “documento di automezzo“) per tutti i beni che escono dai locali dell’impresa. In ogni caso, per le movimentazione di beni a titolo non traslativo, per poter assolvere alla propria finalità, il DDT deve contenere l’espressa indicazione della causale non traslativa del trasporto.

Per quanto concerne lo svolgimento di operazioni internazionali, anche in queste situazioni il DDT deve essere utilizzato dagli operatori economici allo scopo di avvalersi, nei casi consentiti, della fatturazione differita, nonché come mezzo di prova dell’avvenuta o della mancata effettuazione dell’operazione.

Con riferimento alle cessioni all’esportazione, non è prevista l’emissione del documento di trasporto, dal momento che, da un lato, non è più obbligatorio far scortare i beni viaggianti da un documento accompagnatorio e, dall’altro, l’operazione doganale di esportazione richiede l’esibizione delle fatture immediate.

In ordine a tale ultima situazione, il DDT potrà, quindi, essere emesso esclusivamente nelle ipotesi in cui sono coinvolti più di due soggetti (esportazioni tramite commissionario ed esportazioni triangolari).

In questi casi, infatti, spetterà al commissionario o al promotore della triangolazione presentare la fattura in dogana, al fine di compiere le formalità relative all’esportazione (sul documento di trasporto dovrà aversi cura di annotare anche la destinazione estera dei beni e il tipo di operazione).

Per quanto concerne, poi, le cessioni intracomunitarie, il documento di trasporto potrà essere emesso sia in funzione della possibilità di avvalersi della fatturazione differita, ai sensi dell’articolo 21, comma 4 del DPR n. 633/72, sia come mezzo di prova ai fini della dimostrazione dell’effettività delle cessioni intracomunitarie, nonché della movimentazione di merci a titolo non oneroso verso Paesi aderenti alla Comunità europea.

In ordine, infine, alle cessioni verso operatori di San Marino, il soggetto nazionale è obbligato ad emettere un documento di trasporto (con indicazione della relativa causale), in tre esemplari (quattro, se il trasporto è tramite vettore), due dei quali devono scortare i beni, per essere poi esibiti, per i necessari riscontri, all’Ufficio Tributario di San Marino all’entrata del territorio dell’omonima Repubblica.

Documento di trasporto e ricevuta fiscale

I contribuenti che sono tenuti all’emissione della ricevuta fiscale per la certificazione dei corrispettivi non devono compilare il Documento di trasporto. L’emissione della ricevuta fiscale (completa dei dati identificativi del cliente) consente di procedere all’emissione della fattura differita e sostituisce di fatto il documento di trasporto stesso.

Premesso che la fattura differita va emessa solo ed esclusivamente nel caso di cessione di beni, è opportuno chiarire il comportamento da seguire in caso di prestazioni di servizi che presuppongano la consegna del bene finito o lavorato. Innanzitutto il comportamento da tenere cambia se la prestazione viene resa in un locale non aperto al pubblico o presso un’impresa, oppure in un locale aperto al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione di un cliente privato.

  • Nel caso di prestazione resa in locale non aperto al pubblico o presso un’impresa l’operazione dovrà essere conclusa con emissione di fattura ordinaria. Il documento di trasporto dovrà essere sempre emesso qualora si renda necessario vincere le presunzioni di cessione, quindi se unitamente alla prestazione vengono fornite merci. Per comprovare la consegna delle merci sarebbe sempre opportuna l’emissione di un documento di trasporto da far controfirmare per ricevuta dal cliente.
  • Nel caso invece la prestazione venga resa in un locale aperto al pubblico o nell’abitazione di clienti privati non è obbligatoria l’emissione della fattura se non a richiesta del cliente e non oltre il momento di effettuazione della prestazione. In questo caso deve essere emessa la Ricevuta Fiscale al momento del suo completamento.

Al fine di vincere la presunzione di cessione all’articolo 53 del DPR n. 633/72 consiglio sempre l’emissione di un DDT quando si prevede che la prestazione venga terminata in una data diversa dalla consegna dei beni.

DDT: beni in conto lavorazione

Nel caso di consegna di beni a terzi (ovvero da parte di terzi) in conto lavorazione, deposito, comodato ovvero in dipendenza di contratti estimatori o contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altra motivazione che non configura il trasferimento di proprietà, il DDT costituisce una delle prove valide per vincere la presunzione di cessione (ovvero di acquisto nel caso di ricezione merci).

