Intrastat: sanzioni e ravvedimento operoso

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Le sanzioni legate ai modelli Intrastat sono diversificate a seconda che la violazione commessa sia di natura statistica o di natura fiscale.

I modelli Intrastat sono stati introdotti dall’articolo 50 del D.L. n. 331/1993 a seguito della abolizione delle barriere doganali all’interno della Comunità Europea.

Con l’approssimarsi della dichiarazione Iva annuale, assume particolare importanza andare a delineare le conseguenze derivanti dalle eventuali violazioni degli obblighi fiscali o statistici. Questo perché, con la presentazione della dichiarazione Iva si preclude la possibilità di sanare con sanzioni ridotte (tramite ravvedimento), le violazioni riguardanti l’omessa o incompleta presentazione degli elenchi intrastat.

Di seguito andremo ad analizzare le sanzioni legate al mancato invio dei modelli Intrastat e la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso.

ravvedimento Intrastat

I modelli intrastat: quadro normativo

Le disposizioni normative con il quale sono state fissate le modalità ed i termini di presentazione degli elenchi Intrastat sono stabilite dal DM 22.2.2010 con il quale (articolo 4) è stato disposto che il modello accoglie sia dati fiscali che statistici.

L’articolo 6 del D.M. 22 febbraio 2010 dispone che i dati di natura statistica devono essere indicati dai soli soggetti che presentano, per obbligo, gli elenchi riepilogativi con periodicità mensile. Sulla base di tali novità sono stati pertanto introdotti nuovi modelli dedicati alla rilevazione dei servizi (resi o ricevuti). In particolare:

  • per le Cessioni:
    • il modello INTRA1 quater – Sezione 3 “Servizi resi registrati nel periodo;
    • il modello INTRA1 quinquies – Sezione 4 “Rettifiche ai servizi resi di periodi precedenti“;
  • per gli Acquisti:
    • modello  INTRA2 quater – Sezione 3 “Servizi ricevuti registrati nel periodo“;
    • il modello INTRA2 quinquies – Sezione 4 “Rettifiche a servizi ricevuti di periodi precedenti“.

Dal 1° Gennaio 2010 è ammessa la sola presentazione in via telematica tramite il sistema EDI (Servizio Telematico Doganale) ovvero avvalendosi dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).

Modalità di invio intrastat

Sono previste soltanto due modalità di invio: “mensile“, per le cessioni e gli acquisti di beni e servizi resi o ricevuti, se l’ammontare delle operazioni effettuate dal soggetto passivo nel trimestre di riferimento sia superiore a €. 50.000; “trimestrale” per i restanti soggetti. I modelli Intrastat vanno presentati, seguendo le sotto indicate scadenze:

  • in caso di obbligo mensile – entro il 25 del mese successivo a quello di riferimento (esempio , per gennaio la data di presentazione è il 25 febbraio);
  • in caso di obbligo trimestrale – entro il 25 del mese successivo al trimestre di riferimento. I termini di presentazione sono quindi il 25 aprile, il 25 luglio, il 25 ottobre e 25 gennaio.

Se il 25 è giorno festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno feriale successivo. Dopo aver brevemente riepilogato il quadro normativo vediamo come rimediare in caso di omessa o errata presentazione dei modelli Intastat.

Sanzioni Elenchi Intrastat

Le sanzioni in materia di Intrastat sono diverse a seconda che si tratti di violazioni di natura statistica o violazione di natura fiscale. Le due diverse fattispecie sono così disciplinate dalla normativa attualmente in vigore:

  • Violazioni di natura statistica – sono disciplinate dall’articolo 11, D.Lgs. n. 322/1989;
  • Violazioni di natura fiscale – sono disciplinate dall’articolo 34, comma 5, D.L. n. 41/1995.

Violazioni fiscali

L’articolo 11, comma 4, del D.Lgs. n. 471/1997 prevede che l’omessa presentazione degli elenchi Intrastat, ovvero la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione sono punite con la sanzione da €. 500,00 a €. 1.000,00 per ciascuno di essi, ridotta alla metà in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dagli uffici abilitati a riceverla o incaricati del loro controllo.

La sanzione non si applica se i dati mancanti o inesatti vengono integrati o corretti anche a seguito di richiesta.