Per adempiere correttamente al suo scopo il DDT deve contenere la causale del trasporto e deve essere conservato da entrambe le parti.

Documento di trasporto: agenti di commercio

Relativamente ai campionari bisogna distinguere fra due ipotesi, e cioè che il campionario non sia altro che un insieme di campioni senza valore, di modico valore, appositamente contrassegnati e non vendibili; oppure che il campionario sia composto da beni identici o simili a quelli di normale vendita e di valore più o meno rilevante.

Nel primo caso, poiché le cessioni di campioni senza valore non sono considerate cessioni di beni (articolo 2, comma 6, lettera d), DPR n. 633/1972) nessuna formalità è prevista per la loro movimentazione, utilizzo, ecc.

Nella seconda ipotesi, si tratta invece di vincere la presunzione di cessione di beni immessi nel campionario (articolo 53, DPR n. 633/1972) e, pertanto, deve essere emesso un documento di trasporto (destinatario l’agente o il rappresentante), con causale “conto campionario“, con l’elencazione dei beni che compongono il campionario stesso.

Per quanto riguarda la sostituzione del campionario (o anche la sua variazione), l’agente emetterà per la restituzione del campionario stesso un suo documento di trasporto, destinataria la casa mandante (con riferimento al documento precedente) e la stessa casa mandante emetterà ovviamente un nuovo DDT per la consegna del nuovo campionario, oppure modificherà o integrerà il vecchio documento.

Dopo l’abolizione della bolla, non è più obbligatorio che il DDT accompagni il campionario a bordo dell’autoveicolo dell’agente. Il Documento di trasporto emesso dalla Casa mandante dovrà però essere conservato ai sensi dell’articolo 39, DPR n. 633/1972.

Documento di trasporto: conservazione

Ai sensi dell’art. 2220 del Codice Civile i documenti di trasporto devono essere conservati, sia dall’emittente che dal destinatario, per dieci anni dalla data della loro emissione mentre ai fini fiscali, ai sensi dell’articolo 39 del DPR n. 633/72, tali documenti devono essere conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al  corrispondente periodo d’imposta.

59 comments

  1. Volevo sapere se é possibile delle informazioni a riguardo gli imballaggi ,mi spiego meglio.
    Sono un agricoltore ho compilato il ddt per tentata vendita per poi inseguito fare la fattura differita. Siccome la mia commercialista mi ha detto di non fatturare in doppia aliquota e sapendo che l imballaggio va fatturato al 22%,ho emesso ddt come segue:
    Descrizione merce-um-quantità
    Verdura kg 1500
    Alla voce colli kg.lordo kg netto
    150 casse 1500
    Annotazioni e variazione
    Imballaggio 150 cassa fornito dal mittente a perdere.
    Al momento del pagamento ho notato che il cliente ha pagato solo la quantità della verdura giustificandosi che non erano riportati nella descrizione del ddt.
    In questo caso il ddt con l imballaggi che poi dovrò fatturarli anche essi al 4%come dovranno essere riportati in modo che il clienti ha il conteggio delle casse e pagarle?
    La ringrazio vivamente se risponderà, in modo molto elementare pratico in modo da poter capire dove sbaglio,alla mia domanda.

  2. sapere invece come va compilato il ddt avendo a conoscenza quanto segue:

    Ho emesso un ddt di vendita al kg al cliente che oltre alla merce doveva pagarmi anche l imballaggio,sapendo che la mia commercialista mi ha detto di fatturare solo al 4% essendo solo produttore, alla voce colli del dtt ho scritto 150 casse alla voce note imballaggio del mittente a perdere.

    Il cliente ha pagato prima della fd  e ho notato che non aveva pagato l imballaggio giustificandosi che non erano riportati nel ddt.

    Per pagarli il cliente sostiene che devono essere inseriti nella descrizione del ddt in modo che lui abbia la conta di essi.

    Per fatturare tutto al 4 il ddt come va compilato per non avere problemi con il cliente al momento del pagamento?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      considerato il fatto che l’imballaggio è al 22% di Iva, mentre la merce al 4%, fatturare l’imballaggio al 4% non è possibile (sarebbe fuori legge). Se vuole fatturare tutto al 4% per riprendere il costo dell’imballaggio dovrà aumentare il valore della merce.

      • Caspiterina non avevo idea .
        Ma io al cliente comunque avevo detto che devo fatturare al 4 ma lui sostiene che se devo incrementare il prezzo devo comunque riportare in ddt il numero dell imballaggio per rendersi conto dell aumento del prezzo.
        C è una descrizione da riportare sul ddt di quanto detto?
        Scusatemi ma sono ignorante in materia non so se riesco a farmi capire.
        Non evadere e essere un fuori legge ma dovrà pur esserci qualcosa per regolarizzare la cosa.
        Oppure il cliente vuole fare il furbo sapendo che non posso fatturare al 22?

        • Fiscomania

          Il cliente vuole che lei riporti il numero dell’imballaggio e se lo fa deve fatturare con due aliquote diverse. Credo che l’unica persona che possa dirimere la situazione sia il suo commercialista, che le ha indicato di non fatturare con aliquote diverse. Trovi con lui la soluzione migliore (credo anche io che il cliente voglia fare il furbetto, conoscendo la situazione che non fatturerà al 22%).

          • Siccome ci sono anche i suoi imballaggi vuole la distinta fra i due imballaggi e se non li riporto in ddt lui non sa quali sono quelli da pagare.

          • Fiscomania

            Lui dal suo punto di vista ha ragione. Lei deve chiarire con il suo commercialista come intende fare, se non vuole fatturare con aliquote diverse.

  3. Il commercialista dice che se devo fatturare anche al 22 devo cambiare registro contabile, e non vale la pena farlo solo per gli imballaggi.
    Mi ha consigliato di emettere ddt alla voce descrizione
    150 casse verdure compreso imbal.e seguire poi le parti tabellate del documento normalmente
    mentre per distinguerli con quelli del fornitore
    Verdure e seguire poi normalmente
    Cosa che io ho già fatto,ma manco in questo modo ho avuto risultati.
    Pensavo che fosse il mio commercialista che non era capace di trovare una dicitura corretta da riportare in ddt.Ma devo ricredermi.
    Grazie

  4. Gentile,

    Scusate per la mia invadenza ma avrei bisogno di un consiglio in merito agli imballaggi.

    In questi giorni dovrei lavorare con gli imballaggi a rendere senza cauzione,in pratica il cliente dovrebbe fornirmi i suoi imballaggi emettendo un ddt e io a mia volta al momento che emetto il mio dovrei riportare oltre alla merce anche gli imballaggi  suoi che ho utilizzato per la lavorazione  più i miei che poi dovrà restituirmi.

    Perchè riportarli in ddt se poi non verranno fatturati non è più semplice fare una scheda a parte oppure è un modo per tutelarsi in caso di mancata restituzione?

    quello che non mi è ancora chiaro che se sono senza cauzione, il cliente ha detto di non evidenziare  in fattura la cauzione, perchè riportarli in ddt come conta. Lui mi riporta un ddt che scarica le casse io rimetto ddt descrizione:

    Verdura kg. 

    Colli 150 reso Vs.imballaggio nr.150

    Colli 200 Ns.imballaggio a rendere nr.200.

    Non so se così riportati vada bene.

    Ma dal momento che io riporto i miei imballaggi in ddt a rendere sono obbligato poi a riportarli in fattura fino a quanto il cliente non li rende? Se li restituisce prima che io emetto fattura differita come dovrò procedere? Se verranno invece restituiti dopo la fattura dif. dovrò procedere con fattura di reso con aliquota al 22 ? Sono un produttore individuale come farò in tal caso se l aliquota al 22 io non emetterla.

    Grazie spero di essere stato chiaro e di avere risposta in maniera molto elementare essendo ignorante in materia.

    • Fiscomania

      Salve,
      la procedura è quella di emettere di DDT e fattura comprensiva di imballaggi da parte del cliente. Nel momento in cui lei restituirà gli imballaggi il cliente dovrebbe emetterle nota di credito per stornarle l’importo fatturato per gli imballaggi. Se poi lei non dovesse restituirli, il cliente incasserà il totale della fattura.

  5. È il cliente che dovrebbe restituirmi gli imballaggi…..quindi io emetto ddt con i miei imballaggi a rendere nella descrizione più quelli che restituisco e poi f.d.complessiva di tutto merce e imballaggio e in caso di restituzione fare nota di credito.

  6. Salve, quando devo emettere un ddt per il trasporto di materiale espositivo per il miei clienti che però non devono pagarmi e che io a mia volta compro da un mio fornitore, quale causale devo mettere

    • Fiscomania

      Indicherà la descrizione del materiale con l’indicazione che trattasi di materiale espositivo ad uso gratuito.

      • E poi devo emettere fattura?