In pratica, in base alla richiamata disposizione normativa:

  • Se gli elenchi sono stati omessi si applica la sanzione da €. 500,00 a €. 1.000,00 per ciascuno di essi, ridotta alla metà (da €. 250,00 a €. 500,00) in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dagli uffici abilitati a riceverla o incaricati del loro controllo;
  • Se gli elenchi sono stati presentati in maniera incompleta, inesatta o irregolare si applica la sanzione da €. 500,00 a €. 1.000,00 per ciascuno di essi, salvo che non si provveda spontaneamente alla correzione o che la correzione avvenga nel termine di 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio.
ViolazioniSanzioni
Omessa presentazione elenco riepilogativoda 500 a 1.000 euro
Presentazione tardiva entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficioda 250 a 500 euro
Presentazione elenco incompleto, inesatto o irregolareda 500 a 1.000 euro
Regolarizzazione entro 30 giorni dalla richiesta dell’ufficio o regolarizzazione spontanea dell’interessatonessuna sanzione
Regolarizzazione degli errori od omissioni dopo la constatazione da parte dell’Amministrazione100 euro (1/5 del minimo)

Ravvedimento operoso Intrastat

Per rimediare all’omessa presentazione o alla incompleta, inesatta o irregolare presentazione degli elenchi Intrastat, è possibile usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso, così come disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997, ottenendo in tal modo la riduzione delle sanzioni ad 1/8 del minimo.

Riduzione delle sanzioni intrastat

La tardiva presentazione degli elenchi Intrastat può essere regolarizzata mediante ravvedimento operoso:

  • Entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine di presentazione dell’elenco riepilogativo: la sanzione da applicare è pari a 1/9 del minimo, ovvero €. 55,56;
  • Entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa: la sanzione da applicare è pari a 1/8 del minimo, ovvero €. 62,50;
  • Entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione: la sanzione è pari a 1/7 del minimo, ovvero €. 71,42;
  • Oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa Iva all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione: la sanzione è pari a 1/6 del minimo, ovvero €. 83,33;

Versamento sanzione intrastat con F24

Conseguentemente, il pagamento dovrà essere effettuato con modello F24 indicando il codice tributo8911” – “Sanzione pecuniaria per altre violazioni imposte sui redditi e Iva“. Indicando l’anno di imposta per il quale si effettua il versamento.

Ricordiamo che gli elenchi Intrastat possono essere presentati usufruendo del ravvedimento operoso entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno di imposta oggetto di comunicazione (Risoluzione n. 20/E/2005 Agenzia delle Entrate), in quanto la presentazione dei modelli Intrastat in ritardo costituisce una violazione formale che ostacola l’attività di controllo e, pertanto,autonomamente sanzionabile.

Sono, inoltre, applicabili gli istituti del cumulo giuridico (articolo 12 D.Lgs. n. 472/1997) e della definizione agevolata delle sanzioni (di cui all’articolo 16 del D.Lgs. n. 472/1997).

Violazioni statistiche degli Elenchi Intrastat

Ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del D.L. n. 41/1995, le violazioni di natura statistica sono punite con l’applicazione della sanzione amministrative alle sole imprese che realizzano scambi commerciali con i Paesi membri dell’Unione europea per un ammontare pari o superiore a €. 750.000,00, secondo quanto indicato nel DPR 19 luglio 2013.

Le sanzioni sono applicate una sola volta per ogni elenco Intrastat mensile inesatto o incompleto a prescindere dal numero di transazioni mancanti o riportate in modo errato nell’elenco stesso.

Le violazioni statistiche sono sanzionate dall’articolo 34, comma 5, del D.L. 41/1995, così come modificato dall’articolo 25 D.Lgs. n. 175/2014, il quale ha limitato e semplificato l’onere comunicativo-statistico, nella considerazione che gli eventuali errori commessi in sede di adempimento comunicativo hanno natura formale, in quanto non idonei ad arrecare un danno erariale.

In particolare, l’omissione o l’inesattezza dei dati statistici negli elenchi riepilogativi si applica alle sole imprese che rispondono ai requisiti indicati nei Decreti emanati annualmente, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, D.Lgs. n. 322/1989.

Tale disposizione prevede, al primo comma, secondo periodo, che “è annualmente definita, in relazione all’oggetto, ampiezza, finalità, destinatari e tecnica di indagine utilizzata per ciascuna rilevazione statistica, la tipologia di dati la cui mancata fornitura, per rilevanza, dimensione o significatività ai fini della rilevazione statistica, configura violazione dell’obbligo di cui al presente comma”.

In forza dell’ultimo Decreto pubblicato, trattasi delle imprese che realizzano scambi commerciali con i Paesi membri dell’Unione europea per un ammontare pari o superiore a €. 750.000,00, secondo quanto indicato nel DPR 19 luglio 2013.

Il riformulato articolo 34, comma 5, D.L. 41/1995 specifica, inoltre, che la sanzione prevista per le violazioni statistiche è applicata una sola volta per ogni elenco mensile inesatto o incompleto, a prescindere dal numero di transazioni mancanti o riportate in modo errato nello stesso.

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