      • Non sono visti come cessione di beni che nn rientrano nell attività dell impresa? In quanto non sono prodotti da me ma sono solo accessori che io do al cliente x esporre il mio prodotto

        • Fiscomania

          Questo aspetto non rileva, lei può cedere gratuitamente quello che vuole.

          • Posso tenere un registro degli omaggi e non emetto fattura ?

          • Fiscomania

            Certamente, può tenere il registro degli omaggi dove dovrà riportare imponibile e Iva di ogni operazione. La tenuta corretta del registro sostituisce l’emissione della fattura per omaggi.

          • Anche se i m miei clienti sono titolari di P.IVA?

          • Fiscomania

            La cessione gratuita che lei sta effettuando è relativa a beni estranei alla sua attività, se si tratta di beni di valore singolarmente superiore ad €. 50 si tratta di operazione imponibile Iva, mentre sarà operazione non soggetta ad Iva ai sensi dell’articolo 2 del DPR 633/72 in caso contrario. L’istituzione del registro, in caso di operazione soggetta ad Iva consente di derogare all’emissione della fattura al cliente, ma in questo modo lei resterà incisa dall’Iva a debito, che invece potrebbe addebitare per rivalsa al cliente.

    • Buon giorno , sono un commerciante di tappeti orientali e svolgo la mia attività in Italia , clienti svizzeri chiedono se posso recarmi presso la loro abitazione per valutare sul posto la possibilità d’acquisto di alcuni tappeti, chiedevo che tipo di documento di trasporto devo avere , grazie.

      • Fiscomania

        L’azienda per la quale porta un campionario dovrà consegnarle un documento di trasporto, indicando che si tratta di merci in campionario, non destinate alla vendita.

  7. Buongiorno, ho acquistato un defibrillatore con armadietto da installare in oratorio per il quale la ditta cedente ha rilasciato regolare fattura intestata alla Parrocchia (solo codice fiscale); ora devo sostituire l’armadietto con un altro di diverso tipo ma la ditta mi chiede il DDT di reso: come posso farlo?

    • Fiscomania

      Salve, trattandosi di un cliente privato, come la parrocchia non ha senso fare un DDT di reso. Spieghi la situazione al fornitore.

  8. Moira Bordignon

    Buona giornata, io sono un’artigiana e sono in procinto d’aprire partita iva con regime fiscale forfettario, vorrei sapere se devo compilare il documento di trasporto per merce in conto vendita che consegno ai negozi ,come devo fare e quanto tempo posso lasciare la merce in conto vendita presso i negozi. Grazie mille

  9. Buongiorno
    E’ da un po di tempo che tribulo, spero che mi possiate aiutare.

    Una ditta UE acquista in Italia, prodotti di vario genere, passa con i suoi mezzi a ritirarli e li
    importa nella sua sede estera.

    In Italia i frnitori fanno sia fattura accompagnatorie, che DDt con fatttura differita. ma i propri commercialisti non accetano quelle fatture in esenzione perchè mancano le prove di avvenuta esportazione. ma se la ditta estera non si vuole avvalere di spedizionieri e corrieri ? Potete aiutarci, Siamo in ballo da un mese e passa. Grazie

    • Fiscomania

      Salve, per poter emettere fattura “non imponibile” dovete avere prova dell’avvenuta uscita della merce dal un Paese e dell’entrata della stessa in un altro, altrimenti la fattura deve essere emessa con Iva, come se fosse una cessione interna. In pratica cedente deve conservare per il tempo stabilito tutta la documentazione: fatture, documenti di trasporto, bonifici bancari, lettere, telegrammi, per poter dimostrare in caso di controlli che l’operazione è avvenuta in modo regolare.

      • Grazie, ma come ribadisco nella domanda, oltre alla fattura accompagnatoria e dell’eventuale (non sempre necessario) bonifico, ordini, email ecc. la questione è a riguardo LA DOCUMENTAZIONE DI TRASPORTO. Ora, se ci affidassimo ad un corriere nessun problema, ma se l’acquirente è in Italia con PROPRI mezzi, e ritira, e firma il Documento di trasporto o la fattura accompagnatoria, quale altro documento deve produrre ? Non è chiaro perché il legislatore “pensa” che tutti debbano spedire con corrieri o autotrasportatori, quindi, se l’acquirente arriva coi propri mezzi, oltre alla fattura accompagnatoria, all’ordine via e mail, cosa debbo fare per attestare che la merce se ne va in un altro paese ?

        • Fiscomania

          Con la Risoluzione n. 345/E/2007 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nelle cessioni “Franco fabbrica”, quando il cedente mette a disposizione i beni al cessionario che effettua il trasporto a suo carico, costituiscono valida prova della cessione intracomunitaria, i seguenti documenti: la fattura riepilogativa, l’elenco intrastat, il documento CMR firmato da tutti i soggetti intervenuti nella transazione e il bonifico bancario. Può essere sufficiente anche una dichiarazione resa dall’acquirente che le merci sono effettivamente arrivate a destinazione nel suo Paese. In questo modo potrà emettere fattura non imponibile ex articolo 41, e potrà stare tranquillo in caso di controlli dell’Agenzia.

  10. Salve, vorrei chiederle capita a volte che quando faccio una fattura accompagnatoria e spedisco, degli articoli non sono presenti nel pacco per dimenticanza, quando poi devo rispedirli quale causale metto nel dtt visto che io li ho già fatturati?

    • Fiscomania

      In questo caso le opzioni possono essere due: 1) Emette una nota di credito per i beni non spediti, ed emette una seconda fattura accompagnatoria quando spedisce i beni mancanti (soluzione più corretta); 2) Spedisce i beni rimasti allegando la prima fattura indicando su di essa che si tratta di invio parziale di beni non spediti la prima volta, allegando il ddt, indicando “pezzi mancanti”. Il ddt non può mai essere emesso sei poi essere agganciato ad una fattura.

  11. Buonasera, sono un privato ho fatto fare una fattura per l’acquisto di un sedile da doccia e un maniglione. Ora devo restituire il sedile da doccia perchè non conforme alla descrizione. Il negoziante mi ha detto che devo fare
    una bolla di restituzione parziale. Non ho trovato nessun facsimile a cui ispirarmi, mi potete aiutare alla compilazione di questo documento.
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, a mio avviso non occorre che compili una bolla di reso. Probabilmente facendosi fare fattura il negoziante ha pensato che lei fosse un soggetto che agisce in forma imprenditoriale. I privati non hanno bisogno di redigere alcuna bolla o ddt per la restituzione dei beni. Chiarisca questo aspetto con il negoziante.

  12. Buongiorno,
    Chiedo un chiarimento: Si può emettere un DDT con più causali? Ad esempio vendita e reso da conto lavorazione? oppure si deve emettere un DDT specifico per ogni causale?
    grazie

    • Fiscomania

      Il DDT accompagna i beni, quindi se i beni fanno riferimento a processi diversi è possibile comunque fare un unico DDT.

  13. buongiorno, devo restituire materiale acquistato in Polonia e dichiarato in Intrastat perché difettoso. Come devo fare??

  14. Buonasera.
    Nel commercio elettronico indiretto (assimilato alle vendite per corrispondenza) i commercianti possono solo riportare i totali giornalieri nel registro dei corrispettivi o fare fattura se il cliente la richiede.
    Hanno comunque l’obbligo del ddt o e’ facoltativo/consigliato?
    Leggo molte risposte totalmente contrastanti online sull’argomento.
    Grazie.

    • Fiscomania

      Se c’è una vendita per corrispondenza di un bene fisico, il commerciante che effettua la vendita, se spedisce il bene non occorre la compilazione del DDT. Se, invece, la spedizione avviene ad esempio con corriere, il DDT deve essere emesso.

  15. Buon giorno dall austria

    Siamo una officina auto in austria
    Abbiamo comprato un auto incidentato a Vicenza da Privato
    La macchina era ancora targata, cosi abbiamo lasciato sia i documenti che le targe alla venditrice per poter fare la cessazione per esportatzione, e abbiamo portato via solo una coppia dell libretto.
    Trattandosi di una macchina per un valore di 300 Euro!!!
    Come Legge, le macchine che vanno vendute all estero, dovrebbero rimanere targate, e solo dopo averle targato all estero si portrebbe fare la devinitive cessaszione in italia.
    Gia questo, non mi sembra ne normale, ne praticabile, ne logico, …
    alle fine ci ha fermato la Polizia, ci ha multato x 400 euro, e siccome l’autista non aveva i soldi liquidi in tasca, ci hanno sequestrato il furgone, il carello e la macchina comprata.
    Hanno lasciato in strada il nostro autista come un cane…
    Il ufficio in questura, dove si poteva pagare la multa chiaramente era chiusa.
    Il giorno dopo, doveva andare in posta per pagare, aspettare finche si trovava un competente x firmare il disequestro..insomm, oltre 5 ore x pagare un verbale:…..Altri 350 euro di carroattrezzi…are
    bella italia…è cosi che si tratta i clienti??
    non abbiamo rubato niente, le macchine erano in ordine ecc.
    e poi, il giorno dopo ci hanno dette che a noi non serve il DDT?
    cosa allora?
    chi mi può dare una risposta concreta?
    perche noi faremo una denuncia x zelo eccessivo.
    non è una meraviglia se L’italia va sempre peggio
    Saluto
    Dagmar rainer

    • Fiscomania

      Salve Rainer, mi dispiace non poterla aiutare, ma il suo campo particolare, ove non ho esperienza diretta. Non saprei esserle di aiuto in modo concreto.

  16. Buongiorno,
    pongo un quesito, spero riusciate ad aiutarmi.
    L’azienda A produce del materiale per l’azienda B
    L’azienda B invia il materiale lavorato all’azienda C con propria DDT scrivendo LUOGO DI PARTENZA indirizzo azienda A e ok..
    l’azienda A per poter emettere fattura all’azienda B emette DDT scrivendo GIACENZA PROPRIO MAGAZZINO
    E menzionando che il materiale è partito con DDT dell’azienda B
    è CORRETTO?
    grazie mille
    Saluti
    Silvana

    • Fiscomania

      Mi sembra che lo schema non torni. A fa fattura a B, ma senza DDT perché la merce è stata spedita a cura di B che rilascia DDT a C.

      • l’Azienda A fa la DDT all’azienda B mettendo però nel campo “destinatario merce” GIACENZA IN MAGAZZINO e con la postilla *merce inviata con ddt nr x della ditta B”, poi questa merce partirà con DDT dell’azienda B verso C
        Un pò contorto, ma pare l’unico modo …o ha altre soluzioni?

  17. Buongiorno,
    a seguito di una spedizione ci siamo accorti che un prodotto già bollato e fatturato non era stato spedito insieme agli altri prodotti. Cosa si può fare per inviarlo in modo corretto? Grazie

  18. buongiorno ,
    avrei cortesemente bisogno di ricevere un chiarimento :
    se nel mese di maggio ho emesso un ddt ed anche la relativa fattura ( in quanto avevo già anche ricevuto il pagamento ) ma il materiale verrà poi solo riturato nel mese di giugno , posso cmq utilizzare il ddt emesso già nel mese di maggio che verrà poi controfirmato dal trasportatore nel mese di giugno ?
    il mio commercialista non è d’accordo ma sinceramente non trovo nulla che mi dica che non posso procedere in questo modo
    grazie molte
    daniela

    • Fiscomania

      Il DDT si emette al momento del trasporto. Perché è stato emesso il DDT se la merce era ferma?! Adesso deve riemetterlo al momento del trasporto.

  19. Buongiorno, avrei per cortesia bisogno di un chiarimento riguardo all’indicazione su DDT del vettore incaricato del trasporto allo scopo di verificare la correttezza del nostro operato c/o l’azienda in cui lavoro. Noi ci avvalliamo sia di spedizionieri (che provvedono a ritirare le merci a mezzo di vettori di loro scelta), che di spedizionieri/vettori (che possono ritirare sia con mezzi propri che di terzi), che di puri trasportatori. In tutti i casi l’indirizzo che appare sui nostri DDT è quello del soggetto a cui abbiamo assegnato il mandato, completo di indirizzo, P.IVA e iscrizione all’albo (ove conosciuta), anche se/quando in realtà chi esegue materialmente il trasporto è un soggetto diverso, ovvero quello incaricato dallo spedizioniere o dallo spedizioniere/vettore. Ci premuriamo giusto di trattenere fotocopia del libretto di circolazione riportante l’iscrizione all’albo dell’effettivo vettore, o la licenza comunitaria se straniero. Chiedo: è corretta questa procedura? Chiedo inoltre: l’indicazione dell’iscrizione all’albo su DDT è obbligatoria? Gli spedizionieri “puri” non la posseggono, e dal 2010 la necessità di iscriversi all’albo degli spedizionieri è stata soppressa. Ringrazio per un suo cortese riscontro.

  20. Buongiorno, vorrei sapere per quanti anni il corriere deve conservare i documenti di trasporto firmati, siano essi DdT o Fatture accompagnatorie di mittenti vari. Grazie

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